Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for

lunedì 15 giugno 2015

IL SOLE DENTRO

 Voglio sentirti promettere ancora tutte quelle
 cose di sole che ti porti dentro."

 autore: Henry Miller opera: Tropico del Capricorno

Questa splendida frase, tratta dall'opera suddetta di Henri Miller, mi è stata gentilmente dedicata dalla mia amica Marina Palmieri.
Nonostante lei l'abbia dedicata a me, io vi ho immediatamente sentito dentro il grande desiderio di Dio Padre nei nostri confronti e allo stesso momento l'irrefrenabile sete di Luce che ognuno di noi si porta nell'anima.

Credo fermamente che il Padre cerchi il nostro sorriso in ogni possibile modo. Ci vuole felici. Per quanto ci sembri incredibile...il nostro sorriso rappresenta per Lui la Luce del sole.

Allo stesso modo in fondo il Suo sorriso per noi, rappresenta la Luce del Sole.

Mi viene da concludere che siamo Stelle che vivono una della Luce dell'altra.

Che bello dire a un fratello: "Portami la Luce del Padre, portami la tua luce perchè questo mi rende felice!"

Grazie di cuore Marina!



mercoledì 10 giugno 2015

I TUOI OCCHI SU DI ME

Ho bisogno di vederti. Quel tuo visetto pulito, da bimba di 15 anni, i capelli sciolti che si spostano sulla vestina grigio-azzurra, i piedini scalzi, e soprattutto i tuoi occhi profondi e indescrivibilmente buoni, sono così rassicuranti. 
Basta vederti un attimo, accarezzarti con lo sguardo il viso e già nella mente e nel cuore tutto si quieta in modo inspiegabile, come se qualcuno gettasse una quantità incredibile di acqua su un fuoco acceso e questo semplicemente scomparisse in un secondo.
E resti a guardare la legna bagnata...quei pochi pezzetti che prima ti minacciavano e incutevano timore con le loro fiammate fuori controllo...e ora sono solo due legnetti neri che sgocciolano acqua.
Questo provoca la Tua presenza Mamma del Cielo!! 
Tu ci sei ed ecco le preoccupazioni, i pensieri fumosi, le contorsioni mentali, la mancanza di semplicità, il pianto, le fitte al cuore, tutto tutto si smorza e ridimensiona. Qualcosa addirittura scompare, svanisce così di fretta da farti chiedere: "Ma perchè me ne preoccupavo tanto?"
Il tuo sguardo è salvifico. Basta che tu poni i tuoi occhi su di me.
Ho bisogno di vederti...di stare in silenzio a guardarti senza chiederti nulla perchè se ci sei non mi serve più nulla.
Devo riposarmi dal mondo, consentimi di appoggiare gli occhi su di Te, ancora una volta....fatti osservare bene, fà che io registri in me ogni istante, ogni particolare, ogni sfumatura di profondità che ha il tuo sguardo buono.
Se il mondo sapesse davvero che ha per Madre una bimba di 15 anni come Te, col tuo candore, la tua intelligenza, la tua sapienza e dolcezza...non sarebbe così disperato.
Se solo il mondo assomigliasse di più a Te, non saremmo in pericolo.
Emana su di me la tua dolcezza, profumami col tuo candore, ricoprimi col tuo manto che io resti un pò nascosta a riposare e giocare con Te. Appoggia il tuo sguardo su di me e leva via tutto quello che non ti piace. 
E poi resta...resta non andar via per alcun motivo, perchè non posso stare senza i tuoi occhi su di me.
Ti prego...





