L'altro giorno avevo solo due etti di carne macinata e dovevo inventarmi un secondo per il pranzo della famiglia e certamente non mi sarebbe bastata per tutti. Allora ho messo in moto la fantasia ed ecco a voi...il pasticcio appetitoso che ho ricavato!
INGREDIENTI:
200 gr di carne macinata
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla
1 spicchio di aglio
passata di pomodoro
pezzetti di formaggio
pezzetti di wuster
parmigiano grattato (4 cucchiai)
pangrattato (4 cucchiai), o, se non lo avete frullate 3 fette di pancarrè
1 uovo
sale e pepe
olio
PROCEDIMENTO:
Tritate le carote, il sedano, la cipolla e l'aglio e mettete tutto in una padella con olio e sale a soffriggere. Dopo un 15 minuti unite una bella tazza di passata di pomodoro e cuocete altri 5 minuti.Spegnete e lasciate intiepidire un po.
Nel frattempo dentro una insalatiera unite tutti gli altri ingredienti mescolandoli bene e alla fine unire le verdurine cotte nel pomodoro. Mescolare ancora bene col cucchiaio e mettere questo composto in uno stampo a ciambella, meglio se in materiale di gomma che và in forno.
Livellare molto bene pigiando e al termine versare un filo di olio sulla superficie.
Infornare a 180 gradi per un'oretta.
Quindi tirare fuori, lasciare intiepidire e poi ribaltare su un piatto di portata.
Se volete renderlo ancora più completo, mettete al centro, nel foro della ciambella, o un pò di riso in bianco o dei pisellini cotti nel latte.
IL mio pasticcio ha avuto un successo incredibile e sembrava avessi usato mezzo chilo di carne!! E' bastato per 4 persone ed avanzato anche!!!
Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for
giovedì 9 febbraio 2017
lunedì 30 gennaio 2017
IL LETTO DEI GIARDINARI
"Bambine..venite a fare il letto dei giardinari?"...questo era il richiamo che spesso sentivamo venire dalla camera di mio padre e mia madre la domenica mattina.
Allora correvamo tutte contente verso la loro camera e saltavamo dentro il lettone dove ancora riposavano mamma e papà e ci rintanavamo sotto le coperte contente di stare accanto a loro, mentre papà si metteva a parlare in un modo scherzoso dicendo cose del tipo: "Oh che bellezzotta di stare quadendrolo!"...che tradotto sarebbe: "Che bello stare qua dentro.
Restavamo qualche minuto a ridere e scherzare. non ho mai più provato una simile sensazione di sicurezza e innocente felicità.
Eccoci tutti vicini, tutti sorridenti....tutti amati...tutti salvi..ognuno salvato dall'amore dell'altro.
Per lungo tempo non ho mai capito cosa volesse dire "giardinari", credevo fosse il linguaggio scherzoso di papà che si divertiva a far ridere le sue bambine; poi ho scoperto che è un modo per dire "contadini" e in seguito ho scoperto che anticamente i contadini, un pò per questioni di poco spazio, un pò per motivi di freddo, dormivano davvero tutti insieme in un letto. Ed ecco spiegato il letto dei giardinari. Ma noi? che motivo avevamo? non era lo spazio a mancare, non era il freddo...era l'affetto.
Manifestare l'affetto, con abbracci, il solletico, gli scherzi solo per vedere l'altro ridere, perdendo del tempo solo per guadagnare un sorso di felicità per ciascuno. Questo era il nostro letto dei giardinari.
Imparare a manifestare l'affetto anche fisicamente è una cosa importante perchè siamo esseri umani con un corpo (fatto al 62% di acqua) e un'anima ( fatta al 90% di amore).
Acqua e Amore....sembrerebbe un essere inconsistente...eppure entrambe rappresentano la vita.
Non manifestare l'amore (ogni tipo) è per l'essere umano come non bere mai.
C'è anche chi non beve quasi nulla, infatti và incontro a molti problemi e guasti nel fisico. Pensate cosa accadrebbe se non ci sforzassimo di manifestare l'amore: l'anima si spegnerebbe piegandosi lentamente su se stessa, disimparando ad amare.
Si impara in casa, in famiglia, perciò vi prego, siate affettuosi con i figli, nutriteli di carezze, abbracci, attenzioni, perchè la loro anima sia bella rigogliosa e pronta a trasmettere a sua volta questo genere di affettuosità. Esse sono l'alimento di ognuno di noi, e il cuore ne gioisce ridendo come quelle due bimbe nel lettone di papà e mamma. Loro ridevano degli scherzi ingenui dei genitori, ma nel profondo erano solo immensamente felici del loro "essere amate" fino a riderne rumorosamente.
E' questo il sogno del Padre....
Allora correvamo tutte contente verso la loro camera e saltavamo dentro il lettone dove ancora riposavano mamma e papà e ci rintanavamo sotto le coperte contente di stare accanto a loro, mentre papà si metteva a parlare in un modo scherzoso dicendo cose del tipo: "Oh che bellezzotta di stare quadendrolo!"...che tradotto sarebbe: "Che bello stare qua dentro.
Restavamo qualche minuto a ridere e scherzare. non ho mai più provato una simile sensazione di sicurezza e innocente felicità.
Eccoci tutti vicini, tutti sorridenti....tutti amati...tutti salvi..ognuno salvato dall'amore dell'altro.
Per lungo tempo non ho mai capito cosa volesse dire "giardinari", credevo fosse il linguaggio scherzoso di papà che si divertiva a far ridere le sue bambine; poi ho scoperto che è un modo per dire "contadini" e in seguito ho scoperto che anticamente i contadini, un pò per questioni di poco spazio, un pò per motivi di freddo, dormivano davvero tutti insieme in un letto. Ed ecco spiegato il letto dei giardinari. Ma noi? che motivo avevamo? non era lo spazio a mancare, non era il freddo...era l'affetto.
Manifestare l'affetto, con abbracci, il solletico, gli scherzi solo per vedere l'altro ridere, perdendo del tempo solo per guadagnare un sorso di felicità per ciascuno. Questo era il nostro letto dei giardinari.
Imparare a manifestare l'affetto anche fisicamente è una cosa importante perchè siamo esseri umani con un corpo (fatto al 62% di acqua) e un'anima ( fatta al 90% di amore).
Acqua e Amore....sembrerebbe un essere inconsistente...eppure entrambe rappresentano la vita.
Non manifestare l'amore (ogni tipo) è per l'essere umano come non bere mai.
C'è anche chi non beve quasi nulla, infatti và incontro a molti problemi e guasti nel fisico. Pensate cosa accadrebbe se non ci sforzassimo di manifestare l'amore: l'anima si spegnerebbe piegandosi lentamente su se stessa, disimparando ad amare.
Si impara in casa, in famiglia, perciò vi prego, siate affettuosi con i figli, nutriteli di carezze, abbracci, attenzioni, perchè la loro anima sia bella rigogliosa e pronta a trasmettere a sua volta questo genere di affettuosità. Esse sono l'alimento di ognuno di noi, e il cuore ne gioisce ridendo come quelle due bimbe nel lettone di papà e mamma. Loro ridevano degli scherzi ingenui dei genitori, ma nel profondo erano solo immensamente felici del loro "essere amate" fino a riderne rumorosamente.
E' questo il sogno del Padre....
sabato 28 gennaio 2017
L'AMORE SIETE VOI
Eppure quando guardi nei film ben riusciti, l'amore sembra esistere davvero. Sguardi persi l'uno nell'altro, la sensazione che il mondo intorno sia solo una casualità di quel momento che ormai quasi non ti riguarda e lo ritieni addirittura una futile distrazione a ciò che stai provando.
L'improvvisa, inaspettata ma piacevole percezione di una pienezza di vita che senti sfuggire e vorresti fermare nella tua mente per non perdere mai più di vista cos'è vivere.
La confusione che tutti dicono avvertire, non è altro che la difficoltà ad adattarsi a quegli istanti di vita vera che ti traslano da un mondo visto in passivo a un mondo nel quale sei tu il protagonista che porta avanti la realtà col proprio battito cardiaco.
