"L'uomo ha sempre davanti le fondamenta della fede. La Genesi vive nella natura. Ora, uno che sa vedere, sa anche credere"
Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for
domenica 24 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
LA LUCE BIANCA E’ UN ARCOBALENO
Dagli Atti
degli apostoli si evince che questi fra di loro si correggevano, aiutavano e
sostenevano. Pietro ne era il capo, colui a cui spettava l’ultima parola, ma in
realtà questa era il frutto dell’elaborazione di tutti. Cioè si giungeva ad un
accordo e si prendeva la decisione reputata più idonea dopo una meditazione ed
un consulto con i fratelli. Praticamente parlavano fra di loro in presenza
dello Spirito Santo che veniva evocato non solo a parole, ma con la forza della
loro buona volontà: desideravano davvero la Sua presenza perché non volevano
agire di testa propria mettendo in mezzo i loro caratteri o i loro personali
pregiudizi.
In realtà,
quando si agisce così, ognuno diviene una voce dello Spirito Santo, e tutte si
uniscono in un’unica risultante che è la perfetta. E’ come se ciascuno di noi,
toccato dallo Spirito Santo, emettesse una luce colorata ( come i prismi con la
luce del sole). Uno emette la banda del rosso, uno il verde, uno il blu e così
via. Alla fine però, questo arcobaleno meraviglioso di colore darà come
risultante la luce bianca di Dio nella sua completezza e luminosità che
permette di vedere bene ogni cosa. Luce che illumina l’intelletto e l’anima.
Ecco quindi
che mi serve l’opinione emessa da chi dice blu, quella da chi dice viola,
eccetera e non potrò fare a meno di alcuna voce altrimenti non avrò la
“perfezione” di quell’idea.
C’è un di
più: per emettere la luce corretta che mi proviene dallo Spirito Santo, occorre
che io sia limpida come un cristallo purissimo. Ciò avverrà se mi pulisco dai
pregiudizi e dalle mie fissazioni. Sforzandomi di mettere da parte i vizi del
mio modo di essere (per esempio le risposte sgarbate ed impulsive).
Devo essere
trasparente: togliere di mezzo le mie opacità e durezze del carattere facendo
molto silenzio interiore, altrimenti la Luce non mi attraverserà.
Solo in questo
modo sarò portavoce dello Spirito Santo e sarà possibile un accordo sereno con
i fratelli.
FAVORI A NOI STESSI
-La preghiera è un favore che facciamo a noi stessi: uno
stato di grazia continuo. Ci tiene stretti alla Luce evitandoci di cadere. Ci
fa ascoltare il sussurro di Dio che ci suggerisce come amare. Dio ci vuole
oranti per infondere il Suo Spirito in noi e migliorare lo stato della nostra
vita terrena.
lunedì 18 marzo 2013
RITEMPRARSI
-E’ possibile che Gesù si ritempri con la nostra amorosa
presenza, proprio come due amici che si ritemprano stando insieme, ritrovando
la forza per andare avanti nelle loro vite. A Dio non manca nulla, eppure si
ritempra con la mia presenza, perché l’amore è infinito: c’è sempre uno spazio
in più per esso.
domenica 17 marzo 2013
RIVELAZIONI
ma in effetti ora vi rivelerò la mia vera essenza che troverete riassunta efficacemente nell'immagine che segue..
per motivi intellettuali e caratteriali. Mi piace la sua semplicità e l'incapacità di pensar male;per non parlare del suo non aver bisogno di cose particolari. Vorrei somigliargli molto di più!
![]() |
| Ecco la stessa foto fatta con una macchina che ritrae lo stato interiore....ciao!! |
sabato 16 marzo 2013
PREGIUDIZIO: MANCANZA DI FEDE
Quando so di stare alla presenza di una o più persone che
non mi stimano, non mi credono e non mi capiscono, non mi sento a mio agio e
finisco col non voler farmi valere, apprezzare o capire. Lo ritengo fatica
sprecata perché non riesco a capire a che gioco stiamo giocando.
Allora mi metto nella loro prospettiva e mi guardo da fuori
con i loro occhi ed effettivamente, con tali sentimenti in me, sembro ciò che
loro stanno già pensando di me.
Mi sento ferita da una tale vista di me, ma non riesco a
cambiare le cose: non c’è niente che io possa fare per ribaltare la situazione.
Ho un muro davanti: il loro pregiudizio.
A causa di questo muro, loro non stanno ascoltando, vedendo
o cercando di capire me, infatti, qualsiasi cosa io faccia o dica, conferma
soltanto le loro solite aspettative nei miei riguardi. E’ il preconcetto.
