Benvenuti!!

Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...forse perchè ci riportano solo quelle? Esistono invece tanti buoni motivi per sperare e sorridere ancora...PARLIAMONE!!!

martedì 15 agosto 2017

DUE META'

Si è rotto il cuore
Si è spaccato a metà.
E l’anima esala vapori
Di estenuante dolore.
Gli altri la fuori
Parlano ignari.
Mentre la vita si ferma
E mi costringo a respirare.
Un’oppressione forte allo sterno:
mi si chiudono gli occhi.

Si è rotto il cuore,
ne sono certa:
ho sempre creduto
che se fosse avvenuto
avrei colto l’attimo
scoprendo da viva
che cosa è la Vera Morte.
Un istante improvviso
Che valica le forze
Spazzando via il sorriso.

Che farò ora,
con questo cuore a metà?
Inutile piangere,
nessuno comprende
che respiri a comando
e cammini per forza.
Allora alzo lo sguardo
E vedo i tuoi occhi,
imploranti chiarezza,
desiderosi d’amore.

Anche tu stai morendo,
sento lo stesso respiro,
nella voce alterata
da un dolore ineffabile.
Ti ho dato la vita,
per vederti sorridere,
non ci sono riuscita.
Ora prendi il mio cuore,
uniscilo al tuo a metà,
che magari con la mia
ne formeremo uno intero.
Tienilo tu, te ne prego.
Ora il mio soffrire non conta
Ora la morte ha un senso:
consentire la Tua Vera Vita
QUESTA VOLTA DAVVERO….




giovedì 10 agosto 2017

"PROGRAMMI MORTALI"?

Fa un caldo notevole; dopo pranzo sembra di essere entrati in un forno insieme alle lasagne, perciò le gambe mi si piegano e mi siedo un momento in salone davanti alla tv. Magari mi riposo un attimo, penso, e vedo qualcosa di rilassante.
Quindi accendo e mi trovo davanti un’operazione con tanto di sangue che scorre sul lettino, mentre l’infermiera grida al medico in questione: “Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!”…no no…cambiamo canale che mi sale l’ansia.
Ecco ora c’è un poliziotto che entra in una casa: vediamo, forse è un interessante poliziesco! Invece il poveretto entra in un salone dove una persona è stata accoltellata una serie di volte infinita…e quello che gli si presenta  è una scena atroce. Ma di che si tratta? Mi chiedo. E controllo il tasto dell’informazione sul programma: “Donne mortali”. Donne mortali? Ma in che senso? Presto capisco che sono storie vere di donne disturbate da una cattiveria impensabile che hanno ucciso una serie di persone, con un numero di coltellate allucinanti. Il programma ci fornisce tutte le ricostruzioni recitate da attori…e ciò che ne deriva è sbigottimento e…altra ansia. Cambio canale.
Subito dopo c’è un programma dove qualcuno sta legando un vecchietto e si accinge a picchiarlo. Ma no!! Cos’è? Si chiama “Un estraneo in casa”, un programma simile all’altro. Non se ne parla: giro canale.
Nell’altro canale litigano. Nell’altro ancora sezionano cadaveri mentre fanno allegramente colazione in obitorio. E così via. Aiuto!!! Datemi un cartone animato che sto perdendo fiducia nel genere umano!
Come mai nei nostri programmi televisivi ci sono tante crudeltà? Donne mortali, Segreti fatali, Un estraneo in casa, Omicidi in famiglia, Scomparsi, Ospedali vari, discussioni feroci anche per le caramelle. E poi tantissime persone che cucinano e ovviamente si insultano. Quale messaggio passa? Che l’uomo è cattivo e terreno, troppo terreno, come se fosse solo corpo e necessità corporali.
Bisogno di aver ragione fino ad uccidere; necessità di liberarsi da fastidiosi vincoli, fino a trucidare; voglia di mostrare tutto questo sangue che scorre ovunque come fossimo solo quello e perciò i medici sarebbero tutti degli dei perché nella misura in cui riescono a impedirne la perdita, ti salvano la vita…l’esistenza su questa terra in quanto esseri viventi.
Bisogno di esprimere le proprie esigenze sessuali senza calcolare quelle degli altri e senza darsi una qualsiasi regola: mi và, è bello, facciamolo! Fino ad arrivare al bisogno di nutrirsi che sembra esasperato ed esasperante per taluni che partecipano a certi reality.
Ora mi astengo dal dire altro, ma come mai non si fanno programmi su “Donne coraggiose”, dove si ricostruisce la vita di qualche casalinga che si è sempre ostinata a sorridere e portare pace in famiglia? Oppure “Pazienza nelle famiglie” dove ci incoraggiano mostrandoci famiglie che ce l’hanno fatta a rimanere insieme nonostante i problemi? O ancora: “Ritrovata e salvata” dove ci mostrano come i figli vengano riportati alla gioia dall’amore dei genitori?...non sono storie finte, sono vere, e ne conosco tante. Perché non le raccogliamo e ne facciamo dei programmi televisivi per tutti coloro che hanno bisogno di ritrovare il coraggio e la fiducia nel genere umano?
Voi mi direte che si fanno già! È vero sì: nei canali tipo tv2000 o di tendenza cristiana. Canali che molti saltano col telecomando più veloci della luce. Il bene si nasconde. Il male se ne approfitta e si fa propaganda su tutti i canali. Perché?
Qua non si sta facendo il meglio per noi, si sta dando il colpo finale alla paura e all’aridità che già gli eventi della nostra vita ci hanno alimentato. La sfiducia nella capacità di fare del bene che ognuno di noi si porta dentro in quanto figlio di Dio, và combattuta con altro amore. Solo il bene dà forza, non la forza di infierire coltellate, ma la forza di non infierirle(che a quanto vedo deve essere molta di più!) e invece di rialzarsi e lottare per vedere vincere la vita e l’amore.
Quella è la vera forza! Quella è una storia edificante da seguire che rinfresca il corpo e l’anima! L’annuncio e conferma che io non sono solo corpo, non sono solo sangue, non sono solo istinto, né sono dominata e guidata da tutto ciò. Siamo liberi! Liberi dal nostro male, liberi di fare il bene e riuscirci meglio.
 Amici, non fatevi condizionare o spaventare da certe brutture. Al limite….guardatevi un cartone o un programma per bambini. Meglio!