giovedì 4 giugno 2015

BEATITUDINE INCOMPRENSIBILE

Beati i poveri di spirito perchè di essi è il regno dei cieli...beati i puri di cuore perchè vedranno Dio!
In questo momento tutto è più chiaro..tutto mi suona assolutamente logico. Questa riflessione mi sorge spontanea dopo aver ascoltato tanti discorsi strani. Tutte le parole di Dio sono pura Verità, pure indicazioni per la nostra vita, per una vita sana, da vivere nella Luce e nella pace nonostante tutte le molteplici difficoltà della vita. Parole sante, cioè parole che ci separano dal male e ci tengono stretti stretti sulla via del bene e del sentirsi bene anche fossimo morenti.
Se qualcuno ancora pensa che la cosa più brutta di questa vita sia la morte, vi do una notizia nuova e meravigliosa: non è la morte il grande male di questa vita anche perchè Cristo l'ha abolita e trasformata in una semplice porta per il Paradiso. La cosa più orrenda di questa esistenza è la morte dell'anima mentre siamo in vita. Il credere che la nostra esistenza sia alla pari di quella degli animali e perciò viverla come e peggio di essi, come se l'anima non ce l'avessimo e non gli servisse un alimento. La cosa più orrenda è essere così ricchi di cose da non sapere più cosa desiderare e non trovare più soddisfazione e felicità in niente di ciò che possiamo comprare. La cosa più orrenda è non accorgersi che tutto ciò che rende felice l'anima non si può comprare e seguitare a spendere soldi senza riuscire più a sorridere.
La cosa più orrenda è perdere la purezza dell'anima e del corpo e diventare ciechi alle bellezze della vita che trovi ovunque ma non le vedi più. Il velluto di un petalo di un fiore, il rosa delle bocche dei bimbi che ridono, un tramonto dai mille colori cangianti...li c'è Dio che cerca di farti gioire e levarti il respiro per lo stupore. I puri di cuore ancora vedono Dio....ma coloro che non lo sono e si sporcano con pesantezze del corpo, solo perchè così fan tutti....si stanno solo levando la vista della bellezza, mentre sono convinti di starsi divertendo e godendo la vita. Mi capite? Come direbbe Gesù: chi ha orecchie intenda. 
Questa è la vera cosa brutta, la morte Vera...quella dell'anima mentre ancora respiri e credi di essere in buona salute. L'esatto contrario delle beatitudini.
Beato vuol dire felice. Felici infatti coloro che nella loro povertà di "vita terrena" scorgono la bellezza di una "vita celeste" che inizia già su questa terra e che procura una felicità incomprensibile per chi non ha il coraggio di provarla. Incomprensibile a quasi la totalità del mondo, eppure insostituibile con alcuna cosa, incomparabile con nessuna delle gioie terrestri perchè immensamente più grande.
Beati coloro che si fanno poveri allora e si fanno puri in questo mondo troppo sporco...perchè si sono salvati da qualsiasi morte. Ora e per sempre.




martedì 2 giugno 2015

GENERATORI DI LUCE

La vita è vita solo quando ami. In quei momenti senti che ogni minuto è come una scatola piena di meravigliose sorprese che più guardi e più ti interessano. Quando assapori questo stato iddilliaco, in un attimo comprendi la vita, diventi un grande saggio perchè l'essere amato e il riamare ti colloca in un luogo dove vengono svelati tutti i misteri della vita...persino il senso del dolore e della morte.
Questo è quello stato in cui, sei alla presenza di Dio, anche se tu non credi, e ti viene spontaneo chiedere dentro di te, come fecero Giacomo e Pietro davanti a Gesù sul monte Tabor: "Signore, restiamo qui per sempre...facciamo tre tende". Sì...accampiamoci li...ai piedi dell'amore e godiamo semplicemente dello stare insieme perchè improvvisamente abbiamo capito che non serve altro nella vita se non di stare al cospetto dell'amore fino ad abriacarcene.
Eppure non sappiamo quello che stiamo dicendo...come asserisce Gesù stesso...dobbiamo andare dove l'amore non c'è...strapparci il cuore per il distacco dall'amore puro per poter portare il nostro amore agli altri.
E così i minuti si fanno pesanti perchè il vuoto che lascia l'Amore è incolmabile.
L'unico modo per lenire la Sua assenza...è amare noi gli altri....farci generatoti di questo amore, attingendo ai nostri ricordi ora dolorosi.
Generartori sì...che fanno fatica a sostituire la luce vera....ma si sa che quando va via la Luce...un buon generatore può salvare la situazione. Alle volte persino salvare la vita a qualcuno.
Da noi "generatori"la luce proviene da uno sforzo terribile...ma è pur sempre luce...e un giorno questa vita sarà tutta Piena...senza neanche un piccolo foro...non ci sarà un respiro senza amore, neanche uno.
Ma nel frattempo...cerchiamo di essere noi coloro che...colmano di gioia la vita degli altri.

