Benvenuti!!

Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...forse perchè ci riportano solo quelle? Esistono invece tanti buoni motivi per sperare e sorridere ancora...PARLIAMONE!!!

giovedì 7 giugno 2018

L'OLIO DELLA PERSEVERANZA


Leggendo nel Vangelo riguardo “gli ultimi tempi”, mi sento piena di pace e serenità; eppure si presume che uno si dovrebbe sentire agitato poiché nessuno di noi può dirsi santo o giusto così tanto da non aver paura di finire nel pianto e stridore di denti, cucinato lentamente allo spiedo!
Non so dire con esattezza il motivo per cui mi senta serena, ma tenterò spiegarlo perché è un motivo soprannaturale che vale la pena di esaminare.
Distinguo più che altro due sorgenti di questa pace.
La prima è che la discesa di Gesù sulle nubi (come descritta in Matteo 24, 29) mi fa pensare a un Amico che viene a salvarmi, forse anche da me stessa. Non riesco a vedere Dio come un castigatore stile “’ndo coglio, coglio”: è un’idea umana del punitore. Sarà capitato anche a voi di essere puniti ingiustamente da qualcuno e credo che venga da lì questa paura nascosta o evidente che sia.
Dio è giusto e tiene conto non tanto dei risultati perfetti quanto delle nostre perfette intenzioni che talvolta non vanno a buon fine. Tiene conto della nostra insistenza nel praticare il bene soprattutto.
A questo punto s’introduce la seconda sorgente di pace nel mio cuore: la perseveranza.
Leggendo, infatti, più avanti la parabola delle Dieci Vergini che aspettano lo sposo, mi viene in mente quando aspetto che torni mio marito per stare con lui un po' di tempo. E’ una sensazione di trepida attesa dell’amore. Ma è anche quella certezza che devo prepararmi, organizzarmi, munirmi sempre di nuova pazienza, di dolcezza, delle parole giuste, di ascolto; tutte cose preziose messe in piccoli vasi accanto a me a portata di mano, cui attingere continuamente per tenere accesa la lampada del matrimonio. Spesso poi qualcosa va storto (come tutti ben sappiamo) e l’amore non arriva, e occorrono parecchi vasetti!
La perseveranza nel lottare per il bene, nella preghiera, nel mettere tutto l’intelletto e l’impegno, nell’essere disposti ad aspettare scomodi, seduti per terra, assaliti dalla stanchezza. Senza perdersi d’animo.
Forse è questo che da pace: che ai vasetti ho pensato, ce li ho qui con me e li vado utilizzando, non solo nel matrimonio ma in tutti gli scorci della mia esistenza. E la consapevolezza che lo Spirito Santo interviene in mia difesa, sostenendo la mia buona volontà con la sua forza.
Ho il sospetto che molti sposi si scordino di portarsi i vasetti di quest’olio perché confidano nella fiamma del loro amore. In realtà quella è solo una scintilla, l’inizio di tutto, come in un motore a scoppio, dove poi occorre un bel po' di carburante taniche di riserva da attingere soltanto tramite lo Spirito Santo.
Così per la fiamma della fede, della prima conversione: non basta.
D’altra parte anche San Paolo dice che di tutte le virtù una sola rimarrà: la speranza finirà e persino la fede, solo la Caritas resterà, cioè l’amore.
Ci vuole tanta riserva di amore, addirittura occorre inventarlo, per poter oleare l’esistenza. La perseveranza è un volto dell’amore. Una sposa o uno sposo lo sanno; una madre o un padre anche.
Perseverare nella pazienza, nella dolcezza, nell’ingegno, nella preghiera. Sempre.
Sapere che giungerà la fine di questa interminabile lotta e inizierà da lì un Regno di Amore, mi fa trasalire di gioia, mi riempie di pace e m’incoraggia a…perseverare!