Ve la ricordate? la ragazza genio che esce dalla lampada! uno dei miei programmi preferiti!!



mercoledì 2 agosto 2017

NESSUN PESO


Pensavo a Maria, che, anima e corpo, ascende al Cielo e vi viene accolta. Chissà che bello!
I piedini si staccano da terra, il corpo sembra non avere più peso, guarda un momento in basso e poi alza un po' le braccia come per aiutare la salita mentre il sorriso le irradia il volto: “E’ arrivata l’ora! Sto tornando da mio Figlio, dal mio Papà del cielo e da tutti coloro che sono già andati e non vedo da troppo tempo!”
E’ finito il transito in questa tribolata vita.
Più si sale e più i problemi che fino a un attimo fa appesantivano il petto, rimpiccioliscono velocemente. Come quando fai un viaggio in aereo e guardi il mondo là sotto dal tuo finestrino: “Cosa può farmi ormai la terra? Ora sono quassù, provate a prendermi oh voi guai terreni! Non mi troverete!”- così mi dico scherzosamente cercando di scordarmi della fifa matta che ho di schiantarmi!
Ma Lei, Mamma Maria, sta salendo a riabbracciare il Figlio e non le serve un aereo, le basta la bellezza della sua anima. Quanta emozione! Come batteva il suo cuore?
Andare in Cielo con un cuore umano che batte forte innamorato: che evento eccezionale!
Sollevarsi dai problemi, fuggire, abbandonarli all’improvviso per recarsi nei propri sogni, in un Regno dove le nostre più floride aspettative saranno superate di gran lunga.
Lei sale. Il suo corpo non ha più peso, non lo ha mai avuto, non è mai stato per Lei un ostacolo a stare in Cielo; non ha mai subito la “gravità” dei peccati terreni. Allo stesso momento non ha mai avuto l’importanza che meritava, né fama alcuna presso molti uomini, perciò neanche un “peso terreno” dal punto di vista sociale. Infatti ora può librarsi sulla creazione, un attimo prima di portare a Dio il suo cuore e i nostri pianti.
Maria è potuta ascendere perché aveva ed ha ancora solo PESO CELESTE, la “Gloria”(che significa “aver peso”), cioè si è riempita soltanto di ciò che conta: l’Amore.
L’amore non pesa: è sostanza divina fatta di baci, lacrime, sospiri, sorrisi, abbracci, ascolto. Quali di queste cose hanno un peso? Di tale sostanza più ti riempi e più si alleggerisce il cuore, tanto da non sentire più quasi le ferite che la vita ti infligge. E’ il respiro di Dio, il suo Spirito Santo che ti alza i piedi da terra, e a tratti ti consente di camminare sulle acque già qui. Un soffio che sa dove portarti in salvo lungo i sentieri che percorri. Una voce soave che ti suggerisce la misericordia piuttosto che la rabbia, la comprensione e la giustizia piuttosto che l’indifferenza.
Maria sale, sale ancora, e il suo ultimo sguardo è per noi quaggiù, ed ecco che le si accende uno dei suoi sorrisi più dolci; allunga una mano e fa cenno di seguirla.
Perché fai così Maria?
Come vado io qui, piccola piccola, fino a dove sei Tu? Non mi lasciare, no, no perché il mare poi non mi sembrerà più blu e il cielo perderà l’azzurro dei tuoi occhi! Ma Lei sorride di più.
Forse possiamo anche noi iniziare a seguirla: facciamo come Lei che ha vissuto di preghiera, ha respirato Spirito Santo e si è riempita d’amore tanto da colmare ogni cuore che la chiami in aiuto. Non diamo importanza alle voci del mondo che ci vogliono superficiali, vendicativi, troppo colti e poco sapienti del buon sapore di cielo che può avere una mamma.
Perdiamo peso, non con le diete massacranti e impossibili, ma riempendoci a dismisura di Lei, di amore, silenzio, dolcezza. Allora ascenderemo al Cielo e guardando indietro sussurreremo: “Come sono lontani i miei problemi, quasi non li vedo più”…mentre già ci attende l’abbraccio del Padre.

