Ciao Amici,
intorno a me c'è tanta gente malata...molti sono gravi e moriranno presto..sono amici, conoscenti. E mi chiedo come si fà ancora a non capire che la vita và vissuta ogni momento con tanto amore...riempendo ogni singolo istante di questo. Essere soddisfatti di aver reso bella la giornata del prossimo..perchè siamo tutti un soffio che passa.
Ho una gran voglia di baciare, abbracciare, sorridere..perchè la vita è un'occasione che si presenta ORA....OGGI....
Come fanno certe persone a non capire questo...nonostante tutto??
Ben inteso..non è una critica nè un qualche celato rimprovero. Volevo solo urlare al mondo: vivete...ma vivete sul serio...non solo divetendovi che è bello e sacrosanto, ma anche dando il vostro amore finchè siete in tempo finchè ci siete o ci saranno gli altri.
Perchè l'unica cosa che resterà è l'amore. Resterà indelebile nei vostri ricordi..nei ricordi degli altri. Non si perderà mai.
Resterà con voi, con loro. E saprete di aver utilizzato bene il tempo.
Lasciate perdere tutto...tutte le offensioni..tutte le ripicche...anche quelle che ritenete giuste. Fa niente. Solo l'amore salva...voi per primi.
Correte ad amare ora oggi..sempre.
Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for
martedì 2 febbraio 2016
sabato 16 gennaio 2016
AMATA COME UN FIORE
AMATA COME UN FIORE
Sai dirmi perché Padre?
Perché non sono stata mai un fiore
Che ha per amica l’aria e
per amante un cielo
Attento e protettivo
Pronto a dargli da bere
Acqua di rugiada e pioggia?
Non sono mai stata un fiore
Accarezzato dal sole
Che innamorato anch’esso
Riscalda la terra suo sgabello
e fa risaltare ogni suo colore
per renderlo ancor più bello,
far sprigionare il suo profumo
e attirare lo sguardo del creato.
Perché, Padre, non sono mai stata
Amata come un fiore?
Forse perché il mio respiro di vita
Il mio Cielo amante ,
che mi ricopre d’azzurro,
pronto a dissetarmi
con le gocce di saggezza;
e il mio Sole accecante,
che fa luce sul mio sentiero,
e mi scalda l’anima
con la Sua presenza fedele….
Sei sempre stato solo..TU.
Allora fa di me un fiore,
il Tuo fiore….
venerdì 15 gennaio 2016
IL BEAUTY SOFFICE
Questo che vi propongo è un lavoro facile e divertente di recupero dei fili di cotone colorati.
Spesso si fanno dei lavori all'uncinetto o a maglia ed avanzano quei rotolini così piccoli che non sono sufficienti neanche per fare un centrino.
Allora ho pensato di fare dei semplicissimi fiorellini di 3 giri soltanto utilizzando due colori ciascuno: il centro di un colore e i petali di un altro; e poi di unirli tutti con piccoli punti di cucito molto veloci.
Quindi ho fatto n bordo finale con delle catenelle ad arte per rendere il lavoro rettangolare, l'ho foderato con del velluto, piegato in due, cuciti i lati e applicata una chiusura lampo.
Ecco pronto un beauty da viaggio morbido e comodo da infilare in valigia.
Spesso si fanno dei lavori all'uncinetto o a maglia ed avanzano quei rotolini così piccoli che non sono sufficienti neanche per fare un centrino.
Allora ho pensato di fare dei semplicissimi fiorellini di 3 giri soltanto utilizzando due colori ciascuno: il centro di un colore e i petali di un altro; e poi di unirli tutti con piccoli punti di cucito molto veloci.
Quindi ho fatto n bordo finale con delle catenelle ad arte per rendere il lavoro rettangolare, l'ho foderato con del velluto, piegato in due, cuciti i lati e applicata una chiusura lampo.
Ecco pronto un beauty da viaggio morbido e comodo da infilare in valigia.
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| Sembra un mazzo di fiori..invece è un astuccio soffice |
mercoledì 13 gennaio 2016
SCATOLE MAGICHE
Sapete quando vi regalano una bottiglia di vino e ve la portano in una di quelle scatole di legno? Io sono contro lo spreco e le scatole di cartone o di legno mi sono sempre piaciute tanto. Così, ho comprato della cementite, ho passato 2 strati abbondanti su tutta la scatola e poi mi sono divertita a dipingerle.
Ancora più divertente è regalarle!!
Quando non ci si sente particolarmente allegri, dipingere e creare qualcosa di utile, aiuta molto lo spirito, edifica la nostra mente soprattutto se non ci si sente molto utili.
La consapevolezza poi che si sta riciclando qualcosa...rende tutto ancora più entusiasmante.
![]() |
| Questa la sto per regalare alla mia vicina di casa che si chiama come me!! |
![]() |
| Questa l'ho fatta per me |
L'effetto finale è sempre gradevole...e per me anche un pò magico
sabato 12 dicembre 2015
PERCORSI
Camminavo piano,
guardavo i sassi,
sul grigio disegnavo
i volti amati.
Lo sguardo seguiva
i lenti miei passi
e fra l'uno e l'altro
cadevano frasi
di discorsi vani
Camminavo spenta
vagando in un mondo
dove strade e sassi
son ricordi e ferite
e dovunque si passi
trovi rovi a graffiarti.
Senza una meta:
giri e rigiri
sugli stessi percorsi.
Ma camminando
fra un sasso e l'altro
mi chiama il sorriso
di un bimbo che passa.
Un volto di pace:
s'accende una luce!
Non c'è più grigiore
e arrivo in un mondo
non più fatto di sassi
o frasi perdute
Una speranza rinasce
di riflesso a quel viso;
riaffiora da dentro
la memoria del senso
che ha quel cammino:
portare l'amore
al di là del ritorno
che si desidera sempre,
e far accendere un Sole
sul viso di un bimbo
che trasmetta calore
a chi si graffia nei rovi
di tanto squallore
Paola Buccheri (18/11/2008)
guardavo i sassi,
sul grigio disegnavo
i volti amati.
Lo sguardo seguiva
i lenti miei passi
e fra l'uno e l'altro
cadevano frasi
di discorsi vani
Camminavo spenta
vagando in un mondo
dove strade e sassi
son ricordi e ferite
e dovunque si passi
trovi rovi a graffiarti.
Senza una meta:
giri e rigiri
sugli stessi percorsi.
Ma camminando
fra un sasso e l'altro
mi chiama il sorriso
di un bimbo che passa.
Un volto di pace:
s'accende una luce!
