Benvenuti!!

Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...forse perchè ci riportano solo quelle? Esistono invece tanti buoni motivi per sperare e sorridere ancora...PARLIAMONE!!!

mercoledì 21 giugno 2017

SENZA PAROLE

Sono senza parole.
Il respiro non si decide a passare. Non sa che via prendere, improvvisamente l’aria ha dei dubbi atroci se attraversare le corde vocali per farle vibrare emettendo una qualche sillaba o se entrare nei polmoni tirando su il petto che sembra paralizzato.
Sono basita, attonita. Parlare per dire cosa? Allora respirare sì, giusto per tenersi in un buono stato di vita…ma sono talmente esterrefatta che il muscolo del torace fa fatica a muoversi per aiutare l’aria a entrare e ventilare il cervello che è andato in stand-by.
Decido di respirare, almeno quello lo posso fare in silenzio. Ma respiro piano per non far rumore, perché il mio desiderio inconscio è quello di non esserci, di non essere notata…di scomparire se possibile.
Come posso spiegare? Il mio fisico e tutto il mio essere pensante e spirituale si sono bloccati nel loro insieme davanti alla cattiveria senza motivo.
Ma la cattiveria ha in qualche caso motivo di essere? Io non credo, ma questa che sto contemplando non ne ha di sicuro.
Resto ancora meravigliata e incredula davanti alla crudeltà mentale di certe persone; né voglio abituarmi, perché abituarsi, significherebbe avere un cuore che si sta indurendo come una pietra. Preferisco non respirare e non parlare per lo sgomento di fronte allo spettacolo di disumanità che l’uomo riesce a dare di se. Così non mi sarà capitato invano: così avrò modo di terrorizzare virtualmente la mia anima al pensiero di potermi ridurre così.
Qualcuno ancora seguita a chiedersi come mai Cristo abbia voluto lasciarsi morire in croce soffrendo indicibilmente. Qualcun altro,  formula la teoria del masochismo immotivato come per fare della sofferenza un vessillo del cristiano che, di conseguenza rifiuta di vivere felice e sano. Qualcun altro ancora aggiunge che il Padre non lo amava abbastanza da salvarlo. Niente di tutto ciò; e in momenti come questo tutto diventa ancora più chiaro nella mia mente.
Il male capita. Non si va a cercare, perché non si è masochisti affatto. Il male si combatte. Ma c’è un tipo di male che ci viene addosso che si può combattere solo soffrendo. Se il cuore di una persona è crudele e psicologicamente ci ferisce, mi allontanerò sicuramente dalla persona, ma dovrò salire su questa croce: dovrò sentire che dolore è essere così, dovrò entrarci nel profondo…per evitarlo in ogni possibile modo.
Non serve a niente diventare più aggressivi: perché l’altro lo diventerà di più, perché il buio non si manda via col buio, ma con la luce. Non serve ed è anche dannoso: per l’altro, che resta nel suo buio; per me, per ci entro.
Allora bisogna salire su questa croce. E da li si sconfigge la morte. Da li ci sono poche parole da dire.
Gemiti.
Respiri spezzati.
Lacrime.
Nient’altro…..Senza parole.