Buone vacanze in santità.


Paola Buccheri




domenica 16 luglio 2017

STORPI E FELICI

Era una giornata difficile: discussioni, incomprensioni, sfinimenti di vario tipo; una di quelle giornate in cui l'unico messaggio che ti arriva nella mente è: lascia stare perchè niente di quello che fai o dici gioverà a qualcuno.
Ci sono giornate così. Non ne colgo sempre il senso; forse perchè ci si stanca davvero tanto sia psicologicamente che spiritualmente. Alle volte si rimane in stand-by con l'anima,  senza riuscire a cogliere il significato di tutti questi sforzi disumani che sembrano sfociare in un bel niente, nel migliore dei casi, altrimenti in ulteriori danni.
No. Non sempre si riesce a capire perchè mai tutto questo soffrire.
Allora sono uscita fuori in giardino a prendere un pò di aria che quel giorno era più fresca della solita calura estiva.
Appena uscita mi viene incontro il mio povero gattino semi-paralizzato, che nonostante il suo handicap, mi "corre" incontro ogni volta che sente il mio passo sull'erba. 
Eccolo lui: tutto squinternato che si trascina sul viale di pietra strusciando la ferita piagata del suo fianco. Eccolo, anelante d'amore e con i suoi occhietti verdi, che mantengono lo sguardo innocente. Si ferma ai miei piedi, ci si struscia sopra il muso e attacca le sue rumorosissime fusa, come fosse l'essere più felice al mondo.
Lo prendo in braccio avvolto in un asciugamano perchè il suo distacco della spina dorsale gli impedisce di trattenere a comando la pipì, e lo stringo forte a me. 
Lui chiude gli occhi e sembra sorridere, mi rincuora con il suo motorino acceso delle fusa perenni...e io gli lavo il musino con le mie lacrime. 
Ecco cosa conta: solo l'amore. Siamo "storpi" forse io e lui, buoni a nulla, quasi un fastidio per gli altri normali della terra. Siamo uno sbaglio, qualcosa venuto male...ma lui non lo sa. Lui sa solo che sta qui per amarmi.
Che importa il resto? l'intelligenza, i successi, la fama presso chi dovrebbe volerti comunque, la bellezza, la salute, l'integrità mentale.....niente.
Niente resta, niente conta.
Solo l'amore resta, conta, consola, ti fà sentire vivo e degno di vivere.
Come posso fare per farlo capire a tutti? sono storpia sì....eppure amo. Siate felici, vi prego, perchè amare si può sempre ed è una ricchezza a portata di mano di tutti.
Forse se sei storpio....la vedi prima.

Storpio e felice


venerdì 14 luglio 2017

I MIEI DISEGNI SU REDBUBBLE!!!


https://www.redbubble.com/people/paolabuccheri?asc=u

Ciao amici!!
Ho messo i miei dipinti e disegni su un sito che me li stampa su magliette, cuscini, tazze...e tutto quello che vi viene in mente!
L'ho trovata una bellissima idea e ve ne volevo mostrare qualcuno.
Sono delle belle idee per qualche piccolo regalino, anche personalizzato.
Qualcuno di voi mi aveva detto di aver piacere ad avere in casa qualche mio dipinto: che ne dite di questa idea? a me è sembrata una cosa molto carina. Se vi và andate a dare una sbirciatina!
Buona giornata a tutti!!
Paola

PS: ovviamente basta cliccare sul link che trovate sulla prima riga di questo post

mercoledì 5 luglio 2017

TORTA DIETETICA LIMONE E MIELE

INGREDIENTI:
3 hg farina integrale
2 uova
2 cucchiai miele
1 hg frutta secca varia tritata(pinoli, mandorle e nocciole)
3/4 bicchiere di olio di mais
1/2 bustina lievito per dolci
1 limone(succo e scorza grattata)

Per la glassa: poche gocce di limone, acqua e zucchero a velo quanto basta

PROCEDIMENTO:
Si mescolano bene tutti gli ingredienti. L'impasto verrà un tantino solido ma ancora mollo da metterlo in una teglia( già imburrata) a cucchiaiate. Se il miele è troppo solido, scioglietelo prima a bagno maria. La buccia del limone tritatela nel frullino elettrico insieme alla frutta secca, così rimarrà più grossolana e darà ancora più aroma al composto.
Ora infornate a 180 gradi per un'oretta scarsa. Deve risultare dorata.
Levatela dalla teglia quando raffredda un pò. Quando poi è completamente fredda versatevi sopra la glassa fatta così: in una ciotola spremete un cucchiaio circa di succo di limone e aggiungete lo zucchero a velo un pò per volta fino a che il composto non comincia a risultare più bianco e denso più del miele(il cucchiaino deve fare un pò di resistenza e passando deve lasciar vedere il fondo della ciotola per un pò). Se è troppo dura, aggiungete acqua a gocce; se troppo morbida, aggiungete zucchero a velo.

