Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for

giovedì 11 aprile 2013

FIERE E ANGELI



“Stava con le fiere e gli angeli lo servivano”. Così è la vita se vissuta come vita di spirito: stai con le belve e sembra sempre che debbano avvicinarsi per morderti. Fiere di ogni genere e voci di ogni tipo: malattie incurabili, accuse ingiuste, il male nel mondo e nel cuore degli uomini, l’effetto Cattivik (quello del guidatore d’auto che rende ogni essere al volante isterico pazzo).
E poi ci sono le fiere che vivono dentro e ti parlano di quanto sei sbagliato e inutile. Un morso da una belva, un morso da un’altra e ti senti stanco e oppresso. Solo nel deserto chissà da quanto; ma l’anima non vuole cedere.
La morte non vince sulla vita: il contrario! Così l’odio non può vincere sull’amore: deve essere l’opposto. Perché Dio è più forte e in fondo, le belve di questo mondo mi vogliono convincere del contrario dicendomi sempre la stessa cosa: “E’ inutile che speri: Dio non ti salverà”. E’ questa la frase slogan del diavolo.
Se seguiti a sperare, però, prima o poi arrivano gli angeli a servirti. Allora capisci che non sei mai stato solo e che Dio vedeva tutto e già sistemava angeli a ogni angolo per elargirti un sorso d’amore e spronarti a resistere.
Angeli: tutti quelli che sanno ancora amare in un deserto popoloso di belve. Occorre ricordarsi della loro esistenza e invece di lamentarsi sui propri morsi infetti, farsi angelo del fratello estenuato dalla lotta e sarà come aver servito Gesù nel suo deserto d’amore.
Io piccola piccola, farmi consolatrice di Gesù! Io, insignificante e tarda, indossare gli abiti dell’angelo e dar acqua a chi non ne può più!
Angeli che alle volte non si vedono solo perché stai guardando unicamente le belve. Chiuso nei tuoi pensieri e preoccupazioni, non ti accorgi che là fuori girano gli angeli per te. Non hanno ali: non cercarle.
Dopo i quaranta giorni nel deserto, Gesù è pronto per parlare del Regno di Dio. Tutto questo tribolare fra le fiere non è altro che una dura scuola che prepara a entrare nel suo Regno…


MOBILITA' DELL'AMORE


L’amore ha per sua caratteristica la mobilità, cioè non può starsene in un cuore senza voler uscire, migrare verso un altro cuore. L’amore non sta zitto senza far niente; esso comporta l’azione d’amare, altrimenti perde senso. Non è un oggetto inanimato, ma un Chi.


mercoledì 10 aprile 2013

VENGA IL TUO REGNO

Venga il tuo regno, Padre.
Porta via tanto gelo
strappa dal cuore il deserto,
regalaci occhi da figli
e soffia lontano gli sbagli

Venga un regno d'amore
con dei giorni solo colore,
i visi solo sorrisi,
le mani unite fra loro,
e i piedi per correre a Te.

Fa che non entri il dolore,
che non esista il rancore,
che non si conosca lo sguardo
di un figlio che soffre, 
nel vedersi qui solo.

Soffia via tutto
col tuo respiro di pace
Tieni fuori anche a me
se non son parte della luce,
ma ti prego...fai presto:

Fà che venga il tuo Regno!



martedì 9 aprile 2013

Frase 20

"Non vogliate credere che le opere atte a conseguire il Regno dei Cieli siano opere fragorosamente vistose. Sono atti continui, comuni, ma fatti con un fine soprannaturale d'amore"




lunedì 8 aprile 2013

MA CHE SQUARCIO DE CIELO TE GUARDI?