Paola Buccheri

un mio quadro



martedì 23 maggio 2017

LA POVERTA' E' LA VERA RICCHEZZA

La povertà è la nostra vera ricchezza.
Sembra una stupidaggine, sembra che io mi sia messa a parlare come un filosofo che sposta le parole come quando si gioca a Scarabeo. Sembra una vuota assurdità. Invece è solo una sintetica conclusione di un pensiero che ha dentro una quantità infinita di motivazioni.
Mi sono accorta che quando in casa ho niente e poco per organizzare un pranzo, riesco a inventarmi cose meravigliose, ricette nuovissime e gustose. La fantasia si potenzia per ricavare molto dai pochi ingredienti che mi ritrovo davanti.
Quando invece c’è una vasta gamma di prodotti nel frigorifero e nella credenza, è come se la mia mente si mettesse a sedere e non provasse gioia nel decidere cosa preparare. Non c’è gusto!
Lo stesso avviene nei lavori artistici tipo maglia, cucito o uncinetto. E’ veramente singolare, ma la mia creatività s’innesta quando il filo non è sufficiente per nulla, o la stoffa non basta in alcun modo per la realizzazione di un qualsiasi lavoro. Immediatamente eccomi inventare cuscini coloratissimi con alternanze di fili e tovagliette cucite col metodo del patchwork inglese che pur essendo laborioso produce risultati di grande effetto con poco. Quanto tempo passo a guardare il risultato del mio lavoro! Nessuno da un’uguale soddisfazione: aver tirato fuori dal niente un capolavoro.
Da bambina poi non avevo i giocattoli che i nostri ragazzi hanno oggi. La mia Barbie era una persona solitaria che soffriva anche del grande handicap di non poter piegare le ginocchia poiché era un modello più semplice della “classica” e mi era stata regalata da mia sorella maggiore che non aveva molte risorse finanziare a quindici anni! Eppure la mia “lignea” Barbie era davvero uno dei miei passatempi preferiti e quando su Topolino vedevo la pubblicità della “Casa di Barbie”, non ero colta da tristezza o invidia perché non la possedevo, bensì da un immediato desiderio di costruirmela con le mie mani. Allora mi procuravo uno scatolone e passavo interi pomeriggi a far lavorare le cellule grigie per capire come applicare l’ascensore e come fare i mobili. Quello era il gioco! Inventare, creare dal poco, mettere tutta l’arte, l’intelligenza e l’entusiasmo per “far nascere la gioia”. Scoprire che sapevo fare delle cose nuove. E poi restare a rimirare orgogliosa e sorridente quella casa di cartone con un obbrobrio di ascensore che però saliva e scendeva davvero!!! Che soddisfazione. Non desideravo comprare alcuna casetta per la mia bambola, perché io ero in grado di farmela da sola. Non l’avrei mai scoperto se invece l’avessi avuta!
Credo che il non avere che le proprie mani e la propria intelligenza sia il modo migliore per scoprire che si è felici! Davvero la povertà è una ricchezza.
Lo è in ogni caso. Perché la persona povera deve per forza mettere in atto tutta le sue potenzialità. Se lo fa serenamente, incontra e conosce la sua forza e scopre che la vera ricchezza è situata in se stessa. Di conseguenza diventa una persona irrimediabilmente felice e serena. Che non ha bisogno di invidiare niente a nessuno e non si sente mancante di qualcosa ma in possesso di un grande dono.
Mi chiedevo infine il “perché” di tutto ciò: perché sentirsi felici di crearsi le cose dal poco, perché scoprire la gioia e la ricchezza nella povertà. Ecco io credo fermamente che questo sia un altro segno che siamo figli di Dio.
Innanzi tutto perché Dio è intelligente e artista ed è l’Unico che crea addirittura dal nulla: noi, a immagine e somiglianza Sua, proviamo una gioia soprannaturale nello scoprirci Figli di Nostro Padre, creando con poco.

Inoltre senza molte cose intorno a noi, siamo costretti a entrare nel profondo di noi e scoprire uno Spirito divino che ci riempie la vita. Non sono le cose che ci colmano di gioia….ma è lo scoprire che anche senza “cose” io ho dentro di me lo Spirito Santo che mi fa compiere meraviglie e non mi lascia mai da solo. Essere poveri…ci costringe a scoprire….che siamo ricchi!




lunedì 1 maggio 2017

RITAGLI DI STOFFA?