E' una torta....consolante!!




sabato 1 luglio 2017

REDENZIONE INCONSAPEVOLE

Oggi mi sono ritrovata a riguardare i filmini dei ragazzi quando erano piccoli perchè dovevo fare ordine e organizzarli per farne un dvd.
Quando ecco comparire sullo schermo la mia mamma che gusta un biscottino preparato da me per il primo compleanno di mia figlia. Un tuffo al cuore...poi lei reclama scherzando: "Non mi riprendere..sto mangiando"...altro tuffo al cuore e lo stupore.
Lo stupore nello scoprire che la sua voce vive sempre dentro di me, indelebile, solcata nell'anima più di un tatuaggio.
La guardo muoversi fra gli invitati, prendere mia figlia in braccio e ridere: non ci trovo niente di strano, perchè è questa la normalità....la Vita.
Rifletto in questo singolare stato di estraniazione dalla realtà tangibile, tuffata in una realtà non confutabile eppure ugualmente concreta ed efficace.
Rifletto sul corpo e sull'anima e su come il corpo lasci un'immagine di un'anima che è ancora viva in Cielo.
Eppure anche il corpo è importante, tanto è vero che resusciteremo con esso...forse con la parte più smagliante di questo: un corpo giovane, in ottimo stato, per nulla soggetto a variazioni negative.
Quel corpo è stato importante. Perchè lo sarà di nuovo.
Allora mi sovviene che la mia amica Vittoria le donò il sangue per l'ultima operazione subita: il sangue è vita.
Una parte della mia amica ora è quindi in Cielo, in una sorta di stand-by di resurrezione; e anche una parte di me è in Cielo, perchè io sono parte della mia mamma e del suo sangue. Anche io ho un piedino in Cielo con lei e con la mia amica. Un piede nella redenzione: lo trovo consolante, il ritrovarsi col corpo parzialmente redento quasi a nostra insaputa.
Inoltre per una sorta di sillogismo spirituale noi tre siamo parenti stretti. 
Non so se riesco a rendere l'idea che mi sta inondando il cuore come un abbraccio materno: l'amore ci rende una cosa sola e ci trascina in Paradiso avendo ancora i piedi qua sulla terra...o almeno uno dei due piedi!!
E' meraviglioso perchè ciò in qualche modo spiega come mai i legami rotti per la morte non si sentono davvero rotti e perchè ci si può sentire uniti e fratelli davvero anche con chi non ha il nostro sangue. Ciò dimostra, caso strano attraverso il sangue, che il sogno di Dio è vero, efficace e realizzabile.
Mentre penso questo, nel video mamy starnutisce, mi viene da ridere ....è tutto normale...sì l'unica cosa che sento normale è essere vivi, e l'unica cosa che mi sembra vita...è ancora l'Amore.



Paola Buccheri 


mercoledì 28 giugno 2017

SBRISOLONA FACILE E LEGGERA

INGREDIENTI:

10 cucchiai farina
5 cucchiai zucchero
1 uovo
1/2 bicchiere olio di mais
aroma di limone
1 pizzico di sale
marmellata a piacere

PROCEDIMENTO:

mescola tutti gli ingredienti con un cucchiaio (tranne la marmellata!) senza preoccuparsi dell'impasto se resta compatto o no.
Ungere una teglietta media e ora distribuire la metà dell'impasto sul fondo della teglia sfregando le mani così da sbriciolare la pasta. Distribuire uniformemente e pigiare un pò.
Quindi mettere a cucchiaini la marmellata scelta sopra a queste briciole e poi di nuovo l'altra metà dell'impasto. 
Infornare a 180 gradi per circa un'oretta. E' cotta quando è dorata.
Aspettare che raffreddi completamente per levarla dalla teglia. E' buona e bellina da vedere!!