lunedì 4 giugno 2018

ARTISTI: SENSUALI MISTICI




Stavo a una mostra pittorica e mi guardavo attorno; essendo mattina presto non arrivavano molti visitatori, così presi il mio rosario e cominciai a pregare: è sempre un ristoro stare con Loro Lassù!
Mentre pregavo e osservavo ora i fiori dipinti, ora gli alberi fuori dalla finestra, mi venne una singolare riflessione.
Il pittore, come probabilmente ogni genere di artista, si lascia toccare i sensi dalla bellezza, e poi cerca di trasmettere questo piacere interiore agli altri perché quando hai qualcosa di bello da raccontare devi assolutamente farlo!
Sono proprio i sensi che vengono toccati e vanno a risvegliare l’anima, non il corpo soltanto. Per esempio se vedo il colore dell’onda che s’infrange sulla spiaggia, il senso della vista provoca un piacere inspiegabile che deve passare dentro l’anima per riuscire a esprimersi e tradurre il tutto in pittura.
Così pensavo che ogni senso che il Signore ci ha donato sia semplicemente un mezzo per riaccendere l’anima e riscoprire un pezzetto di bellezza creata da Lui e quindi di Cielo.
Perché altrimenti il buon Dio ci avrebbe fornito di cinque sensi? Solo per dannarci la vita? Io non credo a un Dio così: credo invece a un Padre che ha fatto perfetta ogni cosa e che ha lasciato nel nostro intero essere tutti gli indizi giusti per tornare a Lui.
L’artista è un sensuale che usa i sensi insieme all’anima per raccontare la Bellezza infinita e quindi per raccontare Dio al prossimo, ma anche per riscoprire personalmente la bontà di questo Papà.
Ogni senso del nostro corpo ci indica chi siamo, da dove veniamo e come potremmo tornarci!
Siamo soliti credere che i sensi siano qualcosa che ci allontana da Dio, invece ci sono stati donati sicuramente per assicurarci la sopravvivenza su questo bel pianeta, ma per ritrovare il nostro Vero Regno, e credo anche per renderci piacevole il passaggio in un regno che non è proprio nostro.
Non voglio giocare con le parole, ma facciamoci caso insieme: si può essere sensuali tanto da diventare ancora più mistici.
Per esempio riflettiamo sul tatto: a chi non piace essere accarezzato o tenere la mano del proprio figlio o ritrovarsi al sicuro fra le braccia di una persona cara? Cosa ci dice questo? Che siamo figli dell’Amore, che ci sentiamo davvero bene solo quando siamo con chi ci ama…accanto, dentro l’abbraccio di Dio. Che indicazione ci da questo senso che va a risvegliare nell’anima un pezzetto di Paradiso? Che devo amare! Che sono fragile se non sono con l’altro; che da solo non mi sembra di camminare bene. Che sono appagato completamente se sto con i fratelli.
L’udito: quanto è piacevole il primo cinguettio di quel minuscolo uccellino sul ramo, appena ci si sveglia! Come fa sussultare la voce della mamma che chiama o il canto della propria figlia! Qualsiasi momento della giornata diventa pace e le rughe si distendono nell’ascoltare determinati suoni. Suscita quasi un canto interiore o il desiderio di suonare uno strumento (reazione dell’artista per esempio). Che indicazione ci da l’udito stimolato positivamente? Che sono belli i suoni che creano pace interiore perché noi veniamo da lì: dal Regno della Pace. Allora godiamo della pace, procuriamo viverci dentro e facciamo in modo che regni perché solo così mi sento felice. Da questa felicità infinita scoperta dal canto di un passero, può uscire una poesia dalla mia anima o un canto…un dipinto che illustri quel che non  so descrivere a parole…e tanto altro.
Così diventiamo artisti senza saperlo. Ognuno di noi può esserlo, proprio perché se si coglie qualcosa del Cielo e dal senso si fa vibrare fra le corde dell’anima, ne esce una gioia tale da doverla tradurre in qualche modo. Un po' come ha fatto in Principio il più grande artista del mondo: il Creatore.
Che dopo aver dipinto il nostro splendido pianeta, il cuore gli ha sussultato tanto da voler creare l’uomo, come suo figlio, per farlo godere del creato e sentirsi immensamente amato e amarlo a sua volta rallegrandosi della sua gioia! “Rimanete nel mio amore…..affinché la vostra gioia sia piena…” come dice Gesù.(Gio 15)
I sensi non ci portano lontano da Dio, ma anzi lo portano ancora più vicino e vivo! Rallegriamoci della vita, rallegriamoci di noi, rallegriamoci di ogni cosa che è in noi perché è cosa buona e giusta se vissuta attraverso l’anima: nostra parte divina.
Ed ecco nascere un altro meraviglioso senso: la gioia di dire Grazie a Dio!