Ora di catechesi. Ho davanti una ragazza di circa trenta anni e le sto parlando dei 10 Comandamenti. Mentre mi sforzo di spiegare nel modo più chiaro e solare che “Non dare falsa testimonianza” non è una negazione della mia libertà di parola bensì la scoperta di non essere più schiavo delle mie bugie e perciò di vivere libero e felice…ecco vedo accendersi una nuova luce sul suo volto. Non aveva mai fatto quell’espressione, non aveva mai sorriso in quel modo, mai avuto tanta dolcezza nello sguardo.
E’ arrivato!! Lo Spirito Santo è giunto fino al cuore e lì ha acceso un fuoco inestinguibile che persino io vedo bruciare dentro di lei e che sta alimentando il fuoco che arde in me.
Mi commuovo. Quasi si spezza la voce mentre mi accingo a spiegare il prossimo comandamento…ma proseguo più felice.
La sera stessa, già a letto nel buio della mia stanza, pronta a riposare, mi tiene sveglia un battito inusuale del mio cuore: rivedo il viso della ragazza e lo sfavillio dei suoi occhi; poi ripenso a momenti simili con gli altri ragazzi che seguo e mi sovvengono tutti gli istanti in cui qualcosa è cambiato e il loro sguardo era simile a un bambino che ascolta il padre dire: “E’ arrivata l’ora di giocare insieme tu ed io”; come avessero scoperto che le loro speranze stavano per realizzarsi.
“Com’è buono Dio!”-sussurro al buio.
Abbiamo la capacità di accendere l’ardore per il Signore e di goderne il calore, eppure siamo piccoli e imperfetti come dei ritagli di stoffa irregolari che da soli non servono a molto, ma uniti agli altri formano un allegro patch-work a comporre una copertina calda per qualcuno che ancora non conosco. Don Bosco diceva che “ il Signore ci ha messo al mondo per gli altri” e siccome ci ha creati per la gioia, è evidente che vivere per gli altri significa essere davvero felici. Questo è il senso della vita in fondo.
Ho capito che si può amarsi tutti pur essendo tutti diversi fra noi: è vero; ma solo attraverso Dio, grazie al collante dello Spirito Santo che è il fuoco dell’amore divino, vivo in ognuno di noi: occorre solo scoprirlo e aiutare il prossimo a fare altrettanto. E l’amore divino non guarda la simpatia o meno dell’altro: quelle sono cose che si consumano e finiscono.
Fino a qualche mese fa non conoscevo nessuno dei ragazzi che sto preparando per la Cresima, oggi, pur non sapendo quasi nulla delle loro vite, li sento come dei parenti che non mi avevano ancora presentato. Mi sembra di conoscerli da tanto e trovo ovvio amarli.
Non c’è nulla di “naturale” in tutto questo, è tutto squisitamente “soprannaturale” e causa di immensa gioia.
Quel rovo ardente che Mosè incontra nel deserto, non si è mai spento. Quando credi di essere solo, nell’arsura e di respirare solo la sabbia soffiata in faccia dall’indifferenza delle persone che attraversano correndo di fretta la tua via, ecco che se ti fermi a parlare con Dio, capisci che sei tu il primo a dover uscire dalla tua tristezza e parlare di Dio al fratello. Così vi scalderete entrambi a un tepore che non consuma, non si estingue e che contagia gli altri. Scopri la tua gioia in fondo allo sguardo dell’altro che è figlio di Dio come te e sempre sarà…per quello lo ami e ti ama. Per questo non finirà.
Questa gioia si può sperimentare già in questo mondo, ma non è proveniente da questo mondo perché è inattaccabile: è il Regno di Dio che è già in mezzo a noi.
Vi prego fermatevi a guardarlo: è bellissimo, “gustate com’è buono Dio”!

….Restiamo collegati




giovedì 27 aprile 2017

FESTA DEL LIBRO e.....Gara di fumetto di mio figlio

Il video che vedrete è brevissimo e parla di una gara di fumetto tenutasi ad Ostia in occasione della Festa del Libro. 
In questa gara mio figlio Francesco è arrivato secondo ed è stato intervistato per parlare brevemente del suo disegno!!



http://www.canaledieci.it/vp-video/vp-video-6493-festa-del-libro-post/


martedì 28 febbraio 2017

HOLLIDAY INN

Questa è una canzone composta, cantata, suonata e arrangiata da mia figlia Margherita.
Trovo tanta pace e serenità in queste note. La condivido con voi e spero apprezziate il dono.

lunedì 27 febbraio 2017

BELLA

Mamma….mi manchi.
Qui tutto è uguale in fondo, ma senza di te. Il mio dolore è lo stesso, ma senza quel tuo sguardo complice che mi sosteneva. I tuoi occhi verde intenso che si voltavano a cercare il mio sguardo e sfavillavano luce, dicendomi parole silenziose che arrivavano dritte al cuore. Alle quali io rispondevo alzando il sopracciglio e abbassando lo sguardo, aggiungendo un sospiro. E tu terminavi il discorso di gesti con un: “Eh….figlia mia….”
Era tutto un mondo nostro di conoscenze misteriose che nessuno sarebbe mai arrivato a capire. Solo io e te vivevamo in quel mondo.
Poi toccava a te, quando mi chiamavi sfinita e con voce supplice e mite mi sussurravi al telefono: “Paoletta…puoi venire un attimo…scusa bella”; sì perché solo tu mi chiamavi così: “Bella”. Lo dicevi in un modo che non mi sentivo bella fuori, riuscivi a farmi sentire una cosa bella nel mondo….mamma…lo ero solo per te.
Allora infilavo la giacca e venivo a casa tua e tu tiravi un sospiro di sollievo. Qualche battuta stupida ed ecco la tua risata rinfrancante e il mio mondo si colorava di tutte le tinte esistenti in natura. Sì ero bella…eri bella anche tu per me.
Tu eri colei che sapeva anche quello che non si può spiegare e che se tento ora di spiegare con mille parole…nessuno potrà mai capire come tu capivi.
Come posso raggiungerti adesso? Tanta bellezza non può essere sfumata nel nulla; sei qui dentro di me con le tue parole non dette e gli occhioni verdi che chiedono aiuto..che cercano il mio amore.
Aspetto il giorno di rivederti ancora e lo attendo con fede e speranza….ma fino a quel giorno, mamma, mai più mi sentirò di nuovo…Bella…come dicevi tu…Volevo che lo sapessi.
Ciao Mamy