Non c'è più grigiore
e arrivo in un mondo
non più fatto di sassi
o frasi perdute
Una speranza rinasce
di riflesso a quel viso;
riaffiora da dentro
la memoria del senso
che ha quel cammino:
portare l'amore
al di là del ritorno
che si desidera sempre,
e far accendere un Sole
sul viso di un bimbo
che trasmetta calore
a chi si graffia nei rovi
di tanto squallore
Paola Buccheri (18/11/2008)
martedì 1 dicembre 2015
MUOVE IL SOL E LE ALTRE STELLE
La vita dell’anima non è la vita nascosta, quella
che tutti pensano come un mondo segreto chiuso dentro ognuno di noi. La vita
dell’anima è in realtà la vita vera: quella alla quale facciamo riferimento per
capire se siamo davvero felici.
Se nel cuore sperimentiamo pace, ci sentiamo
appagati da un amore, o coccolati dall’esistenza di alcuni amici, se ci vengono
in mente stati di soddisfazione personale che generano auto-stima, allora
possiamo dire di essere felici, di stare bene. Non prendiamo in seria
considerazione che vestito abbiamo addosso in quel momento se è elegante o no,
o se l’auto parcheggiata fuori è di lusso o no, o se la casa è in ordine e con
mobili preziosi. Quelle cose non vengono minimamente prese in considerazione
come parametri per rispondere sinceramente alla domanda che ci chiede se siamo
felici.
Eppure se ne perde tanto di tempo dietro a quei
falsi parametri di felicità. Come fossero una bella pittura sulla nostra casa
interiore: in fondo non conta molto se poi la casa non è abitata o è triste. Ma
noi stiamo li a pitturare…come per darci un contegno, per rendere la facciata
il più attraente possibile, forse anche per essere guardati, ammirati e non
restare soli. Ma si rischia di rimanere troppo tempo là fuori a occuparci del
superfluo. Con la pericolosa conseguenza di non sapere più cosa ci sia dentro
casa, lasciando languire ciò che ci rende bella la vita.
A lungo andare finisce che facciamo gli
imbianchini della nostra vita, illudendo noi stessi che la facciata della casa
sia l’essenza della casa stessa. Forse dovremmo invece sforzarci tutti di
rendere ben visibile l’interno della casa. Aprire agli altri il calore che c’è
là dentro e permettere alla nostra bellezza di uscire fuori, affinchè anche gli
altri ne godano e si ricordino di cosa c’è a casa loro.
Per quanto mi riguarda, mi sento di dirvi che
probabilmente non sono una persona molto colta, non sono particolarmente bella
e dall’età di sei anni combatto i difetti del mio carattere, ma posso affermare
che l’unica cosa che voglio dalla vita è amare e se possibile sentirmi un po’ amata.
Ma soprattutto essere sicura che sto riempendo ogni giorno di amore, che lo sto
donando. Perciò se qualcuno mi dovesse chiedere se sto bene, e io rispondessi “sì”,
significherebbe che ci sto riuscendo o che almeno mi sto sforzando davvero con
tutta me stessa.
Non credo di essere speciale, credo però che gli
eventi della mia interessante vita, mi abbiano fatto correre forte verso questa
consapevolezza, e cioè che l’amore è l’unica strada possibile per la felicità.
Perciò mi sento di dire: se vi sentite tristi, è
solo perché state aspettando l’amore. In questo non c’è nulla di male o di
riprovevole.
C’è solo un errore concettuale, un errore non
facile da scoprire perché stiamo guardando il mondo da fuori casa. Invece la
vita è solo dentro casa e là dentro, dove tutto è spirituale esistono altre
leggi…leggi soprannaturali, fatte a testa in giù rispetto al mondo là fuori.
Qua dentro all’anima, nel mondo soprannaturale che
è il nostro vero mondo, funziona tutto al contrario.
Se vuoi pace, devi dare tu la pace; se vuoi
allegria, devi essere tu allegro e metterla agli altri; se vuoi comprensione,
devi tu comprendere prima gli altri; se vuoi amore…devi tu amare gli altri
anche se ti senti spaccato dal dolore.
Non è un gioco perverso, è solo l’unico modo di
vivere.
Nel mondo là fuori non puoi mai essere
protagonista, nessuno ti nota e nessuno ti dà fiducia sufficiente nemmeno per
fare un lavoro banale manuale.
Nel mondo qua dentro, dove è Dio che regna, ti
viene immediatamente affidato il compito più importante in assoluto: generare
pace e amore in prima persona. E Lui si fida anche di te, perché sa che puoi
farlo.
Nel mondo là fuori ci lamentiamo che non diano
importanza; allora perché nel mondo interiore spirituale ci lamentiamo che ce
ne diano? Non è logico. Siamo noi stessi i protagonisti della nostra vita, i
detentori del potere di amare. Sono poteri diversi da quelli temporali, ma,
scusate se insisto, sono molto più determinanti per la vita vera.
Allora se siamo a corto di amore, non ci
disperiamo: alziamoci le maniche e amiamo di più tutti: il signore triste alla
posta (gli faremo un sorriso), la signora che vuole qualcuno a cui raccontare i
suoi guai(l’ascolteremo)e così via.
Mi chiederete che senso ha. Il fatto è che facendo
così noi muoveremo l’amore, lo faremo correre in giro: prima andrà da noi verso
gli altri e poi da loro verso di noi, in un turbine sempre più veloce e
immediato, coinvolgendo mano mano coloro che guardano e stanno accanto.
Così come fa il male, il bene fa lo stesso ma con
una potenza maggiore.
Fate correre l’amore, fatelo scorrere da dentro di
voi. Creiamo un uragano, un ciclone…e saremo felici di…niente e di tutto.
Saremo felici di vivere anche se apparentemente,
non avremo nulla.
O forse solo la capacità di muovere il Sole e le altre stelle!
lunedì 30 novembre 2015
TERRORISMO DEL DISAMORE
Siamo tutti contro il terrorismo ed il terrore. E' ovvio. Ma c'è un terrorismo del quale vorrei parlare oggi, che pochi hanno classificato come tale e sul quale vorrei attirare l'attenzione.
Ne siamo vittime tutti, alcuni di più, altri di meno, e sospetto che le donne spesso siano le vittime più frequenti per una questione naturale di tendenza a "dare la vita" in ogni possibile senso. Mi spiego.
Navigando su questi social, trapela sovente un velo malinconico di latente abbandono dell'amore.
Un mio amico chiama il social "un luogo di disperati"...per scherzare un pò.
Purtroppo è vero: trapela proprio la disperazione.
Visto che il mio desiderio è quello di riportare alla speranza, ho voluto riflettere su questo.
A quanto pare molte persone si fanno delle amicizie virtuali che di virtuale hanno solo la sfortuna di non potersi toccare e vedere, ma in realtà i cuori vengono coinvolti a tal punto che spesso l'amicizia diventa reale. E poi, volendo, in alcuni casi, si è liberi di incontrarsi.
Ma al di là del social, anche nei "normali" rapporti umani, succede lo stesso: a un certo punto vengono toccate le corde più intime del cuore e nascono delle amicizie e degli amori.
Il fatto è che sono costretta a notare che molte persone (nei social è più facile) che assumono il ruolo di "amici", stancandosi di qualcosa, diventano i nostri "terroristi" personali.