domenica 29 aprile 2018

AMA



Ama il prossimo tuo come te stesso, dice Gesù.
Ma io mi amo? Vuoi vedere che il nocciolo della questione è proprio questo?
Alle volte capita di notare in persone anche molto garbate e socievoli, improvvisi cambiamenti di atteggiamento; come se una porta si chiudesse nell’anima e non volessero più far entrare gli altri.
Nei peggiori dei casi alcune anime diventano quasi aggressive a costo di assicurarsi di tenere lontano chi gli parla.
E’ facile concludere che siano persone ferite, che sono state giudicate, non comprese da qualche poco attento ascoltatore. Il fatto è che la loro auto-stima è scesa e si sono arroccate dietro a scaltre fughe o, peggio, a brusche risposte.
Se non si comunica più il cuore, non si riceve neanche più il cuore dell’altro. E tutto si ferma. Resta solo dolore represso, grida interiori soffocate dalla forza di volontà estrema per cancellarsi.
Diventiamo isole. Isole di reclusione, tipo Alcatraz, con tanto di guardie intransigenti ferme sulla porta. Ci mettiamo in carcere con le nostre stesse mani.
Siamo sicuri che questo corrisponda a “amare se stessi”? O è solo un’estenuante difesa dal probabile dolore? e siamo sicuri che difendersi dal dolore ad ogni costo sia amarsi? Se una madre ragionasse così, non vedrebbe mai il viso di suo figlio: il parto è amore .
Poi ci sono quelle persone che nel dialogo spesso intercalano con “io sono molto duro con me stesso”…e il sorriso di chi ascolta si gela bluastro sulle labbra. Ecco un’altra battuta di arresto al dialogo: chi ascolta si spaventa, o nei peggiori dei casi avverte rigidità anche verso di sè e tende a chiudere le porte. Perché questa dichiarazione? Per annunciare in un modo “carino” e legittimato che non sono in grado di perdonare se stessi quando sbagliano.
Quindi se non mi perdono, mi sto amando tanto? O è solo un pianto straziante sui miei limiti, che non riesco ad asciugare?
Forse quel ripetere che si è tanto duri con se stessi è solo una velatissima richiesta d’aiuto all’altro: “Ti prego, trova tu un modo affinché io smetta di condannarmi!" Perdonami tu…così forse mi salvo!”….E non è proprio questo che è venuto a fare Gesù?
Percepisco  questo lamento nel prossimo, e alle volte anche in me. Ciò mi rattrista perché è segno che non riusciamo ad amare noi stessi. Di riflesso, diventa difficile amare gli altri.
Allora cala il silenzio, cresce la diffidenza, si tende a non aprire il cuore all’altro; e se non scorre amore fra due persone, non sta scorrendo la vita, non si và da nessuna parte; ci si sente vuoti e forse anche arrabbiati o inclini al litigio.
Ho voluto fare solo due esempi di disamore verso se stessi,  ma è facile trovarne molti altri.
E se non amiamo noi stessi e ci torturiamo in ogni modo senza pietà, come possiamo ritenerci adatti ad amare il prossimo? Soprattutto speriamo di non farlo usando i parametri che abbiamo verso di noi, perché allora s’incorrerebbe in vere guerre!
Come mai non ci riteniamo degni neanche del nostro amore?
C’è da una parte il Figlio di Dio che dalla pace e armonia di un Cielo splendido è sceso in questo caos che è la nostra esistenza per portare la Sua pace e la Sua armonia e si è lasciato morire in croce per entrare nella morte e farla diventare Vita.
E’ sceso per stare fra le nostre braccia come se non gli bastassero le braccia del Padre. Si è fatto nostro cibo per essere certo di non essere separato da noi in nessun momento e per poterci sostenere ogni giorno nelle nostre lotte.
Ci ha amato per primo, senza aspettare che noi diventassimo San Francesco d’Assisi o Santa Teresa di Calcutta. Ci vuole e basta.
E dall’altra parte ci siamo noi che per dimostrare che stiamo lottando in nome del bene, odiamo profondamente noi stessi e non vogliamo perdonarci. Qualcosa non funziona!
Perché noi non ci amiamo? Siamo più grandi di Dio? Più bravi a giudicare? Pensiamo che la nostra intransigenza verso di noi sia migliore dell’amore misericordioso del Padre per guarire dalle colpe?
Pensiamo che Dio abbia “sbagliato” a farci così? O forse siamo solo tanto arrabbiati perché non riusciamo a cambiarci da soli?
La santità non è uno sforzo titanico della nostra volontà, ed io aggiungo, “menomale”! La santità è amore: una potenza divina dell’amore che ci viene regalata con lo Spirito Santo. La santità è un lungo cammino che si fa su quella Via insieme a Gesù, con la spensieratezza e l’allegria del bambino che trotterella per mano al suo Papà, riponendo tutta la fiducia in Lui.
Forse crediamo che non amandoci, ci cambiamo in meglio e che non perdonandoci, ci puniamo in modo corretto e i nostri peccati si cancelleranno.
 Invece se non mi perdono, i miei peccati mi restano sempre davanti a impedirmi il cammino. Io non sono in grado di cancellarli: devo farmi perdonare da Dio che sa come spazzarli via; così dopo potrò ricominciare a camminare.
Questo è l’amore che devo a me stesso. Questo è l’amore che è bello dare al prossimo! Questo è l’inizio della Santità: “Ama il prossimo tuo…COME TE STESSO”! Allora “Siate perfetti come il Padre mio è perfetto” significa questo: AMA! Perché Lui ti ama. Gli errori, i difetti, i peccati, te li leva Lui, i tuoi e quelli del tuo prossimo; tu intanto AMA!
Perché solo l’amore guarisce, restaura, edifica…..salva.






venerdì 30 marzo 2018

QUANDO UN FIGLIO SORRIDE

Quando un figlio sorride, il mondo si accende di colori, l'aria si può respirare e te ne puoi riempire i polmoni, la vista funziona anche se l'età te ne ha tolto una parte.
Quando un figlio sorride, inizia qualunque storia, si dipana la nebbia nel cuore, e puoi mettere un passo davanti all'altro, senza timore di sentire le ginocchia fragili non reggere il peso.
Quando un figlio sorride, ti puoi rilassare, senti scendere le spalle finalmente distese mentre lasciano in terra cadere un fardello, e puoi persino sederti e chiudere gli occhi un momento.
Quando un figlio sorride, puoi lasciare scendere le lacrime a lavarti dal buio e dal deambulare incerto che ha un cieco in un luogo sconosciuto.
Quando un figlio sorride, fosse anche per poco, puoi distogliere lo sguardo dalle tue preoccupazioni per lui, e girare la testa verso il sole che batte sulle tende della finestra e far nascere un "grazie" verso il Cielo che sempre assiste.
Quando un figlio sorride....puoi dirti per un istante che è tutto compiuto perchè quello era lo scopo, quella la meta, quello il senso della tua vita.
Quando finisce il suo sorriso.....devi ricominciare, fino al prossimo sospiro, fino a che ce la puoi fare.....


martedì 27 marzo 2018

ALLELUYA!!