Io ho avuto preconcetti e so che sono duri a morire. So che
sono una vera trappola per la mente: tu vorresti ma proprio non riesci a
credere altro, a dare una possibilità alla persona che hai davanti.
Devi ricorrere ai poteri soprannaturali di Dio: il potere di
amare chiunque e oltre ogni muro.
Se ci riesci, stando attaccato come un’edera a Cristo, se ci
riesci anche solo una volta, è fatta! E’ come togliere un mattone dal centro
del muro: comincia a essere più fragile e facile al crollo totale. Un’altra
spinta e verrà giù tutto insieme.
Allora inizi a volare. Ti accorgi che non stai solo
liberando l’altro, ma te stesso! Ti accorgi che puoi attuare la carità, tirando
fuori il “bene” dagli altri che non si sentono più pre-targati, pre-marchiati e
schiavi incanalati nei loro soliti percorsi obbligati.
Se non dai all’altro questa possibilità, non vedrai mai
niente di buono in chi hai di fronte, mentre magari lì davanti a te c’è proprio
Gesù e ti ritroverai a esclamare: “Ma questo non è il figlio del falegname?e
allora da dove gli vengono tutte queste parole?”….e Gesù non poté fare miracoli
a causa della loro incredulità!!
E’ logico, tutto torna come in un preciso calcolo
matematico!
Per fare i più grandi miracoli Gesù ha sempre avuto bisogno
della fede dell’altro e sempre ne chiede, anche ora a noi. La nostra fede è un elemento
fondamentale del suo operato, della nostra guarigione profonda.
Quante volte dalle persone che vogliono cambiare vita o si
accingono a fare qualcosa d’importante e nuovo, ci sentiamo dire: “Ho bisogno
che tu creda in me!”. E’ l’inizio di tutte le grandi cose: la fede.
E la fede non contempla il pregiudizio, altrimenti che fede
sarebbe?
![]() |
| Il muro del pregiudizio |
venerdì 15 marzo 2013
giovedì 14 marzo 2013
PAPA FRANCESCO!!!
Che bel sorriso!
Grazie Signore per il nuovo Papa!
Francesco: come uno dei Santi più dolci che io conosca, che predicava anche agli uccellini perché sapeva che nessuna parola di Gesù sarebbe andata persa e che i passerotti l'avrebbero portata in giro per il mondo col loro allegro volo.
Il santo dell'umiltà che con la sua semplicità e immediatezza nell'aiutare il prossimo, riusciva a suscitare un amore allo stesso tempo concreto e poetico per il Signore.
Un nome che è tutto un programma di bellezza!
Che Dio benedica il nostro Papa!
Lo Spirito Santo sceglie sempre il meglio!
Grazie Signore per il nuovo Papa!
Francesco: come uno dei Santi più dolci che io conosca, che predicava anche agli uccellini perché sapeva che nessuna parola di Gesù sarebbe andata persa e che i passerotti l'avrebbero portata in giro per il mondo col loro allegro volo.
Il santo dell'umiltà che con la sua semplicità e immediatezza nell'aiutare il prossimo, riusciva a suscitare un amore allo stesso tempo concreto e poetico per il Signore.
Un nome che è tutto un programma di bellezza!
Che Dio benedica il nostro Papa!
Lo Spirito Santo sceglie sempre il meglio!
mercoledì 13 marzo 2013
CHI SCAGLIA LA PRIMA PIETRA?
-Bisogna sempre prendere una distanza fra noi e coloro che vorremmo giudicare, riflettere.
-Una legge che era stata fatta per la libertà, in mano agli uomini può diventare una legge per giustificare un omicidio.
-Chi di noi non ha peccato? a che titolo ci facciamo giudici degli altri?
-La Chiesa è un popolo di persone che sanno d'aver sbagliato e cercano di vivere da perdonati, quindi senza giudicare gli altri.
-Gesù non giustifica l'adultera, ma la salva col perdono.
