Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for

lunedì 13 marzo 2023

E SE FOSSI.....

 DA PROPORRE A GRANDI E RAGAZZI:Riflessione personale sulla capacità di proiettarsi in una dimensione virtuale che ci faccia apprezzare anche i momenti più banali della vita, scoprendone così il valore e la luce che nascondono



mercoledì 22 febbraio 2023

SOGNI REALIZZABILI

 In questo VIDEO: Riflessione su come sia possibile far aderire le parole di Gesù alla nostra vita quotidiana e trasformare il tutto in molto più che coerenza, ma in un meraviglioso sogno che si avvera.




lunedì 13 febbraio 2023

SACRALITA' E BELLEZZA DEL CORPO

 In questo VIDEO: Riflessione sul valore immenso dei nostri corpi che sono contenitori della divinità. Dio che è la nostra felicità ci indica come viverci dentro con rispetto, conferendo loro la vera bellezza



mercoledì 8 febbraio 2023

EVITARE DI LAMENTARSI

 In questo VIDEO: In occasione degli ultimi eventi, quali anche il terremoto in Turchia, ho voluto fare una breve e serena riflessione sulla nostra umana tendenza a lamentarsi di ogni cosa



giovedì 26 gennaio 2023

LASCIARSI AMARE

 In questo VIDEO: Si parla sempre di come sia bello e importante amare il prossimo, ma si trascura il fatto che alle volte questo prossimo ha qualche resistenza a farsi amare. Noi stessi abbiamo paura ad aprire il cuore al fratello. Perchè e come fare per spostare questo sasso pesante.



mercoledì 25 gennaio 2023

IL RISPETTO

 Questa semplice parolina: Rispetto; esiste ancora? Osservando le reazioni di alcune persone che dialogavano poco amabilmente l’una con l’altra, mi è sorto questo tremendo dubbio.

Così sono andata a cercare sul vocabolario il significato etimologico di tale parola. Forse qualcuno di voi lo saprà già, io non ne ero a conoscenza, ma viene dal latino “respicere” che letteralmente si

 traduce con guardare nuovamente, guardare indietro.

Fa pensare a una persona riflessiva che osserva attentamente la situazione in cui si è calato e la contempla quasi dall’esterno. Contempla l’altro, contempla se stesso mentre parla. Chissà, forse si sforza di guardare chi c’è dietro a quell’essere umano col quale ha a che fare.

Certamente, se così fosse, si accorgerebbe che è un individuo uguale a lui: con due braccia, due gambe, una mente per ragionare, occhi con cui guardare e poi, osservando ancora meglio…mani con le quali accarezzare, piedi con i quali correre a giocare con suo figlio, idee preziose, lacrime versate e altre nascoste.

Insomma con un briciolo in più d’introspezione, si accorgerebbe che sta parlando con un’anima, ugualmente figlia di Dio come lui.

Ecco la luce, che illumina ogni cosa della vita, restituendole il suo vero valore e significato.

Non servono spiegazioni complicate o dibattiti culturali per inculcare nella testa degli uomini come e perché portare rispetto per gli altri. Possono essere utili, ma non risolutivi. Perciò facciamoli pure, ma senza la Luce dello Spirito Santo, che è la forza dell’Amore divino, non potremo inculcare nulla nelle menti di noi esseri umani. Anche perché non è nella mente che una cosa preziosa come il rispetto si può fissare.

Sono sbagliati gli attrezzi di lavoro e il materiale stesso.

A quanto pare, tutto nasce da una forma di contemplazione dell’altro. Che cosa guardo? Sto guardando un figlio di Dio. Che cosa so di lui? Forse nulla, ma so che è Suo figlio. Come tratterei un figlio di Dio? Deridendolo, percuotendolo e dividendo le sue vesti per giocarle a sorte? Non ci ha fatto orrore leggerlo nel Vangelo? Meditiamo.

Inoltre nella nostra uguale dignità di figli, come in una famiglia, siamo meravigliosamente diversi perché abbiamo ricevuto dal Signore doni diversi; per rendere splendida la vita, per renderci complementari: io non so fare un’iniezione, ma l’altro sì, grazie a Dio, oppure lui non sa scrivere una dichiarazione dei redditi, ma io sì…e così via. E’ in quell’uguaglianza che devo sentire nascere il rispetto per l’altro, perché è ciò che vorrei io; è in questa diversità di doni che devo percepisce il mio rispetto per l’altro, perché vorrei che tutti apprezzassero le mie capacità, anche se non sembrano speciali.

Molti credono che il rispetto vada guadagnato, e questo incute un senso di perdita in me, perché immediatamente mi sorge la domanda: cosa dovrò mai fare per guadagnarmelo? Forse ho già perso in partenza.

Riportandolo al significato etimologico, cosa significa che va guadagnato il guardare nuovamente la persona che hai davanti? Anche fosse un genio della fisica nucleare, da che cosa si evincerebbe a meno che non me lo dica subito?  Dovremmo tutti noi portare un cartello appeso al collo con su scritto il titolo di studio o un curriculum vitae per guadagnarci il “rispetto” dell’altro? Per far sì che ci riconosca come figli di Dio? Non vedo collegamenti fra una cosa e l’altra.