Margherita canta in un pub...per la prima volta in pubblico, un delizioso Alleluya


venerdì 9 marzo 2018

UN CANONE DI PACE ( canzone)

Questa è un'altra canzone di mia figlia che è stata composta, scritta, suonata, arrangiata totalmente da lei.
Ma la cosa bella è che pur non capendo tutte le parole (il mio inglese lascia a desiderare!) sono riuscita a coglierne il senso.
La sua capacità di trasmettere un sentimento ed una forte emozione attraverso la sua voce è davvero interessante e stupefacente.
Vi auguro di...ascoltarla!

giovedì 1 febbraio 2018

KAIROS E KRONOS


In un brano del Vangelo di San Giovanni, all’improvviso risuona la voce di un greco che incontra un apostolo e gli dice: “Vogliamo vedere Gesù!”
Sì: anch’io voglio vedere Gesù, voglio vedere il suo volto. Sento che mi basterebbe, che mi riporterebbe a casa. Come quando ti ricordi del viso di tua madre o tuo padre e dovunque tu sia, ti senti di nuovo in un posto sicuro. A me capita una sensazione simile anche quando rivedo dei volti simpatici in TV di personaggi ben conosciuti che mi ricordano quando ero più giovane e mi riportano alla mente istanti che sembravano dimenticati, momenti di un passato che mi appartiene e mi suscita un misto di allegria e tristezza.
I volti di chi ami sono come dei codificatori della tua vita: hai la necessità di vederli per ritrovare il meglio di te stesso.
Così urge vedere il volto di Gesù, per ricordarsi da dove veniamo, dove sta casa e come ci si torna.
Questa vita è piena di cose senza senso, di malvagità, d’inganni, disamore e atti di non-carità: tutto ciò stanca, confonde e strema la mia essenza. Arrivo a pensare di essere io quella fuori luogo. Allora devo fermarmi e guardare una foto di mamma per trovare un sorriso buono e sentir risuonare dentro le sue parole e la voce che calma.
Questa vita è colma di KRONOS (in greco: tempo che si sussegue): d’istanti che passano, si rincorrono, con gli impegni che vanno assolutamente assolti. Tempo che si lascia dietro uno stressante tic-tac che mi batte in testa come la sveglia inghiottita dal coccodrillo in Peter Pan!
Eppure gli attimi che ricordo di più e rimangono indelebili scolpiti nel cuore sono quelli del KAIROS (in greco: tempo nel mezzo, tempo speciale) quindi il tempo delle cose belle, gli eventi che fanno sì che la vita sia degna di essere vissuta; come dice la definizione: momenti in mezzo, nel mezzo del KRONOS, in mezzo quasi a interrompere il tic-tac, come luci improvvise che danno splendore alla vita e ti fanno risentire il battito del cuore: unico ticchettio che dovremmo ascoltare e seguire.
Essi sono tutti legati a un volto amato: il momento in cui ho visto per la prima volta il visetto dei miei figli; quel giorno in cui ho fatto tanto ridere mamma o quando papà ha cercato il mio sguardo prima di lasciarmi il braccio all’altare; l’espressione dei miei ragazzi a catechismo quando scoprono che Dio è buono; lo sguardo trepidante di un’amica che non vedi da troppo, mentre ti corre incontro; i momenti di preghiera quando sento di aver capito qualcosa di nuovo.
Tutto questo è il volto di Gesù. Questi momenti che ti sorprendono nel bel mezzo della vita ordinaria e la rendono bellissima, dandole un senso. Sono il KAIROS della mia vita: il tempo determinante che va costruendo la mia vera storia.
Ma c’è di più. Ci sono altri momenti speciali nella nostra vita, che capitano nel bel mezzo del susseguirsi della routine: momenti di sofferenza, di grandi e piccoli dolori che anch’essi ricorderemo per molto tempo. Eppure anche questi sono il Kairos della vita, perché sono quei momenti che segnano una crescita personale, che ci fanno vedere anche il solito tran tran di tutti i giorni come una grazia speciale, ci illuminano la mente e il cuore insegnandoci dal buio dove sta la luce: in ogni singolo istante del nostro vivere. Ho fatto personalmente questa esperienza il periodo in cui ho avuto dei dolori così forti a una gamba da non poter stare in piedi e allora mi sembrava grandioso e persino divertente l’idea di stare in fila al supermercato se solo l’avessi potuto fare! Questi momenti di dolore sono quelli che ti fanno capire come la bellezza sia nascosta anche nel semplice KRONOS.
Tramite Dio, si comprende che tutto è KAIROS…tutti i tic tac della vita lo sono perché il volto di Dio è sempre su di noi, infatti, se solo si voltasse un istante distraendosi da noi, cascheremmo tutti in terra come pere troppo mature.
Se il volto di Dio è su di noi, allora stiamo sempre vedendo Dio: negli occhi dei figli, al supermercato guardando il nonnino che non trova il tonno, nel sorriso dell’amico, nella ruga che compare allo specchio…ogni istante è oro. Potremmo dire che per il cristiano il tempo è un susseguirsi di KAIROS, di momenti speciali, che ci tengono di continuo al centro della vita, perché il Regno di Dio è già in mezzo a noi.
Sì…posso vedere Gesù..anche da qui.