Iniziano a fare angherie di non risponderci, lasciarci in sospeso, raccontarci bugie, essere ambigui, imperscrutabili. Questo nei migliori dei casi, lasciandoci un vago senso di perplessità e insicurezza.
Ovviamente la sofferenza in noi si genera solo ed esclusivamente se il nostro sentimento è reale e di virtuale non abbia proprio nulla.
Dal virtuale al reale il passo è breve proprio perchè il cuore batte e l'anima si muove istintivamente verso l'amore sia che il corpo riesca a raggiungere l'altro, sia che non riesca. L'anima vive l'amore e gliene importa relativamente se un corpo è lì oppure no: le anime si toccano e ciò è sufficiente.
Quindi se si sente improvvisamente abbandonata (l'anima)....inizia a soffrirne e chiede aiuto alla ragione per ritrovare un equilibrio nelle possibili giustificazioni di quel caso. Se queste giustificazioni non arrivano...ecco il terrorismo.
Sono o non sono amata? e come mai prima sì e ora no? non ho dati per capire cosa accade: sono allo sbaraglio; ho il cuore esposto ai colpi che non so da che parte arriveranno e se arriveranno.
Ora io voglio parlare col cuore a tutte le anime che si trovano in questa situazione.
Se non sono servite le domande di spiegazione, se non è servito il vostro silenzio e la pazienza, se non è servito aprire il vostro cuore alle persone tentando ogni possibile via di riscatto del vostro amore/amicizia....vi prego ritenetevi sotto attacco del terrorismo.
Perciò comportatevi di conseguenza: allontanatevi dalla fonte del terrore. Dove sta scritto che io devo essere alla mercè di chi oggi mi potrebbe violentare il cuore calpestandolo per poi andarsene?
Dove sta scritto che non devo muovermi da dove sto e farmi trovare pronta al prossimo attacco feroce?Chi ha detto che io devo sforzarmi di essere diversa per essere amata? Dove sta scritto che devo sottostare a queste leggi del terrore di essere abbandonata dall'amore?
Non si può lasciare che il terrore del disamore oscuri le nostre vite. Esse sono preziose come le vite degli altri. Perciò proteggiamole.
Tutto questo terrorismo personale sentimentale ci adombra le giornate e ci fà sentire schiave di un "ciao come stai?" o di un "mi manchi". Se una persona che sia in ambito virtuale o reale, non ci cerca o è ambigua o non si spiega chiaramente, vuol dire solo che deve essere allontanata dalla nostra vita. Perchè ha preso in ostaggio la nostra felicità e serenità...e noi dobbiamo riprendercela a costo di ferirci un pò.
La vita deve essere tutelata in ogni sua forma e la forma più sublime che abbiamo dentro è la capacità di amare che è propria dell'anima. Se è peccato colpire e ferire il corpo, lo è ancora di più ferire l'anima che è la parte divina in noi.
Non ci sottomettiamo a queste torture. La vita, ogni istante che di essa ci viene concesso, è per amare. Non possiamo restare in ostaggio di chi non ha compreso questo.
Là fuori....ci sono tante anime assetate del nostro amore.
Basta terrorismo. Liberatevi.
Ne siamo vittime tutti, alcuni di più, altri di meno, e sospetto che le donne spesso siano le vittime più frequenti per una questione naturale di tendenza a "dare la vita" in ogni possibile senso. Mi spiego.
Navigando su questi social, trapela sovente un velo malinconico di latente abbandono dell'amore.
Un mio amico chiama il social "un luogo di disperati"...per scherzare un pò.
Purtroppo è vero: trapela proprio la disperazione.
Visto che il mio desiderio è quello di riportare alla speranza, ho voluto riflettere su questo.
A quanto pare molte persone si fanno delle amicizie virtuali che di virtuale hanno solo la sfortuna di non potersi toccare e vedere, ma in realtà i cuori vengono coinvolti a tal punto che spesso l'amicizia diventa reale. E poi, volendo, in alcuni casi, si è liberi di incontrarsi.
Ma al di là del social, anche nei "normali" rapporti umani, succede lo stesso: a un certo punto vengono toccate le corde più intime del cuore e nascono delle amicizie e degli amori.
Il fatto è che sono costretta a notare che molte persone (nei social è più facile) che assumono il ruolo di "amici", stancandosi di qualcosa, diventano i nostri "terroristi" personali.
Iniziano a fare angherie di non risponderci, lasciarci in sospeso, raccontarci bugie, essere ambigui, imperscrutabili. Questo nei migliori dei casi, lasciandoci un vago senso di perplessità e insicurezza.
Ovviamente la sofferenza in noi si genera solo ed esclusivamente se il nostro sentimento è reale e di virtuale non abbia proprio nulla.
Dal virtuale al reale il passo è breve proprio perchè il cuore batte e l'anima si muove istintivamente verso l'amore sia che il corpo riesca a raggiungere l'altro, sia che non riesca. L'anima vive l'amore e gliene importa relativamente se un corpo è lì oppure no: le anime si toccano e ciò è sufficiente.
Quindi se si sente improvvisamente abbandonata (l'anima)....inizia a soffrirne e chiede aiuto alla ragione per ritrovare un equilibrio nelle possibili giustificazioni di quel caso. Se queste giustificazioni non arrivano...ecco il terrorismo.
Sono o non sono amata? e come mai prima sì e ora no? non ho dati per capire cosa accade: sono allo sbaraglio; ho il cuore esposto ai colpi che non so da che parte arriveranno e se arriveranno.
Ora io voglio parlare col cuore a tutte le anime che si trovano in questa situazione.
Se non sono servite le domande di spiegazione, se non è servito il vostro silenzio e la pazienza, se non è servito aprire il vostro cuore alle persone tentando ogni possibile via di riscatto del vostro amore/amicizia....vi prego ritenetevi sotto attacco del terrorismo.
Perciò comportatevi di conseguenza: allontanatevi dalla fonte del terrore. Dove sta scritto che io devo essere alla mercè di chi oggi mi potrebbe violentare il cuore calpestandolo per poi andarsene?
Dove sta scritto che non devo muovermi da dove sto e farmi trovare pronta al prossimo attacco feroce?Chi ha detto che io devo sforzarmi di essere diversa per essere amata? Dove sta scritto che devo sottostare a queste leggi del terrore di essere abbandonata dall'amore?
Non si può lasciare che il terrore del disamore oscuri le nostre vite. Esse sono preziose come le vite degli altri. Perciò proteggiamole.
Tutto questo terrorismo personale sentimentale ci adombra le giornate e ci fà sentire schiave di un "ciao come stai?" o di un "mi manchi". Se una persona che sia in ambito virtuale o reale, non ci cerca o è ambigua o non si spiega chiaramente, vuol dire solo che deve essere allontanata dalla nostra vita. Perchè ha preso in ostaggio la nostra felicità e serenità...e noi dobbiamo riprendercela a costo di ferirci un pò.
