Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for

mercoledì 1 giugno 2016

SOLTANTO UNA PAROLA

"Non sono degno di partecipare alla tua mensa...ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato!"
Parole che escono direttamente dal cuore senza quasi passare dalla mente, se ciò fosse possibile.
La consapevolezza che ogni tanto come un lampo velocissimo attraversa la nostra anima e ci informa con una chiarezza insuperabile che solo Dio può salvarci e può farlo con un niente. Il tocco dell'orlo del suo manto o una semplice parola.
Solo Dio...solo l'Amore in persona è salvezza. Chi potrebbe mai dire il contrario?
Chi ha vissuto il deserto dell'amore, quella sensazione di solitudine e incomprensione totale, sa bene il valore di un gesto, di una carezza, uno sguardo o una...parola.
Quando ero ragazza e durante la liturgia in Chiesa ripetevo quella frase, mi chiedevo fra me e me: "Che parola sarà mai questa che mi salva?" e ingenuamente restavo attenta, come in ascolto, in attesa di percepire una parola nell'aria che avrei riconosciuto come la parola che mi avrebbe salvata.
Si sa: i bambini, i ragazzi, sono semplici, formulano sillogismi di grande candore. Ma in quella semplicità in fondo c'era l'inizio di una ricerca vera.
Ogni Parola che esce dalla bocca di Dio è salvezza per noi. Ma non è solo questo. Ogni parola di vero Amore ci salva.
Se per giorni ci si è sentiti abbandonati dall'amato, risentirne la voce, che formula anche soltanto un "Ciao, come stai?" è come una boccata d'aria che ci consente di non asfissiare. Un "Ti penso" sarà come un balsamo su una ferita aperta. Un "Ti voglio bene" sarà meglio di un analgesico per un forte mal di testa. 
E ci addormenteremo sereni, nelle braccia dell'amore, anche se l'oggetto di quell'amore non sarà li!
"Dì soltanto una Parola..ed io sarò salvato!"
Ecco che Parola era! una parola d'amore!!!



sabato 14 maggio 2016

PREGHIERA DELLA SERA

Ieri notte ho sognato di far pregare una bambina di due anni giuntandole le manine. La preghiera che mi è venuta spontanea è stata la preghiera che mi faceva fare mio padre quando ero molto piccola e che vi assicuro....avevo completamente dimenticato.
Credo mio padre volesse ricordarmi che ognuno di noi deve, con molta semplicità, pregare il Padre anche per se stesso. Prima che la dimentichi di nuovo, la trascrivo qui. E' molto adatta per bimbi molto piccoli.

"Madonnina tanto bella,
che sei mamma di Gesù,
oh santissima mammina,
dammi ascolto son piccina.
Ma per te ho tanto amore,
dammi ascolto perfavore.
Padre e madre benedici,
che fan tanti sacrifici.
Non ti possa offender più,
mamma bella di Gesù."

Grazie papà.




lunedì 2 maggio 2016

TUTTE COSE NUOVE

"Ecco Io faccio nuove tutte le cose..." così dice Gesù nel libro dell'Apocalisse di San Giovanni..."e Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perchè le cose di prima sono passate".

Queste parole suonano come una carezza sul nostro cuore. Immediatamente dopo però, ci viene il dubbio che tutto ciò non ci riguardi, o che sia troppo lontano, che sia situato in un mondo futuro quasi irrangiungibile.
La solita bella storia che io non vedrò, non mi toccherà, mi lascerà nelle condizioni in cui sto ora.
Non è così.
Fino a poco tempo fà anche io provavo questa stretta al cuore. Poi mi è arrivata una Luce "nuova" nell'intelletto.
Spesso e volentieri, quando siamo nella sofferenza o viviamo una situazione che ha tutta l'aria di essere irreversibile e senza soluzione positiva, il nostro carattere, il nostro modo di essere "umani" ci fà indurre non solo a disperare, ma anche a trarre delle conclusioni. 
Per esempio: "Questa mia situazione è senza via di uscita, quindi dovrò soffrire per sempre in questo stato e non c'è più niente da fare"...oppure: "Quella persona è nervosa perciò tratterà sempre male tutti, bisogna solo evitarla".
E' psicologicamente rassicurante trarre delle conclusioni. E' come tirare la linea di una somma. Vogliamo chiudere i conti per vederne il risultato ed essere certi che non ci sia più niente da dire a riguardo così io saprò come comportarmi. Anche se non sono affatto contento dei risultati ottenuti.
Senza averne coscienza, invece, questo atteggiamento è una chiusura del cuore. Non solo nei confronti del prossimo, ma soprattutto nei riguardi di Dio.
Sto tirando fuori da tutta la mia vita, l'esistenza di un Padre buono, di un Fratello che se passa accanto ad una canna incrinata, non la rompe. Sto escludendo dai miei conti lo Spirito di Dio che fà nuove tutte le cose.
Chiudersi significa mettere una pietra sopra e non voltarsi più a vedere cosa può succedere.
Stiamo dicendo a noi stessi che tutto andrà come sembra andare; che quello che succede è solo perchè io soffra.
Questi sono pensieri dettati spesso dallo scoraggiamento. Tenere il cuore aperto a Dio significa non trarre conclusioni pessimistiche e nefaste....
Se Dio non ci fulmina tutte le volte che sbagliamo è perchè Lui non tira i conti prima del tempo...sa che persino noi, come Figli suoi, siamo in grado di rinnovarci e vedere oltre...di cambiare.
Allora facciamoci un favore grande grande e teniamo il cuore aperto al Dio che vuole asciugare tutte le nostre lacrime, vuole cancellare dolore e morte e fare nuove tutte le cose della nostra vita.
Come? come farà?....ecco...questa è l'unica cosa che non ci riguarda. E' davvero il compito di Dio!
Il nostro è tenere il cuore aperto affinchè entri la grazia di Dio, affinchè Lui possa ispirarci e coprirci di doni in maniera abbondante. 
Così davvero le cose vecchie.....non ci saranno più, le situazioni impossibili da risolvere prenderanno risvolti inaspettati, il dolore insopportabile si trasformerà in pace.
Non mettiamo limiti a Dio: non chiudiamo il cuore, non diventiamo aridi calcolatori. 
Perchè prima ancora di essere figli dell'era tecnologica...siamo figli di Dio.