mercoledì 10 gennaio 2018

PACE...NON CERTO DI QUESTO MONDO

Ho letto su una di queste frasi che circolano su internet che far uscire il proprio dolore alle volte può aiutare a non far scoppiare il cuore e magari a rendere il tutto più sopportabile senza finire col cuore indurito. Ci ho riflettuto e credo proprio che sia vero. Così stasera, differentemente da tutte le altre volte che ho scritto su questo blog, voglio tirare fuori il mio dolore.
Sono costretta a prendere atto che alcune persone si sono approfittate della mia bontà e buona fede e mi hanno trattata in un modo che certamente non induce a sentirsi amati. Ma tutt'altro: rifiutati.
Nella mia abitudine a voler giustificare e guardare al lato positivo degli altri, capisco che ciò è stato fatto per motivi precisi che non vertono a farmi volontariamente del male, si tratta di comportamenti egoistici e di chiusura verso il prossimo. Quindi diciamo che "li giustifico" ma resto lo stesso attonita e basita.
Davanti al dolore della vita, alla morte, alla malattia, in genere l'essere umano si ferma a riflettere su cosa conta e cosa no. A me perlomeno capita. E di sovente gli avvenimenti tristi mi inducono a pensare che le cose che hanno davvero importanza sono poche e sono a portata di realizzazione di tutti: usare il tempo per amare, per sorridere, per architettare la felicità propria e degli altri, senza risparmiarsi. Sicuramente non sono sempre capace di agire con perfezione, ma lo sforzo è costante...forse perchè di brutte fini "evitate" per un pelo, ne ho viste tante nella mia vita.
Ora, vedere che di fronte a eventi che rammentano quanto sia fugace il tempo e quanto siano inutili molte delle cose che ci preoccupano...mi rattrista ancora di più dell'evento triste. Mi spiego?
In questa constatazione di essere rifiutata e non amata, mi nasce comunque in cuore un pensiero assolutamente avulso da rancore: che lo sforzo immane che si fà nella vita per essere buoni e umanamente "divini", quello sforzo che alle volte pare essere totalmente inefficace, la solita lotta contro i mulini a vento....invece produce dei frutti inaspettati che emergono proprio in queste difficili occasioni: non sentire rancore, pur non capendo e non condividendo le idee degli altri; per non parlare della immensa pace che proviene da un profondo inperscrutabile e inspiegabile; pace che resta ferma pur dentro il dolore. L'idea che quella è la presenza di Dio.
Ecco, questa è la mia esperienza colma di tristezza eppure colma di pace. Una pace non certo di questo mondo.
Buona serata a tutti




martedì 12 dicembre 2017

TEMPO STRAORDINARIO


Eccoci di nuovo in un tempo “straordinario”: tempo di festa, di luci per le strade, di vetrine addobbate, di negozi talmente riforniti di novità da confondere quelle poche idee che avevi in testa per fare i regali; tempo in cui i pensieri saltano impazziti da “cosa devo cucinare per il 24?” a “Oh mamma mia…e cosa prendiamo per zia?”, e mentre acquisti distrattamente il salmone…mediti di scappare in Alaska per evitare brutte figure sotto l’albero ma ti ricredi subito pensando che già non sopporti il freddo italiano…figuriamoci quello della tundra!
Tempo straordinario, durante il quale soffri di sbalzi d’umore e passi rapidamente dall’euforia di tornare bambina attaccando decorazioni all’albero canticchiando e sistemando personaggi strani nel Presepe, alla perdita quasi totale di entusiasmo buttata sul divano, al pensiero che invece non potrai giocare a niente perché sei troppo “adulta” e nessun altro vorrà giocare con te a Natale perché saranno tutti troppo stanchi e….adulti.
Tempo fuori dall’ordinario, in cui ti chiedi se è giusto essere allegro come un’innocente quando là fuori la gente muore. Mentre in un tempo ordinario, ti guarderesti bene dal far festa.
Insomma un tempo in cui a uno che guarda da fuori e non sa cosa è il Natale, sembreresti uno schizzofrenico con doppia personalità e poca capacità di connettere comunque. Ma cosa c’è di straordinario davvero?
Straordinario è un Dio che da un mondo di armonia, pace e amore, scende in questo nostro ordinario e poco armonico mondo per portarci il profumo del suo Cielo. Scende per dirci che possiamo essere bambini, anzi, che dobbiamo esserlo per tornare a godere del suo regno. Scende a portare una luce che non è intermittente a seconda se siamo o non siamo coerenti, ma brilla fedele sul nostro cammino per non farci perdere il sentiero giusto, neanche quando siamo finiti in un fosso.
Scende per dirci che con Lui la vita sarà Vita per sempre e chi è morto non lo è davvero e lo rivedremo, perché Lui ha avuto il coraggio di entrare nella morte. Scende per prendersi i nostri regali che per quanto inadatti siano o bruttini come i nostri peccati, Lui li riceverà con un sorriso, li porterà via con sé, lasciandoci quel dolce sapore di essere accettati, perdonati e graditi nonostante tutto.
Ecco perché tutto è straordinario: perché è divinamente meraviglioso. E’ la gioia che vado cercando da sempre.
Allora posso sentirmi bambina, posso giocare, posso sbagliare regalo, posso essere “io” perché conta solo che Dio mi ama e ama la mia Vita. Posso sorridere e non sentirmi in colpa perché il sorriso è esattamente quello che Gesù stava cercando in me: la voglia di amare tutti, la voglia di lottare per far vincere il bene, il desiderio di essere quell’uomo a immagine e somiglianza con Dio. Questo fa sorridere a Natale! Perché torna vivo in noi il desiderio di essere amore…non importa cosa mangeremo, cosa ci regaleremo, conta che Gesù mi ama, perciò io posso essere felice.
E’ inspiegabile come riusciamo a dimenticarlo ogni tanto. Abbiamo bisogno del Natale per ricordarci che la Vita è nata per noi….per rendere tutto straordinario. Ora. Sempre.
Buon Natale fratelli
Paola Buccheri

Luminaria..straordinaria!





lunedì 23 ottobre 2017

TORTA" CIOCCOLATONE"

Oggi è stato i mio compleanno e ho voluto inventarmi una torta "oberata" di cioccolato! Volevo fosse esageratamente al cioccolato, come piace a me. Visto che è venuta veramente bene, la metto qui sul mio blog. Provatela!!!