La vita deve essere tutelata in ogni sua forma e la forma più sublime che abbiamo dentro è la capacità di amare che è propria dell'anima. Se è peccato colpire e ferire il corpo, lo è ancora di più ferire l'anima che è la parte divina in noi.
Non ci sottomettiamo a queste torture. La vita, ogni istante che di essa ci viene concesso, è per amare. Non possiamo restare in ostaggio di chi non ha compreso questo.
Là fuori....ci sono tante anime assetate del nostro amore.
Basta terrorismo. Liberatevi.
domenica 22 novembre 2015
COME LEGNA AL FUOCO
Alle volte siamo proprio come delle legna sul fuoco.
L'amore ci brucia dentro perchè non può ardere nel cuore di chi amiamo. Così in noi è tutto un dolore.
Siamo li che subiamo il nostro stesso amore.
Guardate come fà un ciocco di legna sul fuoco.
All'inizio sembra che le fiamme non lo intacchino proprio...e noi non battiamo ciglio nel tentativo di convincerci che quel sentimento non entrerà in noi..non ci intaccherà.
Ma Lui seguita a bruciare. Il cuore si scalda...e non vogliamo opporci a quello splendore.
Allora comincia ad uscire l'acqua dalla legna umida di umanità. Lacrime che scorrono dal cuore caldo e vanno sul fuoco che le fà evaporare e porta in Cielo il nostro pianto...vicino al Padre.
Ma il nostro amore seguita a bruciare, seguita a restare in noi perchè non accolto ancora.
Si comincia a bruciare più in fondo...prendono fuoco alcune cose inutili, pensieri superficiali di egoismo e rivendicazioni meditate fin troppo. Il Fuoco le riduce in polvere perchè l'amore và eliminando ogni minimo ostacolo al suo scoppiettante desiderio di far luce.
Passa il tempo e non piangi più perchè nel cuore è tutto caldo, si sono scongelate anche le parti più interne, i movimenti più resistenti all'amore.
Il calore invade le legna che cominciano ad accendersi di rosso, come il sangue che pulsa dentro a tutta velocità a mano a mano che scopriamo di essere capaci di amare anche se non ci amano.
Un dolore latente ti avverte che stai seguitando a bruciare.
Ma ormai sei dentro quel Fuoco e non importa più nulla.
Guardate ora le legna: non sapreste dire se sono ancora pezzi di legno o carboni ardenti percè ora non si intuisce più dove finisce il ciocco e inizia la fiamma.
L'Amore ha arso tutta l'umanità e l'ha resa Fuoco...l'ha trasformata in Amore essa stessa.
Abbiamo resistito, abbiamo pianto, abbiamo bruciato dentro fino a non poterne più....ora siamo Amore...luce...calore...non più per una persona sola, ma per tutte quelle che desiderano avvicinarsi e scaldarsi dal freddo del mondo.
E' vero: quella persona non ci ha amati, ci ha lasciati, illudendoci e disamando tutto di noi, ma noi siamo voluti rimanere nell'amore e non odiare...il nostro pianto è arrivato al Cielo come una potente preghiera e ora...non siamo più legna bruciate, ma luce e calore.
domenica 15 novembre 2015
SEMINARE LA VITA
Quando aspetti un bimbo,
il tempo cambia dimensioni. Cambia altezza, larghezza e lunghezza.
Col cuore entri in un
mondo di silenzio, dove osservi tutto attraverso una lente di ingrandimento. Ti
fai capace di passeggiare dentro il tuo corpo per scoprire la vita.
I minuti non sono più
minuti qualsiasi; sono degli attimi utili in cui attendi di ascoltare qualche
segno di diversità in te, qualche sintomo che un’altra vita ha iniziato a
camminare con te.
L’udito si affina, il
tatto si amplifica, la mente aumenta le sue capacità cognitive, alla ricerca di
un segnale di vita.
Quando poi quel minuscolo
essere cresce un pochino e raggiunge un minimo di dimensioni possibili da
vedere a occhio nudo…ecco i primi movimenti che senti improvvisamente, mentre
cammini per strada o sei ferma a stirare. Un sussulto di sorpresa! Non sei tu a
muovere nulla..allora cosa si muove in te? Può essere soltanto una vita diversa
dalla tua. E’il figlio dell’amore che bussa alla porta e si annuncia per primo
a te che lo stai portando dentro con cura e attesa infinita.
Eccolo è lui! E’ lui che
si ribalta, no forse gioca nel suo mondo, ecco ora ha il singhiozzo. Si muove
piano…poi niente di nuovo: si sta addormentando.
Non vedi niente, ma l’osservi
ugualmente con gli occhi della speranza e lo accudisci sedendoti comoda,
coprendoti la pancia con una mano per tramandargli il calore. Sei già una mamma
che segue il figlio e crea un’armonia d’amore con lui….ammorbidendo la sua
via…lì dove è possibile farlo.
Da subito impari a far da
cassa di risonanza a ogni minimo segnale che dovrai interpretare.
Quando nasce, e poi
cresce…non cambia il tuo stato. Ormai sei una “mamma” cioè una donna che ha il
super-potere non propriamente di “dare la vita”…ma di “consentire alla
vita di essere”.
Le mamme assumono questa
capacità, e l’Eterno lascia loro questo dono per sempre, per amare in questo
modo anche il prossimo.
Resta loro il potere
amplificato dell’“ascolto” che si ritrovano come un impegno. E’ un ruolo
diverso, un ruolo importante che non và trascurato. Un ruolo difficile, a
tratti pesante da esercitare, ma è praticamente una chiamata di Dio, alla
collaborazione con Lui di rendere possibile il Regno dei Cieli.
Questo è infatti un mondo
sempre più bisognoso di amore e di qualcuno che sia in grado di “consentire alla
vita di essere”. Ognuno dal suo posto deve contribuire e credo che una mamma o
anche solo una “potenziale mamma”debba essere in grado di esercitare il suo
potere.
Intravedere un minimo
segno di vita nel cuore del prossimo e pazientemente aiutarlo a venir fuori.
Riuscire a creare un po’ di silenzio nelle nostre famiglie per dar orecchio a
ciò che conta davvero: i problemi dei familiari, i sogni dei figli.
Calmare gli animi e
alimentare l’armonia, al posto di inutili discussioni in cerca di ragioni che
non servono a niente.
Pensare anche agli altri,
in una società che suggerisce di difendersi e basta.
Come Maria, rispondiamo
ogni giorno “sì” alla vita, consentiamo all’Amore di nascere nel nostro grembo
e mettiamolo al centro della nostra casa lasciandolo crescere.
Lasciamoci invadere dalla
Sua Luce e consentiamo alla vita di avere la meglio e vincere su ogni pensiero
nero di egoismo e chiusura.