giovedì 14 aprile 2016

IMPARARE A CREDERE

Questo è un insieme di frasi tratte dal libro "Imparare a Credere" scritto da Benedetto XVI. Le trovo molto incisive e consolanti, nonchè istruttive; quell'istruzione che è saggezza, cioè pienezza di vita. Me le sono trascritte nel momento stesso che leggendole hanno creato dentro me una luce nuova, e le scrivo qui su questo blog con la speranza che a qualcuno portino la gioia che hanno portato a me. 

- Si rende evidente che l'uomo ha bisogno di una speranza che vada oltre; si rende evidente che può bastargli solo qualcosa di infinito, qualcosa che sarà sempre più di ciò che egli possa mai raggiungere.

-Una speranza che non riguardi me in persona, non è neppure una vera speranza.

-Questa grande speranza può essere solo Dio, che può proporci e donarci ciò che, da soli, non possiamo raggiungere. Proprio l'essere gratificato di un dono fà parte della speranza.

-Occorre che la ragione si apra di più e che veda sì i dati della scienza, ma che veda anche che non sono sufficienti per spiegare tutta la realtà. Che noi siamo il riflesso della ragione creatrice.

-Scoprire che realmente il mio essere è ragionevole, è pensato, ha un senso e la mia grande missione è scoprire questo senso, viverlo e dare così un nuovo elemento alla grande armonia cosmica pensata dal Creatore.

-Se è così allora anche gli elementi di difficoltà diventano momenti di maturità, di progresso del mio essere: riscoprire il senso della sofferenza e del dolore.

-Il cuore inquieto è il cuore che in fin dei conti non si accontenta di niente che sia meno di Dio e, proprio così, diventa un cuore che ama.

-Senza Dio l'uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia. Lui dice: "Senza di Me non potete far nulla" e ci incoraggia: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

-L'umanesimo che esclude Dio è un umanesimo disumano. L'amore di Dio ci chiama a uscire da ciò che è limitato e non definito, ci da il coraggio di operare e proseguire alla ricerca del bene di tutti.

-"Coscienza" vuol dire "con scienza": cioè il nostro essere è aperto, può ascoltare la voce dell'essere stesso, la voce di Dio. E così si conosce cosa è bene e cosa è male.

-La parola di Dio non si contrappone all'uomo, non mortifica i suoi desideri autentici, anzi li illumina purificandoli e portandoli a compimento. Solo Dio risponde alla sete che sta nel cuore di ogni uomo.

-Il Signore bussa alla porta della vostra libertà e chiede di essere accolto come amico. Vi vuole rendere felici, riempirvi di umanità e dignità.

-Vivere come se Dio non esistesse diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di superbia della ragione.

-L'antico concetto di RATIO in qualche modo ha emarginato la ragione che ricercava la verità ultima delle cose, per far spazio a una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi della natura.

-La ragione diventa umana solo se è in grado di indicare la strada alla volontà. Ragione e fede hanno bisogno l'una dell'altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione.

-Che scopo ha una libertà che ignora la Verità e insegue ciò che è falso e ingiusto? La Verità non è un'imposizione nè un insieme di regole. E' la scoperta di Uno che non ti tradisce mai.

-Ecco perchè la libertà non è un DISIMPEGNO DA, ma una scelta di IMPEGNO PER uscire da se stessi e permettere di venire coinvolti nell'essere per gli altri di Cristo.

-La SANA LAICITA' comporta che lo Stato non consideri la religione come un semplice sentimento individuale, al contrario, essa (la religione) và riconosciuta come presenza comunitaria pubblica. Perciò non è segno di sana laicità il rifiuto alla comunità cristiana del diritto di pronunziarsi sui problemi morali.