Viene a trovarmi una mia cara amica e mi racconta una singolare storiella che vado a dirvi.
Volendo fare un regalo, la mia amica si reca da un gioielliere e gli chiede di lavorare una medaglietta rotonda in argento, in modo che sembri la Luna con i suoi crateri, il suo colore pallido e l'aspetto silenzioso. Il gioielliere sembra capirla e però insiste sul voler mettere alla Luna anche gli occhi, il naso e la bocca. La mia amica non si trova d'accordo e dopo molteplici tentativi di chiarimenti, promette all'abile orefice, di portargli un'immagine della Luna, così come lei desidera immortalare sulla sognata medaglietta. Poco dopo, infatti, torna al negozio mostrando tale immagine direttamente fotocopiata da un libro di geologia. Ma l'uomo che l'ascolta asserisce che aveva compreso e però conferma la sua intenzione di voler aggiungere occhi, naso e bocca!
A questo punto il "no" della mia amica è convincente e usciamo entrambe dal negozio. Appena fuori lei si ferma, mi guarda e, con aria fra lo spazientito e il perplesso mi dice in un forte accento romano: "Ma che è stà storia degli occhi? Gli volevo tanto dire: ma che squarcio de cielo te guardi? Che Luna vedi tu?".
Alle volte capirsi non è facile come speri, anche quando tutto è davvero chiaro e lampante agli occhi di chiunque.
Mi chiedo come mai! Eppure davvero la Luna è lì, beata lei, in un universo di stelle che fà la regina pallida e silenziosa. La guardiamo, alle volte la cerchiamo, altre notte neanche ci ricordiamo di lei, tanto siamo presi dalle nostre faccende.
Ma lei sta lì. Ora è uno spicchio, ora è piena, ora solo a metà. Ma sta lì.
Se alzo lo sguardo dai miei pensieri bui, dalle mie preoccupazioni, dalle mie ferree convinzioni....anche Maria sta lì. Regina pallida di solitudine nel nostro cielo, proprio sopra di me, fra le Luci del Paradiso, scende un pò più accanto agli uomini per riflettere e ricordarci la Luce del...Sole e ristorarci con la sua fedele presenza.
Se alzo lo sguardo dalla mia solita vita, c'è lo spettacolo della presenza di Maria. Lei c'è lo stesso, anche se non la guardo. C'è per consolarmi, per parlarmi del Cielo. 
Potrebbe accontentarsi dei Santi, sue Stelle che la circondano, ma no: Lei vuole curvarsi su me per parlarmi della luce di Dio, mio Sole, che non so vedere. Per ricordarmi la Luce, anche quando non c'è.
Mi parla della pace del cuore, m'insegna la perseveranza e la pazienza. Mi insegna ad attendere.
Guardarla mi conforta e ritempra, e rifiorisce la speranza. Mi quieta l'anima.
Quando guardo Lei, tutto cambia. Come se immergessi la mia esistenza in un oceano di acqua limpida...e mi ritrovo a camminare fra la gente, un pò sognante, più rilassata, meno suscettibile a tutti gli stimoli negativi e a tutto ciò che fà innervosire.
Non importa più molto, perché Maria c'è. Non se ne andrà.
In questo stato di beatitudine, noto comunque tanta inquietudine, invidia e scontento nelle persone.
In un mondo che oggi c'è e domani chi lo sa, in una vita in cui ora ci sono e forse fra due minuti no, in un'esistenza dove facciamo tanti errori eppure Dio lascia Sua Madre nei nostri cieli....perché tutto questo?
Perché forse non è il Cielo che stiamo guardando o forse non è lo stesso cielo.
"Ma che squarcio de Cielo te guardi?".....


Dedicato ad Antonella!!Ciao Anto!!