Ogni essere umano è un figlio Suo e nessuno di noi porta cartelli appesi al collo dove questa informazione si possa leggere perché non ha senso: lo siamo tutti. E’ forse questa l’informazione che ci siamo persi per strada.

Voglio ancora tornare alla definizione del vocabolario italiano: Guardare nuovamente. Non specifica chi guardare. E’ un guardare l’insieme: l’altro, se stessi, la situazione. Se solo ci soffermassimo a vedere noi stessi rispondere sgarbatamente a uno sconosciuto, oppure usare modi rudi col proprio nonno che ormai ripete sempre le stesse frasi…come ci sentiremmo?  Forse rischieremmo di perdere il rispetto per noi stessi perché si offuscherebbe il volto, anche solo umano del nostro essere; ma soprattutto si adombrerebbe la luce della nostra anima che dovrebbe essere la Casa della Luce, il nido dell’Amore in quanto figli di Dio.

Rispettare gli altri è anche rispettare se stessi. Mi comporto con rispetto verso il prossimo che è amato da Dio Padre, anche perché ho stima di me che sono figlio di tale Padre, ed è quello il volto che voglio mostrare a tutti. Me lo merito. Se lo meritano tutti gli altri. Al di là di chi sono, cosa fanno per vivere e persino di quali peccati abbiano commesso. Perché trattando gli individui con tale rispetto, forse qualcuno riscoprirà di essere figlio di Dio, e guarderà nuovamente indietro la sua vita per recuperare ciò che credeva perduto: l’Amore del Padre.

In fondo il rispetto è una forma di riflessione, è tenere una porta aperta verso il nostro mondo interiore, verso la nostra anima. Lì dove risiede Gesù che ci fornisce la Luce per capire il senso degli eventi della vita.

Siamo esseri molto imperfetti, perciò sbagliamo con una certa facilità, ecco perché ci conviene tenere questa porta sempre aperta e farci insegnare da Gesù come avere rispetto di questa nostra anima tanto preziosa!  Così facendo metteremo le basi per un mondo migliore: alle volte è più semplice di quello che si pensa, basta “guardare nuovamente”.



 

 

 

 

 

martedì 17 gennaio 2023

LA PECCATRICE

 In questo VIDEO: Come sa perdonarci Dio. Come sa dimenticare i nostri errori quando ancora noi non li abbiamo dimenticati. Come si risana il nostro cuore e quello di Dio tramite l'amore per ogni persona che incontriamo.




lunedì 2 gennaio 2023

BENEDETTO XVI

 In questo VIDEO: Il teologo dell'Amore che sapeva far riscoprire dentro al cuore di noi uomini un Dio molto Vicino e spiegare con intelligente chiarezza per quale motivo sperare e vivere la gioia Vera. Un ringraziamento dal profondo del cuore!




martedì 27 dicembre 2022

MEDITAVA NEL CUORE

 In questo VIDEO: Il silenzio di Maria colmo di Dio e della sua pace, ci insegna che anche noi dobbiamo entrare in quel silenzio per capire il senso della nostra vita. Una vita che ha un buon fine perchè Dio ci ama



giovedì 15 dicembre 2022

ASCOLTA ISRAELE!!

 In questo Video: L'ascolto come segno di Amore. Perchè e come ascoltare il fratello che parla della sua anima.




martedì 6 dicembre 2022

SEI TU?

 Vangelo della terza domenica di Avvento: Giovanni, come noi, dal buio delle carceri dello sconforto chiede a Gesù se è davvero Lui quello che viene a salvarci. La sensazione di fallimento e speranze disattese, mandate via dal nostro cuore dalla tenerezza di Gesù che arriva.





mercoledì 23 novembre 2022

UN PRESEPE, NON UNA STALLA

 

UN PRESEPE, NON UNA STALLA

Vi è mai capitato di incontrare un conoscente o addirittura un amico e aprirvi con lui raccontando le vostre preoccupazioni? Magari sbilanciandovi in qualche pensiero più intimo, qualche pianto profondo dell’anima vostra e sentirvi rispondere: “Ci sono problemi più seri nella vita!”?

A me è capitato. Sicuramente è un modo di rispondere che dovrebbe puntare a consolarci, come per dire: “Dai non è così grave quel che ti succede, c’è di peggio!”. Nonostante questa comprensione nei confronti del mio interlocutore, non mi sento mai consolata. In primo luogo perché il sapere che qualcuno sta peggio di me mi rattrista piuttosto che sollevarmi e in secondo luogo perché mi sembra che l’altro mi abbia voluto liquidare facilmente, e direi, anche lasciare senza possibilità di controbattere.

Penso sempre a questo sentimento di rimozione dei miei problemi in modo sbrigativo da parte dell’altro, quando incontro qualcuno e gli domando: “Come stai?”. Cerco di non farlo sentire ….invisibile.