-Noi vogliamo la vita e scegliamo di rifiutare la Croce e i Comandamenti. Ma il Vangelo dice: "Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per Me, la salverà". Non arrogandoci la vita solo per noi ma donandola, possiamo trovarla. Questo è il senso della croce: non prendere per se ma DARE LA VITA.

-Colui che sa di essere amato è a sua volta sollecitato ad amare. Così il Signore che ci ha amati per primo, ci domanda di amare: perchè la fonte della gioia cristiana è la certezza di essere  amati da Dio.

-"Pensare alle cose di Lassù"....non è estraniarsi dagli impegni quotidiani, ma ravvivare ogni umana attività come un respiro soprannaturale.

-La fede è un dono, quindi bisogna lasciarsi donare qualcosa, aprirci alla consapevolezza che il Signore dona realmente.

-La fede è una luce nel buio: gli occhi di chi crede in Gesù scorgono anche nella notte più buia una luce e vedono già il chiarore di un nuovo giorno. La luce non rimane sola: tutt'intorno si accendono altre luci. Nessuno arriva a credere se non è sostenuto dalla fede degli altri.

-La fede consolida, integra e illumina il patrimonio di verità che la ragione umana acquisisce; perchè entrambe (fede e ragione) provengono dall'unica sorgente di ogni verità: il LOGOS divino. Esse sono in reciproca e vantaggiosa collaborazione. La fede protegge la ragione da ogni tentazione di sfiducia nelle proprie capacità. La ragione aiuta la fede a dimostrare i fondamenti della fede, respinge le obiezioni.


mercoledì 24 febbraio 2016

SLEGHIAMOCI!


“Slegatelo e lasciatelo andare”…queste le parole di Gesù quando risorge l’amico Lazzaro che esce dal sepolcro completamente bendato, come era uso in quei tempi.
Che senso di libertà e di gioia in queste parole. Appena slegato l’amico dalla morte, Gesù aggiunge immediatamente la richiesta che sia sciolto dai lacci che gli impediscono di muoversi liberamente. Che vada dove vuole: a ringraziare Gesù? Ad abbracciare le sorelle? A correre fuori, così risanato e rivedere il sole brillare in cielo? Non ha importanza per Gesù: vuole che sia libero. Liberato dal buio della morte, non desidera altro che torni a vivere, gioire e fare della sua nuova vita quello che desidera.
Poche parole le Sue, alle quali nessuno da troppo peso dopo un evento clamoroso come il ritorno dalla morte. Eppure danno una pennellata importante al carattere di Dio…sulla qualità dell’amore che Egli nutre per noi.
Un amore coraggioso il suo. Un amore che decide di entrare nella tristezza della morte per tirarci fuori e vederci correre leggeri nel giorno che verrà, senza aver la certezza che torneremo da Lui ad abbracciarlo.
Quanti non tornano a ringraziare? Quanti di noi si alzano la mattina credendo di essere stati capaci da soli di aprire gli occhi? E quindi affrontano la giornata concentrati solo su quante cose non vanno bene e come Dio in fondo sia tiranno con loro?
Eppure Gesù resta sulla soglia del sepolcro e ci osserva vivere in libertà il nostro giorno, pronto a fare un sorriso ogni qual volta ci degniamo di voltarci verso di Lui.
Non ha senso costringerci a stare vicino a Lui. L’amore “per forza”, ognuno di noi lo ha sperimentato, non funziona mai. Deve essere spontaneo, gratuito.
Troppo immenso l’amore per restare chiuso in un barattolo di marmellata, per quanto dolce sia.
Deve essere slegato e volare libero dove vuole. E’ necessario correre il rischio tangibile e reale di perderlo completamente. Chi ama vuole vedere l’oggetto del proprio amore con la sua dignità, capace di sbagliare e correggersi, di migliorare se stesso scoprendo quante potenzialità ha. Chi ama non desidera possedere, ma emozionarsi nel vedere l’altro tornare senza alcuna costrizione.
L’amato dovrebbe accorgersi da solo che Dio lo ama così tanto che stare accanto a Lui è un vantaggio, una libertà smisurata. Libero di non finire in alcuna trappola o prigione. Libero di donare se stesso e sentirsi arricchito invece che depauperato di qualcosa. Libero dal dover incarcerare qualcuno per averne l’attenzione,  perché Dio mi ha insegnato e dimostrato il contrario.
Più si vive di questa libertà, più si ha un desiderio incolmabile di restare con Dio e servirlo, accontentarlo in ogni modo. Di vivere una nuova vita che non rischia di finire con l’ultimo mio battito del cuore, né di essere fermata da qualche benda legata troppo stretta.
Vivere da risorti, ora, in questo posto dove mi trovo. Libero di risorgere dal mio buio, mentre ancora abito questa terra. Libero dalla paura di dare “troppo”, come insinua il mondo.
“Risurrezione significa molto semplicemente che il corpo cessa di esistere come limite e che ciò che è comunione, rimane” (Benedetto XVI)….quindi in realtà quel “dare troppo” che si vocifera, è tutto ciò che rimarrà di me: la mia risurrezione già in atto.
Bello notare come la logica di Dio è a testa in giù rispetto alla nostra. Per noi dare è impoverirsi…per Lui è arricchire. Per noi servire è esser schiavi…con Lui è essere liberi. Donarsi è perdersi…in Lui è ritrovarsi.
Per Cristo, con Cristo, in Cristo…morire è risorgere.
Allora sleghiamoci e andiamo liberi e felici per le nostra Vita Eterna.
Buona Pasqua.