La tua Paoletta




venerdì 10 febbraio 2017

QUIETE CONTINUA

Non so se capita anche a voi di accorgervi che alcune persone manchino di una certa serenità interiore. La cosa mi fa molto riflettere, non sto qui certo per criticare perché su questa terra è come se stessimo tutti sulla stessa barca: serve la collaborazione di ogni passeggero affinchè il viaggio vada a buon fine, e non che uno strattoni l’altro…si finirebbe tutti in acqua!
Per questo alle volte, serve capire in che condizioni stanno gli altri per eventualmente aiutarli almeno cercando di individuare quale problema li affligge.
Dato per scontato che questa esistenza è difficile sotto molteplici punti di vista, dato per certo che anche la mancanza di salute spesso si affacci nelle nostre giornate e che le caratteristiche del carattere di ogni persona possa essere anche di intralcio alla serenità….comunque resto dell’idea che una cosa è il mondo esterno, un’altra il mondo interno. E se per quanto riguarda il mondo esterno molte volte non siamo in grado di cambiarlo; per quel che riguarda il mondo interno ho le prove tangibili, vissute su me stessa che possiamo creare un angolo di paradiso anche vivessimo all’inferno. Insomma siamo capaci di modificare efficacemente il nostro stato interiore.
E attenzione perché non sto parlando di raggiungere nessun Nirvana che non mi interessa affatto e non rappresenta una garanzia per la pace del cuore, né sto parlando di un mero “far vedere che”: le apparenze non le prendo assolutamente in considerazione. La luce deve venire da dentro, non è una mano di pittura bianca sul viso: concorderete con me che un conto è un viso roseo per la buona salute, un conto è un trucco anche ben fatto su un viso pallido per malattia: il fard colorato si scioglierà con un po’ di acqua e lascerà vedere il pallore, mentre il rosa del buon sangue che scorre sotto le guance non scomparirà dopo un pianto.
Proprio perché la vita su questa terra è piena di ostacoli, a maggior ragione non è pensabile lasciarsi sbattere come un aquilone al vento da ogni evento. Il nostro equilibrio psichico e quello dell’anima non possono assolutamente dipendere da ciò che avviene durante la giornata, o perlomeno non completamente. Diciamo che dovremmo assomigliare più a una bandiera salda sulla sua asta piuttosto che a un aquilone perso nella tempesta e sfuggito di mano a un bimbo. Quindi forse dovremmo chiederci cosa rappresenta per noi l’asta!
Il nostro cuore si potrà anche muovere e scuotere forte per i colpi della vita, ma se è ferma attorno alla sua asta, non volerà via e resterà li dove ci si aspetta di vederla quando vi si volge lo sguardo.
La mia asta è una grande certezza: che non sono sola perché Dio mi ama.
Voi mi direte: e vabbè, magari quello lo so anche io. Ma mi permetto di precisare che un conto è saperlo, un conto è viverlo con fede. E’ una sfumatura che fa una differenza enorme anche se non sembra.
Provo a dirlo in un altro modo.  Molti di noi sono sinceramente consapevoli che Dio esista e questo ci rassicura. Troppo pochi hanno compreso invece che Dio c’è PER ME, non in generale per l’umanità, ma “per me”, chiunque io sia, conosce la mia storia, le mie inquietudini, i miei pianti più segreti e in conseguenza segue attentamente ME personalmente. Perciò credo che qualunque cosa mi succeda, non solo Dio lo veda, ma si stia organizzando perché ogni cosa vada a posto e che tutto serva per rendere la mia vita sempre più vivibile nella gioia e nella pace. Credetemi è diverso. Se si vive con questa fede, si appende la propria anima sensibile all’asta dell’amore di un Padre mille volte più attento di un meraviglioso padre terreno.
Allora nasce in noi una quiete molto simile alla quiete dell’Eden, quel giardino sognato per noi dal Creatore: un luogo colmo di semplice bellezza dove la vera gioia proviene da un Dio che passeggia per mano con noi poggiando i piedi così vicino ai nostri da scorgerne i suoi. In una condizione di dolcissima intimità. Quell’intimità che Lui và cercando da tempo immemore, da quando a Mosè disse “levati i calzari, perché questo è luogo sacro”…”Levati i calzari”…sta col tuo piede nudo sulla mia terra, dove sto io. E sii te stesso, non voglio neanche una suola di scarpa fra te e Me!...ecco cosa ci dice Dio!
Dovremmo essere felici come quando da bambini correvamo nella stanza dei genitori e tolte le scarpe saltavamo sul lettone matrimoniale ridendo per niente. Ecco cosa vuole Dio.
Se questa è la mia asta, non mi turberò ad ogni piè sospinto! Se sono quel bimbo senza scarpe che tocca il letto di Dio Padre, anche se mi passeranno avanti in una fila al supermercato, non mi sentirò talmente ferita da farlo pesare anche a chi non è colpevole del mio disguido, ma anzi avrò una parola di pace a chi di pace non sembra averne.
Se sto al sicuro nella stanza del Padre, non mi sentirò vittima delle circostanze neanche dovessi vedere davanti ai miei occhi malattia e morte perché so bene che ciò appartiene alla vita e si trasformerà in un sommo bene per me. Non sentirò la necessità di farmi commiserare come se quello fosse un mio diritto, perché avrò dentro il sorriso rassicurante di Dio che ripaga di più di un umano cordoglio.
Sarà una sciocchezza, ma posso testimoniare con fermezza che la mia gioia interiore è cresciuta in modo direttamente proporzionale con l’aver sperimentato la sofferenza. E’ vero: fa paura soffrire, e la tela della bandiera sbatte su se stessa; ma il Padre lo sa più di me, e mi restituisce la quiete in fretta ricordandomi che non gli passa neanche per la testa di lasciarmi sola.
La vita spesso fa paura, ma diventa davvero uno sgomento non trovare l’appoggio del fratello che viaggia con te in questa barca scossa dai flutti. Il viso degli altri deve essere un raggio di luce riflessa dal Padre e non un cunicolo scuro di buio e fumo.
Recuperare la propria quiete, il proprio Eden è sempre possibile ed è auspicabile perché significa rendere il mondo un tantino migliore.
La pace sia con voi!