Fra tanti poteri che gli
esseri umani desiderano avere, questo è uno dei più potenti e dei meno
pericolosi! Coraggio “mamme”…facciamoci sentire, in questo mondo che semina
morte….insegniamo loro a seminare la vita…. Imiteremo Maria e
faremo in modo che il calore del Natale duri tutto l’anno, tutta la vita!
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| Consentire all'amore di essere |
venerdì 30 ottobre 2015
ATTENDERE
Facevo una riflessione con mia figlia, tra il tragico e il comico, ma comunque con lei tutto finisce in risata perchè non conosco una persona dal carattere migliore del suo.
La nostra riflessione era sul destino "crudele" che ha la donna: di aspettare all'infinito.
O forse è solo il destino delle donne della mia famiglia!
La donna cerca di ponderare i tempi per parlare in famiglia e non causare discussioni. Si aspetta di poter dire la propria opinione senza suscitare offese o turbare quel sentimento degli uomini di sentirsi coloro che sono "valorosi" davanti alle signore.
Si attende che gli umori cambino in meglio per annunciare preoccupazioni che intanto si serbano in cuore.
Si attende l'ora in cui sono più o meno tutti a casa per pranzare o cenare e restare uniti come una famiglia.
Si attende una telefonata, un messaggio che ci faccia tirare un sospiro di sollievo o ci renda più luminosa la giornata.
Si aspettano i figli che tornano dalla scuola, dall'università, dal lavoro o da un momento di svago e li devi attendere anche facendo finta che non attendi affatto.
Si aspetta che certe situazioni migliorino.
Si attendono 9 mesi che un figlio ti cresca dentro.
Si attendono 28 giorni per equilibrare il fisico sempre su un'onda che sale e scende e a tratti ci getta in uno stato di stanchezza fisica e psichica notevole.
Si attende soprattutto di incontrare l'amore e ci si crea nuove attese, nuovi tempi per conservare quel bene così prezioso.
Sempre col fiato sospeso ad attendere e valutare tempi e mosse da fare.
E spesso purtroppo....si attende e basta. Fino a che ti siedi stanca su una poltrona e ti chiedi cosa hai atteso a fare. Ma la vita è in fondo tutta un'attesa, e non è affatto inutile. E' l'attesa di un'altra Vita dove che sei donna o uomo, non attenderai più niente, ma semplicemente resterai al cospetto di tutto ciò che hai atteso, di tutto l'amore che hai sperato vivere. Di là, infatti, non ci sarà più la Speranza, ma solo la Vita.
Qui c'è la Speranza di vivere presto quella Vita...per cui vale la pena, con pazienza e amore di...attendere.
La nostra riflessione era sul destino "crudele" che ha la donna: di aspettare all'infinito.
O forse è solo il destino delle donne della mia famiglia!
La donna cerca di ponderare i tempi per parlare in famiglia e non causare discussioni. Si aspetta di poter dire la propria opinione senza suscitare offese o turbare quel sentimento degli uomini di sentirsi coloro che sono "valorosi" davanti alle signore.
Si attende che gli umori cambino in meglio per annunciare preoccupazioni che intanto si serbano in cuore.
Si attende l'ora in cui sono più o meno tutti a casa per pranzare o cenare e restare uniti come una famiglia.
Si attende una telefonata, un messaggio che ci faccia tirare un sospiro di sollievo o ci renda più luminosa la giornata.
Si aspettano i figli che tornano dalla scuola, dall'università, dal lavoro o da un momento di svago e li devi attendere anche facendo finta che non attendi affatto.
Si aspetta che certe situazioni migliorino.
Si attendono 9 mesi che un figlio ti cresca dentro.
Si attendono 28 giorni per equilibrare il fisico sempre su un'onda che sale e scende e a tratti ci getta in uno stato di stanchezza fisica e psichica notevole.
Si attende soprattutto di incontrare l'amore e ci si crea nuove attese, nuovi tempi per conservare quel bene così prezioso.
Sempre col fiato sospeso ad attendere e valutare tempi e mosse da fare.
E spesso purtroppo....si attende e basta. Fino a che ti siedi stanca su una poltrona e ti chiedi cosa hai atteso a fare. Ma la vita è in fondo tutta un'attesa, e non è affatto inutile. E' l'attesa di un'altra Vita dove che sei donna o uomo, non attenderai più niente, ma semplicemente resterai al cospetto di tutto ciò che hai atteso, di tutto l'amore che hai sperato vivere. Di là, infatti, non ci sarà più la Speranza, ma solo la Vita.
Qui c'è la Speranza di vivere presto quella Vita...per cui vale la pena, con pazienza e amore di...attendere.
giovedì 29 ottobre 2015
NON LO SAPEVI?
Non lo sapevi?
Il mio amore è per sempre.
Lo so: hai paura
del mio amore
o forse di sempre
Non temere
nè uno nè l'altro
ti chiedono niente
Cerco solo il tuo Bene
mentre tu non mi vedi
anche se tu non sai
Quel giorno che non sentirai
quando non ricorderai
e mi starai cancellando
Continuerò in silenzio
a dedicarti i battiti
nascondendo un sospiro
Tratterrò un singhiozzo
scoppiato improvviso
da una musica antica
Ma tu non temere
nè sorrisi nè lacrime
ti verranno a bussare
Nè la mia voce
o una mia parola
se non vorrai più sentire
Resterò ad ammirarti
passeggiar nei miei pensieri
col respiro sospeso
Così come oggi
come è stato ieri
e sarà domani
perchè.........
Non lo sapevi?
Il mio amore è per sempre
Paola Buccheri
(queste potrebbero essere le parole di Dio per ognuno di noi...)
Il mio amore è per sempre.
Lo so: hai paura
del mio amore
o forse di sempre
Non temere
nè uno nè l'altro
ti chiedono niente
Cerco solo il tuo Bene
mentre tu non mi vedi
anche se tu non sai
Quel giorno che non sentirai
quando non ricorderai
e mi starai cancellando
Continuerò in silenzio
a dedicarti i battiti
nascondendo un sospiro
Tratterrò un singhiozzo
scoppiato improvviso
da una musica antica
Ma tu non temere
nè sorrisi nè lacrime
ti verranno a bussare
Nè la mia voce
o una mia parola
se non vorrai più sentire
Resterò ad ammirarti
passeggiar nei miei pensieri
col respiro sospeso
Così come oggi
come è stato ieri
e sarà domani
perchè.........
Non lo sapevi?
Il mio amore è per sempre
Paola Buccheri
(queste potrebbero essere le parole di Dio per ognuno di noi...)
INATTACCABILMENTE FELICE
Noi abitanti irrequieti e instabili di questo mondo altrettanto instabile, siamo tutti alla ricerca della felicità. Abbiamo un'idea della gioia che dovremmo meritarci, che assomiglia più a occasioni di divertimento, svago e risate liberatrici del nostro essere profondo.