mercoledì 3 febbraio 2016

COMPLETEZZA

Se ami, devi sapere anche soffrire. Chi ama lo sa. Nel pacchetto dell'amore, qualunque esso sia, viene incluso anche il dolore. E' logico. Perchè amare davvero significa anche donare una parte di sè e in alcuni casi si tratta proprio di strapparsela questa parte per donarla all'altro.
Pensiamo alle nostre rinuncie all'egoismo, a dar risposte aride per consentire all'amore in noi di avere la meglio e versarsi nel cuore dell'altro.
Ma pensiamo anche a quell'amore così grande che decide di lasciar andare l'oggetto amato per non rovinargli la vita. Alle volte è necessario.
Perciò dicevamo che chi ama soffre anche. Se così non fosse non sarebbe un amore bilaterale, a tutto tondo, stereo. Non sarebbe un amore completo.
Se riusciamo davvero ad amare e consentire anche al dolore di fare la sua parte per dare spazio al bene...allora ci accorgeremo che ci sentiamo persone con una sostanza e non degli effimeri egoisti.
L'essere umano và cercando sì l'amore, và cercando sì la sua felicità e soddisfazione personale, ma inconsciamente và cercando qualcosa di più che è intrinseco nel concetto di vera felicità. L'essere umano và cercando la sua somiglianza con Dio, quindi la sua capacità onnipotente di amare, la sua capacità di essere valoroso, eroico, una persona piena di dignità...una persona completa. Questo rappresenta la massima felicità: il godere dei bei momenti, ma il sapere lasciar entrare il dolore nella propria vita, affrontarlo e farne tesoro, anzichè combatterlo, per diventare una persona migliore. Una persona in grado anche di vivere il dolore e non rimanerne sconfitta, ma anzi vincerlo e metabolizzarne le parti più utili.
Quindi la vera felicità è questa sensazione di grande dignità e completezza come essere umano.
Dobbiamo concludere che per essere davvero felici, dobbiamo includere la croce che si presenta nella nostra vita. Non andarla a cercare: sarebbe sciocco e inutile..non siamo masochisti. Dio non lo è.
Ma semplicemente essere consapevoli che in un modo misterioso il dolore è parte integrante della nostra futura felicità.
Fare lo slalom con la sofferenza cercando di evitarla in ogni possibile senso, è solo un lavoro stancante e stressante nonchè inutile perchè prima o poi un albero in faccia lo prenderemo di sicuro. Anche fosse che riusciamo ad evitarle tutte...arriveremo a valle urlando che abbiamo vinto, ma passato il primo momento di entusiasmo ci chiederemo: Ma cosa ho vinto? non ho imparato a vivere, non ho imparato ad amare perchè ho scelto solo me. Cosa è rimasto per affermare che sono felice??


martedì 2 febbraio 2016

RESTERA' SOLO L'AMORE

Ciao Amici,
intorno a me c'è tanta gente malata...molti sono gravi e moriranno presto..sono amici, conoscenti. E mi chiedo come si fà ancora a non capire che la vita và vissuta ogni momento con tanto amore...riempendo ogni singolo istante di questo. Essere soddisfatti di aver reso bella la giornata del prossimo..perchè siamo tutti un soffio che passa.
Ho una gran voglia di baciare, abbracciare, sorridere..perchè la vita è un'occasione che si presenta ORA....OGGI....
Come fanno certe persone a non capire questo...nonostante tutto??
Ben inteso..non è una critica nè un qualche celato rimprovero. Volevo solo urlare al mondo: vivete...ma vivete sul serio...non solo divetendovi che è bello e sacrosanto, ma anche dando il vostro amore finchè siete in tempo finchè ci siete o ci saranno gli altri.
Perchè l'unica cosa che resterà è l'amore. Resterà indelebile nei vostri ricordi..nei ricordi degli altri. Non si perderà mai.
Resterà con voi, con loro. E saprete di aver utilizzato bene il tempo.
Lasciate perdere tutto...tutte le offensioni..tutte le ripicche...anche quelle che ritenete giuste. Fa niente. Solo l'amore salva...voi per primi.
Correte ad amare ora oggi..sempre.





sabato 16 gennaio 2016

AMATA COME UN FIORE

AMATA COME UN FIORE

Sai dirmi perché Padre?
Perché non sono stata mai un fiore
Che ha per amica l’aria e
 per amante un cielo
Attento e protettivo
Pronto a dargli da bere
Acqua di rugiada e pioggia?