sabato 6 aprile 2013

COPRIRE LA ZIZZANIA



Occorre farsi più scaltri ora che la zizzania s’è fatta più scaltra!
Per certi versi è zizzania persino gran parte del telegiornale: semina zizzania in quanto ci ripropone solo il male dell’uomo, mostrando sporadici “beni”protagonisti dei quali sono sempre gli animali (il leone che ha adottato una scimmietta anziché papparsela o il balenottero che ha ritrovato la mamma tutto da solo!)
Il messaggio distorto, celato sotto le false spoglie della verità che da ciò trapela, è il seguente: “L’uomo è ormai capace di fare solo il male, mentre gli animali, pur inferiori a lui, sono ancora in grado di esercitare il bene. Perciò tu, come uomo, dispera perché andrà sempre peggio e non puoi farci nulla!”.
Se questo non è seminare zizzania cosa è? Con un tale ragionamento che serpeggia nel suo animo, l’uomo finisce di perdere quella poca fiducia che aveva nella natura buona dell’essere umano, perde coraggio e si adagia in un inutile e pericoloso scetticismo che porta solo alla sua inettitudine, nel migliore dei casi.
Se guardiamo il tutto dalla parte del diavolo, ci renderemo conto che è esattamente ciò cui lui tende, perché con questa tattica si ottengono uomini scontenti, disperati e senza fede in Dio che smettono di comportarsi da collaboratori per l’instaurazione del Regno di Dio. Ecco raggiunto il suo schifoso scopo!
Dobbiamo invece ricordarci che il TG è interessato alle brutte notizie così tanto che neanche va a informarsi delle buone: non si è mai visto un giornalista appostato dietro a una colonna per spiare una suora e scoprire quanto bene elargisce durante una sola giornata!
Il vero bene è vera carità e per sua abitudine “copre tutto” anche se stessa: non se ne fa vanto. Siamo noi che dovremmo fare i giornalisti celesti e mettere a nudo qualche atto di carità altrui per diffonderlo a incoraggiamento di queste vittime della zizzania! E nel frattempo, da bravi operatori del Regno, coprire la zizzania sparsa dal nemico, non farla correre in giro.
Potremmo anche noi involontariamente, divenire seminatori di zizzania, portatori di brutte notizie, quando facciamo i pettegoli raccontando il male che altri hanno fatto, mancando inoltre alla carità vera che tutto copre!
Si dovrebbe seminare il bene in tutti i possibili sensi, facendolo raccontare in giro e coprendo il male. Così si arreca coraggio e fede spronando i fratelli a seguitare nel loro buon lavoro a favore della giustizia.
Anche così si collabora all’edificazione del Regno di Dio. Nell’altro modo, cioè seminando zizzania o trasmettendola, si ritarda oltre al grave danno di rendersi collaboratori del diavolo.




mercoledì 3 aprile 2013

I TRE VOLTI DELL'AMORE



Alle volte è un dolore terribile quando una persona a noi cara non si lasci amare. In molti casi è peggiore del non essere amati. Perché ci si trova in uno stadio superiore dell’anima, dove siamo più sensibili.
Mi spiego: in abitando con la Trinità nel cuore, come Gesù ci aveva promesso, si viene a conoscenza piano piano del Figlio, del Padre e dello Spirito Santo.
Come mi fece intuire anni fa Dio, ogni Persona divina ci presenta una faccia dell’amore, pur non mancandogli le altre due.
Il Padre si presenta come l’amore offerto a noi figli in modo gratuito e naturale, come, appunto, quello di un genitore che non può non amare un figlio. Tale amore presuppone un “ricevitore”che è il cuore dell’uomo. Così facendo il Padre suscita in noi la capacità di “prendere l’amore”.
Il Figlio si presenta come uno che dà l’amore per il Padre e per noi fino a farsi ammazzare. Ci insegna a dare l’amore. Presuppone un cuore “donatore”, che sappia cioè “dare l’amore”.
Lo Spirito Santo si presenta come uno che dall’amore, dalla sua potenza crea la vita. E’ la forza generatrice dell’amore. Presuppone che l’uomo non trasporti semplicemente l’amore di qua e di là, che lo dia o lo accolga soltanto, ma che lo generi. Presuppone che ci facciamo “generatori” d’amore nuovo. Lo Spirito Santo suscita in noi la capacità di “generare amore” lì dove manca, di farlo nascere dove non c’è, come la vita.
Maria è la donna che per prima ha vissuto pienamente quest’amore trinitario: si faceva amare perfettamente dal Padre, amava Dio come Suo Figlio in Gesù ed era sposa dello Spirito Santo che le ha fatto generare Gesù, perfetto amore.
Ora, se ci viene a mancare uno di questi tre aspetti, qualcosa in noi grida all’insoddisfazione, perché ci manca un volto di Dio.
L’anima ha una sua crescita e inizia a ricercare l’amore nel Primo volto: quello del Padre. Cerca di essere amata. Crescendo si scatena in noi il desiderio di amare qualcun altro, e infine, nello stadio più alto, sentiamo il bisogno di generare amore in maniera soprannaturale, lì dove non ce n’è! Il tutto senza perdere i due altri aspetti. Diciamo che è un andarsi riempiendo di Dio e quindi d’amore.
Nell’ultima fase c’è in noi un voler amare non più perché si è amati (semplice e naturale intercambio di una cosa bella), ma amare soprattutto perché non si è amati.
“Qui non c’è amore, non mi amano ed io non posso ricambiare un bel niente. Allora è qui che devo creare l’amore con la forza dello Spirito Santo, dando vita nuova a queste persone senza amore e senza gioia”. Questo quel che pensa l’anima. Infatti, si genera la vita, si genera il perfetto amore, senza il concorso del corpo così come avvenne per Maria.
Potremmo addirittura scrivere un sistema matematico sillogistico del tipo: Maria + Spirito Santo = Gesù; Noi + Spirito Santo = Gesù (amore perfetto che scende a dar acqua al deserto triste dei cuori senza amore o diritto all’amore).
Questo è l’amore nella sua completezza trinitaria e quindi nella sua perfezione.
Per questo forse, Gesù dice che tutto ci sarà perdonato tranne il peccato contro lo Spirito Santo: rifiutare l’amore generato dallo Spirito apposta per noi nell’intento di ridarci vita, è cosa grave. E’ come rifiutare la massima misericordia di Dio. Non me la meritavo, me la condece ugualmente ed io deliberatamente la rimando indietro. E’ terribile!
Come terribile è il peccato di Giuda che non ha creduto possibile che Gesù potesse ancora perdonarlo e amarlo, nonostante tutto. Ma Gesù ha per noi quest’amore altissimo, gratuito non dovuto ai nostri meriti, ma scaturito da…niente di logico o naturale, nato invece dalla forza potentissima dello Spirito Santo che genera la vita.
Rifiutandolo Giuda, rifiuta anche la vita, infatti, e se la toglie per disperazione.
Quindi diventa chiaro che non è Dio a fulminarci se pecchiamo contro lo Spirito Santo, ma è il nostro cuore che perde la speranza e la gioia lasciando entrare il demonio che ci uccide con un colpo di grazia finale inducendoci a levarci la vita. Nessuna situazione è irrisolvibile agli occhi di un Dio che è Onnipotente nell’amore perché ne ha le tre dimensioni descritte! In ogni condizione della nostra vita, basterebbe alzare gli occhi al Padre e chiamarlo in aiuto.