INGREDIENTI: (Tanti ma facili da trovare in casa)
4 cucchiai di zucchero,
5 cucchiai di farina,
2 uova,
1 bustina e mezza di Ciobar (o altro preparato per cioccolata calda)
50 gr burro,
1/2 bicchiere olio di semi,
1/2 bicchiere latte,
1 cucchiaio fecola di patate o simili,
1 cucchiaio marmellata di arance (o limoni o altri agrumi),
2 cucchiai mandorle,
2 cucchiai nocciole,
2 cucchiai gocce di cioccolato,
1/2 bustina lievito,
qualche goccia di aroma di vaniglia se lo avete.

Per guarnire:
4 quadrotti di cioccolata fondente (100gr)
riso soffiato
qualche cucchiaio di latte

PROCEDIMENTO:
Sbattere i rossi delle uova con lo zucchero, l'olio e il burro. Mano mano aggiungere gli altri ingredienti. Le mandorle e le nocciole andranno tostate in forno per 10 minuti e poi tritate. Lasciare da parte una cucchiaiata di frutta secca tritata grossolanamente per la decorazione finale.
Montare a neve le chiare e aggiungerle alla fine.
Imburrare e infarinare una teglia e versarci dentro il composto cioccolatoso. Prima di infornare distribuire sulla superficie la cucchiaiata di frutta secca tritata grossa e una cucchiaiata di riso soffiato.
Ora mettete in forno a 180 gradi per circa un'ora.
Lasciare raffreddare e metterla in un piatto.
Fare sciogliere in un pentolino il cioccolato con un goccio di latte e poi con un cucchiaino, distribuire la cioccolata fusa sulla torta facendola colare a fili.
Fare rapprendere. E' pronta e molto molto buona!!!
A me è piaciuta! e ai familiari...pure!


martedì 10 ottobre 2017

PUBBLICITA' DEI BAMBINI IN DIFFICOLTA'

Sono davanti alla TV e il mio programma preferito viene continuamente interrotto dalla pubblicità. "Pazienza"- mi dico-"un ottimo pretesto per contare i giri della maglia che sto facendo".
Ma all'improvviso arrivano le immagini di bimbi che patiscono una fame da noi inimmaginabile e i loro volti sconvolti da un dolore che noi non possiamo neanche pensare, mi fanno distrarre e mi sento immediatamente un essere superficiale e stupido. Soprattutto inutile.
Tento di consolarmi nella consapevolezza che ogni tanto dono qualcosa a quella associazione..ma non serve molto a lenire il mio stato nè sicuramente a risolvere il malessere nel quale loro vivono. Non mi sento di spegnere o cambiare canale, ma nulla mi fa star meglio: sento le lacrime salirmi agli occhi e una morsa feroce stringermi la gola.
Mia figlia vicino a me ha cambiato espressione e mormora sconsolata: "Credo che potrei riprendermi solo se potessi prenderli in braccio e dargli io stessa da mangiare con le mie mani". L'impotenza è tanta.
Oggi improvvisamente ho formulato un pensiero che ha gettato un barlume di luce e speranza in me: "Se invece di piagnucolare e sentirmi in colpa mi mettessi a pregare per loro durante tutto il tempo della pubblicità?"...ecco sì, questo mi fa sentire più utile. Pensate se tutti noi decidessimo di pregare (fare delle Ave Maria o dei Padre Nostro) durante ogni pubblicità di questi bimbi affamati o disabili, oltre a quel contributo minimo che possiamo fare, arriverebbe loro un'ondata di amore che ristora e magari nei cuori di qualcuno che può attivarsi più di noi, nascerebbe qualche idea o soluzione intelligente per cambiare in meglio la loro condizione.
Credo moltissimo nella potenza della preghiera. Uniamola ai nostri aiuti finanziari...vi prego: sarà una donazione di grande valore! 
Che ne dite? Mi copiate?