Non sono mai stata un fiore
Accarezzato dal sole
Che innamorato anch’esso
Riscalda la terra suo sgabello
e fa risaltare ogni suo colore
per renderlo ancor più bello,
far sprigionare il suo profumo
e attirare lo sguardo del creato.

Perché, Padre, non sono mai stata
Amata come un fiore?
Forse perché il mio respiro di vita
Il mio Cielo amante ,
che mi ricopre d’azzurro,
pronto a dissetarmi
con le gocce di saggezza;
e il mio Sole accecante,
che fa luce sul mio sentiero,
e mi scalda l’anima
con la Sua presenza fedele….
Sei sempre stato solo..TU.

Allora fa di me un fiore,
il Tuo fiore….





venerdì 15 gennaio 2016

IL BEAUTY SOFFICE

Questo che vi propongo è un lavoro facile e divertente di recupero dei fili di cotone colorati.
Spesso si fanno dei lavori all'uncinetto o a maglia ed avanzano quei rotolini così piccoli che non sono sufficienti neanche per fare un centrino.
Allora ho pensato di fare dei semplicissimi fiorellini di 3 giri soltanto utilizzando due colori ciascuno: il centro di un colore e i petali di un altro; e poi di unirli tutti con piccoli punti di cucito molto veloci.
Quindi ho fatto n bordo finale con delle catenelle ad arte per rendere il lavoro rettangolare, l'ho foderato con del velluto, piegato in due, cuciti i lati e applicata una chiusura lampo.
Ecco pronto un beauty da viaggio morbido e comodo da infilare in valigia.

Sembra un mazzo di fiori..invece è un astuccio soffice

mercoledì 13 gennaio 2016

SCATOLE MAGICHE

Ho iniziato l'anno dipingendo. Queste sono le mie due ultime creazioni. 
Sapete quando vi regalano una bottiglia di vino e ve la portano in una di quelle scatole di legno? Io sono contro lo spreco e le scatole di cartone o di legno mi sono sempre piaciute tanto. Così, ho comprato della cementite, ho passato 2 strati abbondanti su tutta la scatola e poi mi sono divertita a dipingerle.
Ancora più divertente è regalarle!!
Quando non ci si sente particolarmente allegri, dipingere e creare qualcosa di utile, aiuta molto lo spirito, edifica la nostra mente soprattutto se non ci si sente molto utili.
La consapevolezza poi che si sta riciclando qualcosa...rende tutto ancora più entusiasmante.
Questa la sto per regalare alla mia vicina di casa che si chiama come me!!
Vi mostro le due scatole dipinte poi con colori acrilici.
Questa l'ho fatta per me



L'effetto finale è sempre gradevole...e per me anche un pò magico

sabato 12 dicembre 2015

PERCORSI

Camminavo piano,
guardavo i sassi,
sul grigio disegnavo
i volti amati.
Lo sguardo seguiva 
i lenti miei passi
e fra l'uno e l'altro
cadevano frasi
di discorsi vani

Camminavo spenta
vagando in un mondo
dove strade e sassi
son ricordi e ferite
e dovunque si passi
trovi rovi a graffiarti.
Senza una meta:
giri e rigiri 
sugli stessi percorsi.

Ma camminando
fra un sasso e l'altro
mi chiama il sorriso
di un bimbo che passa.
Un volto di pace:
s'accende una luce!
Non c'è più grigiore
e arrivo in un mondo
non più fatto di sassi
o frasi perdute

Una speranza rinasce
di riflesso a quel viso;
riaffiora da dentro
la memoria del senso
che ha quel cammino:
portare l'amore
al di là del ritorno
che si desidera sempre,
e far accendere un Sole
sul viso di un bimbo
che trasmetta calore
a chi si graffia nei rovi
di tanto squallore

Paola Buccheri (18/11/2008)