-La fede cristiana non è una somma di regole da osservare, ma un volto da scoprire....
lunedì 11 marzo 2013
LA META
Giorni come questi si ricordano a lungo: la
luce che salta all’alba senza un vero perché a casa dei genitori invalidi; le
tende che cadono all’improvviso dal loro assetto naturale senza neanche un
piccolo accenno di terremoto a spostarle; artrosi del ginocchio che non
guarisce nemmeno con le sedute spiritiche abbinate alle fisioterapie e cure
antinfiammatorie; amministratori problematici che ti telefonano tirando in
ballo problemi irrisolvibili e incomprensibili per chiunque non sia un geometra
o architetto laureato; e poi le piccole difficoltà fastidiosette di genere
minore ma comunque ottime per condire una situazione già esasperante: il
distributore di benzina misteriosamente “chiuso” solo perché sei in riserva,
non perché è orario o giorno di chiusura; oppure il medicinale che non arriva
così tu fai lo stesso viaggio avanti e indietro mentre in macchina eviti pedoni
suicidi (o ciechi) e salvi la vita ad automobilisti distratti che si gettano
sulla tua corsia contromano. Addirittura gli orari di uscita e rientro dei
familiari sembrano studiati a tavolino per farti venire il mal di testa nello
sforzo di far coincidere pranzi, cene e merende.
Giorni in cui realizzi che se chiedessi
semplicemente l’ora a un passante, nel migliore dei casi, ti risponderebbe che
non ha l’orologio, nel peggiore ti risponderebbe a gesti perché lo hai chiesto
a un muto.
Allora sai che c’è qualcosa che non và. Tutto
punta a farti saltare i nervi. Perché? Perché la vita deve essere così faticosa
e assurdamente complicata da mandare avanti? Ma chi me lo fa fare? Ma perché mai
deve poi andare “avanti” questa esistenza? Ecco, quando si arriva a certe
riflessioni siamo alla frutta, al capolinea,…su un binario morto.
Allora io mi siedo e afferro il Vangelo con
risolutezza e leggo: “Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla
perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla,.. dimenticando
ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro
verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.”
Improvvisamente la ruga corucciata della fronte
mi si distende: il primo respiro di sollievo della giornata. La Mèta! Ecco cosa
stavo perdendo di vista! La mia mèta è la felicità vera, un premio molto più
grande di un piacevole caffè seduta comoda sul mio divano. Io punto più in
alto..io voglio Tutto! Io voglio tutta la felicità che il mio cuore può intuire
e anche di più di quello che può immaginare! Io voglio Dio! Voglio il Suo
regno. Per far ciò si corre come degli atleti che si allenano per le Olimpiadi:
non si guarda intorno, si guarda dritto davanti a se, altrimenti si cade e ci
si fa male! Altrimenti non si vede bene la Mèta che per me è Lui!
Non si può pensare di avere una cosa così
grande ed Eterna senza sudarsela un po’. Inutile lamentarsi.
Ho capito che fermarsi raggomitolati in un
angolo a piagnucolare, fa solo perdere terreno e comunque non mi serve.
Stavo correndo guardandomi intorno e non
ricordavo più perché lo stavo facendo! Ora che alzo lo sguardo al Cielo…tutto è
chiaro, tutto ha un senso. Restare buoni e pazienti e fare le cose giuste a
questo mondo è un’impresa ardua, ci si può riuscire solo ricordandosi quale è
il nostro scopo, quale la Mèta meravigliosa che stiamo guadagnando sospiro
dietro sospiro, quale l’abbraccio d’amore infinito incontro al quale andiamo
ogni giorno col nostro sforzo.
Ragazzi: teniamo duro. Guardiamo alla Mèta!!
domenica 10 marzo 2013
ULTIMA CENA
Quando si avvicina la Pasqua, a catechismo porto il pane azimo di Israele cucinato da me e un pò di aranciata rossa (che interpreterà il ruolo di "vino") e apparecchio per i miei bimbi. Quindi chiudiamo le finestre, spegniamo le luci elettriche e accendiamo un pò di candele per vedere qualcosa.
Fatto questo, leggo loro il capitolo 26 di Matteo dove si racconta dell'ultima cena di Gesù con i suoi apostoli e del suo arresto.
L'atmosfera fà sì che tutti seguano in silenzio. Quando si legge di Gesù che spezza il pane e versa il vino ai suoi amici, anche noi silenziosamente sbocconcelliamo dei pezzetti del mio pane e sorseggiamo l'aranciata.
Il tutto aiuta i ragazzi a sentirsi più vicini a Gesù e a sperimentare almeno in parte l'atmosfera di riflessione, preoccupazione e dolore che vivevano gli apostoli e Gesù stesso.
Ogni anno la ripeto. La foto che metterò non è di quest'anno perchè non ne abbiamo fatte.
La cosa che spero facendo questo, è che un miracolo così grande come quello dell'Eucarestia, resti oltre che nei loro cuori, nei loro occhi come un ricordo. Così che riescano quasi a immaginare lo sguardo d'amore di Gesù mentre porge loro Se stesso.