Come se ad uno spettacolo a cui assisti in ultima fila perso in un mare di folla ignara della tua presenza, inspiegabilmente ti ritrovassi sopra al palco a recitare una parte che non sai, con tutti gli occhi puntati addosso..e tu scoprissi di poter interpretare il ruolo misterioso che ti ritrovi a fare.
Eppure, qualche volta è capitata, questa dispettosa sfuggevole felicità di sentirsi importanti per qualcuno alla quale stenti a credere. Gioia rara che contempli fra il dubbioso e lo stupefatto che ti regala quell'espressione ebete di chi si innamora.
Come se un bambino capitasse nella sua favola preferita vestito di tutto punto come un principe che passeggia fra le pagine illustrate della storia letta e riletta.
Se questo cuore palpita così...non importa cosa dicano gli altri: l'amore esiste.
Magari non ce l'hai ora incarnato in una persona. Magari non troverai mai chi lo incarna per te, portandoti in quell'isola "che non c'è" fatta di sogno e che però ti consente di stare su questa terra. Magari è così.
Eppure il cuore di tutti noi è capace di un tale amore. Può contenere una esistenza molto più ampia di ciò che vive ora. Non solo ognuno è in grado, ma è anche misteriosamente pronto ad accogliere questa strana e ineffabile gioia che non saprai gestire come le altre...ma che gestirai.
Un po come una nuovissima mamma che per la prima volta accoglie il figlio in braccio facendo tutte le mosse giuste per accudirlo.
Magari sono senza "un amore"....ma non senza "amore".
Ecco perchè sembra vero e palpitante anche quello nei film ben recitati. Perchè l'amore c'è sempre..in ognuno di noi.
Non mi sentirò triste e sola perchè niente e nessuna solitudine potrà levarmi l'amore che c'è in me.
Non morirà mai neanche morissi io. Perchè è ciò che c'è di divino in noi e che porta via la morte...A-MORS: senza morte.
Siate felici: l'amore siete voi.
L'improvvisa, inaspettata ma piacevole percezione di una pienezza di vita che senti sfuggire e vorresti fermare nella tua mente per non perdere mai più di vista cos'è vivere.
La confusione che tutti dicono avvertire, non è altro che la difficoltà ad adattarsi a quegli istanti di vita vera che ti traslano da un mondo visto in passivo a un mondo nel quale sei tu il protagonista che porta avanti la realtà col proprio battito cardiaco.
Come se ad uno spettacolo a cui assisti in ultima fila perso in un mare di folla ignara della tua presenza, inspiegabilmente ti ritrovassi sopra al palco a recitare una parte che non sai, con tutti gli occhi puntati addosso..e tu scoprissi di poter interpretare il ruolo misterioso che ti ritrovi a fare.
Eppure, qualche volta è capitata, questa dispettosa sfuggevole felicità di sentirsi importanti per qualcuno alla quale stenti a credere. Gioia rara che contempli fra il dubbioso e lo stupefatto che ti regala quell'espressione ebete di chi si innamora.
Come se un bambino capitasse nella sua favola preferita vestito di tutto punto come un principe che passeggia fra le pagine illustrate della storia letta e riletta.
Se questo cuore palpita così...non importa cosa dicano gli altri: l'amore esiste.
Magari non ce l'hai ora incarnato in una persona. Magari non troverai mai chi lo incarna per te, portandoti in quell'isola "che non c'è" fatta di sogno e che però ti consente di stare su questa terra. Magari è così.
Eppure il cuore di tutti noi è capace di un tale amore. Può contenere una esistenza molto più ampia di ciò che vive ora. Non solo ognuno è in grado, ma è anche misteriosamente pronto ad accogliere questa strana e ineffabile gioia che non saprai gestire come le altre...ma che gestirai.
Un po come una nuovissima mamma che per la prima volta accoglie il figlio in braccio facendo tutte le mosse giuste per accudirlo.
Magari sono senza "un amore"....ma non senza "amore".
Ecco perchè sembra vero e palpitante anche quello nei film ben recitati. Perchè l'amore c'è sempre..in ognuno di noi.
Non mi sentirò triste e sola perchè niente e nessuna solitudine potrà levarmi l'amore che c'è in me.
Non morirà mai neanche morissi io. Perchè è ciò che c'è di divino in noi e che porta via la morte...A-MORS: senza morte.
Siate felici: l'amore siete voi.
sabato 14 gennaio 2017
LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO
Questa è la casetta di biscotto che ho costruito con le mie mani per il compleanno di mio figlio.
Fare cose belle che richiedano anche impegno, tempo e pazienza, alla fine sono quelle più gratificanti anche suscitassero un solo vero sorriso.
E' un pò come scoprire di poter allungare la propria vita o, meglio, la vita dei tuoi cari anche solo di un giorno.
Creare un sorriso; creare una "bellezza" che faccia nascere un sorriso; è creare "la bellezza" della vita.
Così come Dio Padre ha perso tempo a creare i fiori sognando il nostro sorriso.
Come guardi chi ti ha creato una rosa?..come guardi chi ti regala una Margherita per la tua gioia?...con immenso stupore, riconoscimento, commozione. Continui a guardare chi crea la bellezza per scoprire un valido "perchè" del suo agire. Continui a guardarlo fino a che sei costretto a riconoscere che è solo per amore. E' esso stesso la bellezza.
La bellezza dell'amore gratuito.
Questa bellezza salva il cuore...salva il mondo.
Così seguiterò a creare come un pittore dei giorni, tutta la bellezza che posso..dalla più piccola alla più grande mettendo in ogni singolo istante tutta la pazienza e l'impegno che posso.
Buon Anno a tutti... auguri al mio Francesco...di ogni bellezza....e a mia figlia Margherita di riavere la gioia che da.
Fare cose belle che richiedano anche impegno, tempo e pazienza, alla fine sono quelle più gratificanti anche suscitassero un solo vero sorriso.
E' un pò come scoprire di poter allungare la propria vita o, meglio, la vita dei tuoi cari anche solo di un giorno.
Creare un sorriso; creare una "bellezza" che faccia nascere un sorriso; è creare "la bellezza" della vita.
Così come Dio Padre ha perso tempo a creare i fiori sognando il nostro sorriso.
Come guardi chi ti ha creato una rosa?..come guardi chi ti regala una Margherita per la tua gioia?...con immenso stupore, riconoscimento, commozione. Continui a guardare chi crea la bellezza per scoprire un valido "perchè" del suo agire. Continui a guardarlo fino a che sei costretto a riconoscere che è solo per amore. E' esso stesso la bellezza.
La bellezza dell'amore gratuito.
Questa bellezza salva il cuore...salva il mondo.
Così seguiterò a creare come un pittore dei giorni, tutta la bellezza che posso..dalla più piccola alla più grande mettendo in ogni singolo istante tutta la pazienza e l'impegno che posso.
Buon Anno a tutti... auguri al mio Francesco...di ogni bellezza....e a mia figlia Margherita di riavere la gioia che da.
domenica 27 novembre 2016
LE ARMI DELLA LUCE
E’ ora di
risvegliarsi dal sonno…..è ora di indossare le armi della luce…di rivestirsi di
Cristo.
E’
esattamente questo che sento di dover fare…ormai da molto tempo.
La mia
umanità, i miei diritti di sposa, di figlia, di essere umano, sono scesi di
importanza fino a rendersi quasi nulli.
Inseguire la
propria giusta felicità come essere che appartiene a questa terra, era
diventato insostenibile con la via della luce. Non è più possibile seguire
entrambi i sogni. Cercare di sentirsi “sposa
amata”…col sentirsi abitante del regno di Dio. Non può essere. Non è mai potuto
essere.
Le voci che “giustamente”
sussurrano da tempo che io merito l’amore…hanno sempre fatto a botte col mio
desiderio di essere buona. Perché chi è buono ,o almeno ci prova, non ama l’idea
della divisione in famiglia, dei litigi, delle guerre dichiarate, delle vincite
a discapito di molte vittime. Chi tende alla luce, chi vorrebbe essere sempre
sotto la luce di Dio…non ama ritrovarsi nel buio dei gridi, dei tradimenti,
delle discordie.