giovedì 9 febbraio 2017

PASTICCIO DI CARNE

L'altro giorno avevo solo due etti di carne macinata e dovevo inventarmi un secondo per il pranzo della famiglia e certamente non mi sarebbe bastata per tutti. Allora ho messo in moto la fantasia ed ecco a voi...il pasticcio appetitoso che ho ricavato!

INGREDIENTI:

200 gr di carne macinata
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla
1 spicchio di aglio
passata di pomodoro
pezzetti di formaggio
pezzetti di wuster
parmigiano grattato (4 cucchiai)
pangrattato (4 cucchiai), o, se non lo avete frullate 3 fette di pancarrè
1 uovo
sale e pepe
olio

PROCEDIMENTO:

Tritate le carote, il sedano, la cipolla e l'aglio e mettete tutto in una padella con olio e sale a soffriggere. Dopo un 15 minuti unite una bella tazza di passata di pomodoro e cuocete altri 5 minuti.Spegnete e lasciate intiepidire un po.
Nel frattempo dentro una insalatiera unite tutti gli altri ingredienti mescolandoli bene e alla fine unire le verdurine cotte nel pomodoro. Mescolare ancora bene col cucchiaio e mettere questo composto in uno stampo a ciambella, meglio se in materiale di gomma che và in forno.
Livellare molto bene pigiando e al termine versare un filo di olio sulla superficie.
Infornare a 180 gradi per un'oretta.
Quindi tirare fuori, lasciare intiepidire e poi ribaltare su un piatto di portata.
Se volete renderlo ancora più completo, mettete al centro, nel foro della ciambella, o un pò di riso in bianco o dei pisellini cotti nel latte. 
IL mio pasticcio ha avuto un successo incredibile e sembrava avessi usato mezzo chilo di carne!! E' bastato per 4 persone ed avanzato anche!!!