Fatto questo, leggo loro il capitolo 26 di Matteo dove si racconta dell'ultima cena di Gesù con i suoi apostoli e del suo arresto.
L'atmosfera fà sì che tutti seguano in silenzio. Quando si legge di Gesù che spezza il pane e versa il vino ai suoi amici, anche noi silenziosamente sbocconcelliamo dei pezzetti del mio pane e sorseggiamo l'aranciata.
Il tutto aiuta i ragazzi a sentirsi più vicini a Gesù e a sperimentare almeno in parte l'atmosfera di riflessione, preoccupazione e dolore che vivevano gli apostoli e Gesù stesso.
Ogni anno la ripeto. La foto che metterò non è di quest'anno perchè non ne abbiamo fatte.
La cosa che spero facendo questo, è che un miracolo così grande come quello dell'Eucarestia, resti oltre che nei loro cuori, nei loro occhi come un ricordo. Così che riescano quasi a immaginare lo sguardo d'amore di Gesù mentre porge loro Se stesso.
venerdì 8 marzo 2013
VEDERE L'AZZURRO NEL GRIGIO
-Ma la morte è sempre li...non siamo invincibili.Il tempo a disposizione per amare non è illimitato.
-Il cammino cristiano inizia quando ci si rende conto di non farcela da soli.
-Il nostro tempo è tutta misericordia.
-Non si può fare i furbi con Dio: fare tutto quello che ci pare nella vita e convertirsi all'ultimo per salvarsi.
-Convertirsi è arrivare all'oasi dove mangi e bevi.
-C'è Qualcuno che fà il tifo per noi: i santi, la Chiesa celeste che prega per noi!!
mercoledì 6 marzo 2013
ANDIAMO A MORIRE CON LUI
C’ è un momento in cui, nel Vangelo, San Tommaso realizza
che seguire Gesù in quel preciso frangente, equivalga a morire. Ma preso da un
grande amore per Lui, anziché abbandonarlo, dice con passione e risoluzione:
“Andiamo a morire con Lui”.
Come se il suo ragionamento fosse andato un po’ così:
“Lasciarlo non posso perché lo amo troppo e poi senza di Lui non saprei dove
andare. Se proprio deve andare incontro ai nemici e alla morte, allora io vado
con Lui.”.
Se avessimo accanto qualcuno che ci ama da impazzire e che
noi amiamo da impazzire, ce la sentiremo di morire con loro! La morte non ci
farebbe più tanta paura perché la paura più grande è perdere quell’amore.
Questo dimostra che l’amore è più grande della morte.
Ripenso alle parole di Gesù quando asserisce che “chi crede
in Me, anche se muore, vivrà” e ora ne comprendo il significato profondo.
Nel concetto dell’amore c’è nascosta dentro questa
informazione: Io vinco la morte. Essa non ci uccide più!
Quando si capisce questo, si preferisce morire insieme o
vicino alla persona amata piuttosto che restare vivi, ma senza di lei.
Sopravvivere all’amore non è vivere davvero. La vera morte è la fine
dell’amore.
Un tale pensiero mi riempie di gioia e mi fa pensare che
qualsiasi sacrificio (piccole morti) sia valido per restare nell’amore.
E’ questo che porta realmente all’abolizione della morte e
alla nascita di una vita vera.
martedì 5 marzo 2013
FAGIOLI ALLA COW-BOY
INGREDIENTI:
1 scatola fagioli borlotti
2 wuster piccoli
1/2 cipolla
1 tazza passata pomodoro
peperoncino
sale
olio
PROCEDIMENTO:
Si scalda un pò di olio in una padella e si fà appassire poco la cipolla tagliata molto fina. Si uniscono subito i wuster tagliati a rondelle e si lasciano rosolare un pò. Quindi si scolano i fagioli e si buttano nella suddetta padella a insaporire con sale e peperoncino. Coperchiare per 5 minuti. Ora unire la passata di pomodoro, mescolare bene e far cuocere coperto per altri 10 minuti a fiamma bassa.
Questa è una ricettina che risolve bene la cena.
Se poi si accompagna con del riso bianco asciutto è ancora più gustosa e completa perchè il riso raccoglie tutto il sughetto che si forma.
Buon appetito!!
1 scatola fagioli borlotti
2 wuster piccoli
1/2 cipolla
1 tazza passata pomodoro
peperoncino
sale
olio
PROCEDIMENTO:
Si scalda un pò di olio in una padella e si fà appassire poco la cipolla tagliata molto fina. Si uniscono subito i wuster tagliati a rondelle e si lasciano rosolare un pò. Quindi si scolano i fagioli e si buttano nella suddetta padella a insaporire con sale e peperoncino. Coperchiare per 5 minuti. Ora unire la passata di pomodoro, mescolare bene e far cuocere coperto per altri 10 minuti a fiamma bassa.