Ma sono attimi che purtroppo finiscono. Assolutamente soggetti alle leggi di questo fragile mondo: hanno un inizio ed una fine...e che per tale motivo ci lasciano in bocca un retrogusto di amaro, e nel cuore un senso di incompletezza.
Abbiamo proprio ragione: le gioie di questo mondo sfuggono come l'acqua che scorre.
Ma c'è un Dio che è capace di allargare a tal punto i nostri orizzonti e le nostre prospettive, da farci scoprire una gioia particolare anche dentro la tristezza, sfondandola e proseguendo oltre di questa.
La gioia come la intendiamo noi esseri umani, senza prendere in considerazione Dio, è un sentimento labile ed effimero; Dio ci propone altro: avere uno sguardo positivo nei confronti della vita, in ogni occasione, in modo da poter scorgere con questi occhi nuovi, la gioia soprannaturale anche dentro a una tristezza.
Ogni tribolazione infatti, non è fine a se stessa, così per il gusto di veder soffrire una persona, ma è un qualcosa di utile alla propria vita e che tende misteriosamente a farci diventare persone forti, sempre felici. Non di una felicità da "discoteca" (tanto per intenderci) ma di una felicità che non può essere davvero intaccata nemmeno da una morte.
Tanto per fare l'esempio che Gesù stesso porta ai suoi apostoli, è come il dolore del parto: una mamma sa che deve essere ferma e coraggiosa, inventandosi anche la forza che non ha, per superare un dolore grande, e affronta così il parto perchè sa che nascerà un essere alla vita eterna. Questo rappresenta tutta la tribolazione delle nostre vite: un dolore che verte a trasformarci in uomini nuovi, mai più tristi, mai più disperati, magari provati e stanchi, ma profondamente felici in ogni occasione.
Alla luce di questa comprensione, mi chiedo come mai quando mi trovo davanti al Signore durante la consacrazione non abbia solo una parola da dirgli: "Grazie!"
Grazie dei giorni buoni, grazie dei giorni più difficili; grazie per esserci; grazie perchè in questo lungo cammino Tu sei con me e vuoi solo una cosa per me: che io sia inattacabilmente felice!
Ma sono attimi che purtroppo finiscono. Assolutamente soggetti alle leggi di questo fragile mondo: hanno un inizio ed una fine...e che per tale motivo ci lasciano in bocca un retrogusto di amaro, e nel cuore un senso di incompletezza.
Abbiamo proprio ragione: le gioie di questo mondo sfuggono come l'acqua che scorre.
Ma c'è un Dio che è capace di allargare a tal punto i nostri orizzonti e le nostre prospettive, da farci scoprire una gioia particolare anche dentro la tristezza, sfondandola e proseguendo oltre di questa.
La gioia come la intendiamo noi esseri umani, senza prendere in considerazione Dio, è un sentimento labile ed effimero; Dio ci propone altro: avere uno sguardo positivo nei confronti della vita, in ogni occasione, in modo da poter scorgere con questi occhi nuovi, la gioia soprannaturale anche dentro a una tristezza.
Ogni tribolazione infatti, non è fine a se stessa, così per il gusto di veder soffrire una persona, ma è un qualcosa di utile alla propria vita e che tende misteriosamente a farci diventare persone forti, sempre felici. Non di una felicità da "discoteca" (tanto per intenderci) ma di una felicità che non può essere davvero intaccata nemmeno da una morte.
Tanto per fare l'esempio che Gesù stesso porta ai suoi apostoli, è come il dolore del parto: una mamma sa che deve essere ferma e coraggiosa, inventandosi anche la forza che non ha, per superare un dolore grande, e affronta così il parto perchè sa che nascerà un essere alla vita eterna. Questo rappresenta tutta la tribolazione delle nostre vite: un dolore che verte a trasformarci in uomini nuovi, mai più tristi, mai più disperati, magari provati e stanchi, ma profondamente felici in ogni occasione.
Alla luce di questa comprensione, mi chiedo come mai quando mi trovo davanti al Signore durante la consacrazione non abbia solo una parola da dirgli: "Grazie!"
Grazie dei giorni buoni, grazie dei giorni più difficili; grazie per esserci; grazie perchè in questo lungo cammino Tu sei con me e vuoi solo una cosa per me: che io sia inattacabilmente felice!
sabato 24 ottobre 2015
FIORI AL VENTO
Vado a portarti dei fiori. Li scelgo belli come piacciono a te. Cammino un pò di fretta, come se tu mi aspettassi. Voglio togliere subito tutto quello che è diventato secco e brutto dai tuoi vasi e levare la polvere dal marmo bianco. Che diresti tu nel vedere una tomba così trascurata?
Cammino ancora più in fretta al pensiero del tuo sguardo di rimprovero. Sto arrivando, sto arrivando.
Eccoti! ti ho trovato...ecco il tuo sorriso, la tua foto, il tuo volto così familiare. Ti ho trovato...sei li fermo che mi aspetti...oppure no?
Tolgo i fiori vecchi, spargo acqua ovunque, levo polvere, sistemo bene i fiori. Tu continui a sorridermi dalla foto. Sei contenta....oppure no?
Ti parlo di come si sporca in fretta il marmo una volta candido, e ti raccomando i miei figli...e tu mi sorridi ancora....oppure no?
Non c'è risposta, non può esserci più.
Faccio un sospiro di chi si arrende al silenzio...un bacio col timbro al tuo volto sereno e lentamente vado via.
Tutto resta incompleto, irrisolto per sempre, domande senza risposta, il tuo volto sereno fissato da uno scatto di tanti anni fà...quando non era a me che sorridevi.
Come posso raggiungerti adesso? Non posso mamma....non posso papà...non può più raggiungervi il dolore, lì dove ora siete e dove regna solo lo splendore che vi siete guadagnati.
La vita non è là ora e infatti niente trova risposta, nessuna ansia trova soluzione.
La vita è adesso...con chi ancora può ascoltare, può rispondere, sorridere a un gesto d'affetto, parlarti del colore di un fiore.
Il vostro silenzio mi parla di questo: di vivere.
Mentre esco un pò mesta...penso a cosa significa tutto questo vuoto e mi giunge come una carezza dall'alto che dice: "Figlia, vai...riempi la tua vita di amore, respira a pieni polmoni..non rimandare a domani un sorriso o una parola di pace, non sprecare un solo minuto di quel sole che ora ti bacia....bacialo anche tu e porta luce a ogni tuo passo, come una Stella cometa. Non voltarti Figlia...ci rivedremo..ora corri verso la vita. Và...."
Cammino ancora più in fretta al pensiero del tuo sguardo di rimprovero. Sto arrivando, sto arrivando.
Eccoti! ti ho trovato...ecco il tuo sorriso, la tua foto, il tuo volto così familiare. Ti ho trovato...sei li fermo che mi aspetti...oppure no?
Tolgo i fiori vecchi, spargo acqua ovunque, levo polvere, sistemo bene i fiori. Tu continui a sorridermi dalla foto. Sei contenta....oppure no?