Anche un gesto piccolo può colmare un grande vuoto



venerdì 29 maggio 2015

TORTA WALTER MITTY

Questa è una torta che ricorda la famosa Torta Clementina del film "La vita segreta di Walter Mitty". Mi sembrava invitante, perciò ho provato a rifarla per fare contenti i miei figli.

INGREDIENTI

3 Uova
2 hg zucchero
1 hg burro
1 yogurt
2 hg farina
1 cucchiaio frumina o fecola di patate
1 cucchiaio farina di riso
1/3 bicchiere olio di semi
scorza grattata di 1 arancia
1 bustina di lievito per dolci
1 arancia grande

PROCEDIMENTO

Si sbattono i tuorli delle uova con lo zucchero e si aggiunge piano piano il burro fuso. Poi unire uno per volta sempre sbattendo bene, lo yogurt, la frumina, la farina di riso, l'olio, il lievito e la scorza d'arancia. Infine unire la farina 2 cucchiai per volta sempre sbattendo bene.
Prendere gli albumi tenuti da parte e montarli a neve, quindi incorporarli al composto mescolando da sotto in su con un cucchiaio delicatamente.
Ora foderare di carta da forno una teglia media e mettere sul fondo 3 cucchiai di zucchero ben sparsi e adagiare sopra delle fettine di arancia tagliata abbastanza fine.
A questo punto versarvi sopra l'impasto e infornare a 180 gradi per 50 minuti.
Lasciare raffreddare un pò la torta e poi rovesciarla su un piatto e levare delicatamente la carta da forno.
E' profumatissima e di gran figura!!

Ecco la torta Walter Mitty!!

domenica 24 maggio 2015

LA "MAMA" DI VIVALDI

Gli ultimi anni di vita della mia mamma sono stati un bel pò travagliati perchè il mio papà si era ammalato di Alzhaimer. 
Si stancava e angosciava tanto.
Così, quando l'andavo a trovare tentavo di sollevarla in ogni modo e insieme cercavamo delle possibili soluzioni ai vari problemi che nascevano copiosi da quella situazione. Ogni giorno uno nuovo!
Alle volte non potevo far altro che trovare il lato comico della situazione per farla ridere un pò. Sapevo di riuscirci perchè la mia mamma aveva un ottimo senso dell'umorismo e non so perchè le mie battute e trovate la facevano ridere di gusto.
Così presi l'abitudine, entrando in casa di farle sempre una domanda sciocca per tastare la situazione e gli umori. Le chiedevo: "Oggi sei la mama di Beethoven o la mama di Vivaldi?"...mi spiego: La Nona sinfonia di Beethoven è un pezzo che io ritengo abbastanza triste...mentre Vivaldi mi sembra un compositore con toni molto più allegri. Sebbene non esista la Nona sinfonia di Vivaldi...il senso era chiedere scherzando se in quel momento era triste o allegra.
Spesso rispondeva "di Beethoven"...ma quando andavo via era già di Vivaldi.
Era un modo scherzoso di relazionarsi con situazioni spesso tragiche.
La cosa più bella che ricordo, oltre alle sue risate a riguardo, fu il giorno della sua morte...nel quale entrando a casa la trovai alquanto prostata nel suo letto arrangiato sul divano del salone; ma il suo sguardo era limpido. Vidi tutte persone intorno a lei con visi preoccupati e scuri...allora le feci la mia solita domanda scherzosa..per darle una qualche sensazione di normalità e lei...con un sorriso dolce e la voce flebile...mi rispose: "di Vivaldi...oggi sono proprio la mama di Vivaldi!" 
Non mi aspettavo quella risposta e allora le chiesi perchè e lei mi disse che aveva sognato una persona a lei molto cara che le diceva che sarebbe andato tutto bene...perciò non era più preoccupata.
Sono felice che l'ultima risposta di mia madre sia stata: "Sono felice oggi!"
Grazie Dio...