E’ vero: nel mondo c’è la guerra, ci sono le pandemie, carestie, terremoti e popolo contro popolo in un modo oserei dire apocalittico, ma questo non toglie a ognuno di noi le croci quotidiane. Le controversie in famiglia restano, i problemi e preoccupazioni per i figli che vediamo sempre meno gioiosi, restano; la mancanza di lavoro ci sveglia al mattino come un pensiero fisso; la tribolazione del non riuscire a dialogare serenamente con un genitore nonostante tutti i nostri sforzi è lì che viene a tentare la nostra speranza in ogni occasione. Sono dolori. Sono le nostre croci.

Le croci dei figli di Dio che sono corpo, mente e anima e che hanno urgenza di essere felici in ognuna delle tre realtà. Non è solo la salute che crea preoccupazioni e croci, ma anche il non sentirsi ascoltati, il non trovare la pace interiore che ci meritiamo. Stare a galla in una vita dove le croci pesano è già complicato, e non trovare lo sguardo di comprensione del fratello, lo rende ancora più pesante. L’indifferenza pesa.

Forse dovremmo prendere coscienza che in quanto fratelli di Gesù, il nostro percorso ci fa attraversare sempre una croce, e che quindi nessuno di noi è esente. Non è una punizione, ma un entrare in comunione con Gesù che è salito per primo sulla sua croce affinché nessuno di noi si ritrovasse da solo in mezzo alla sua tribolazione. Ognuno ha la sua e i fratelli ci sono per sollevarci col loro ascolto, la loro comprensione, un abbraccio, un sorriso o anche una preghiera.

Ho notato stranamente che in un periodo così difficile come quello che stiamo attraversando, molti, anziché essere più amabili e ben disposti verso il prossimo, sono diventati più indifferenti. Mi chiedo cosa ci succeda. Se nel mondo c’è tutto questo disamore, è logico concludere che ci sia bisogno urgente di amore e di un Amore divino da riversare negli altri. Se un cuore è ferito e se ne lamenta, occorre una carezza, non delle spalle voltate.

Pensiamo a Gesù che è nato in una stalla sporca, maleodorante, fredda e scomoda, per trasformarla in un Presepe! Mi chiedo sempre cosa avessero visto i pastori arrivando per rimanere stupefatti. Erano tre poveri esseri umani infreddoliti e soli in una misera stalla….cosa c’era di bello e stupefacente? Me lo posso immaginare: i gesti di attenzione e tenerezza di Giuseppe per sua moglie stanca; lo sguardo incantato di Maria sul suo bimbo misterioso; le manine vivaci di Gesù che annaspando nel vuoto cercavano un abbraccio nostro. Hanno visto l’amore, non la miseria! Sono rimasti incantati da quanta pace e amabilità sprigionava quella santa famiglia, tanto da non volersene più andare. Avevano i loro pensieri e preoccupazioni, ma avevano Gesù e un amore infinito fra loro tre: non serviva altro. E accoglievano felici chi arrivava a guardare.

Gesù è nato in un posto orrendo per renderlo bellissimo. Questo ci ha insegnato: dobbiamo creare l’amore lì dove non c’è e ogni croce diverrà sopportabile. Soprattutto la propria! Perché sapere di portare la Luce di Dio è la gioia più grande che esiste su questo martoriato mondo e saremo sempre in grado di farlo!! Nulla può fermare la nascita di Gesù nel cuore delle persone, se solo gli si fa un po’ di posto, magari grande quanto una mangiatoia.

L’ha insegnato Lui: qualunque posto, qualunque situazione diventa un Presepe se portiamo l’amore. Allora riusciremo a vivere un Vero Natale noi e lo faremo vivere a tutti coloro che ci incontrano.

Sarebbe bello che ogni persona che si avvicina a noi raccontandoci le sue croci trovasse un Presepe Vivente che lo lasci stupefatto e rincuorato.

In fondo, tutti noi sulla terra abbiamo soltanto bisogno di Gesù.




 

martedì 22 novembre 2022

STATE PRONTI!

 In questo VIDEO: Gesù nostra arca sicura che ci consente di vivere in questa vita dove piove indifferenza e disamore senza annegarci dentro. Se saremo già li dentro, non saremo colti di sorpresa dalla sua venuta.



martedì 15 novembre 2022

CRISTO RE

 In questo VIDEO: Gesù vuole essere il Re dei nostri cuori e di tutta la nostra vita, re nei giorni lieti e re in quelli di croce per portarci in Paradiso, nella Resurrezione eterna dell'amore e della gioia



giovedì 3 novembre 2022

LA VITA DOPO LA MORTE


 In questo VIDEO: Da una risposta di Gesù, nel vangelo di Luca Cap 20, cominciamo a intuire che la vita non muore così come crediamo e vediamo e che soprattutto non pone fine ai rapporti di amore, ma anzi li rende armoniosi, divini ed eterni