Ecco la mia sbrisolona con la marmellata fatta da me!!

mercoledì 21 giugno 2017

SENZA PAROLE

Sono senza parole.
Il respiro non si decide a passare. Non sa che via prendere, improvvisamente l’aria ha dei dubbi atroci se attraversare le corde vocali per farle vibrare emettendo una qualche sillaba o se entrare nei polmoni tirando su il petto che sembra paralizzato.
Sono basita, attonita. Parlare per dire cosa? Allora respirare sì, giusto per tenersi in un buono stato di vita…ma sono talmente esterrefatta che il muscolo del torace fa fatica a muoversi per aiutare l’aria a entrare e ventilare il cervello che è andato in stand-by.
Decido di respirare, almeno quello lo posso fare in silenzio. Ma respiro piano per non far rumore, perché il mio desiderio inconscio è quello di non esserci, di non essere notata…di scomparire se possibile.
Come posso spiegare? Il mio fisico e tutto il mio essere pensante e spirituale si sono bloccati nel loro insieme davanti alla cattiveria senza motivo.
Ma la cattiveria ha in qualche caso motivo di essere? Io non credo, ma questa che sto contemplando non ne ha di sicuro.
Resto ancora meravigliata e incredula davanti alla crudeltà mentale di certe persone; né voglio abituarmi, perché abituarsi, significherebbe avere un cuore che si sta indurendo come una pietra. Preferisco non respirare e non parlare per lo sgomento di fronte allo spettacolo di disumanità che l’uomo riesce a dare di se. Così non mi sarà capitato invano: così avrò modo di terrorizzare virtualmente la mia anima al pensiero di potermi ridurre così.
Qualcuno ancora seguita a chiedersi come mai Cristo abbia voluto lasciarsi morire in croce soffrendo indicibilmente. Qualcun altro,  formula la teoria del masochismo immotivato come per fare della sofferenza un vessillo del cristiano che, di conseguenza rifiuta di vivere felice e sano. Qualcun altro ancora aggiunge che il Padre non lo amava abbastanza da salvarlo. Niente di tutto ciò; e in momenti come questo tutto diventa ancora più chiaro nella mia mente.
Il male capita. Non si va a cercare, perché non si è masochisti affatto. Il male si combatte. Ma c’è un tipo di male che ci viene addosso che si può combattere solo soffrendo. Se il cuore di una persona è crudele e psicologicamente ci ferisce, mi allontanerò sicuramente dalla persona, ma dovrò salire su questa croce: dovrò sentire che dolore è essere così, dovrò entrarci nel profondo…per evitarlo in ogni possibile modo.
Non serve a niente diventare più aggressivi: perché l’altro lo diventerà di più, perché il buio non si manda via col buio, ma con la luce. Non serve ed è anche dannoso: per l’altro, che resta nel suo buio; per me, per ci entro.
Allora bisogna salire su questa croce. E da li si sconfigge la morte. Da li ci sono poche parole da dire.
Gemiti.
Respiri spezzati.
Lacrime.
Nient’altro…..Senza parole.

Paola Buccheri

un mio quadro



martedì 23 maggio 2017

LA POVERTA' E' LA VERA RICCHEZZA

La povertà è la nostra vera ricchezza.
Sembra una stupidaggine, sembra che io mi sia messa a parlare come un filosofo che sposta le parole come quando si gioca a Scarabeo. Sembra una vuota assurdità. Invece è solo una sintetica conclusione di un pensiero che ha dentro una quantità infinita di motivazioni.
Mi sono accorta che quando in casa ho niente e poco per organizzare un pranzo, riesco a inventarmi cose meravigliose, ricette nuovissime e gustose. La fantasia si potenzia per ricavare molto dai pochi ingredienti che mi ritrovo davanti.
Quando invece c’è una vasta gamma di prodotti nel frigorifero e nella credenza, è come se la mia mente si mettesse a sedere e non provasse gioia nel decidere cosa preparare. Non c’è gusto!
Lo stesso avviene nei lavori artistici tipo maglia, cucito o uncinetto. E’ veramente singolare, ma la mia creatività s’innesta quando il filo non è sufficiente per nulla, o la stoffa non basta in alcun modo per la realizzazione di un qualsiasi lavoro. Immediatamente eccomi inventare cuscini coloratissimi con alternanze di fili e tovagliette cucite col metodo del patchwork inglese che pur essendo laborioso produce risultati di grande effetto con poco. Quanto tempo passo a guardare il risultato del mio lavoro! Nessuno da un’uguale soddisfazione: aver tirato fuori dal niente un capolavoro.
Da bambina poi non avevo i giocattoli che i nostri ragazzi hanno oggi. La mia Barbie era una persona solitaria che soffriva anche del grande handicap di non poter piegare le ginocchia poiché era un modello più semplice della “classica” e mi era stata regalata da mia sorella maggiore che non aveva molte risorse finanziare a quindici anni! Eppure la mia “lignea” Barbie era davvero uno dei miei passatempi preferiti e quando su Topolino vedevo la pubblicità della “Casa di Barbie”, non ero colta da tristezza o invidia perché non la possedevo, bensì da un immediato desiderio di costruirmela con le mie mani. Allora mi procuravo uno scatolone e passavo interi pomeriggi a far lavorare le cellule grigie per capire come applicare l’ascensore e come fare i mobili. Quello era il gioco! Inventare, creare dal poco, mettere tutta l’arte, l’intelligenza e l’entusiasmo per “far nascere la gioia”. Scoprire che sapevo fare delle cose nuove. E poi restare a rimirare orgogliosa e sorridente quella casa di cartone con un obbrobrio di ascensore che però saliva e scendeva davvero!!! Che soddisfazione. Non desideravo comprare alcuna casetta per la mia bambola, perché io ero in grado di farmela da sola. Non l’avrei mai scoperto se invece l’avessi avuta!
Credo che il non avere che le proprie mani e la propria intelligenza sia il modo migliore per scoprire che si è felici! Davvero la povertà è una ricchezza.
Lo è in ogni caso. Perché la persona povera deve per forza mettere in atto tutta le sue potenzialità. Se lo fa serenamente, incontra e conosce la sua forza e scopre che la vera ricchezza è situata in se stessa. Di conseguenza diventa una persona irrimediabilmente felice e serena. Che non ha bisogno di invidiare niente a nessuno e non si sente mancante di qualcosa ma in possesso di un grande dono.
Mi chiedevo infine il “perché” di tutto ciò: perché sentirsi felici di crearsi le cose dal poco, perché scoprire la gioia e la ricchezza nella povertà. Ecco io credo fermamente che questo sia un altro segno che siamo figli di Dio.
Innanzi tutto perché Dio è intelligente e artista ed è l’Unico che crea addirittura dal nulla: noi, a immagine e somiglianza Sua, proviamo una gioia soprannaturale nello scoprirci Figli di Nostro Padre, creando con poco.