La Mama di Vivaldi

mercoledì 13 maggio 2015

CIAO, TI RICORDI DI ME?

“Ciao, ti ricordi di me?”
“Certo che mi ricordo…”

Non posso ascoltare questa voce,
non sono in grado di fermarmi
presso queste parole.
Ho imparato nel tempo
a vedere fiumi di spiegazioni
sui puntini di sospensione,
o attraverso punti esclamativi.
Sapevo leggere le frasi
Col tuo tono di voce
Per scoprirne il senso profondo.

E ora questo vuoto continuo
Questa pagina bianca
Che porta il tuo nome
Non la so interpretare
Non ne scorgo il messaggio
E non la posso guardare.

Nella testa mi tornano
Come a torturarmi e sfinirmi
Le nostre prime parole
La sensazione che al mondo
C’era una luce più chiara
Solo perché esistevi e parlavi con me.
La certezza che niente
Poteva convincerti
a lasciarmi la mano.

Ora ho alzato le mie
Ho sospeso il respiro
Con un morso alla gola.
Ho una pagina piena
Di sospensioni, esclamazioni
E punti interrogativi…
Senza neanche una parola…

Ma sono e sarò sempre qui
Nel silenzio che hai creato
Che certo non spezza
Quello che c’è stato
Perché ho impresse nell’anima
Le parole che tu con un tasto
…hai cancellato.


“Ciao..ti ricordi di me?”


lunedì 11 maggio 2015

QUANTE GRAZIE!


Quando Gesù condanna alcune città perché non si sono convertite nonostante i miracoli avvenuti lì per mano sua, penso a me stessa. Ho avuto tanti miracoli da Dio. Chi non ha avuto grazie e miracoli? Solo chi non vuole guardare!
Sono nata: è un miracolo. Ho avuto due figli: due miracoli. Uno dei miei figli mi è stato salvato: altro miracolo. Vivo con la mia incomprensibile e forte anemia da anni eppure mi sento bene: un altro miracolo che si perpetua e rinnova ogni giorno. Stamane ho aperto gli occhi: miracolo persistente che si ripete ogni giorno da più di quarant’anni. Come non contare poi le preghiere esaudite? Piccole e grandi richieste; per me, per altri: grazie su grazie. E un’infinità di silenziosi interventi provenienti da Dio che mi aiutano a essere un’anima in grado di seguirlo: altri miracoli.
Com’è possibile non convertirsi? Io mi devo convertire, tutti i giorni, così come tutti i giorni apro gli occhi e ci vedo.
Noi tutti siamo come delle città per le quali Gesù è passato operando miracoli di ogni genere! Come non credergli e non decidersi a seguirlo riponendo finalmente fiducia in Lui? Siamo depositari delle sue grazie, non è perciò più possibile angustiarci per la vita che abbiamo davanti. Dobbiamo affrontarla con coraggio e serenità.
Non farò più del mio corpo un carcere: non ne resterò attaccata. Voglio invecchiare tranquillamente lasciando che il tempo porti via giovinezza, freschezza e anche la salute. Mi curerò invece che il mio cuore e il mio spirito non imbruttiscano come colei che vedo quando mi specchio. Ciò sarà possibile solo se resterò tutta la mia vita con Gesù e mi ricorderò di quante grazie e miracoli mi concede continuamente.