martedì 1 dicembre 2015

MUOVE IL SOL E LE ALTRE STELLE

La vita dell’anima non è la vita nascosta, quella che tutti pensano come un mondo segreto chiuso dentro ognuno di noi. La vita dell’anima è in realtà la vita vera: quella alla quale facciamo riferimento per capire se siamo davvero felici.
Se nel cuore sperimentiamo pace, ci sentiamo appagati da un amore, o coccolati dall’esistenza di alcuni amici, se ci vengono in mente stati di soddisfazione personale che generano auto-stima, allora possiamo dire di essere felici, di stare bene. Non prendiamo in seria considerazione che vestito abbiamo addosso in quel momento se è elegante o no, o se l’auto parcheggiata fuori è di lusso o no, o se la casa è in ordine e con mobili preziosi. Quelle cose non vengono minimamente prese in considerazione come parametri per rispondere sinceramente alla domanda che ci chiede se siamo felici.
Eppure se ne perde tanto di tempo dietro a quei falsi parametri di felicità. Come fossero una bella pittura sulla nostra casa interiore: in fondo non conta molto se poi la casa non è abitata o è triste. Ma noi stiamo li a pitturare…come per darci un contegno, per rendere la facciata il più attraente possibile, forse anche per essere guardati, ammirati e non restare soli. Ma si rischia di rimanere troppo tempo là fuori a occuparci del superfluo. Con la pericolosa conseguenza di non sapere più cosa ci sia dentro casa, lasciando languire ciò che ci rende bella la vita.
A lungo andare finisce che facciamo gli imbianchini della nostra vita, illudendo noi stessi che la facciata della casa sia l’essenza della casa stessa. Forse dovremmo invece sforzarci tutti di rendere ben visibile l’interno della casa. Aprire agli altri il calore che c’è là dentro e permettere alla nostra bellezza di uscire fuori, affinchè anche gli altri ne godano e si ricordino di cosa c’è a casa loro.
Per quanto mi riguarda, mi sento di dirvi che probabilmente non sono una persona molto colta, non sono particolarmente bella e dall’età di sei anni combatto i difetti del mio carattere, ma posso affermare che l’unica cosa che voglio dalla vita è amare e se possibile sentirmi un po’ amata. Ma soprattutto essere sicura che sto riempendo ogni giorno di amore, che lo sto donando. Perciò se qualcuno mi dovesse chiedere se sto bene, e io rispondessi “sì”, significherebbe che ci sto riuscendo o che almeno mi sto sforzando davvero con tutta me stessa.
Non credo di essere speciale, credo però che gli eventi della mia interessante vita, mi abbiano fatto correre forte verso questa consapevolezza, e cioè che l’amore è l’unica strada possibile per la felicità.
Perciò mi sento di dire: se vi sentite tristi, è solo perché state aspettando l’amore. In questo non c’è nulla di male o di riprovevole.
C’è solo un errore concettuale, un errore non facile da scoprire perché stiamo guardando il mondo da fuori casa. Invece la vita è solo dentro casa e là dentro, dove tutto è spirituale esistono altre leggi…leggi soprannaturali, fatte a testa in giù rispetto al mondo là fuori.
Qua dentro all’anima, nel mondo soprannaturale che è il nostro vero mondo, funziona tutto al contrario.
Se vuoi pace, devi dare tu la pace; se vuoi allegria, devi essere tu allegro e metterla agli altri; se vuoi comprensione, devi tu comprendere prima gli altri; se vuoi amore…devi tu amare gli altri anche se ti senti spaccato dal dolore.
Non è un gioco perverso, è solo l’unico modo di vivere.
Nel mondo là fuori non puoi mai essere protagonista, nessuno ti nota e nessuno ti dà fiducia sufficiente nemmeno per fare un lavoro banale manuale.
Nel mondo qua dentro, dove è Dio che regna, ti viene immediatamente affidato il compito più importante in assoluto: generare pace e amore in prima persona. E Lui si fida anche di te, perché sa che puoi farlo.
Nel mondo là fuori ci lamentiamo che non diano importanza; allora perché nel mondo interiore spirituale ci lamentiamo che ce ne diano? Non è logico. Siamo noi stessi i protagonisti della nostra vita, i detentori del potere di amare. Sono poteri diversi da quelli temporali, ma, scusate se insisto, sono molto più determinanti per la vita vera.
Allora se siamo a corto di amore, non ci disperiamo: alziamoci le maniche e amiamo di più tutti: il signore triste alla posta (gli faremo un sorriso), la signora che vuole qualcuno a cui raccontare i suoi guai(l’ascolteremo)e così via.
Mi chiederete che senso ha. Il fatto è che facendo così noi muoveremo l’amore, lo faremo correre in giro: prima andrà da noi verso gli altri e poi da loro verso di noi, in un turbine sempre più veloce e immediato, coinvolgendo mano mano coloro che guardano e stanno accanto.
Così come fa il male, il bene fa lo stesso ma con una potenza maggiore.
Fate correre l’amore, fatelo scorrere da dentro di voi. Creiamo un uragano, un ciclone…e saremo felici di…niente e di tutto.

Saremo felici di vivere anche se apparentemente, non avremo nulla.
O forse solo la capacità di muovere il Sole e le altre stelle!