Ho pensato
di svegliarmi dal sonno di chi si crogiola nel sogno di un amore umano non
previsto. Ho pensato di abbracciare le armi della luce e scordarmi di me per vedere
davanti a me un mondo migliore….magari anche di poco…ma migliore.
Ho pensato
anche che non ero all’altezza, che non era neanche giusto per il resto del
mondo, e che non sarei riuscita a far
niente. E aggiungo pure che probabilmente avevo ragione in tutti i miei
preoccupanti sospetti. Ma il fatto è che la Luce è troppo bella e rassicurante
per il mio cuore per decidere di abbandonarla.
Abbandonarla
poi perché?...per soddisfare la mia persona?...per darmi una vita umana
migliore con brandelli di amore umano rubati qua e là, ottenuti con la forza? Per
vivere ancora qualche decennio così?....no….non ne vale la pena.
Voglio di
più. Voglio l’amore per sempre, per l’eternità. Voglio l’amore sotto la Luce di
Dio. Voglio scoprire cosa vuol dire essere amata anche umanamente e voglio
scoprire che sarà per sempre e che ho contribuito nella lotta per questo,
usando solo le armi della Luce.
mercoledì 9 novembre 2016
IL TASSELLO
I nostri discorsi
come frasi
colte a caso
da un cappello
e poi incollate
una e l'altra
a vedere che vien fuori.
Quasi un gioco
di bambini.
Poi c'è il vento
che le scolla
se le porta dove vuole.
Prima una e
poi l'altra.
Come il tempo
sulla carta
di quel poster
che si stacca;
o l'insegna
ormai datata
di un negozio
sulla piazza
che non indica
più niente,
se non dubbi
ed incertezze.
E rimane, tutta logora,
una frase lacerata
sviscerata dal discorso,
scordinata, malsicura
che mi sento rinfacciare.
Così fuori dal contesto
è l'azzurro tassellino
di un mosaico calpestato
e da troppi trascurato,
non disegna
ormai più niente.
Forse il cielo,
forse il mare,
forse il manto
della Vergine
gli piaceva figurare.
Ora da solo
non è che un sasso
e mi ritorna
ancora addosso.
Ma c'è un Bimbo
che lo vede
e lo trova assai prezioso.
Se lo prende
e felice....
lo nasconde nel taschino.
Forse il Cielo,
forse il mare,
forse il manto
di Sua Madre
gli ricorda
quel mio niente...
ed io torno a sperare.
Paola Buccheri
come frasi
colte a caso
da un cappello
e poi incollate
una e l'altra
a vedere che vien fuori.
Quasi un gioco
di bambini.
Poi c'è il vento
che le scolla
se le porta dove vuole.
Prima una e
poi l'altra.
Come il tempo
sulla carta
di quel poster
che si stacca;
o l'insegna
ormai datata
di un negozio
sulla piazza
che non indica
più niente,
se non dubbi
ed incertezze.
E rimane, tutta logora,
una frase lacerata
sviscerata dal discorso,
scordinata, malsicura
che mi sento rinfacciare.
Così fuori dal contesto
è l'azzurro tassellino
di un mosaico calpestato
e da troppi trascurato,
non disegna
ormai più niente.
Forse il cielo,
forse il mare,
forse il manto
della Vergine
gli piaceva figurare.
Ora da solo
non è che un sasso
e mi ritorna
ancora addosso.
Ma c'è un Bimbo
che lo vede
e lo trova assai prezioso.
Se lo prende
e felice....
lo nasconde nel taschino.
Forse il Cielo,
forse il mare,
forse il manto
di Sua Madre
gli ricorda
quel mio niente...
ed io torno a sperare.
Paola Buccheri
sabato 5 novembre 2016
E LA LUCE FU
In principo
Dio crea la luce e la divide dalle tenebre.
La luce;
eccola…e con lei compaiono i colori, poter contemplare la bellezza di una
margherita, incantarsi di fronte a un tramonto spettacolare, vedere il visetto
di tuo figlio appena nato, venuto “alla luce” anche lui.
La prima
luce dell’alba porta il sapore insostituibile della speranza di un nuovo
giorno. Il Sole dell’aurora mette in
fuga le tenebre ancor prima di essere visibile agli occhi, mostrando la sua
infinita potenza e superiorità rispetto a queste. Quello è l’istante in cui il
cuore si rinfranca e riprende forza per affrontare la vita.
Alla luce e
calore del sole le piante vivono, nella loro misteriosa fotosintesi
clorofilliana che scaltramente consente loro di incamerare questa preziosa luce
e usarla per nutrirsene anche quando non c’è; e quindi affrontare la notte
senza problemi.
Camminare è
molto più agevole se i nostri sentieri sono illuminati. Qualsiasi nostra azione
richiede almeno un po di questa preziosa luce.
Gesù nasce
durante l’antica festa ebrea “delle Luci”, nel corso della quale per otto
giorni al tramonto si accendono dei lumi; e la luce brillante e allegra di una
stella cometa indica al mondo il luogo in cui questo bellissimo bambino scende
fra noi. Luce missionaria e persistente nella notte, quella della cometa, che
non appena compiuto il proprio compito, scompare umile per dar posto alla Vera
Luce del mondo: Gesù Bambino.
Lui è Colui
grazie al quale l’uomo può vedere i colori della propria vita, gustare del
sorriso dei propri figli e rallegrarsi di ogni singolo istante della propria
esistenza perché da Lui si irraggia su noi la luce e il calore dell’amore di
Dio. Come quando ci si innamora di qualcuno e la vita si accende di colori e
meraviglie di ogni tipo, che sono sempre stati davanti a noi, ma che sotto la
luce dell’amore scopriamo, sorprendendoci nella loro bellezza. Scoprire di
essere amati da Dio è tutto ciò amplificato all’ennesima potenza.
Lui è Colui
che sussurra al cuore parole di coraggio nelle nostre notti estremamente buie,
nei nostri pianti segreti e dolorosi, e improvvisamente fuga le tenebre quando
meno ce lo aspettiamo proiettandoci in un’alba calma e senza lacrime…mentre
nell’anima nasce una speranza sconosciuta che lenisce ogni ferita.
Lui è Colui
del quale ci è consentito nutrirci, attingendo direttamente dal suo santo corpo
una forza potentissima che misteriosamente
si accumula in noi e si riaffaccia nei momenti più duri e bui,
consentendoci di essere noi stessi Luce nell’oscurità, capaci di illuminare il
cammino dei fratelli.
Lui è Colui
che ci indica dove camminare, che strade prendere e quali non prendere,
affinche il nostro vivere sia quello di persone sensate, di esseri umani
imperfetti che nonostante ciò si sforzano di restare sulla via del bene.
E’ Lui la
nostra Festa, perché Lui è la luce impareggiabile che abbiamo quando siamo nell’Amore
e ci facciamo guidare da lui. Se dovessi dire quando un volto è luminoso direi
in due casi: quando si è innamorati e quando si sorride. Amore e gioia sono la
Luce della vita e Gesù è venuto per essere Amore e Gioia. Ma non un Amore e
Gioia qualunque, effimera, senza fondamento. Gesù viene a sconfiggere il buio,
la notte della morte e del peccato. Gesù è la luce che vuole ciò che vorremmo
noi: che non venga mai più la notte, che l’amore non finisca mai.
Ecco cosa è
il Natale: una Nuova creazione che non preveda le tenebre da dividere dalla
luce. Che la luce non debba mai più alternarsi alla notte, che le risate non
debbano mai più alternarsi alle lacrime….che il viso degli uomini non debba mai
più perdere la Luce divina dell’amore. Mai più sfigurato dal peccato.
Il Natale
sia per tutti la nascita della Luce. Così che ognuno di noi possa dire
guardando Gesù nella culla: “E la Luce….FU”.
POLPETTE RICOTTA E OLIVE
INGREDIENTI:
250 gr ricotta
5 olive
1 pacchetto crackers al rosmarino
1 uovo
3 cucchiaini di parmigiano
origano
basilico
sale e pepe
poca farina di mais
PROCEDIMENTO:
Mescolare tutti gli ingredienti ( i crackers devono essere frullati nel mixer prima di unirli all'impasto e le olive tritate a grossi pezzi a mano).