Inoltre senza molte cose intorno a noi, siamo costretti a entrare nel profondo di noi e scoprire uno Spirito divino che ci riempie la vita. Non sono le cose che ci colmano di gioia….ma è lo scoprire che anche senza “cose” io ho dentro di me lo Spirito Santo che mi fa compiere meraviglie e non mi lascia mai da solo. Essere poveri…ci costringe a scoprire….che siamo ricchi!




lunedì 1 maggio 2017

RITAGLI DI STOFFA?



Ora di catechesi. Ho davanti una ragazza di circa trenta anni e le sto parlando dei 10 Comandamenti. Mentre mi sforzo di spiegare nel modo più chiaro e solare che “Non dare falsa testimonianza” non è una negazione della mia libertà di parola bensì la scoperta di non essere più schiavo delle mie bugie e perciò di vivere libero e felice…ecco vedo accendersi una nuova luce sul suo volto. Non aveva mai fatto quell’espressione, non aveva mai sorriso in quel modo, mai avuto tanta dolcezza nello sguardo.
E’ arrivato!! Lo Spirito Santo è giunto fino al cuore e lì ha acceso un fuoco inestinguibile che persino io vedo bruciare dentro di lei e che sta alimentando il fuoco che arde in me.
Mi commuovo. Quasi si spezza la voce mentre mi accingo a spiegare il prossimo comandamento…ma proseguo più felice.
La sera stessa, già a letto nel buio della mia stanza, pronta a riposare, mi tiene sveglia un battito inusuale del mio cuore: rivedo il viso della ragazza e lo sfavillio dei suoi occhi; poi ripenso a momenti simili con gli altri ragazzi che seguo e mi sovvengono tutti gli istanti in cui qualcosa è cambiato e il loro sguardo era simile a un bambino che ascolta il padre dire: “E’ arrivata l’ora di giocare insieme tu ed io”; come avessero scoperto che le loro speranze stavano per realizzarsi.
“Com’è buono Dio!”-sussurro al buio.
Abbiamo la capacità di accendere l’ardore per il Signore e di goderne il calore, eppure siamo piccoli e imperfetti come dei ritagli di stoffa irregolari che da soli non servono a molto, ma uniti agli altri formano un allegro patch-work a comporre una copertina calda per qualcuno che ancora non conosco. Don Bosco diceva che “ il Signore ci ha messo al mondo per gli altri” e siccome ci ha creati per la gioia, è evidente che vivere per gli altri significa essere davvero felici. Questo è il senso della vita in fondo.
Ho capito che si può amarsi tutti pur essendo tutti diversi fra noi: è vero; ma solo attraverso Dio, grazie al collante dello Spirito Santo che è il fuoco dell’amore divino, vivo in ognuno di noi: occorre solo scoprirlo e aiutare il prossimo a fare altrettanto. E l’amore divino non guarda la simpatia o meno dell’altro: quelle sono cose che si consumano e finiscono.
Fino a qualche mese fa non conoscevo nessuno dei ragazzi che sto preparando per la Cresima, oggi, pur non sapendo quasi nulla delle loro vite, li sento come dei parenti che non mi avevano ancora presentato. Mi sembra di conoscerli da tanto e trovo ovvio amarli.
Non c’è nulla di “naturale” in tutto questo, è tutto squisitamente “soprannaturale” e causa di immensa gioia.
Quel rovo ardente che Mosè incontra nel deserto, non si è mai spento. Quando credi di essere solo, nell’arsura e di respirare solo la sabbia soffiata in faccia dall’indifferenza delle persone che attraversano correndo di fretta la tua via, ecco che se ti fermi a parlare con Dio, capisci che sei tu il primo a dover uscire dalla tua tristezza e parlare di Dio al fratello. Così vi scalderete entrambi a un tepore che non consuma, non si estingue e che contagia gli altri. Scopri la tua gioia in fondo allo sguardo dell’altro che è figlio di Dio come te e sempre sarà…per quello lo ami e ti ama. Per questo non finirà.
Questa gioia si può sperimentare già in questo mondo, ma non è proveniente da questo mondo perché è inattaccabile: è il Regno di Dio che è già in mezzo a noi.
Vi prego fermatevi a guardarlo: è bellissimo, “gustate com’è buono Dio”!