lunedì 30 novembre 2015

TERRORISMO DEL DISAMORE

Siamo tutti contro il terrorismo ed il terrore. E' ovvio. Ma c'è un terrorismo del quale vorrei parlare oggi, che pochi hanno classificato come tale e sul quale vorrei attirare l'attenzione.
Ne siamo vittime tutti, alcuni di più, altri di meno, e sospetto che le donne spesso siano le vittime più frequenti per una questione naturale di tendenza a "dare la vita" in ogni possibile senso. Mi spiego.
Navigando su questi social, trapela sovente un velo malinconico di latente abbandono dell'amore.
Un mio amico chiama il social "un luogo di disperati"...per scherzare un pò.
Purtroppo è vero: trapela proprio la disperazione.
Visto che il mio desiderio è quello di riportare alla speranza, ho voluto riflettere su questo.
A quanto pare molte persone si fanno delle amicizie virtuali che di virtuale hanno solo la sfortuna di non potersi toccare e vedere, ma in realtà i cuori vengono coinvolti a tal punto che spesso l'amicizia diventa reale. E poi, volendo, in alcuni casi, si è liberi di incontrarsi.
Ma al di là del social, anche nei "normali" rapporti umani, succede lo stesso: a un certo punto vengono toccate le corde più intime del cuore e nascono delle amicizie e degli amori.
Il fatto è che sono costretta a notare che molte persone (nei social è più facile) che assumono il ruolo di "amici", stancandosi di qualcosa, diventano i nostri "terroristi" personali.
Iniziano a fare angherie di non risponderci, lasciarci in sospeso, raccontarci bugie, essere ambigui, imperscrutabili. Questo nei migliori dei casi, lasciandoci un vago senso di perplessità e insicurezza.
Ovviamente la sofferenza in noi si genera solo ed esclusivamente se il nostro sentimento è reale e di virtuale non abbia proprio nulla.
Dal virtuale al reale il passo è breve proprio perchè il cuore batte e l'anima si muove istintivamente verso l'amore sia che il corpo riesca a raggiungere l'altro, sia che non riesca. L'anima vive l'amore e gliene importa relativamente se un corpo è lì oppure no: le anime si toccano e ciò è sufficiente.
Quindi se si sente improvvisamente abbandonata (l'anima)....inizia a soffrirne e chiede aiuto alla ragione per ritrovare un equilibrio nelle possibili giustificazioni di quel caso. Se queste giustificazioni non arrivano...ecco il terrorismo.
Sono o non sono amata? e come mai prima sì e ora no? non ho dati per capire cosa accade: sono allo sbaraglio; ho il cuore esposto ai colpi che non so da che parte arriveranno e se arriveranno.
Ora io voglio parlare col cuore a tutte le anime che si trovano in questa situazione.
Se non sono servite le domande di spiegazione, se non è servito il vostro silenzio e la pazienza, se non è servito aprire il vostro cuore alle persone tentando ogni possibile via di riscatto del vostro amore/amicizia....vi prego ritenetevi sotto attacco del terrorismo.
Perciò comportatevi di conseguenza: allontanatevi dalla fonte del terrore. Dove sta scritto che io devo essere alla mercè di chi oggi mi potrebbe violentare il cuore calpestandolo per poi andarsene?
Dove sta scritto che non devo muovermi da dove sto e farmi trovare pronta al prossimo attacco feroce?Chi ha detto che io devo sforzarmi di essere diversa per essere amata? Dove sta scritto che devo sottostare a queste leggi del terrore di essere abbandonata dall'amore?
Non si può lasciare che il terrore del disamore oscuri le nostre vite. Esse sono preziose come le vite degli altri. Perciò proteggiamole.
Tutto questo terrorismo personale sentimentale ci adombra le giornate e ci fà sentire schiave di un "ciao come stai?" o di un "mi manchi". Se una persona che sia in ambito virtuale o reale, non ci cerca o è ambigua o non si spiega chiaramente, vuol dire solo che deve essere allontanata dalla nostra vita. Perchè  ha preso in ostaggio la nostra felicità e serenità...e noi dobbiamo riprendercela a costo di ferirci un pò.
La vita deve essere tutelata in ogni sua forma e la forma più sublime che abbiamo dentro è la capacità di amare che è propria dell'anima. Se è peccato colpire e ferire il corpo, lo è ancora di più ferire l'anima che è la parte divina in noi.
Non ci sottomettiamo a queste torture. La vita, ogni istante che di essa ci viene concesso, è per amare. Non possiamo restare in ostaggio di chi non ha compreso questo.
Là fuori....ci sono tante anime assetate del nostro amore.
Basta terrorismo. Liberatevi.



domenica 22 novembre 2015

COME LEGNA AL FUOCO

Alle volte siamo proprio come delle legna sul fuoco.
L'amore ci brucia dentro perchè non può ardere nel cuore di chi amiamo. Così in noi è tutto un dolore.
Siamo li che subiamo il nostro stesso amore.
Guardate come fà un ciocco di legna sul fuoco.
All'inizio sembra che le fiamme non lo intacchino proprio...e noi non battiamo ciglio nel tentativo di convincerci che quel sentimento non entrerà in noi..non ci intaccherà.
Ma Lui seguita a bruciare. Il cuore si scalda...e non vogliamo opporci a quello splendore.
Allora comincia ad uscire l'acqua dalla legna umida di umanità. Lacrime che scorrono dal cuore caldo e vanno sul fuoco che le fà evaporare e porta in Cielo il nostro pianto...vicino al Padre.
Ma il nostro amore seguita a bruciare, seguita a restare in noi perchè non accolto ancora.
Si comincia a bruciare più in fondo...prendono fuoco alcune cose inutili, pensieri superficiali di egoismo e rivendicazioni meditate fin troppo. Il Fuoco le riduce in polvere perchè l'amore và eliminando ogni minimo ostacolo al suo scoppiettante desiderio di far luce.
Passa il tempo e non piangi più perchè nel cuore è tutto caldo, si sono scongelate anche le parti più interne, i movimenti più resistenti all'amore.
Il calore invade le legna che cominciano ad accendersi di rosso, come il sangue che pulsa dentro a tutta velocità a mano a mano che scopriamo di essere capaci di amare anche se non ci amano.
Un dolore latente ti avverte che stai seguitando a bruciare.
Ma ormai sei dentro quel Fuoco e non importa più nulla.
Guardate ora le legna: non sapreste dire se sono ancora pezzi di legno o carboni ardenti percè ora non si intuisce più dove finisce il ciocco e inizia la fiamma.
L'Amore ha arso tutta l'umanità e l'ha resa Fuoco...l'ha trasformata in Amore essa stessa.
Abbiamo resistito, abbiamo pianto, abbiamo bruciato dentro fino a non poterne più....ora siamo Amore...luce...calore...non più per una persona sola, ma per tutte quelle che desiderano avvicinarsi e scaldarsi dal freddo del mondo. 
E' vero: quella persona non ci ha amati, ci ha lasciati, illudendoci e disamando tutto di noi, ma noi siamo voluti rimanere nell'amore e non odiare...il nostro pianto è arrivato al Cielo come una potente preghiera e ora...non siamo più legna bruciate, ma luce e calore.
Siamo Amore