Ora con l'aiuto di due cucchiaini fare delle polpettine e passarle in un piatto con un po di farina di mais. Infarinarle bene e friggerle velocemente in olio bollente.
250 gr ricotta
5 olive
1 pacchetto crackers al rosmarino
1 uovo
3 cucchiaini di parmigiano
origano
basilico
sale e pepe
poca farina di mais
PROCEDIMENTO:
Mescolare tutti gli ingredienti ( i crackers devono essere frullati nel mixer prima di unirli all'impasto e le olive tritate a grossi pezzi a mano).
Ora con l'aiuto di due cucchiaini fare delle polpettine e passarle in un piatto con un po di farina di mais. Infarinarle bene e friggerle velocemente in olio bollente.
sabato 1 ottobre 2016
UN ALTRO MONDO
La Luna! Eccola…pallida, sola
In un mare di buio profondo
Infinito, gelido e misterioso.
Sembra vicina e ne vedo il terreno.
Mi arriva al cuore il silenzio
Soprannaturale e d’argento.
Non le giungono i rumori della vita
Che corre frenetica
sotto al suo sguardo
Sempre uguale e sereno.
Non riconosce le lacrime degli occhi
Che la scrutano stanchi
In cerca di tante risposte.
Parole non ne ha per nessuno.
Ha solo una flebile luce riflessa
Di un Sole che ci pare lontano.
Per noi ha pause nel
chiasso
Di una Terra in tormento:
Soste di pace nell’innata mitezza.
Ma il mistero è questo
E la magia si compie con niente:
è sufficiente uno sguardo
al suo esserci sempre
al delicato splendore
e l’animo si placa e si assopisce il dolore
Lei ci ricorda che esiste la Luce
Anche se ora navighiamo nel nero
Che quel Cielo è
Casa
Anche se ora ci sentiamo in esilio.
Che siamo infiniti
Come l’infinito che ora la culla.
Allora mettiamo fine ai rumori
Che assordano il cuore
Sterminando la speranza .
Facciamoci riflesso del Nostro Sole
Portando la quiete di un mondo diverso:
un Mondo di Amore.
.
domenica 25 settembre 2016
LA REGINA CATTIVA
Perché in
genere mi attirano di più i personaggi considerati “cattivi” in una favola? Me
lo sono chiesto spesso. Eppure la cattiveria non mi attira per niente, non ho
alcuna simpatia per coloro che, ignorando i sentimenti altrui, se ne vanno in
giro calpestando il prossimo in ogni modo possibile.
E perché mai
i considerati “buoni”, gli eletti dal narratore come anime candide e
irreprensibili, non mi destano un particolare interesse? Eppure sono
assolutamente dalla parte di chi ama il bene.
Non so se a
voi capita. Ci ho meditato un po’ alla luce della preghiera, per non dover
subito concludere che sono un essere perverso e segretamente perfido!
Secondo me
il cattivo, se siamo onesti con noi stessi, ce lo sentiamo più vicino, più
somigliante. Nelle favole si esagera a dismisura perché è come se questi fosse
un concentrato di tutti i difetti umani possibili e immaginabili, senza speranza
per essi di far entrare uno spiraglio di Luce nelle loro anime. Sono “cattivi”
per eccellenza. Hanno preso su di loro tutto il buio possibile che circolava
nella favola e se lo sono arrogato per consentire alle anime buone di essere
splendenti come astri.
Sono il nero
in un quadro che si pone per dar contrasto a una gerbera bianca.
Ecco già
emergere un primo motivo per cui un cattivo attira la nostra attenzione: la
pietà. Perché mai a un essere sbagliato non si concede la possibilità di avere
un po’ di luce per redimersi?
Il cuore di
chi crede in un Padre Buono e misericordioso grida vendetta! Si desidera
incoscientemente o forse anche coscientemente che per un’anima in errore o
fortemente in errore ci sia la possibilità di trovare la pace nel bene.
Abbandonando quel continuo tribolamento che c’è nell’arrovellarsi tra vendette
e azioni scorrette.
Nella
realtà, grazie a Dio, tutti, anche quelli di noi più distrutti e spiritualmente
in errore…abbiamo una mano vicina tesa che è quella del Padre. In attesa di
sentire la nostra che si appoggia a Lui...così potrà strattonarci fuori dal
buio.
Il cattivo
nelle favole, inoltre, è sempre “trattato da cattivo”. Ecco un motivo per cui i
cosiddetti “buoni” ci risultano meno attraenti: Sei un buono e neanche tu porti
luce là dove serve?
Purtroppo
trovo che questa sia una delle note dolenti di chi crede in Dio: l’essere figli di Abramo,
come dice Gesù, non fa di noi dei Santi. Automaticamente invece, capita di
pensare o forse solo di mettere da parte nell’inconscio l’idea che “siamo dalla
parte giusta: dei buoni”. Ciò, ci da un erroneo senso di raggiungimento del
fine, mentre in realtà non siamo che all’inizio di un cammino, con davanti a
noi innumerevoli avversità e attentati al nostro candore.
In fondo
basterebbe fare come dice Cristo: “Fate come me che sono mite e umile di cuore”.
Sono convinta che questo sia il grande segreto della santità. In genere Gesù ha
poche parole da dirci, ma preziose e pesanti come lingotti di oro massiccio.
Umili…non
che si umiliano, è diverso. Poveri di spirito. Persone che hanno uno stretto
contatto con la loro anima e ne conoscono gli angoli più scuri e tutte le
potenzialità sia ad essere buoni che ad essere cattivi e ne tengono conto.
Tenere conto della propria capacità di fare del male, non è essere cattivi e sapere
del bene che potremmo fare, non è essere buoni…è essere intelligenti e umili.
Significa valutarci con onestà e decidere di usare il tutto come un’arma a
proprio favore per tenersi con le braccia strette attorno al Legno di Gesù. Dei
tralci su quella Vite.
Guardando il
quadro generale, il cattivo che sa di essere cattivo, ma sa che non c’è un “autore”
di un libro, ma esiste un “Padre Misericordioso”, è un’anima a terra che però
guarda al Cielo e sa che il percorso è lungo, ma con la Luce di Dio può salire.
Il buono che
crede di essere buono, non cammina e non aiuta a camminare, se non porta al
prossimo la Luce del bene, porta solo altra disperazione e angoscia creata dal
proprio atteggiamento, a chi già si sente nel buio e non trova un pensiero
felice. Alle volte chi ha scelto il bene si dimentica che non si tratta di far
sfoggio delle proprie buone azioni, ma accendere una luce dentro a chi crede
che la luce non esista più.
Non dico che
non esistano buoni o che i cattivi siano in gamba. Dico che se devo scegliermi
un ruolo, un po’ per gioco e un po’ no, voglio essere la Regina Cattiva, consapevole
però che non esiste un autore a dettar legge sul mio cammino, ma un Padre Buono
che mi tende la mano e mi chiede di andare da Lui. Perché voglio avere uno
straccio di probabilità per essere soltanto ….una regina nel Suo cuore.
giovedì 18 agosto 2016
FORMAGGIATA DI CIPOLLE
INGREDIENTI:
Pezzi di formaggio avanzati
1 cipolla
2 uova
1/2 bicchiere di latte
2 cucchiaini di parmigiano grattato
1 cucchiaio di farina
olio di semi per friggere
PROCEDIMENTO:
Tagliare a cubetti piccolissimi tutti i formaggi avanzati e metterli da parte.
Tagliare la cipolla a fette sottili e farla soffriggere con un po di acqua in una padella, senza farla bruciare.
Nel frattempo in un piatto sbattere le uova col latte, il parmigiano e la farina; alla fine aggiungere i cubetti di formaggio. Non preoccupatevi se il composto è denso: deve essere così. Non mettete altro sale perché i formaggi salano il tutto molto bene.
Quindi versare questo composto nella padella calda dove sta cuocendo la cipolla e coperchiare facendo cuocere a fuoco lento.
Quando è possibile perché abbastanza solida, girare la formaggiata e farla cuocere qualche minuto dall'altro lato.
Servire tiepido e non caldissimo: è deliziosa; ideale per una cenetta.