….Restiamo collegati




giovedì 27 aprile 2017

FESTA DEL LIBRO e.....Gara di fumetto di mio figlio

Il video che vedrete è brevissimo e parla di una gara di fumetto tenutasi ad Ostia in occasione della Festa del Libro. 
In questa gara mio figlio Francesco è arrivato secondo ed è stato intervistato per parlare brevemente del suo disegno!!



http://www.canaledieci.it/vp-video/vp-video-6493-festa-del-libro-post/


martedì 28 febbraio 2017

HOLLIDAY INN

Questa è una canzone composta, cantata, suonata e arrangiata da mia figlia Margherita.
Trovo tanta pace e serenità in queste note. La condivido con voi e spero apprezziate il dono.

lunedì 27 febbraio 2017

BELLA

Mamma….mi manchi.
Qui tutto è uguale in fondo, ma senza di te. Il mio dolore è lo stesso, ma senza quel tuo sguardo complice che mi sosteneva. I tuoi occhi verde intenso che si voltavano a cercare il mio sguardo e sfavillavano luce, dicendomi parole silenziose che arrivavano dritte al cuore. Alle quali io rispondevo alzando il sopracciglio e abbassando lo sguardo, aggiungendo un sospiro. E tu terminavi il discorso di gesti con un: “Eh….figlia mia….”
Era tutto un mondo nostro di conoscenze misteriose che nessuno sarebbe mai arrivato a capire. Solo io e te vivevamo in quel mondo.
Poi toccava a te, quando mi chiamavi sfinita e con voce supplice e mite mi sussurravi al telefono: “Paoletta…puoi venire un attimo…scusa bella”; sì perché solo tu mi chiamavi così: “Bella”. Lo dicevi in un modo che non mi sentivo bella fuori, riuscivi a farmi sentire una cosa bella nel mondo….mamma…lo ero solo per te.
Allora infilavo la giacca e venivo a casa tua e tu tiravi un sospiro di sollievo. Qualche battuta stupida ed ecco la tua risata rinfrancante e il mio mondo si colorava di tutte le tinte esistenti in natura. Sì ero bella…eri bella anche tu per me.
Tu eri colei che sapeva anche quello che non si può spiegare e che se tento ora di spiegare con mille parole…nessuno potrà mai capire come tu capivi.
Come posso raggiungerti adesso? Tanta bellezza non può essere sfumata nel nulla; sei qui dentro di me con le tue parole non dette e gli occhioni verdi che chiedono aiuto..che cercano il mio amore.
Aspetto il giorno di rivederti ancora e lo attendo con fede e speranza….ma fino a quel giorno, mamma, mai più mi sentirò di nuovo…Bella…come dicevi tu…Volevo che lo sapessi.
Ciao Mamy