martedì 2 aprile 2013

Frase 19

"Non accogliete nel cuore l'idea: -essi sono cattivi eppure trionfano- Non ricordate le parole della Sapienza?_Breve è il trionfo dello scellerato_
Perché ogni uomo è visto da Dio, il quale può intervenire a smascherare i colpevoli.

sabato 30 marzo 2013

VERAMENTE RISORTI

Fino a poco tempo fà pensavo che sarei stata felice se ci sarebbe stata quella persona nella mia vita, oppure quella situazione, o comunque se le cose fossero andate in una certa maniera. Così, anche se i miei desideri erano leciti, buoni e giusti, tutto il futuro, prossimo e più lontano, si presentava incerto e ballerino. Mi vedevo come uno che cammina su un filo sospeso per aria che cerca andare avanti con passetti timorosi e il fiato sempre sospeso.
Questo perchè ero convinta che la vita fosse questa cosa strana che ci ritroviamo a vivere per 70,80 o 50 anni, a seconda del tempo che ci viene concesso. Ma qualcosa mi diceva che io dovevo essere felice sempre!
Ho capito, allora, che non potevo far dipendere la mia felicità da eventi incontrollabili. Se una certa persona c'è nella mia vita...ben venga!Alleluia!..ma se non c'è? è finita la festa?
Così ho ripensato a quando da bambina andavo alle feste ed era bello incontrare i miei compagni e a come mi divertivo con niente. Come posso ricreare quella gioia? Come posso fare in modo che non finisca?
Posso essere io la gioia per i miei fratelli! Questo è controllabile!! Questo posso farlo rimanere così per sempre.
Siamo noi la festa! 
Io posso sempre portare il calore di un abbraccio, l'allegria di un sorriso. Come mai?
Perchè io ho una notizia stupenda da portare in giro per il mondo, in giro per i cuori: che la vita non finisce! Perchè Gesù è risorto! e così siamo destinati anche noi a risorgere!
Allora, qualunque cosa succeda nella mia vita, che nella mia esistenza ci sia o no una persona, che le cose vadano o non vadano esattamente come pensavo dovessero andare, la festa non finirà mai, niente potrà cambiare il fatto che siamo già entrati in una vita che non muore e che presto diventerà molto più felice di qualsiasi nostro azzardato desiderio.
Voglio essere io la portatrice di gioia! Voglio essere io la festa! Voglio dirvi anche io, guardandovi in volto con entusiasmo: "Ma perchè cerchi Gesù fra i morti? non lo sapevi? è risorto!! non l'hai trovato dove credevi, in questa triste idea di morte, perchè Lui è in giro....forse proprio dietro di te!"
La vita non muore più.Ecco un buon motivo per rallegrarci! Allora la festa siamo noi!!!
Buona Resurrezione!!