Questa è una ricettina che risolve bene la cena.
Se poi si accompagna con del riso bianco asciutto è ancora più gustosa e completa perchè il riso raccoglie tutto il sughetto che si forma.
Buon appetito!!
| E finalmente ecco la foto! |
venerdì 1 marzo 2013
RELIGO
Quando inizio la mia conferenza agli sposi del mio corso faccio sempre un'introduzione che suona più o meno così:
Perchè siete venuti qui questa sera? certo mi risponderete preoccupati per la mia integrità mentale: "Bhè, perché mi devo sposare e devo prepararmi!" Certo, ma vi dirò qualcosa di più: avreste potuto andare a sposarvi in comune, e invece vi vedo qui. Forse siete seduti sulla sedia un pò impazienti, forse no, o avete mille pensieri in testa su cosa dovrete fare nei giorni a seguire...ma ora siete qui. Perché in fondo una voce vi ha chiamati: il vostro è un sentimento religioso. Un desiderio intimo, là, quasi nascosto nel profondo di voi di "essere migliori", di fare bene ogni cosa. Per poter dire a voi stessi: "Ecco, questa cosa è buona e giusta".
Infatti, siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio e perciò sentiamo il bisogno di...assomigliarci, di ascendere da noi stessi per raggiungere Dio Padre.
E' l'istinto del bambino che per la prima volta cammina da solo e dopo un pò si volta verso il Padre o la Madre e tende le braccine a lui. Come noi a messa, che durante il Padre Nostro alziamo le braccia per farci prendere dal Padre.
Nessuno vuole essere peggiore! Tutti vogliamo lavorare per essere migliori, far bene le cose della nostra vita ed eventualmente migliorare le condizioni generali del nostro vivere.
Questo non è altro che il sentimento regalatoci da Dio perché potessimo tornare a Lui, per collegarci a Lui. "Religo" in latino significa appunto "Collego"!
Tenerci in contatto per sapere la strada e non levare mai i ponti con Lui.
C'è una canzone di Battiato che descrive molto bene questo sentimento: "E ti vengo a cercare", se vi và ascoltatela.
Ci sono due modi fondamentali per rendere efficace questo collegamento: la Preghiera e l'Eucarestia.
(e da qui inizia la conferenza vera e propria sull'Eucarestia che ho già parzialmente scritto nel post con questo nome!)
Perchè siete venuti qui questa sera? certo mi risponderete preoccupati per la mia integrità mentale: "Bhè, perché mi devo sposare e devo prepararmi!" Certo, ma vi dirò qualcosa di più: avreste potuto andare a sposarvi in comune, e invece vi vedo qui. Forse siete seduti sulla sedia un pò impazienti, forse no, o avete mille pensieri in testa su cosa dovrete fare nei giorni a seguire...ma ora siete qui. Perché in fondo una voce vi ha chiamati: il vostro è un sentimento religioso. Un desiderio intimo, là, quasi nascosto nel profondo di voi di "essere migliori", di fare bene ogni cosa. Per poter dire a voi stessi: "Ecco, questa cosa è buona e giusta".
Infatti, siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio e perciò sentiamo il bisogno di...assomigliarci, di ascendere da noi stessi per raggiungere Dio Padre.
E' l'istinto del bambino che per la prima volta cammina da solo e dopo un pò si volta verso il Padre o la Madre e tende le braccine a lui. Come noi a messa, che durante il Padre Nostro alziamo le braccia per farci prendere dal Padre.
Nessuno vuole essere peggiore! Tutti vogliamo lavorare per essere migliori, far bene le cose della nostra vita ed eventualmente migliorare le condizioni generali del nostro vivere.
Questo non è altro che il sentimento regalatoci da Dio perché potessimo tornare a Lui, per collegarci a Lui. "Religo" in latino significa appunto "Collego"!
Tenerci in contatto per sapere la strada e non levare mai i ponti con Lui.
C'è una canzone di Battiato che descrive molto bene questo sentimento: "E ti vengo a cercare", se vi và ascoltatela.
Ci sono due modi fondamentali per rendere efficace questo collegamento: la Preghiera e l'Eucarestia.
(e da qui inizia la conferenza vera e propria sull'Eucarestia che ho già parzialmente scritto nel post con questo nome!)
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