Pezzi di formaggio avanzati
1 cipolla
2 uova
1/2 bicchiere di latte
2 cucchiaini di parmigiano grattato
1 cucchiaio di farina
olio di semi per friggere
PROCEDIMENTO:
Tagliare a cubetti piccolissimi tutti i formaggi avanzati e metterli da parte.
Tagliare la cipolla a fette sottili e farla soffriggere con un po di acqua in una padella, senza farla bruciare.
Nel frattempo in un piatto sbattere le uova col latte, il parmigiano e la farina; alla fine aggiungere i cubetti di formaggio. Non preoccupatevi se il composto è denso: deve essere così. Non mettete altro sale perché i formaggi salano il tutto molto bene.
Quindi versare questo composto nella padella calda dove sta cuocendo la cipolla e coperchiare facendo cuocere a fuoco lento.
Quando è possibile perché abbastanza solida, girare la formaggiata e farla cuocere qualche minuto dall'altro lato.
Servire tiepido e non caldissimo: è deliziosa; ideale per una cenetta.
domenica 31 luglio 2016
CHE L'AMORE PRENDA IL COMANDO
Qui, nella nostra quotidiana esistenza, viviamo assetati di un qualcosa che non sembra esserci. Attenzioni?....Notorietà?....Importanza?.....Credibilità?....Affetto?......Soldi?....mah.
Alle volte è una, alle volte è un' altra cosa, ma c'è qualcosa che non ci torna.
Persino quando raggiungiamo il nostro scopo, le nostre sudate mete, anche giustissime e lodevoli....qualcosa continua a mancare.
Non ho risposte sicure e valide per tutti, ma vi posso riportare la mia esperienza tentando di usare i vocaboli più corretti e pertinenti per trasmettere nel modo più adatto un'esperienza meravigliosa.
Tutto và così come dicevo sopra, fino a che non incontri lo sguardo di Maria e non ti ritrovi inspiegabilmente alla sua presenza. Dopo, in pochissimi istanti, tutto cambia.
Quando la vedi, dopo vuoi stare con Lei per sempre; niente è più bello di Lei e allora cerchi di sopravvivere alla Sua assenza, compensando (anche per motivi di gratitudine nei suoi confronti)...con tutto l'amore che puoi. Ma gli altri non sempre lo vogliono.
Allora ti concentri sul ricordo del suo sguardo e aspetti quel momento in cui la rivedrai; ti auguri che sia qui, mentre ancora sei in vita e ti calmi intrattenendoti con altro amore essendo disposta anche solo a darlo senza riceverlo per poter attingere di nuovo in qualche modo a una briciola di quell'infinito ristoro che ti aveva dato essere con Lei che vive nell'amore gratuito.
Ma Lei non torna.
Allora cominci a pensare a quanto manchi alla tua personale fine, il che rappresenterebbe l'incontro con Lei....ma lasci questo pensiero certa che la vita che ti hanno donato è preziosa e và vissuta fino in fondo...fino all'ultimo bacio. E poi sai bene, più di prima, quanto conti "esserci" per i propri cari e gli amici. Abbandoni il pensiero.
Il fatto è che qui devi gestire l'amore, quando invece vedi Lei, sai che è Lei a gestire l'amore, anche con te che gli sei davanti: lo sa che stai bene con Lei, non ci sono parole da dire, concetti da esprimere...tutto è superfluo...perchè è già TUTTO dentro la Sua presenza. Tutto si risolve in un istante...tutto è risanato e risucchiato nel Suo sguardo dolce e profondo. Improvvisamente sai che tutto andrà bene: l'amore ha preso il comando....cosa potrebbe andar storto?
Capisci che quella è la Vera Vita: dentro l'amore, senza che niente possa rovinarsi per una parola o un gesto.
Amore...senza via di uscita.
Ecco cosa voglio: voglio che l'Amore prenda il comando...non voglio più essere capace di rovinare quel ristoro risolutivo.
Allora in fondo non vogliamo qualcosa....vogliamo questo TUTTO...ma dobbiamo capire che lo possiamo desiderare...rendere il territorio fertile per questo...ma non possiamo prendercelo....dobbiamo aspettare che ce lo regalino così.....all'improvviso....per averlo per sempre.
BISCOTTI NESQUIKOCCO
INGREDIENTI:
5 cucchiai Nesquik
5 cucchiai cocco grattuggiato
2 cucchiai miele
2 cucchiai marmellata di albicocche
2 uova
12 cucchiai di farina
1/2 bicchiere olio di semi
1 bicchiere latte
1/2 bustina lievito per dolci
PROCEDIMENTO:
Si mescolano accuratamente tutti gli ingredienti. Quindi si copre la ciotola e si lascia riposare per almeno mezz'ora in quanto il cocco secco grattugiato deve reidratarsi con i liquidi dell'impasto. Dopo questo tempo, infatti, l'impasto forse risulterà più secco. Se lo è troppo aggiungete un goccio di latte, se invece è troppo mollo, aggiungete un cucchiaio di farina.
Ora fate delle palline e mettetele in una teglia oleata con olio di semi. Infornate a 180 gradi per 25 minuti.
Pronti! sembreranno un pò molli..ma raffreddandosi si induriranno un pochino.
5 cucchiai Nesquik
5 cucchiai cocco grattuggiato
2 cucchiai miele
2 cucchiai marmellata di albicocche
2 uova
12 cucchiai di farina
1/2 bicchiere olio di semi
1 bicchiere latte
1/2 bustina lievito per dolci
PROCEDIMENTO:
Si mescolano accuratamente tutti gli ingredienti. Quindi si copre la ciotola e si lascia riposare per almeno mezz'ora in quanto il cocco secco grattugiato deve reidratarsi con i liquidi dell'impasto. Dopo questo tempo, infatti, l'impasto forse risulterà più secco. Se lo è troppo aggiungete un goccio di latte, se invece è troppo mollo, aggiungete un cucchiaio di farina.
Ora fate delle palline e mettetele in una teglia oleata con olio di semi. Infornate a 180 gradi per 25 minuti.
Pronti! sembreranno un pò molli..ma raffreddandosi si induriranno un pochino.
venerdì 8 luglio 2016
LA GIOIA DELLA FEDE
-Dio ha fatto il mondo perchè ci sia un luogo dove Egli possa comunicare il suo amore e dal quale la risposta d'amore torni a Lui. Davanti a Dio il cuore dell'uomo che gli risponde è più grande e più importante dell'intero cosmo.
-La vita è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con colui che non muore, che è la vita stessa e lo stesso amore, allora siamo nella "vita". Viviamo.
-Se nella mia vita tralascio l'attenzione per l'altro, volendo solo compiere i miei "doveri religiosi" allora si inaridisce anche il rapporto con Dio: è un rapporto corretto ma senza amore. I Santi hanno attinto la loro capacità di amare il prossimo, dal loro incontro col Signore eucaristico e questo incontro ha acquisito profondità nel loro servizio agli altri.
-"AGAPE" è l'amore oblativo di chi cerca esclusivamente il bene dell'altro.
-"EROS" è l'amore di chi desidera possedere ciò che gli manca e anela all'unione con l'amato.
-In verità, solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di se e il desiderio appassionato di reciprocità, infonde un'ebrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti.
-La passione del Signore continua nelle sofferenze dell'uomo. Dobbiamo rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la propria croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.
-Ai cristiani non è risparmiata la sofferenza perchè il vivere la fede esprime il coraggio di affrontare la vita e la storia più in profondità. Tuttavia solo sperimentando la sofferenza, conosciamo la vita nella sua profondità, nella sua bellezza, nella grande speranza suscitata da Cristo crocifisso e risorto.
-Ci anima la consapevolezza che soltanto Cristo può pienamente soddisfare le attese profonde di ogni cuore umano e rispondere agli interrogativi più inquietanti sul dolore, ingiustizia, male, morte e aldilà.
-La "conversione" di Pietro si realizza pienamente quando rinuncia a voler salvare Gesù e accetta di essere salvato da Lui e dalla sua croce: la fede deve passare attraverso lo scandalo della croce per diventare ROCCIA sulla quale costruire.
Lo Spirito Santo è amore. Esiste il Figlio che parla col Padre. E ambedue sono una cosa sola nello Spirito, che è, per così dire, l'atmosfera del donare e dell'amore che fà di loro un unico Dio.