Ti parlo di come si sporca in fretta il marmo una volta candido, e ti raccomando i miei figli...e tu mi sorridi ancora....oppure no?
Non c'è risposta, non può esserci più.
Faccio un sospiro di chi si arrende al silenzio...un bacio col timbro al tuo volto sereno e lentamente vado via.
Tutto resta incompleto, irrisolto per sempre, domande senza risposta, il tuo volto sereno fissato da uno scatto di tanti anni fà...quando non era a me che sorridevi.
Come posso raggiungerti adesso? Non posso mamma....non posso papà...non può più raggiungervi il dolore, lì dove ora siete e dove regna solo lo splendore che vi siete guadagnati.
La vita non è là ora e infatti niente trova risposta, nessuna ansia trova soluzione.
La vita è adesso...con chi ancora può ascoltare, può rispondere, sorridere a un gesto d'affetto, parlarti del colore di un fiore.
Il vostro silenzio mi parla di questo: di vivere.
Mentre esco un pò mesta...penso a cosa significa tutto questo vuoto e mi giunge come una carezza dall'alto che dice: "Figlia, vai...riempi la tua vita di amore, respira a pieni polmoni..non rimandare a domani un sorriso o una parola di pace, non sprecare un solo minuto di quel sole che ora ti bacia....bacialo anche tu e porta luce a ogni tuo passo, come una Stella cometa. Non voltarti Figlia...ci rivedremo..ora corri verso la vita. Và...."
sabato 19 settembre 2015
RIMUGINARE O MEDITARE?
Conosco alcune persone, anche amici carissimi, che si rovinano l'esistenza con le loro stesse mani. Se ve ne parlo non è per divertirmi a criticare o puntare il dito, ma perchè questo mi addolora tanto e credo che se vivo certe cose è sicuramente solo per trarne un insegnamento positivo e aiutare, se possibile, il mio prossimo.
E' consuetudine per molti, mettersi sulla difensiva nei confronti di tutto il genere umano, un pò per paura, un pò perchè è più semplice che impegnarsi a capire chi si ha difronte.
Non dico che al giorno d'oggi non sia giustificabile, ma trovo che in qualunque tempo cronologico e storico sia...poco costruttivo per entrambe le parti. E fosse solo questo, non sarebbe ancora niente di grave, ma solo un appiattimento dei nostri giorni sulla terra.
Il problema è che a sospettare sempre di tutti si cade lentamente ed inesorabilmente in uno stato di paranoia che ci inibisce il chiaro discernimento degli eventi.
Mi spiego un pò meglio se riesco.
L'essere umano con la mente ha due poteri fondamentali ragionando sugli eventi: rimuginare o meditare. Diametralmente opposti.
Rimuginare è riflettere sulle cose che ci capitano "da soli" con la sola capacità intellettiva. Questo è un pò come stare in una stanza con sempre gli stessi oggetti e la stessa illuminazione. Oggetti che girano e rigirano nella nostra mente e con queste finestre chiuse, dopo un pò la mente asfissia a comincia a vederle deformate...quasi dei mostri. Eventi triti e ritriti si tramutano in altro e si perde di vista la realtà delle cose.
Meditare è riflettere sulle cose che ci capitano "insieme a Dio" con la propria capacità intellettiva e in più la consapevolezza che ogni evento è un'opportunità di crescita personale e anche intellettiva che il buon Dio ci offre perchè ci ama. In questo modo si riflette con le finestre aperte..se non addirittura all'aperto in mezzo a un prato assolato lasciando entrare una Luce soprannaturale nella nostra mente. Vi assicuro che gli eventi assumono significati molto interessanti e nessuno meglio di voi potrà capire che sono "vere"le conclusioni alle quali giungerete.
Se si "medita"si imparano cose importanti, se vogliamo anche da chi difenderci e il come. Ma non si cade in paranoie e perciò il nostro sospettare non è nei confronti del resto del mondo, ma delle persone che davvero forse ci stanno ferendo.
Tenere fuori Dio non è mai un bene per noi. La vita assume subito toni bui di vaga disperazione.
Tenere dentro Dio è sempre un bene per noi e ci fà vivere da subito un assaggio di resurrezione e Vita Eterna, oltre a renderci persone psicologicamente equilibrate e serene.
Meditando si comprende, tra l'altro, che l'unico modo per portare fiducia al mondo è darla noi (sempre restando nel nostro stato di meditazione e unione con Dio), che l'unico modo per trovare amore nel mondo, è portare il nostro agli altri; l'unico modo per portare vita nei momenti di morte è farci noi fonte di vita, tramutarci in una sorgente dove bere copiosamente acqua che rigenera e rinfresca, quindi essere amore anche nei periodi di morte fisica di qualcuno.
Gesù ci ha mostrato come si risorge, cioè come si sconfigge la morte. Non è necessario andare all'altro mondo per vivere ciò che Lui ci ha insegnato.Ne sono sempre più convinta.
Muori a qualcosa, Dio ti consiglia se vuoi di prenderti 3 giorni per piangere e basta, poi ti devi rialzare e cominciare ad amare più di prima, mostrando anche le ferite rimaste dagli eventi trascorsi, ma col sorriso di chi li ha vinti. E portare col tuo volto nuovo da risorto la gioia a chi si affliggeva per te. Questo è tutt'altro che rimuginare e cadere nel buio del cuore e della mente, ma è far vincere la vita sulla morte.
Questa è la fondamentale differenza fra Rimunginare e Meditare.
E' consuetudine per molti, mettersi sulla difensiva nei confronti di tutto il genere umano, un pò per paura, un pò perchè è più semplice che impegnarsi a capire chi si ha difronte.
Non dico che al giorno d'oggi non sia giustificabile, ma trovo che in qualunque tempo cronologico e storico sia...poco costruttivo per entrambe le parti. E fosse solo questo, non sarebbe ancora niente di grave, ma solo un appiattimento dei nostri giorni sulla terra.
Il problema è che a sospettare sempre di tutti si cade lentamente ed inesorabilmente in uno stato di paranoia che ci inibisce il chiaro discernimento degli eventi.
Mi spiego un pò meglio se riesco.
L'essere umano con la mente ha due poteri fondamentali ragionando sugli eventi: rimuginare o meditare. Diametralmente opposti.
Rimuginare è riflettere sulle cose che ci capitano "da soli" con la sola capacità intellettiva. Questo è un pò come stare in una stanza con sempre gli stessi oggetti e la stessa illuminazione. Oggetti che girano e rigirano nella nostra mente e con queste finestre chiuse, dopo un pò la mente asfissia a comincia a vederle deformate...quasi dei mostri. Eventi triti e ritriti si tramutano in altro e si perde di vista la realtà delle cose.