Speriamo un giorno vederli sorridere

mercoledì 4 ottobre 2017

E' ORA DI CAMBIARE

Domenica passata mi ha colpito una frase che ho ascoltato durante l'omelia in Chiesa; una frase sul perdono, sul pentimento in particolare. Me la porto dietro da giorni come un semino nella terra che misteriosamente e silenziosamente sta lavorando e produce altri pensieri.
"Pentirsi significa cambiare sentimento"....ed ecco che subito penso che si tratti del mio sentimento nei confronti delle persone, o cambiare prospettiva davanti a certi eventi della vita, o ancora modificare il mio modo di essere. Invece no, il sacerdote continua: "....cambiare sentimento nei confronti di Dio: smetterla di aver paura che non mi possa amare o perdonare".
Questo mi ribalta completamente il cuore, come se qualcuno l'avesse preso e scosso fino a farne uscire i sassi incastrati dentro non si sa come e non si sa da quanto.
Sì, è vero, si vive nel terrore di doverla pagare, di doversi guadagnare un sorriso dalle persone, di doversi conquistare una buona fama....tutto per assicurarsi di essere amati e ben voluti perchè il nostro cuore non può battere sereno se dubita di non essere amato.
Ancor più da Dio. La nostra anima è infettata dal comportamento prettamente umano e vive il sotterraneo terrore di non poter essere all'altezza di Dio. Ma certamente che non siamo all'altezza di Dio!! ma la bella notizia è che a Dio non importa nulla di una cosa simile. Dio ci fa conoscere la sua misericordia e quindi il perdono anche se non ce lo meritiamo affatto e con questo gesto ci informa di una cosa importante: Che ci ama tantissimo.
Da questa informazione nasce il nostro vero pentimento: il cambiare sentimento nei confronti di Dio. E cioè che non è il Capo Cattivo pronto a stroncarci le gambe ad ogni errore, ma il Papà paziente pronto a rinforzarci li dove siamo deboli e debolissimi. 
Cambiare sentimento verso Dio: iniziare a credere che mi ama. Crederci sul serio, non con le parole.
Perciò alzarmi pensando che ogni istante trascorso nell mia vita è un istante del cammino verso la felicità.
Felicità che passa attraverso sentieri strani ed imprevedibili...ma sempre felicità.
Cambiare sentimento verso Dio: entrare in confidenza con Lui e restarci. Sempre. Perchè mi sta cercando, ha piacere a stare con me, al contrario di molti in questa esistenza.
Avere un sentimento di amore verso di Lui è l'inizio del mio pentimento e della mia conversione. 
Lo stesso potere abbiamo noi quando perdoniamo un nostro fratello: in lui si genera questo percorso, alla fine del quale è sempre Dio che incontrerà, non solo noi.
E' ora di cambiare...è ora di sentirci liberi e amati da Dio.




sabato 16 settembre 2017

IL ROSARIO DELLA FAMIGLIA

Spesso e volentieri mi ritrovo a parlare con qualcuno che a un certo punto del discorso mi dice: "prega per me". Mi sento onorata di tanta fiducia e non me ne sento all'altezza come un pò ognuno di noi. Però la voce del fratello che chiede preghiera deve essere sempre ascoltata seriamente: è come se avesse chiesto un bicchiere di acqua o due biscottini perchè ha fame; non si può dire di no per nessun motivo e non si può lasciare inattesa una richiesta così importante per il fratello.
Così mi sforzo sempre di mettere nelle preghiere chi me lo chiede e la mia preoccupazione è sempre di scordarmelo perchè ci sono tante persone per le quali sento il bisogno di pregare, iniziando ovviamente dai miei figli.
L'altra sera, col rosario in mano mi sono detta: saranno almeno una cinquantina le persone che vorrei ricordare e portare a Maria...ci entrano tutte le palline del rosario.....ideaaa!!!
Così mi sono inventata un rosario particolare: prima di ogni Ave Maria dico il nome di colui o colei che voglio presentare a Maria. Iniziando ovviamente dai familiari più stretti fino agli amici e conoscenti. Mentre dico la preghiera per quella persona della quale io non posso conoscere esattamente tutti i bisogni e le richieste, mi immagino di rivestirla di una campana trasparente di luce che rappresenta l'amore di Dio nella sua interezza: un amore che protegge e che rinforza nei momenti difficili. 
Quindi prima di ogni Padre Nostro dico soltanto: "Per tutta la mia famiglia"...e seguito con le Ave Maria dedicate. Non importa se si arriva solo a 10 o a 30...l'importante è cercare di finire la decina intrapresa così ci si sforza di ricordarsi davvero di tutti. Ieri sera ho ricordato improvvisamente persone appena considerate conoscenti che però so avere bisogno di preghiere. 
Alla fine la "famiglia" in un cuore è molto di più dei soli familiari stretti. E voglio aggiungere che quando il cuore è all'opera potenzia molto bene la memoria vacillante! e il rosario corre velocemente sotto le dita, creando nel cuore un gran senso quasi tangibile di utilità concreta. 
Ve lo consiglio se avete difficoltà a fare il rosario. Iniziate da questo. E' davvero consolante per chi lo fà, e spero lo sia ancor di più per chi inconsapevole riceve la preghiera richiesta. Non fà niente se neanche sospetta che noi preghiamo per lui: basta sia esaudito e che Maria ci sorrida come una Mamma contenta del suo figlio.
Buona preghiera!

martedì 15 agosto 2017

DUE META'

Si è rotto il cuore
Si è spaccato a metà.
E l’anima esala vapori
Di estenuante dolore.
Gli altri la fuori
Parlano ignari.
Mentre la vita si ferma
E mi costringo a respirare.
Un’oppressione forte allo sterno:
mi si chiudono gli occhi.

Si è rotto il cuore,
ne sono certa:
ho sempre creduto
che se fosse avvenuto
avrei colto l’attimo
scoprendo da viva
che cosa è la Vera Morte.
Un istante improvviso
Che valica le forze
Spazzando via il sorriso.

Che farò ora,
con questo cuore a metà?
Inutile piangere,
nessuno comprende
che respiri a comando
e cammini per forza.
Allora alzo lo sguardo
E vedo i tuoi occhi,
imploranti chiarezza,
desiderosi d’amore.