-Noi non dobbiamo soltanto sapere qualcosa di Lui (di Gesù) ma mediante Lui stesso essere ATTRATTI IN DIO. Ecco perchè morire e risorgere per Lui: perchè ora non si trova più in un determinato luogo, ma ora il suo Spirito Santo emana da Lui ed entra nei nostri cuori unendoci al Dio trino.
-Ciò che spesso viene espresso col termine "Gender" si risolve nell'autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal Creatore.
Le foreste meritano la nostra protezione, ma non la merita meno l'uomo come creatura nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione.
-Leggendo la Scrittura, noi possiamo anche oggi quasi vagare nel giardino del Paradiso e incontrare Dio che passeggia lì. Spirito Santo e Parola di Dio vanno insieme.
-Lo Spirito Santo produce unità e comprensione, là dove ci sono estraneità e lacerazioni. Quando una persona o una comunità, si chiude nel proprio modo di pensare e di agire, è segno che si è allontanata dallo Spirito Santo.
-L'azione dello Spirito non è un EGUALITARISMO! A Pentecoste gli apostoli parlano lingue diverse in modo che ciascuno comprenda il messaggio nel proprio idioma. L'unità dello Spirito, si manifesta nella PLURALITA' della COMPRENSIONE.
-Più una persona umana si dona, più trova se stesso.
-Il PECCATO ORIGINALE: l'uomo non si fida di Dio; cova il sospetto che Dio gli tolga qualcosa della sua vita, che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l'avremo accantonato, realizzando così in pienezza la nostra libertà.
Egli vuole attingere dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo e vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Così vive la menzogna.
L'uomo non si fida dell'amore. L'amore non è dipendenza, ma dono che ci fà vivere. Siamo liberi e noi stessi quando viviamo nella Volontà di Dio, perchè questa non è imposta all'uomo, ma è nella sua natura, inscritta in lui che lo rende a immagine e somiglianza di Dio e perciò libero.
-Nella Festa dell'Immacolata Concezione nasce in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa. Pensiamo che patteggiare un pò col male, riservarsi un pò di libertà contro Dio in fondo sia bene, addirittura necessario.
-L'uomo che si mette nelle mani di Dio, non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola e aperta.
-Più l'uomo è vicino a Dio, più è vicino agli uomini. Ecco perchè Maria ci è così vicina.
-Il cuore di Maria, mediante l'essere e il sentire insieme con Dio si è allargato...così Lei è per noi consolazione, incoraggiamento, speranza.
-Abbi il coraggio con Dio, compromettiti con Lui, allora vedrai che la tua vita diventa ampia, illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese.
-L'Eucarestia è una Pentecoste perpetua, poichè ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma.
-Il Suo morire (di Gesù) è un atto di amore. L'amore è immortale. Per questo il suo andare via si trasforma in un nuovo venire, in una forma di presenza che giunge più nel profondo e non finisce più.
-Egli (da risorto)è in grado di passare non solo attraverso le porte esteriori chiuse; può passare attraverso la porta interiore tra l'io e il tu; tra l'oggi e ieri, tra passato e domani.
-Voi diventate (attraverso il Battesimo) un'unità, sì, una cosa sola con Lui, e così una cosa sola tra di voi.
I credenti non sono mai totalmente estranei l'uno all'altro. Siamo in comunione a causa della nostra identità più profonda: CRISTO IN NOI.
-Nel Battesimo, Gesù, ci tira su verso di se, ci attira dentro alla vita vera. Ci prende come per mano, ci conduce sulla via che passa attraverso il Mar Rosso di questo tempo e ci introduce nella vita duratura vera, giusta. Non lasciamo questa mano.
-Il CERO PASQUALE: c'era l'usanza di far accendere il cero pasquale per mezzo di un cristallo direttamente dal sole: si riceveva la luce e il fuoco dal cielo per poi accendere da essi tutte le luci. Gesù Cristo ha veramente preso la luce dal Cielo e l'ha portata sulla terra.
La luce della VERITA' e il fuoco dell'AMORE.
-Non sappiamo affatto in fondo che cosa desideriamo. Ciò che sappiamo è solo che non è questo. Tuttavia nel non sapere, sappiamo che questa realtà (la Vita Eterna) deve esistere.
-Questa cosa ignota è la vera "speranza"che ci spinge e il suo essere ignota è al contempo, la causa di tutte le disperazioni, come pure di tutti gli slanci positivi e distruttivi verso il mondo autentico.
Possiamo cercare di uscire col nostro pensiero dalla temporalità e presagire che l'Eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell'immergersi nell'oceano dell'infinito amore....mentre siamo sopraffatti dalla gioia.
-L'uomo è spiegabile solamente se c'è un Amore che superi ogni isolamento, anche quello della morte.
-La vita è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con colui che non muore, che è la vita stessa e lo stesso amore, allora siamo nella "vita". Viviamo.
-Se nella mia vita tralascio l'attenzione per l'altro, volendo solo compiere i miei "doveri religiosi" allora si inaridisce anche il rapporto con Dio: è un rapporto corretto ma senza amore. I Santi hanno attinto la loro capacità di amare il prossimo, dal loro incontro col Signore eucaristico e questo incontro ha acquisito profondità nel loro servizio agli altri.
-"AGAPE" è l'amore oblativo di chi cerca esclusivamente il bene dell'altro.
-"EROS" è l'amore di chi desidera possedere ciò che gli manca e anela all'unione con l'amato.
-In verità, solo l'amore in cui si uniscono il dono gratuito di se e il desiderio appassionato di reciprocità, infonde un'ebrezza che rende leggeri i sacrifici più pesanti.
-La passione del Signore continua nelle sofferenze dell'uomo. Dobbiamo rinsaldare la nostra speranza e il coraggio di portare ciascuno la propria croce con umiltà, fiducia e abbandono in Dio, certi del suo sostegno e della sua vittoria.
-Ai cristiani non è risparmiata la sofferenza perchè il vivere la fede esprime il coraggio di affrontare la vita e la storia più in profondità. Tuttavia solo sperimentando la sofferenza, conosciamo la vita nella sua profondità, nella sua bellezza, nella grande speranza suscitata da Cristo crocifisso e risorto.
-Ci anima la consapevolezza che soltanto Cristo può pienamente soddisfare le attese profonde di ogni cuore umano e rispondere agli interrogativi più inquietanti sul dolore, ingiustizia, male, morte e aldilà.
-La "conversione" di Pietro si realizza pienamente quando rinuncia a voler salvare Gesù e accetta di essere salvato da Lui e dalla sua croce: la fede deve passare attraverso lo scandalo della croce per diventare ROCCIA sulla quale costruire.
Lo Spirito Santo è amore. Esiste il Figlio che parla col Padre. E ambedue sono una cosa sola nello Spirito, che è, per così dire, l'atmosfera del donare e dell'amore che fà di loro un unico Dio.
-Noi non dobbiamo soltanto sapere qualcosa di Lui (di Gesù) ma mediante Lui stesso essere ATTRATTI IN DIO. Ecco perchè morire e risorgere per Lui: perchè ora non si trova più in un determinato luogo, ma ora il suo Spirito Santo emana da Lui ed entra nei nostri cuori unendoci al Dio trino.
-Ciò che spesso viene espresso col termine "Gender" si risolve nell'autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal Creatore.
Le foreste meritano la nostra protezione, ma non la merita meno l'uomo come creatura nella quale è iscritto un messaggio che non significa contraddizione della nostra libertà, ma la sua condizione.
-Leggendo la Scrittura, noi possiamo anche oggi quasi vagare nel giardino del Paradiso e incontrare Dio che passeggia lì. Spirito Santo e Parola di Dio vanno insieme.
-Lo Spirito Santo produce unità e comprensione, là dove ci sono estraneità e lacerazioni. Quando una persona o una comunità, si chiude nel proprio modo di pensare e di agire, è segno che si è allontanata dallo Spirito Santo.
-L'azione dello Spirito non è un EGUALITARISMO! A Pentecoste gli apostoli parlano lingue diverse in modo che ciascuno comprenda il messaggio nel proprio idioma. L'unità dello Spirito, si manifesta nella PLURALITA' della COMPRENSIONE.