PROGRESSISTI SPIRITUALI

                                     
Otri vecchi col vino nuovo…e gli otri si rompono e il vino si perde. Entrambi perduti. Gesù rinnova sempre e ci riempie di vino nuovo e più buono, ma noi siamo contenitori vecchi, usati, logorati da una mentalità vecchia e la Sua parola nuova, fresca e giovane si perde: esce da tutte le crepe dell’anima e se ne va.
Mi devo fare otre nuovo per accogliere il vino nuovo. Non è solo Gesù che mi deve portare la “novità”: sono anch’io che mi devo far pronta ad accoglierla, facendomi nuova, senza cercare di adattare il nuovo che Lui mi dice alle mie vecchie idee.
Nel Vangelo questo brano è messo a proposito della non necessità per i suoi discepoli di digiunare. Si rivolge ai farisei, vecchia leva di sacerdoti estremamente attaccati a leggi umane molto antiche comunque costruite sulla Legge di Dio.
L’atteggiamento farisaico è di grande rigidità e la novità arrecata da Gesù riguardo al digiuno non è vista di buon occhio da loro. Come loro, anche noi siamo spesso attaccati a simboli e segni nella vita religiosa, tanto da perdere di vista la freschezza della parola di Gesù che Lui ci propone sempre nuova e più bella di prima.
Il danno che ne deriva è che perdiamo il vino di Dio: non capiamo niente di nuovo. Fino a perderci anche noi nella routine dei nostri pensieri avvertendo solo vuoto: siamo quattro cocci buttati per terra! Forse quando ci si sente a pezzi, è questo che accade, che abbiamo lasciato colar via la parola di Dio da noi.
Per farmi otre nuovo basta che io lo voglia. Devo dire a Gesù: “Voglio capire, voglio ricordare ciò che mi dici, voglio vivere ciò che ho capito, voglio essere più che apparire.”
Nel mondo dello spirito non ci sono musei perché Dio fa sempre nuove tutte le cose ed io mi devo lasciar rinnovare da Lui. Non ci si volta a guardare i cocci, perché quel mondo ha una mentalità diversa da quella terrena. La storia del cammino della propria anima verso Dio, deve essere solo un tracciato, dove ogni passo è più in alto dell’altro e quelli dietro solo dei momenti in cui sapevo “meno”. Non posso tornare a essere qualcosa “di meno”se Gesù sta versando in me qualcosa “di più”.
Era giusto e utile essere un otre così come lo ero tempo fa, ora il contenitore deve cambiare e ingrandirsi per accogliere questo qualcosa di più. E’ un continuo evolversi in meglio andando a perfezionare anche le cose buone che già sapevo, in cose migliori.
In realtà questo evolversi dell’otre non è perché Dio cambia (Lui è sempre uguale a se stesso), ma perché nel tempo si diventa più “capaci” di Dio e se non mi amplio, è solo perché sto comoda dove sto in quel mio mondo dove c’erano delle regole ben precise e non mi va di sconvolgere la mia esistenza per accogliere il “di più” di Dio.
Il vero cristiano dovrebbe essere un “Progressista Spirituale”. Invece alle volte sembriamo proprio delle mummie che non sanno raccontare con parole nuove e sempre “più” belle quanto Gesù ci ama.

Eppure il vino nuovo ci viene elargito dal Cielo in abbondanza!