COME SALVA IL PERDONO



Riflettendo sulla donna che disperata e accorata lava i piedi a Gesù con le sue lacrime, mi vengono dei pensieri su come agisca in noi il perdono.
La donna aveva molto peccato perciò aveva un grosso debito con Dio, ma Gesù le perdona tutto: le viene tutto condonato. Quest’atto suscita in lei una grande gratitudine e le riempie il cuore d’amore per Lui. E’ una donna capace di grande amore, come Gesù stesso sottolinea, ma ora quel perdono fa “brillare” in lei un Amore più alto.
L’essere stata perdonata le sigilla l’anima. Questo perché lei non cercava il “miracolo” del perdono da Gesù come si cerca un prodigio da un mago per poi andarsene con quello che si è ottenuto, in maniera egoistica e da sfruttatori. Lei voleva amare Gesù, vivere in quell’amore, essere amore davvero.
L’amore è la chiave, non lo è la legge. Non può salvare l’arido rispetto della legge, senza amore. L’amore copre, infatti, una moltitudine di peccati, come ricorda San Paolo.
Quante persone avrà perdonato Gesù che sono tornate alle loro case senza particolare gratitudine in cuore verso Gesù e per poi rifare gli stessi sbagli pensando: tanto poi torno a chiedere perdono? Il perdono del Signore c’è stato anche per loro, ma tutto è svanito in un momento perché in loro non è nato l’amore, e la legge, da sola, non li ha salvati.
Il perdono di Dio è una corda lanciata nelle nostre mani mentre ci troviamo nell’angoscioso burrone del peccato; è l’opportunità per tirarci fuori. Ma dopo sta a noi correre lontano dal precipizio, andando ai piedi di Gesù per lavarglieli con lacrime di gratitudine e asciugarglieli con i capelli. Sta alla nostra forza di volontà e alla nostra intelligenza seguitare a camminarGli accanto, stretti a Lui perché più staremo vicini e meno pericoli correremo.
Il Suo perdono è l’inizio, il resto sta a noi. Non si tratta di una formula magica. Non è che perché obbedisco alla legge divina che mi dice di confessarmi, mi salvo! Mi salva l’opera che fa in me l’amore che ho per Lui. Probabilmente più ci ha perdonato e più sappiamo provare amore e gratitudine, perché il debito con Lui era alto. Sarebbe bello riuscissimo a provare uguale riconoscenza anche per debiti minori. In fondo Lui opera sempre un grande miracolo per noi: permetterci di ricominciare da capo.

Basta cogliere l'occasione!!!



venerdì 29 marzo 2013

PREMIO

Due giorni fà mi hanno dato un dono per il mio blog!!
Questo meraviglioso angioletto è il premio ricevuto! Vi piace?
Grazie ancora Cuore Magico!! 
Un bacio direttamente dal tuo angioletto! 


mercoledì 27 marzo 2013

PULITORI DI OROLOGI


Questo cartone è uno dei miei preferiti: mi fà sempre ridere...e venire le vertigini da pazzi!! Buon divertimento!