La tua Paoletta




venerdì 10 febbraio 2017

QUIETE CONTINUA

Non so se capita anche a voi di accorgervi che alcune persone manchino di una certa serenità interiore. La cosa mi fa molto riflettere, non sto qui certo per criticare perché su questa terra è come se stessimo tutti sulla stessa barca: serve la collaborazione di ogni passeggero affinchè il viaggio vada a buon fine, e non che uno strattoni l’altro…si finirebbe tutti in acqua!
Per questo alle volte, serve capire in che condizioni stanno gli altri per eventualmente aiutarli almeno cercando di individuare quale problema li affligge.
Dato per scontato che questa esistenza è difficile sotto molteplici punti di vista, dato per certo che anche la mancanza di salute spesso si affacci nelle nostre giornate e che le caratteristiche del carattere di ogni persona possa essere anche di intralcio alla serenità….comunque resto dell’idea che una cosa è il mondo esterno, un’altra il mondo interno. E se per quanto riguarda il mondo esterno molte volte non siamo in grado di cambiarlo; per quel che riguarda il mondo interno ho le prove tangibili, vissute su me stessa che possiamo creare un angolo di paradiso anche vivessimo all’inferno. Insomma siamo capaci di modificare efficacemente il nostro stato interiore.
E attenzione perché non sto parlando di raggiungere nessun Nirvana che non mi interessa affatto e non rappresenta una garanzia per la pace del cuore, né sto parlando di un mero “far vedere che”: le apparenze non le prendo assolutamente in considerazione. La luce deve venire da dentro, non è una mano di pittura bianca sul viso: concorderete con me che un conto è un viso roseo per la buona salute, un conto è un trucco anche ben fatto su un viso pallido per malattia: il fard colorato si scioglierà con un po’ di acqua e lascerà vedere il pallore, mentre il rosa del buon sangue che scorre sotto le guance non scomparirà dopo un pianto.
Proprio perché la vita su questa terra è piena di ostacoli, a maggior ragione non è pensabile lasciarsi sbattere come un aquilone al vento da ogni evento. Il nostro equilibrio psichico e quello dell’anima non possono assolutamente dipendere da ciò che avviene durante la giornata, o perlomeno non completamente. Diciamo che dovremmo assomigliare più a una bandiera salda sulla sua asta piuttosto che a un aquilone perso nella tempesta e sfuggito di mano a un bimbo. Quindi forse dovremmo chiederci cosa rappresenta per noi l’asta!
Il nostro cuore si potrà anche muovere e scuotere forte per i colpi della vita, ma se è ferma attorno alla sua asta, non volerà via e resterà li dove ci si aspetta di vederla quando vi si volge lo sguardo.
La mia asta è una grande certezza: che non sono sola perché Dio mi ama.
Voi mi direte: e vabbè, magari quello lo so anche io. Ma mi permetto di precisare che un conto è saperlo, un conto è viverlo con fede. E’ una sfumatura che fa una differenza enorme anche se non sembra.
Provo a dirlo in un altro modo.  Molti di noi sono sinceramente consapevoli che Dio esista e questo ci rassicura. Troppo pochi hanno compreso invece che Dio c’è PER ME, non in generale per l’umanità, ma “per me”, chiunque io sia, conosce la mia storia, le mie inquietudini, i miei pianti più segreti e in conseguenza segue attentamente ME personalmente. Perciò credo che qualunque cosa mi succeda, non solo Dio lo veda, ma si stia organizzando perché ogni cosa vada a posto e che tutto serva per rendere la mia vita sempre più vivibile nella gioia e nella pace. Credetemi è diverso. Se si vive con questa fede, si appende la propria anima sensibile all’asta dell’amore di un Padre mille volte più attento di un meraviglioso padre terreno.
Allora nasce in noi una quiete molto simile alla quiete dell’Eden, quel giardino sognato per noi dal Creatore: un luogo colmo di semplice bellezza dove la vera gioia proviene da un Dio che passeggia per mano con noi poggiando i piedi così vicino ai nostri da scorgerne i suoi. In una condizione di dolcissima intimità. Quell’intimità che Lui và cercando da tempo immemore, da quando a Mosè disse “levati i calzari, perché questo è luogo sacro”…”Levati i calzari”…sta col tuo piede nudo sulla mia terra, dove sto io. E sii te stesso, non voglio neanche una suola di scarpa fra te e Me!...ecco cosa ci dice Dio!
Dovremmo essere felici come quando da bambini correvamo nella stanza dei genitori e tolte le scarpe saltavamo sul lettone matrimoniale ridendo per niente. Ecco cosa vuole Dio.
Se questa è la mia asta, non mi turberò ad ogni piè sospinto! Se sono quel bimbo senza scarpe che tocca il letto di Dio Padre, anche se mi passeranno avanti in una fila al supermercato, non mi sentirò talmente ferita da farlo pesare anche a chi non è colpevole del mio disguido, ma anzi avrò una parola di pace a chi di pace non sembra averne.
Se sto al sicuro nella stanza del Padre, non mi sentirò vittima delle circostanze neanche dovessi vedere davanti ai miei occhi malattia e morte perché so bene che ciò appartiene alla vita e si trasformerà in un sommo bene per me. Non sentirò la necessità di farmi commiserare come se quello fosse un mio diritto, perché avrò dentro il sorriso rassicurante di Dio che ripaga di più di un umano cordoglio.
Sarà una sciocchezza, ma posso testimoniare con fermezza che la mia gioia interiore è cresciuta in modo direttamente proporzionale con l’aver sperimentato la sofferenza. E’ vero: fa paura soffrire, e la tela della bandiera sbatte su se stessa; ma il Padre lo sa più di me, e mi restituisce la quiete in fretta ricordandomi che non gli passa neanche per la testa di lasciarmi sola.
La vita spesso fa paura, ma diventa davvero uno sgomento non trovare l’appoggio del fratello che viaggia con te in questa barca scossa dai flutti. Il viso degli altri deve essere un raggio di luce riflessa dal Padre e non un cunicolo scuro di buio e fumo.
Recuperare la propria quiete, il proprio Eden è sempre possibile ed è auspicabile perché significa rendere il mondo un tantino migliore.
La pace sia con voi!