venerdì 8 maggio 2015

TERRA NERA

Oggi è uno strano giorno. Ho la consapevolezza del mio essere sbagliata. E' un dolore che brucia e consuma tutto.
Ora sono terra nera, dove tutto è arso e rovinato, dove tutto è andato in polvere. Vedo cenere dappertutto mentre con l'anima passeggio in mezzo a questo sfacelo e mi intossico i polmoni. Non si può tirare respiri profondi, ma solo respirare cautamente e camminare adagio per non sollevare più dolore. Quasi non è possibile procedere.
Mi guardo a destra e a sinistra, qua e là cercando cose che non siano andate distrutte, le raccolgo e scuoto piano via la cenere. Rimetto a posto quel poco che è rimasto di me. Non è un'azione risolutiva, ma da qualche parte devo pur cominciare.
Eccomi qui che faccio lavatrici, metto in ordine armadi, lavo pavimenti, piego magliette asciutte, cucino un dolce facile da fare. Poi mi siedo un attimo e fiumi di lacrime scorrono via dai miei occhi improvvise come cascate tenute a lungo sotto controllo da dighe crepate. Nessuno vede, nessuno sente, nessuno sa. Una pausa allo sforzo...poi mi rialzo, sistemo il trucco ravvio i capelli. Eccomi in piedi.
Nella devastazione il sentimento di fondo è il fallimento...ma me lo tengo stretto stretto. Come un'ancora pesantissima che incauta ho gettato sui miei piedi: fà male, ma mi tiene ferma dove devo stare.
E' giusto che io contempli il fallimento, per capire come superarlo. Da sola. Come sempre. Umanamente sola, ma con un Dio che resta nonostante tutto  e mi consente di versare lacrime su questa terra nera.
Eppure ora non è il momento di andare da Lui a farmi rincuorare: non ho voglia di sentirmi consolata, è fuori gioco. Mi intralcerebbe nel processo di restauro. Devo restare sulla mia terra nera e bagnarla col mio dolore...per renderla di nuovo fertile. Non è il momento di chiamare dio in causa: rappresenterebbe una consolazione inopportuna e anacronistica.
Mi viene in mente la frase di Gesù a Maria Maddalena, quando appena risorto dialoga un pò con lei e appena questa le si avvicina, Lui la ferma dicendo: "Non mi toccare, perchè non sono ancora tornato al Padre". La verità? fino ad oggi non ho mai ben capito cosa volesse dire davvero Gesù. Eppure ora mi sento proprio così e da giorni ripeto in me questa strana frase.
Mi verrebbe da dire: "Non vi avvicinate, perchè non sono ancora tornata al Padre...non mi toccate".
Mi ritrovo in una fase in cui non mi sento nè di qua, nè di là:  non voglio le consolazioni degli uomini, nè riesco ad ascoltare quelle di Dio. Sono "intoccabile".
Devo vagare spersa e confusa, addolorata e fallita nella mia vita in fumo e annaffiare questa cenere nera col mio pianto...ma nel profondo del cuore so che presto vedrò una fogliolina verde in mezzo a tutto questo. Perchè Dio è più grande del mio cuore....


lunedì 27 aprile 2015

LA POSTINA

Da bambina (avevo più o meno 6 anni) ricordo che quando vedevo i miei parenti tristi o preoccupati per qualcosa, mi angosciavo tantissimo, ma pensavo con gioia che io li avrei potuti salvare da tutto perchè io li amavo e allora avrei presto risolto tutto dicendoglielo.
Ricordo bene come mi sembrava assolutamente logico e sicuro.
Allora prendevo carta e penna e scrivevo a ognuno di loro una brevissima lettera dove dicevo semplicemente: "Io ti voglio bene mamma"...oppure papà...o nonna..eccetera.
Poi piegavo i fogli e li mettevo in piccole buste di carta. Prendevo una borsetta e giravo per casa cercando i vari parenti dicendo loro che era arrivata della posta importante.
Consegnavo le letterine e aspettavo trepidante che le aprissero perchè ero sicurissima che quella notizia incredibile che io li amavo, avrebbe spazzato via tutti i loro problemi. Ne ero assolutamente certa...come se il venire a conoscenza di quello fosse un qualcosa di magico...un toccasana del cuore e dell'umore.
Ero solo una bimba...eppure c'era dentro di me un pezzetto di Cielo lasciato da Dio in ogni bambino. Una conoscenza speciale che nel tempo si sarebbe affievolita, ma che in verità è l'unica sapienza da conservare: che l'unica salvezza...è l'amore.
Le persone si salvano con l'amore...tutto il resto...è superfluo.