Meditare è riflettere sulle cose che ci capitano "insieme a Dio" con la propria capacità intellettiva e in più la consapevolezza che ogni evento è un'opportunità di crescita personale e anche intellettiva che il buon Dio ci offre perchè ci ama. In questo modo si riflette con le finestre aperte..se non addirittura all'aperto in mezzo a un prato assolato lasciando entrare una Luce soprannaturale nella nostra mente. Vi assicuro che gli eventi assumono significati molto interessanti e nessuno meglio di voi potrà capire che sono "vere"le conclusioni alle quali giungerete.
Se si "medita"si imparano cose importanti, se vogliamo anche da chi difenderci e il come. Ma non si cade in paranoie e perciò il nostro sospettare non è nei confronti del resto del mondo, ma delle persone che davvero forse ci stanno ferendo.
Tenere fuori Dio non è mai un bene per noi. La vita assume subito toni bui di vaga disperazione.
Tenere dentro Dio è sempre un bene per noi e ci fà vivere da subito un assaggio di resurrezione e Vita Eterna, oltre a renderci persone psicologicamente equilibrate e serene.
Meditando si comprende, tra l'altro, che l'unico modo per portare fiducia al mondo è darla noi (sempre restando nel nostro stato di meditazione e unione con Dio), che l'unico modo per trovare amore nel mondo, è portare il nostro agli altri; l'unico modo per portare vita nei momenti di morte è farci noi fonte di vita, tramutarci in una sorgente dove bere copiosamente acqua che rigenera e rinfresca, quindi essere amore anche nei periodi di morte fisica di qualcuno.
Gesù ci ha mostrato come si risorge, cioè come si sconfigge la morte. Non è necessario andare all'altro mondo per vivere ciò che Lui ci ha insegnato.Ne sono sempre più convinta.
Muori a qualcosa, Dio ti consiglia se vuoi di prenderti 3 giorni per piangere e basta, poi ti devi rialzare e cominciare ad amare più di prima, mostrando anche le ferite rimaste dagli eventi trascorsi, ma col sorriso di chi li ha vinti. E portare col tuo volto nuovo da risorto la gioia a chi si affliggeva per te. Questo è tutt'altro che rimuginare e cadere nel buio del cuore e della mente, ma è far vincere la vita sulla morte.
Questa è la fondamentale differenza fra Rimunginare e Meditare.
giovedì 10 settembre 2015
POTTININI POTTINONI
"Pottinini, pottinoni..cosa fate nei portoni?"....mi risuona in testa questa simpatica frase di mio padre e la mente fà un viaggio all'indietro nel tempo.
Il mio papà era militare e faceva un trasferimento all'anno con tutta la famiglia dietro: non lo abbiamo mai lasciato.
Era faticoso e a tratti sconvolgente lasciare ogni anno una città, una scuola, gli amici, ma allo stesso momento era un continuo rinnovarsi che aumentava la mia capacità di adattamento.
Ai miei 5 anni ci trasferimmo da Civitavecchia a Firenze, ed essendo la mia coscienza di essere umano aumentata a causa dell'età, mi addolorò tantissimo vedere all'improvviso la casa tutta vuota e tutti che portavano via scatoloni con giocattoli e vestiti. Lasciavo anche una mia cara amichetta.
Perciò quel giorno mi ritrovai nel salone vuoto con due lacrime che scendevano sulle guance.
Mio padre, che correva avanti e indietro per casa con già la divisa addosso, si accorse di me e mi raggiunse sorridente. Mi prese in braccio facendomi fare un volo che a me divertiva tanto e poi con voce scherzosa, fissandomi buffo disse: "Pottinini pottinoni, cosa fate nei portoni?"...sapevo che parlava con le mie lacrime e capivo che i "portoni" erano i miei occhi che lui chiamava così per dire che erano molto grandi.
Subito mi misi a ridere e non risposi niente: la tristezza era volata via e papà mi cominciò a baciare il collo per farmi il solletico, sballottandomi un pò.
Il salone era irradiato del sole mattutino e si rifletteva sulle maioliche creando un fascio di luce accecante.
Magicamente non c'era più dolore..più nessun motivo per piangere. Il suo amore aveva sanato tutto.
Ecco ora mi sento così.
Credo sia il mio papà che usando le braccia del Padre, mi abbia preso in braccio, sollevandomi da questa valle di lacrime e scherzosamente si sia messo a parlare col mio pianto e con i miei occhi solo per farmi ridere.
Sono su una nuvola dove l'unica cosa che vedo è il Sole e in controluce mi sembra di scorgere il sorriso di mio padre sotto i suoi baffetti.
Tutti mi guardano circospetti e non capiscono perchè sorrido.
Non posso spiegare che in braccio a Papà non c'è dolore, ma solo...estasi.
Il mio papà era militare e faceva un trasferimento all'anno con tutta la famiglia dietro: non lo abbiamo mai lasciato.
Era faticoso e a tratti sconvolgente lasciare ogni anno una città, una scuola, gli amici, ma allo stesso momento era un continuo rinnovarsi che aumentava la mia capacità di adattamento.
Ai miei 5 anni ci trasferimmo da Civitavecchia a Firenze, ed essendo la mia coscienza di essere umano aumentata a causa dell'età, mi addolorò tantissimo vedere all'improvviso la casa tutta vuota e tutti che portavano via scatoloni con giocattoli e vestiti. Lasciavo anche una mia cara amichetta.
Perciò quel giorno mi ritrovai nel salone vuoto con due lacrime che scendevano sulle guance.
Mio padre, che correva avanti e indietro per casa con già la divisa addosso, si accorse di me e mi raggiunse sorridente. Mi prese in braccio facendomi fare un volo che a me divertiva tanto e poi con voce scherzosa, fissandomi buffo disse: "Pottinini pottinoni, cosa fate nei portoni?"...sapevo che parlava con le mie lacrime e capivo che i "portoni" erano i miei occhi che lui chiamava così per dire che erano molto grandi.
Subito mi misi a ridere e non risposi niente: la tristezza era volata via e papà mi cominciò a baciare il collo per farmi il solletico, sballottandomi un pò.
Il salone era irradiato del sole mattutino e si rifletteva sulle maioliche creando un fascio di luce accecante.
Magicamente non c'era più dolore..più nessun motivo per piangere. Il suo amore aveva sanato tutto.
Ecco ora mi sento così.
Credo sia il mio papà che usando le braccia del Padre, mi abbia preso in braccio, sollevandomi da questa valle di lacrime e scherzosamente si sia messo a parlare col mio pianto e con i miei occhi solo per farmi ridere.
Sono su una nuvola dove l'unica cosa che vedo è il Sole e in controluce mi sembra di scorgere il sorriso di mio padre sotto i suoi baffetti.
Tutti mi guardano circospetti e non capiscono perchè sorrido.
Non posso spiegare che in braccio a Papà non c'è dolore, ma solo...estasi.
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| Il mio papà |
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| Questo è quello che fà il Padre quando siamo nel dolore |
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