lunedì 30 gennaio 2017

IL LETTO DEI GIARDINARI

"Bambine..venite a fare il letto dei giardinari?"...questo era il richiamo che spesso sentivamo venire dalla camera di mio padre e mia madre la domenica mattina.
Allora correvamo tutte contente verso la loro camera e saltavamo dentro il lettone dove ancora riposavano mamma e papà e ci rintanavamo sotto le coperte contente di stare accanto a loro, mentre papà si metteva a parlare in un modo scherzoso dicendo cose del tipo: "Oh che bellezzotta di stare quadendrolo!"...che tradotto sarebbe: "Che bello stare qua dentro.
Restavamo qualche minuto a ridere e scherzare. non ho mai più provato una simile sensazione di sicurezza e innocente felicità.
Eccoci tutti vicini, tutti sorridenti....tutti amati...tutti salvi..ognuno salvato dall'amore dell'altro. 
Per lungo tempo non ho mai capito cosa volesse dire "giardinari", credevo fosse il linguaggio scherzoso di papà che si divertiva a far ridere le sue bambine; poi ho scoperto che è un modo per dire "contadini" e in seguito ho scoperto che anticamente i contadini, un pò per questioni di poco spazio, un pò per motivi di freddo, dormivano davvero tutti insieme in un letto. Ed ecco spiegato il letto dei giardinari. Ma noi? che motivo avevamo? non era lo spazio a mancare, non era il freddo...era l'affetto.
Manifestare l'affetto, con abbracci, il solletico, gli scherzi solo per vedere l'altro ridere, perdendo del tempo solo per guadagnare un sorso di felicità per ciascuno. Questo era il nostro letto dei giardinari.
Imparare a manifestare l'affetto anche fisicamente è una cosa importante perchè siamo esseri umani con un corpo (fatto al 62% di acqua) e un'anima ( fatta al 90% di amore). 
Acqua e Amore....sembrerebbe un essere inconsistente...eppure entrambe rappresentano la vita.
Non manifestare l'amore (ogni tipo) è per l'essere umano come non bere mai. 
C'è anche chi non beve quasi nulla, infatti và incontro a molti problemi e guasti nel fisico. Pensate cosa accadrebbe se non ci sforzassimo di manifestare l'amore: l'anima si spegnerebbe piegandosi lentamente su se stessa, disimparando ad amare.
Si impara in casa, in famiglia, perciò vi prego, siate affettuosi con i figli, nutriteli di carezze, abbracci, attenzioni, perchè la loro anima sia bella rigogliosa e pronta a trasmettere a sua volta questo genere di affettuosità. Esse sono l'alimento di ognuno di noi, e il cuore ne gioisce ridendo come quelle due bimbe nel lettone di papà e mamma. Loro ridevano degli scherzi ingenui dei genitori, ma nel profondo erano solo immensamente felici del loro "essere amate" fino a riderne rumorosamente.
E' questo il sogno del Padre....




sabato 28 gennaio 2017

L'AMORE SIETE VOI

Eppure quando guardi nei film ben riusciti, l'amore sembra esistere davvero. Sguardi persi l'uno nell'altro, la sensazione che il mondo intorno sia solo una casualità di quel momento che ormai quasi non ti riguarda e lo ritieni addirittura una futile distrazione a ciò che stai provando.
L'improvvisa, inaspettata ma piacevole percezione di una pienezza di vita che senti sfuggire e vorresti fermare nella tua mente per non perdere mai più di vista cos'è vivere.
La confusione che tutti dicono avvertire, non è altro che la difficoltà ad adattarsi a quegli istanti di vita vera che ti traslano da un mondo visto in passivo a un mondo nel quale sei tu il protagonista che porta avanti la realtà col proprio battito cardiaco.
Come se ad uno spettacolo a cui assisti in ultima fila perso in un mare di folla ignara della tua presenza, inspiegabilmente ti ritrovassi sopra al palco a recitare una parte che non sai, con tutti gli occhi puntati addosso..e tu scoprissi di poter interpretare il ruolo misterioso che ti ritrovi a fare.
Eppure, qualche volta è capitata, questa dispettosa sfuggevole felicità di sentirsi importanti per qualcuno alla quale stenti a credere. Gioia rara che contempli fra il dubbioso e lo stupefatto che ti regala quell'espressione ebete di chi si innamora.
Come se un bambino capitasse nella sua favola preferita vestito di tutto punto come un principe che passeggia fra le pagine illustrate della storia letta e riletta.
Se questo cuore palpita così...non importa cosa dicano gli altri: l'amore esiste. 
Magari non ce l'hai ora incarnato in una persona. Magari non troverai mai chi lo incarna per te, portandoti in quell'isola "che non c'è" fatta di sogno e che però ti consente di stare su questa terra. Magari è così. 
Eppure il cuore di tutti noi è capace di un tale amore. Può contenere una esistenza molto più ampia di ciò che vive ora. Non solo ognuno è in grado, ma è anche misteriosamente pronto ad accogliere questa strana e ineffabile gioia che non saprai gestire come le altre...ma che gestirai.
Un po come una nuovissima mamma che per la prima volta accoglie il figlio in braccio facendo tutte le mosse giuste per accudirlo.
Magari sono senza "un amore"....ma non senza "amore".
Ecco perchè sembra vero e palpitante anche quello nei film ben recitati. Perchè l'amore c'è sempre..in ognuno di noi.
Non mi sentirò triste e sola perchè niente e nessuna solitudine potrà levarmi l'amore che c'è in me. 
Non morirà mai neanche morissi io. Perchè è ciò che c'è di divino in noi e che porta via la morte...A-MORS: senza morte.
Siate felici: l'amore siete voi.