venerdì 24 aprile 2015

LA RADICE DEL BENE

Gesù è discreto e silenzioso. Evita la folla acclamante contro di lui, non appena può.
Non gradisce che la gente lo segua e lo cerchi solo per i miracoli che compie...per gli effetti speciali.
Ma alla fine si fà trovare comunque dai malati e li guarisce: non sono le guarigioni che vuole evitare, ma le acclamazioni per queste.
Me lo immagino un pò mesto, silenzioso mentre riflette su quanti pochi abbiano capito l'amore di Dio per loro.
Il miracolo, infatti, è solo un effetto, un punto d'arrivo al quale giunge il Suo amore per noi. Le nostre acclamazioni sembrano tutte per quell'effetto e non per ciò che lo ha scaturito. Ecco perchè Gesù è triste.
Forse pensa: "E se il miracolo non lo facessi? Penserebbero lo stesso che li amo?"
Lui è comunque il Salvatore: Colui che porta via ogni sorta di male dalla vita dell'uomo...ma il male in assoluto. Non qualche male qui o là e che prima o poi tornerà. Lui vuole levare di mezzo il Male che uccide l'anima. Estirpando la radice del male, non potarlo col rischio che ricicci.
Se per esempio sto morendo di cirrosi epatica per alcoolismo e il medico riesce a farmi un trapianto di fegato in tempo, io sarò salva e sana subito dopo.
Ma se non estirpo da me l'alcoolismo, che è la radice del mio male, anche col fegato nuovo di zecca, prima o poi mi ritroverò malato di nuovo della stessa identica malattia e morirò di cirrosi epatica.
Tutti i mali e malanni della nostra vita sono stati causati da qualcosa che è andato storto nel nostro cuore.
La nostra poca fiducia nell'amore di Dio per noi, ha portato il mondo intero in un'esistenza piena di zone buie e errori. Malanni fisici e morali sono i frutti, gli effetti di tutto ciò.
Gesù è venuto per contrastare il corso perverso di questa storia. Vuole innanzi tutto levarci quel sentimento di sfiducia che abbiamo nei riguardi dell'amore di Dio per noi. Infatti è morto per noi: perchè non c'è amore più grande che questo. Tutto per darci un nuovo inizio, una luce e una speranza nuove. Però non si può cambiare tutto in una volta sola, perchè non tutti aderiscono a questo amore e non tutti coloro che aderiscono hanno capito.
Il vero peccato è proprio non credere nell'amore di Dio per noi: è la radice del peccato, il peccato originale.
Infatti il diavolo sussurra nelle nostre orecchie qualcosa di simile: "Dio è troppo grande e buono per amare te!!". Lo fà perchè sa bene che è una nostra ferita profonda, alla quale basta dare qualche calcio qua e là per farla risanguinare. Sa che certe parole in noi trovano appiglio e ascolto.
Ma quando ci faremo abbastanza furbi da non dargli corda?
La radice del nostro bene è questa: CREDERE CHE DIO MI AMA così come sono....



mercoledì 22 aprile 2015

BRIOCHES CANNELLA E LIMONE

Queste brioches sono quasi vegane (c’è solo un uovo) e sono dietetiche perché non contengono zucchero.
INGREDIENTI:
15 cucchiai di farina
3 cucchiai di miele
½ bicchiere di latte di riso (o acqua)
2 cucchiaini di marmellata di limoni
1 uovo
2 cucchiaini di cannella
½ bicchiere di olio di mais
1 bustina lievito di birra secco
Poco zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO:
Mettere in una ciotola la farina e la cannella. In un pentolino far scaldare il latte di riso (o l’acqua) e scioglierci dentro il lievito. Ora unire alla farina con tutti gli altri ingredienti e impastare bene. Fare una pagnottina, praticare il taglio a croce, coprire con carta stagnola e lasciar lievitare per 2 ore. Quindi prendere l’impasto e stenderlo. Fare dei triangolini da arrotolare e incurvare e metterli a una certa distanza fra loro su una teglia ricoperta da carta da forno. Lasciare così le teglie un coperte da uno strofinaccio a lievitare tutta la notte.
La mattina accendere il forno a 180°. Quando è caldo infornare le teglie e far cuocere per 20/25 minuti.

Impattare e cospargere con un po’ di zucchero a velo. Pronte! Sanno molto di cannella e sono delicate, per nulla pesanti.