I TRANS-DISTRATTI

Ci sono delle persone che...non ci sono.
Entrano a casa tua col cellulare all'orecchio parlando animatamente con qualcuno: ti salutano dandoti una cellularata allo zigomo e un bacio sull'altra guancia guardandoti furtivamente facendo mimiche di scuse. Tu intanto chiudi la porta, li aiuti nelle loro acrobazie nel togliersi il cappotto  e con gesti espressivi gli fai capire che appoggi tutto sulla sedia in salone. Ma niente: la telefonata seguita.
Quindi guardi l'orologio e pensi che sia il caso di calare la pasta. Ogni tanto ti volti a cercare l'ospite che vaga ridacchiando in tutti gli angoli della tua casa per non dare nell'occhio.
Finalmente la telefonata termina mentre tu stai già scolando la pasta e ottieni 10 secondi di attenzione dal tuo amico. Si scambiano due chiacchiere, ma l'occhio del tuo ospite  è sul mega- cellulare che evidentemente è connesso a internet e perciò il tizio controlla visivamente le "notifiche" che arrivano da...chissà chi.
Tu parli, butti là un racconto carino su qualcosa che ti è capitato, ma il tuo impropriamente chiamato "ascoltatore" ti guarda di sfuggita: le sue pupille giocano a ping-pong fra i tuoi occhi e lo schermo del minuscolo computer. 
Lo vedi adesso smanettare con la tastiera e assumere l'espressione preoccupata...ciò ti insospettisce visto che tu avevi accennato a una battuta. Quindi smetti di parlare e istintivamente ti cade l'occhio su ciò che scrive, visto che sei seduto li accanto: "Non ti preoccupare: raccontami tutto, ho tutto il tempo che vuoi" -leggi.
Ma come? ma non stavamo parlando noi due?
Accenni ad alzarti, allora l'ospite ti  rivolge la parola: "quindi? dopo cosa è successo?"- ma che parla con me?
Forse sì! Ti rianimi e seguiti il tuo raccontino cercando insistentemente lo sguardo del tuo amico che ora non può guardarti perchè sta scrivendo di nuovo e dopo una breve pausa scoppia a ridere.
A questo punto ti arrendi, resti in silenzio ad osservarlo.
Cosa gli capiterà? Sono varie le cose che rischia. Lo ritengo già molto fortunato perchè sono paziente e non mi vendicherò. Ma lo strabismo? è un pericolo che corre con questo voler dar retta a due (o forse più!) persone! Il mal di testa? io l'ho già, solo a far lo spettatore di un tale stress.
Sono una persona col cervello vecchio stampo, capace di ascoltare una persona per volta e di guardare solo un paio di occhi nei quali cercare l'amore e l'attenzione. 
Non voglio essere critica, non è nelle mie corde...ma questi trans-distratti mi fanno tanto riflettere.
Non è sbagliato cercare di dare attenzione a tanti amici o conoscenti, ma ciò non può avvenire "contemporaneamente", perchè si finisce col non ascoltare davvero nessuno. Le persone non sono "una notifica" di Google+ o di Facebook, non sono un SMS sul cellulare. Le persone sono occhi, orecchi, sangue che pulsa, un cuore che batte e hanno bisogno di entrare in contatto con altri occhi, altri cuori. Dobbiamo solo scegliere i momenti giusti. Essere più equilibrati e non degli svagati bambini che non rinunciano a niente; non si tratta di rinunciare poi! Dobbiamo dominarci di più e regalare il nostro tempo a uno per volta.
Penso sempre che Dio ci ascolti con tanta attenzione e noi dovremmo fare questo favore ai nostri fratelli. Dedicare loro magari solo una mezz'ora, ma tutta per loro. E' segno di rispetto, di amicizia, di amore fraterno.
Se siamo da un amico, disconnettiamoci da internet; spegniamo il cellulare se non si attendono telefonate urgentissime; sediamoci con lui a prendere un caffè e guardare attentamente le espressioni del nostro amico: anche da li si capiscono tante cose che ha nel cuore e che non ci ha ancora detto. Si sentirà amato, voluto, accarezzato nell'anima.
E a noi...non verrà uno spaventoso mal di testa o l'occhio che và per i fatti suoi! 
Quando Dio diede le tavole dei 10 comandamenti a Mosè, la primissima cosa che disse fu: "Ascolta Israele!"...perchè se non si tende l'orecchio, il nostro cuore e tutte le nostre attenzioni a chi ci parla, questi potrà dire le parole più belle mai dette, ma noi....non le comprenderemo.