sabato 14 gennaio 2017

LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO

Questa è la casetta di biscotto che ho costruito con le mie mani per il compleanno di mio figlio.
Fare cose belle che richiedano anche impegno, tempo e pazienza, alla fine sono quelle più gratificanti anche suscitassero un solo vero sorriso.
E' un pò come scoprire di poter allungare la propria vita o, meglio, la vita dei tuoi cari anche solo di un giorno.
Creare un sorriso; creare una "bellezza" che faccia nascere un sorriso; è creare "la bellezza" della vita.
Così come Dio Padre ha perso tempo a creare i fiori sognando il nostro sorriso. 
Come guardi chi ti ha creato una rosa?..come guardi chi ti regala una Margherita per la tua gioia?...con immenso stupore, riconoscimento, commozione. Continui a guardare chi crea la bellezza per scoprire un valido "perchè" del suo agire. Continui a guardarlo fino a che sei costretto a riconoscere che è solo per amore. E' esso stesso la bellezza.
La bellezza dell'amore gratuito.
Questa bellezza salva il cuore...salva il mondo.
Così seguiterò a creare come un pittore dei giorni, tutta la bellezza che posso..dalla più piccola alla più grande mettendo in ogni singolo istante tutta la pazienza e l'impegno che posso.
Buon Anno a tutti... auguri al mio Francesco...di ogni bellezza....e a mia figlia Margherita di riavere la gioia che da.


domenica 27 novembre 2016

LE ARMI DELLA LUCE

E’ ora di risvegliarsi dal sonno…..è ora di indossare le armi della luce…di rivestirsi di Cristo.
E’ esattamente questo che sento di dover fare…ormai da molto tempo.
La mia umanità, i miei diritti di sposa, di figlia, di essere umano, sono scesi di importanza fino a rendersi quasi nulli.
Inseguire la propria giusta felicità come essere che appartiene a questa terra, era diventato insostenibile con la via della luce. Non è più possibile seguire entrambi i sogni.  Cercare di sentirsi “sposa amata”…col sentirsi abitante del regno di Dio. Non può essere. Non è mai potuto essere.
Le voci che “giustamente” sussurrano da tempo che io merito l’amore…hanno sempre fatto a botte col mio desiderio di essere buona. Perché chi è buono ,o almeno ci prova, non ama l’idea della divisione in famiglia, dei litigi, delle guerre dichiarate, delle vincite a discapito di molte vittime. Chi tende alla luce, chi vorrebbe essere sempre sotto la luce di Dio…non ama ritrovarsi nel buio dei gridi, dei tradimenti, delle discordie.
Ho pensato di svegliarmi dal sonno di chi si crogiola nel sogno di un amore umano non previsto. Ho pensato di abbracciare le armi della luce e scordarmi di me per vedere davanti a me un mondo migliore….magari anche di poco…ma migliore.
Ho pensato anche che non ero all’altezza, che non era neanche giusto per il resto del mondo,  e che non sarei riuscita a far niente. E aggiungo pure che probabilmente avevo ragione in tutti i miei preoccupanti sospetti. Ma il fatto è che la Luce è troppo bella e rassicurante per il mio cuore per decidere di abbandonarla.
Abbandonarla poi perché?...per soddisfare la mia persona?...per darmi una vita umana migliore con brandelli di amore umano rubati qua e là, ottenuti con la forza? Per vivere ancora qualche decennio così?....no….non ne vale la pena.
Voglio di più. Voglio l’amore per sempre, per l’eternità. Voglio l’amore sotto la Luce di Dio. Voglio scoprire cosa vuol dire essere amata anche umanamente e voglio scoprire che sarà per sempre e che ho contribuito nella lotta per questo, usando solo le armi della Luce.








mercoledì 9 novembre 2016

IL TASSELLO

I nostri discorsi
come frasi
colte a caso
da un cappello
e poi incollate
una e l'altra
a vedere che vien fuori.
Quasi un gioco
di bambini.
Poi c'è il vento
che le scolla
se le porta dove vuole.
Prima una e
poi l'altra.
Come il tempo
sulla carta
di quel poster
che si stacca;
o l'insegna
ormai datata
di un negozio
sulla piazza
che non indica
più niente,
se non dubbi
ed incertezze.
E rimane, tutta logora,
una frase lacerata
sviscerata dal discorso,
scordinata, malsicura
che mi sento rinfacciare.
Così fuori dal contesto
è l'azzurro tassellino
di un mosaico calpestato
e da troppi trascurato,
non disegna
ormai più niente.
Forse il cielo,
forse il mare,
forse il manto
della Vergine
gli piaceva figurare.
Ora da solo
non è che un sasso
e mi ritorna
ancora addosso.
Ma c'è un Bimbo 
che lo vede
e lo trova assai prezioso.
Se lo prende
e felice....
lo nasconde nel taschino.

Forse il Cielo,
forse il mare,
forse il manto
di Sua Madre
gli ricorda
quel mio niente...
ed io torno a sperare.