-Più una persona umana si dona, più trova se stesso.
-Il PECCATO ORIGINALE: l'uomo non si fida di Dio; cova il sospetto che Dio gli tolga qualcosa della sua vita, che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l'avremo accantonato, realizzando così in pienezza la nostra libertà.
Egli vuole attingere dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo e vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Così vive la menzogna.
L'uomo non si fida dell'amore. L'amore non è dipendenza, ma dono che ci fà vivere. Siamo liberi e noi stessi quando viviamo nella Volontà di Dio, perchè questa non è imposta all'uomo, ma è nella sua natura, inscritta in lui che lo rende a immagine e somiglianza di Dio e perciò libero.
-Nella Festa dell'Immacolata Concezione nasce in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa. Pensiamo che patteggiare un pò col male, riservarsi un pò di libertà contro Dio in fondo sia bene, addirittura necessario.
-L'uomo che si mette nelle mani di Dio, non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola e aperta.
-Più l'uomo è vicino a Dio, più è vicino agli uomini. Ecco perchè Maria ci è così vicina.
-Il cuore di Maria, mediante l'essere e il sentire insieme con Dio si è allargato...così Lei è per noi consolazione, incoraggiamento, speranza.
-Abbi il coraggio con Dio, compromettiti con Lui, allora vedrai che la tua vita diventa ampia, illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese.
-L'Eucarestia è una Pentecoste perpetua, poichè ogni volta che celebriamo la Santa Messa riceviamo lo Spirito Santo che ci unisce più profondamente a Cristo e in Lui ci trasforma.
-Il Suo morire (di Gesù) è un atto di amore. L'amore è immortale. Per questo il suo andare via si trasforma in un nuovo venire, in una forma di presenza che giunge più nel profondo e non finisce più.
-Egli (da risorto)è in grado di passare non solo attraverso le porte esteriori chiuse; può passare attraverso la porta interiore tra l'io e il tu; tra l'oggi e ieri, tra passato e domani.
-Voi diventate (attraverso il Battesimo) un'unità, sì, una cosa sola con Lui, e così una cosa sola tra di voi.
I credenti non sono mai totalmente estranei l'uno all'altro. Siamo in comunione a causa della nostra identità più profonda: CRISTO IN NOI.
-Nel Battesimo, Gesù, ci tira su verso di se, ci attira dentro alla vita vera. Ci prende come per mano, ci conduce sulla via che passa attraverso il Mar Rosso di questo tempo e ci introduce nella vita duratura vera, giusta. Non lasciamo questa mano.
-Il CERO PASQUALE: c'era l'usanza di far accendere il cero pasquale per mezzo di un cristallo direttamente dal sole: si riceveva la luce e il fuoco dal cielo per poi accendere da essi tutte le luci. Gesù Cristo ha veramente preso la luce dal Cielo e l'ha portata sulla terra.
La luce della VERITA' e il fuoco dell'AMORE.
-Non sappiamo affatto in fondo che cosa desideriamo. Ciò che sappiamo è solo che non è questo. Tuttavia nel non sapere, sappiamo che questa realtà (la Vita Eterna) deve esistere.
-Questa cosa ignota è la vera "speranza"che ci spinge e il suo essere ignota è al contempo, la causa di tutte le disperazioni, come pure di tutti gli slanci positivi e distruttivi verso il mondo autentico.
Possiamo cercare di uscire col nostro pensiero dalla temporalità e presagire che l'Eternità non sia un continuo susseguirsi di giorni del calendario, ma qualcosa come il momento colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi abbracciamo la totalità. Sarebbe il momento dell'immergersi nell'oceano dell'infinito amore....mentre siamo sopraffatti dalla gioia.
-L'uomo è spiegabile solamente se c'è un Amore che superi ogni isolamento, anche quello della morte.
giovedì 7 luglio 2016
IL DIO VICINO
(Frasi estrapolate dal libro con lo stesso titolo, di Benedetto XVI. Frasi che a me hanno fatto battere forte il cuore e trasmesso una speranza e una pace non spiegabili a parole. Quest'anima è geniale e tenerissima!)
-Nessuna persona può con le proprie forze dare avvio alla salvezza, ma il suo "sì" è integralmente avvolto nell'amore di Dio che l' abbraccia prima ancora che ella nasca. Tutto è grazia. La grazia non sopprime la libertà, la crea.
-Il Logos infinito si è fatto piccolo, un Bambino. Ma anche: la Parola incommensurabile, la pienezza intera della Sacra Scrittura si è racchiusa in questa unica frase: "E il Verbo si è fatto carne".
-Colui che ritiene che la fede è soddisfacente solo se, per così dire, è premiata con la dannazione degli altri, misconosce il nucleo della fede. Perchè ama solo sè stesso e non il Creatore a cui appartengono tutte le creature. La gelosia della salvezza non è cristiana.
Se siamo così stiamo vivendo la fede come un peso. Dobbiamo smetterla di pensare che in fondo sarebbe stato meglio non credere; dobbiamo liberarci dall'idea folle secondo cui la disoccupazione spirituale sarebbe meglio della vita con la Parola di Dio. Gesù è morto per tutti.
-La volontà salvifica di Dio non implica che tutti gli uomini giungano necessariamente alla salvezza. C'è la potenza del nostro rifiuto.
-Per l'istituzione dell'Eucarestia non basta la sola ultima cena...non restano parole, sono state sostenute e riempite con la sua morte reale.E anche la morte non è rimasta vuota perchè c'è stata la resurrezione: il Suo amore è stato più forte della morte, il senso è più forte del non senso.
PAROLA-MORTE-RESURREZIONE: luogo da cui proviene l'Eucarestia.
-Nell'Eucarestia è chiamata per nome la morte e ci è posta di fronte la strada per la vita che supera la morte.
-L'Eucarestia ci dice che Dio dona sè stesso perchè noi possiamo donare.
-Quanto più camminiamo con Dio, tanto più diventiamo coscienti che il Dio che apparentemente ci tormenta è colui che veramente ama, a cui possiamo abbandonarci senza resistenze e timori. Quanto più scendiamo nella notte del mistero incompreso e ci affidiamo a Lui, tanto più lo troviamo, troviamo l'amore e la libertà che ci sostengono attraverso tutte le notti. Dio dona perchè noi possiamo donare.
-Non possiamo comunicare col Signore se non lo facciamo tra di noi; se ci presentiamo a Lui, dobbiamo anche andare incontro l'uno all'altro diventando insieme una sola cosa.
-L'orientamento interiore della nostra vita cristiana dovrebbe essere che noi impariamo a guardare davvero e sempre di più a Lui, a tenere gli occhi fissi del nostro cuore su di Lui.
-Nel caso del cibo comune, l'uomo assume delle cose e queste vengono da lui assimilate così da diventare parte della sua sostanza. Con l'Eucarestia avviene il contrario. Quando ci comunichiamo, significa che veniamo fatti uscire da noi stessi e assimilati da Lui. Diventiamo una cosa sola con Lui e la comunità dei fratelli.
-"Questo è il mio corpo" significa: questa è tutta la mia persona presente nel mio corpo (anche lo Spirito).
-Il corpo nostro è allo stesso momento limite e ponte verso gli altri.
Limite: dove c'è questo corpo non può essercene un altro; se sono in questo posto, non sono allo stesso momento in un altro. E' il limite (il corpo) che ci divide gli uni dagli altri. L'interiorità, tra l'altro, resta nascosta.
Ponte: il corpo mi porta verso gli altri a incontrarli con la vista e i gesti io capisco gli altri: comunico.
-Per questo si può vivere se stessi e la propria corporeità in maniera differente: la si può vivere più in direzione della chiusura o più in direzione della comunione.
Si può essere tanto egoisti da vivere solo la chiusura e non l'apertura. Il corpo allora diventa separazione che esclude ogni comunione: non permettendo a nessuno di venire in contatto con la propria interiorità.
Ma abbiamo anche la capacità di donarci, di essere vicini agli altri al di là dei limiti (telepatia).
RISURREZIONE significa molto semplicemente, che il corpo cessa di esistere come limite e che ciò che in esso è comunione rimane.