domenica 15 novembre 2015

SEMINARE LA VITA

Quando aspetti un bimbo, il tempo cambia dimensioni. Cambia altezza, larghezza e lunghezza.
Col cuore entri in un mondo di silenzio, dove osservi tutto attraverso una lente di ingrandimento. Ti fai capace di passeggiare dentro il tuo corpo per scoprire la vita.
I minuti non sono più minuti qualsiasi; sono degli attimi utili in cui attendi di ascoltare qualche segno di diversità in te, qualche sintomo che un’altra vita ha iniziato a camminare con te.
L’udito si affina, il tatto si amplifica, la mente aumenta le sue capacità cognitive, alla ricerca di un segnale di vita.
Quando poi quel minuscolo essere cresce un pochino e raggiunge un minimo di dimensioni possibili da vedere a occhio nudo…ecco i primi movimenti che senti improvvisamente, mentre cammini per strada o sei ferma a stirare. Un sussulto di sorpresa! Non sei tu a muovere nulla..allora cosa si muove in te? Può essere soltanto una vita diversa dalla tua. E’il figlio dell’amore che bussa alla porta e si annuncia per primo a te che lo stai portando dentro con cura e attesa infinita.
Eccolo è lui! E’ lui che si ribalta, no forse gioca nel suo mondo, ecco ora ha il singhiozzo. Si muove piano…poi niente di nuovo: si sta addormentando.
Non vedi niente, ma l’osservi ugualmente con gli occhi della speranza e lo accudisci sedendoti comoda, coprendoti la pancia con una mano per tramandargli il calore. Sei già una mamma che segue il figlio e crea un’armonia d’amore con lui….ammorbidendo la sua via…lì dove è possibile farlo.
Da subito impari a far da cassa di risonanza a ogni minimo segnale che dovrai interpretare.
Quando nasce, e poi cresce…non cambia il tuo stato. Ormai sei una “mamma” cioè una donna che ha il super-potere non propriamente di “dare la vita”…ma di  “consentire alla vita di essere”.
Le mamme assumono questa capacità, e l’Eterno lascia loro questo dono per sempre, per amare in questo modo anche il prossimo.
Resta loro il potere amplificato dell’“ascolto” che si ritrovano come un impegno. E’ un ruolo diverso, un ruolo importante che non và trascurato. Un ruolo difficile, a tratti pesante da esercitare, ma è praticamente una chiamata di Dio, alla collaborazione con Lui di rendere possibile il Regno dei Cieli.
Questo è infatti un mondo sempre più bisognoso di amore e di qualcuno che sia in grado di “consentire alla vita di essere”. Ognuno dal suo posto deve contribuire e credo che una mamma o anche solo una “potenziale mamma”debba essere in grado di esercitare il suo potere.
Intravedere un minimo segno di vita nel cuore del prossimo e pazientemente aiutarlo a venir fuori. Riuscire a creare un po’ di silenzio nelle nostre famiglie per dar orecchio a ciò che conta davvero: i problemi dei familiari, i sogni dei figli.
Calmare gli animi e alimentare l’armonia, al posto di inutili discussioni in cerca di ragioni che non servono a niente.
Pensare anche agli altri, in una società che suggerisce di difendersi e basta.
Come Maria, rispondiamo ogni giorno “sì” alla vita, consentiamo all’Amore di nascere nel nostro grembo e mettiamolo al centro della nostra casa lasciandolo crescere.
Lasciamoci invadere dalla Sua Luce e consentiamo alla vita di avere la meglio e vincere su ogni pensiero nero di egoismo e chiusura.

Fra tanti poteri che gli esseri umani desiderano avere, questo è uno dei più potenti e dei meno pericolosi! Coraggio “mamme”…facciamoci sentire, in questo mondo che semina morte….insegniamo loro a seminare la vita…. Imiteremo Maria e faremo in modo che il calore del Natale duri tutto l’anno, tutta la vita!



Consentire all'amore di essere