Anche tu stai morendo,
sento lo stesso respiro,
nella voce alterata
da un dolore ineffabile.
Ti ho dato la vita,
per vederti sorridere,
non ci sono riuscita.
Ora prendi il mio cuore,
uniscilo al tuo a metà,
che magari con la mia
ne formeremo uno intero.
Tienilo tu, te ne prego.
Ora il mio soffrire non conta
Ora la morte ha un senso:
consentire la Tua Vera Vita
QUESTA VOLTA DAVVERO….




giovedì 10 agosto 2017

"PROGRAMMI MORTALI"?

Fa un caldo notevole; dopo pranzo sembra di essere entrati in un forno insieme alle lasagne, perciò le gambe mi si piegano e mi siedo un momento in salone davanti alla tv. Magari mi riposo un attimo, penso, e vedo qualcosa di rilassante.
Quindi accendo e mi trovo davanti un’operazione con tanto di sangue che scorre sul lettino, mentre l’infermiera grida al medico in questione: “Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!”…no no…cambiamo canale che mi sale l’ansia.
Ecco ora c’è un poliziotto che entra in una casa: vediamo, forse è un interessante poliziesco! Invece il poveretto entra in un salone dove una persona è stata accoltellata una serie di volte infinita…e quello che gli si presenta  è una scena atroce. Ma di che si tratta? Mi chiedo. E controllo il tasto dell’informazione sul programma: “Donne mortali”. Donne mortali? Ma in che senso? Presto capisco che sono storie vere di donne disturbate da una cattiveria impensabile che hanno ucciso una serie di persone, con un numero di coltellate allucinanti. Il programma ci fornisce tutte le ricostruzioni recitate da attori…e ciò che ne deriva è sbigottimento e…altra ansia. Cambio canale.
Subito dopo c’è un programma dove qualcuno sta legando un vecchietto e si accinge a picchiarlo. Ma no!! Cos’è? Si chiama “Un estraneo in casa”, un programma simile all’altro. Non se ne parla: giro canale.
Nell’altro canale litigano. Nell’altro ancora sezionano cadaveri mentre fanno allegramente colazione in obitorio. E così via. Aiuto!!! Datemi un cartone animato che sto perdendo fiducia nel genere umano!
Come mai nei nostri programmi televisivi ci sono tante crudeltà? Donne mortali, Segreti fatali, Un estraneo in casa, Omicidi in famiglia, Scomparsi, Ospedali vari, discussioni feroci anche per le caramelle. E poi tantissime persone che cucinano e ovviamente si insultano. Quale messaggio passa? Che l’uomo è cattivo e terreno, troppo terreno, come se fosse solo corpo e necessità corporali.
Bisogno di aver ragione fino ad uccidere; necessità di liberarsi da fastidiosi vincoli, fino a trucidare; voglia di mostrare tutto questo sangue che scorre ovunque come fossimo solo quello e perciò i medici sarebbero tutti degli dei perché nella misura in cui riescono a impedirne la perdita, ti salvano la vita…l’esistenza su questa terra in quanto esseri viventi.
Bisogno di esprimere le proprie esigenze sessuali senza calcolare quelle degli altri e senza darsi una qualsiasi regola: mi và, è bello, facciamolo! Fino ad arrivare al bisogno di nutrirsi che sembra esasperato ed esasperante per taluni che partecipano a certi reality.
Ora mi astengo dal dire altro, ma come mai non si fanno programmi su “Donne coraggiose”, dove si ricostruisce la vita di qualche casalinga che si è sempre ostinata a sorridere e portare pace in famiglia? Oppure “Pazienza nelle famiglie” dove ci incoraggiano mostrandoci famiglie che ce l’hanno fatta a rimanere insieme nonostante i problemi? O ancora: “Ritrovata e salvata” dove ci mostrano come i figli vengano riportati alla gioia dall’amore dei genitori?...non sono storie finte, sono vere, e ne conosco tante. Perché non le raccogliamo e ne facciamo dei programmi televisivi per tutti coloro che hanno bisogno di ritrovare il coraggio e la fiducia nel genere umano?
Voi mi direte che si fanno già! È vero sì: nei canali tipo tv2000 o di tendenza cristiana. Canali che molti saltano col telecomando più veloci della luce. Il bene si nasconde. Il male se ne approfitta e si fa propaganda su tutti i canali. Perché?
Qua non si sta facendo il meglio per noi, si sta dando il colpo finale alla paura e all’aridità che già gli eventi della nostra vita ci hanno alimentato. La sfiducia nella capacità di fare del bene che ognuno di noi si porta dentro in quanto figlio di Dio, và combattuta con altro amore. Solo il bene dà forza, non la forza di infierire coltellate, ma la forza di non infierirle(che a quanto vedo deve essere molta di più!) e invece di rialzarsi e lottare per vedere vincere la vita e l’amore.
Quella è la vera forza! Quella è una storia edificante da seguire che rinfresca il corpo e l’anima! L’annuncio e conferma che io non sono solo corpo, non sono solo sangue, non sono solo istinto, né sono dominata e guidata da tutto ciò. Siamo liberi! Liberi dal nostro male, liberi di fare il bene e riuscirci meglio.
 Amici, non fatevi condizionare o spaventare da certe brutture. Al limite….guardatevi un cartone o un programma per bambini. Meglio!

Ve la ricordate? la ragazza genio che esce dalla lampada! uno dei miei programmi preferiti!!