-Essere RISORTO significa essere comunicabile. Comunicarsi significa entrare in comunione con Gesù, per mezzo di Lui superare il limite e diventare capaci di Resurrezione.
-TRANSUSTANZAZIONE: non è un semplice cambio di sostanza o il vivere insieme di due sostanze (il pane e il vino)
Per esempio: se le cose materiali vengono recepite nel nostro corpo come nutrimento, se cioè, la materia diventa parte di un organismo vivente, questa medesima materia resta la stessa, eppure è cambiata comunque in quanto parte di una realtà nuova. Così nella Transustanzazione, il Signore si impadronisce del pane e del vino, li solleva dai cardini del loro essere usuale innalzandoli a un nuovo ordine.
-Nell'Eucarestia la sostanza è trasformata, cioè, cambia il vero fondamento dell'essere.
-Dove Cristo è diventato presente (come nel pane) non può più essere come se non fosse accaduto nulla: l'essere cristiani è trasformazione, conversione. Ci rende nuovi...il mondo può rinnovarsi.
-L'adorazione eucaristica: Cristo viene nei cuori e visita le coscienze dei nostri fratelli. Chi guarda il volto del Signore ne riceve quella purificazione della coscienza che è presupposto per il miglioramento della realtà umana.
-L'Eucarestia è la pace che viene dal Signore.
-La celebrazione eucaristica è pace: è presenza di Cristo e quindi spazio di una pace nuova, di una amicizia che supera tutti i confini, dove ciascuno è a casa propria.
-La vita umana è anzitutto ricerca del SENSO, di una parola che possa indicarmi una via e donarmi un orientamento. La vita è ricerca di COMUNIONE capace di dare all'uomo il sostegno di cui ha bisogno, perchè l'uomo è stato creato per il NOI. Si tratta di ricerca di AMORE.
-Cristo ha veramente condiviso se stesso, si è dato nel pane spezzato, dicendoci che la sua vita è la nostra.
-L'orante vede Dio e sperimenta che non ha bisogno di nulla di più, che nel contatto con Dio gli è dato tutto, la VERA VITA.
-Nessuna persona può con le proprie forze dare avvio alla salvezza, ma il suo "sì" è integralmente avvolto nell'amore di Dio che l' abbraccia prima ancora che ella nasca. Tutto è grazia. La grazia non sopprime la libertà, la crea.
-Il Logos infinito si è fatto piccolo, un Bambino. Ma anche: la Parola incommensurabile, la pienezza intera della Sacra Scrittura si è racchiusa in questa unica frase: "E il Verbo si è fatto carne".
-Colui che ritiene che la fede è soddisfacente solo se, per così dire, è premiata con la dannazione degli altri, misconosce il nucleo della fede. Perchè ama solo sè stesso e non il Creatore a cui appartengono tutte le creature. La gelosia della salvezza non è cristiana.
Se siamo così stiamo vivendo la fede come un peso. Dobbiamo smetterla di pensare che in fondo sarebbe stato meglio non credere; dobbiamo liberarci dall'idea folle secondo cui la disoccupazione spirituale sarebbe meglio della vita con la Parola di Dio. Gesù è morto per tutti.
-La volontà salvifica di Dio non implica che tutti gli uomini giungano necessariamente alla salvezza. C'è la potenza del nostro rifiuto.
-Per l'istituzione dell'Eucarestia non basta la sola ultima cena...non restano parole, sono state sostenute e riempite con la sua morte reale.E anche la morte non è rimasta vuota perchè c'è stata la resurrezione: il Suo amore è stato più forte della morte, il senso è più forte del non senso.
PAROLA-MORTE-RESURREZIONE: luogo da cui proviene l'Eucarestia.
-Nell'Eucarestia è chiamata per nome la morte e ci è posta di fronte la strada per la vita che supera la morte.
-L'Eucarestia ci dice che Dio dona sè stesso perchè noi possiamo donare.
-Quanto più camminiamo con Dio, tanto più diventiamo coscienti che il Dio che apparentemente ci tormenta è colui che veramente ama, a cui possiamo abbandonarci senza resistenze e timori. Quanto più scendiamo nella notte del mistero incompreso e ci affidiamo a Lui, tanto più lo troviamo, troviamo l'amore e la libertà che ci sostengono attraverso tutte le notti. Dio dona perchè noi possiamo donare.
-Non possiamo comunicare col Signore se non lo facciamo tra di noi; se ci presentiamo a Lui, dobbiamo anche andare incontro l'uno all'altro diventando insieme una sola cosa.
-L'orientamento interiore della nostra vita cristiana dovrebbe essere che noi impariamo a guardare davvero e sempre di più a Lui, a tenere gli occhi fissi del nostro cuore su di Lui.
-Nel caso del cibo comune, l'uomo assume delle cose e queste vengono da lui assimilate così da diventare parte della sua sostanza. Con l'Eucarestia avviene il contrario. Quando ci comunichiamo, significa che veniamo fatti uscire da noi stessi e assimilati da Lui. Diventiamo una cosa sola con Lui e la comunità dei fratelli.
-"Questo è il mio corpo" significa: questa è tutta la mia persona presente nel mio corpo (anche lo Spirito).
-Il corpo nostro è allo stesso momento limite e ponte verso gli altri.
Limite: dove c'è questo corpo non può essercene un altro; se sono in questo posto, non sono allo stesso momento in un altro. E' il limite (il corpo) che ci divide gli uni dagli altri. L'interiorità, tra l'altro, resta nascosta.
Ponte: il corpo mi porta verso gli altri a incontrarli con la vista e i gesti io capisco gli altri: comunico.
-Per questo si può vivere se stessi e la propria corporeità in maniera differente: la si può vivere più in direzione della chiusura o più in direzione della comunione.
Si può essere tanto egoisti da vivere solo la chiusura e non l'apertura. Il corpo allora diventa separazione che esclude ogni comunione: non permettendo a nessuno di venire in contatto con la propria interiorità.
Ma abbiamo anche la capacità di donarci, di essere vicini agli altri al di là dei limiti (telepatia).
RISURREZIONE significa molto semplicemente, che il corpo cessa di esistere come limite e che ciò che in esso è comunione rimane.
-Essere RISORTO significa essere comunicabile. Comunicarsi significa entrare in comunione con Gesù, per mezzo di Lui superare il limite e diventare capaci di Resurrezione.
-TRANSUSTANZAZIONE: non è un semplice cambio di sostanza o il vivere insieme di due sostanze (il pane e il vino)
Per esempio: se le cose materiali vengono recepite nel nostro corpo come nutrimento, se cioè, la materia diventa parte di un organismo vivente, questa medesima materia resta la stessa, eppure è cambiata comunque in quanto parte di una realtà nuova. Così nella Transustanzazione, il Signore si impadronisce del pane e del vino, li solleva dai cardini del loro essere usuale innalzandoli a un nuovo ordine.
-Nell'Eucarestia la sostanza è trasformata, cioè, cambia il vero fondamento dell'essere.
-Dove Cristo è diventato presente (come nel pane) non può più essere come se non fosse accaduto nulla: l'essere cristiani è trasformazione, conversione. Ci rende nuovi...il mondo può rinnovarsi.
-L'adorazione eucaristica: Cristo viene nei cuori e visita le coscienze dei nostri fratelli. Chi guarda il volto del Signore ne riceve quella purificazione della coscienza che è presupposto per il miglioramento della realtà umana.
-L'Eucarestia è la pace che viene dal Signore.
-La celebrazione eucaristica è pace: è presenza di Cristo e quindi spazio di una pace nuova, di una amicizia che supera tutti i confini, dove ciascuno è a casa propria.
-La vita umana è anzitutto ricerca del SENSO, di una parola che possa indicarmi una via e donarmi un orientamento. La vita è ricerca di COMUNIONE capace di dare all'uomo il sostegno di cui ha bisogno, perchè l'uomo è stato creato per il NOI. Si tratta di ricerca di AMORE.
-Cristo ha veramente condiviso se stesso, si è dato nel pane spezzato, dicendoci che la sua vita è la nostra.
-L'orante vede Dio e sperimenta che non ha bisogno di nulla di più, che nel contatto con Dio gli è dato tutto, la VERA VITA.
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