                                    Paola Buccheri




sabato 5 novembre 2016

E LA LUCE FU


In principo Dio crea la luce e la divide dalle tenebre.
La luce; eccola…e con lei compaiono i colori, poter contemplare la bellezza di una margherita, incantarsi di fronte a un tramonto spettacolare, vedere il visetto di tuo figlio appena nato, venuto “alla luce” anche lui.
La prima luce dell’alba porta il sapore insostituibile della speranza di un nuovo giorno. Il Sole dell’aurora  mette in fuga le tenebre ancor prima di essere visibile agli occhi, mostrando la sua infinita potenza e superiorità rispetto a queste. Quello è l’istante in cui il cuore si rinfranca e riprende forza per affrontare la vita.
Alla luce e calore del sole le piante vivono, nella loro misteriosa fotosintesi clorofilliana che scaltramente consente loro di incamerare questa preziosa luce e usarla per nutrirsene anche quando non c’è; e quindi affrontare la notte senza problemi.
Camminare è molto più agevole se i nostri sentieri sono illuminati. Qualsiasi nostra azione richiede almeno un po di questa preziosa luce.
Gesù nasce durante l’antica festa ebrea “delle Luci”, nel corso della quale per otto giorni al tramonto si accendono dei lumi; e la luce brillante e allegra di una stella cometa indica al mondo il luogo in cui questo bellissimo bambino scende fra noi. Luce missionaria e persistente nella notte, quella della cometa, che non appena compiuto il proprio compito, scompare umile per dar posto alla Vera Luce del mondo: Gesù Bambino.
Lui è Colui grazie al quale l’uomo può vedere i colori della propria vita, gustare del sorriso dei propri figli e rallegrarsi di ogni singolo istante della propria esistenza perché da Lui si irraggia su noi la luce e il calore dell’amore di Dio. Come quando ci si innamora di qualcuno e la vita si accende di colori e meraviglie di ogni tipo, che sono sempre stati davanti a noi, ma che sotto la luce dell’amore scopriamo, sorprendendoci nella loro bellezza. Scoprire di essere amati da Dio è tutto ciò amplificato all’ennesima potenza.
Lui è Colui che sussurra al cuore parole di coraggio nelle nostre notti estremamente buie, nei nostri pianti segreti e dolorosi, e improvvisamente fuga le tenebre quando meno ce lo aspettiamo proiettandoci in un’alba calma e senza lacrime…mentre nell’anima nasce una speranza sconosciuta che lenisce ogni ferita.
Lui è Colui del quale ci è consentito nutrirci, attingendo direttamente dal suo santo corpo una forza potentissima che misteriosamente  si accumula in noi e si riaffaccia nei momenti più duri e bui, consentendoci di essere noi stessi Luce nell’oscurità, capaci di illuminare il cammino dei fratelli.
Lui è Colui che ci indica dove camminare, che strade prendere e quali non prendere, affinche il nostro vivere sia quello di persone sensate, di esseri umani imperfetti che nonostante ciò si sforzano di restare sulla via del bene.
E’ Lui la nostra Festa, perché Lui è la luce impareggiabile che abbiamo quando siamo nell’Amore e ci facciamo guidare da lui. Se dovessi dire quando un volto è luminoso direi in due casi: quando si è innamorati e quando si sorride. Amore e gioia sono la Luce della vita e Gesù è venuto per essere Amore e Gioia. Ma non un Amore e Gioia qualunque, effimera, senza fondamento. Gesù viene a sconfiggere il buio, la notte della morte e del peccato. Gesù è la luce che vuole ciò che vorremmo noi: che non venga mai più la notte, che l’amore non finisca mai.
Ecco cosa è il Natale: una Nuova creazione che non preveda le tenebre da dividere dalla luce. Che la luce non debba mai più alternarsi alla notte, che le risate non debbano mai più alternarsi alle lacrime….che il viso degli uomini non debba mai più perdere la Luce divina dell’amore. Mai più sfigurato dal peccato.
Il Natale sia per tutti la nascita della Luce. Così che ognuno di noi possa dire guardando Gesù nella culla: “E la Luce….FU”.







POLPETTE RICOTTA E OLIVE

INGREDIENTI:

250 gr ricotta
5 olive
1 pacchetto crackers al rosmarino
1 uovo
3 cucchiaini di parmigiano
origano
basilico
sale e pepe
poca farina di mais

PROCEDIMENTO:

Mescolare tutti gli ingredienti ( i crackers devono essere frullati nel mixer prima di unirli all'impasto e le olive tritate a grossi pezzi a mano).
Ora con l'aiuto di due cucchiaini fare delle polpettine e passarle in un piatto con un po di farina di mais. Infarinarle bene e friggerle velocemente in olio bollente.