Come attirare l'attenzione!


martedì 26 marzo 2013

ACQUA LIMPIDA


                                         
Tornare bambini non è semplice ma si può. Dire che è troppo difficile sembra una scusa per non fare ciò che è giusto. Nella vita bisogna avere tanto coraggio e fare anche quel che non è semplice. Perché non questo allora?
In un mondo di aridità e sofferenza, restar buoni è una sfida. Vedere i bambini trattati male fa male al cuore. Ed io dovrei tornare bambino? Sì, dice Gesù, più ancora di quanto non sia stato finora. Adesso è ancora più urgente e fondamentale. Non per farsi trattare male ma per rinsegnare la purezza al mondo.
Se l’acqua di un fiume si sporca, occorre un filtro, qualche accorgimento che eviti altro inquinamento e la depuri. Di certo non mi servirà altro fango. Che merito sarebbe fare la parte del fango in un fiume già torbido? Sarebbe semplicemente un facile adeguarsi alla situazione che non porterebbe nulla di buono a nessuno.
Essere acqua pulita, nel fango è cosa ardua. Occorre non andare a smuovere la sporcizia del fondo e scorrere in punta di piedi nel corso della vita ispirandosi al colore ceruleo del cielo per mantenersi limpida. Ciò è meritevole e porterà un momento di pulizia a tutti coloro che si trovano nel letto del fiume, nella vita.
Quanto più il mondo è senza amore, più io devo portare amore. Non posso portare TUTTO l’amore che necessita al mondo, anche perché non ce la farei, ma posso intanto portare il MIO amore, quello che posso dare io.
Posso dire a chi mi trovo intorno: “Fatti amore, che qui tutto è disamore, aiutami e sii amore anche tu! Io non mollerò, non mollare neanche tu e Dio sarà con noi per tener duro”. Non conta far molte cose, ma essere amore, con chiunque e soprattutto con chi ne è più distante, altrimenti come tornerà a conoscerlo?
Fare come i bambini che tornano a darti un bacio, anche se li hai trattati male. L’innocenza è, infatti, una potenza che pochi valutano come “efficace”.Essa è come l’acqua limpida: insostituibile. Per mantenersi tali occorre nettarsi tutti i giorni dalle impurità che la giornata ti fa incontrare. La preghiera è il filtro.
Non lasciar morire l’amore nel mondo è possibile: bisogna essere follemente innamorati dell’amore, tanto da tornare come bambini. E se ciò costasse qualche lacrima, pazienza: mi serviranno per lavarmi ancora.

Che ristoro!! voglio essere così!


lunedì 25 marzo 2013

GAMMA DI CONTENTEZZE...

contentezza è...
fare una bella lavatrice e stenderla
poi accorgersi di aver lasciato un panno bagnato nella lavatrice per 4 giorni e trovarci sopra muschi e licheni
andare a lavarlo col detersivo ed accorgersi di non averne abbastanza
cercare quindi la varichina e accorgersi che anche la varichina è finita.
andare a comprare la varichina e accorgersi che al supermercato non c'è
poi uscire per cercarla altrove e scoprire che ormai tutti i negozi hanno chiuso.
infine lasciare il panno a muffire ancora una notte, perchè no.

contentezza è..
fare una bella doccia
poi accorgersi di aver finito lo shampoo e dopo essere andati a ricomprarlo accorgersi che si è preso un balsamo
usare per sbaglio il balsamo al posto dello shampoo
andare a comprare di nuovo un vero shampoo
poi arrivare a casa e accorgersi di aver comprato di nuovo un altro balsamo.
decidere di non lavarsi i capelli.

contentezza è..
avere giusto 10 minuti di relax e farsi un bel caffè
poi accorgersi dall'odore di bruciato che hai sbagliato fornello e che non solo il caffè non salirà mai
perchè è ancora spento, ma hai anche rovinato la tua unica padella antiaderente che era sul fornello acceso.
bere un bicchiere d'acqua.

contentezza è..
uscire al volo a comprare giusto il pane
poi ricordarsi di dover prendere anche la varichina e lo shampoo ma di non aver appresso i soldi
tornare indietro e accorgersi di non aver preso le chiavi,
dopo poco ricevere la telefonata del proprio ragazzo che sta rientrando con 4 amici per cena.

contentezza è..
improvvisare un cena per 6 con solo una scatola di ceci, un pacco di pasta, un cetriolo e un pomodoro
senza essersi lavati i capelli (o meglio, con i capelli unti dal balsamo), 
senza aver levato dal lavandino il panno muffito e la padella bruciata
e con un gran bisogno di prendere un bel caffè!

(Dall'inconfondibile humor della mia cara amica Vittoria!!!)