Eccole appena fatte!!

domenica 19 aprile 2015

TORTA BANANA E CIOCCOLATO

Questa è una torta vegana, senza uova, latte o burro...che però è venuta una bontà tale che qui a casa non ha avuto lunga vita: meno di 24 ore e non c'era più.

INGREDIENTI:
50 gr noci o altra frutta secca
2 banane
100 gr olio di semi
1 bicchiere di acqua
1/2 bustina di lievito per dolci
100 gr di zucchero
200 gr di farina
100 gr di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:

Nel frullatore mettere prima la frutta secca e tritarla, poi aggiungere le banane a fette e frullare. Mettere questa crema in una ciotola ed unire tutti gli altri ingredienti mescolando bene. Per ultimo mettere il cioccolato ridotto a scaglie con un coltello.
Ora foderare una teglia piccola con della carta da forno e mettervi dentro l'impasto. Cuocere il forno a 180 gradi per 30/40 minuti.
Lasciarla un pò nel forno spento e aperto e poi tirarla fuori e farla raffreddare completamente prima di impiattarla.
E' deliziosa e leggerissima.



NON CADE FOGLIA CHE DIO NON VOGLIA

(Estasi nella prova)

L'unica mia casa è Dio. L'unica mia pace è Dio. Non il Dio che molti pensano essere vero: il Dio che opprime con i "no", il Dio che ti guarda e non fà niente come tanti credono. Il Dio che rende bigotti. Quello semplicemente non è Dio, ma l'idea umana di Dio: quello che l'uomo si costruisce applicando le regole e i ragionamenti umani a un...Uomo Soprannaturale...."sopra" al naturale!
Per ogni "no" che dice Lui, c'è dietro un "sì" alla mia vita vera e piena. Per ogni silenzio su di me, c'è l'attesa di un Padre che rispetta la libertà del figlio e lo attende a braccia spalancate.
E' un Dio che rende felici, liberi di sorridere anche nella tempesta e nelle tenebre della vita e che forse ci rende alquanto strani ad alcuni uomini.
Un Dio al quale non potrai mai affibbiare una descrizione, perchè, per farlo, non sarà mai sufficiente alcun vocabolo della lingua umana. Un Dio che puoi trovare solo TU e nessun altro per te. Ma che si fà trovare sempre..prima o poi..basta cercarlo. 
Non ti delude, non ti abbandona, non smette di ascoltarti, comprenderti, volerti, chiamarti. Non come fanno gli uomini che prima o poi ti abbandonano. 
E' un Dio che perdona, non per mostrare la sua superiorità e schiacciarti con essa, ma per rivedere il tuo sorriso e riaccendersi la tua speranza. Un Dio che ascolta le tue richieste più strane, basta che siano rispettose verso l'amore vero.
Un Dio che fà quadrare il cerchio quando tu neanche speravi più di riuscire a tracciare un tondo.
E' una grande prova quella che sto attraversando ora, ma sono con Lui e chiedo continuamente che resti e che sia fatto come Lui vuole.
Potrei essere molto sola umanamente, ma sono molto in compagnia di Dio!!
Che io sia degna o indegna, che io sia giusta o ingiusta..Lui resta ad accudirmi e guidarmi.
L'unica cosa che mi sta davvero salvando è il fatto di esserne assolutamente cosciente ("Beata colei che ha creduto")
Lui è qui...in ogni foglia che cade nella mia incredibile esistenza, è Lui che la poggia davanti al mio cammino. La mia porta aperta verso la salvezza è il "vedere" la mano di Dio che appoggia la foglia in terra.
Il mio riflettere e guardare quelle foglie cercando di leggerne il disegno che sta tracciando il Suo dito per indicarmi i prossimi passi.
E ogni volta che metto male il piede e rischio di perdermi il sentiero...ecco un'altra foglia cadere per riportarmi al sicuro.
Il mio grande amore! Dio!
......"Prima o poi, Padre, arriverò al tuo abbraccio, ma se tu vedessi che il mio andare si fà troppo fuori dal percorso che porta a Te...fermami..e prendimi in braccio"