Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for
venerdì 14 luglio 2017
I MIEI DISEGNI SU REDBUBBLE!!!
https://www.redbubble.com/people/paolabuccheri?asc=u
Ciao amici!!
Ho messo i miei dipinti e disegni su un sito che me li stampa su magliette, cuscini, tazze...e tutto quello che vi viene in mente!
L'ho trovata una bellissima idea e ve ne volevo mostrare qualcuno.
Sono delle belle idee per qualche piccolo regalino, anche personalizzato.
Qualcuno di voi mi aveva detto di aver piacere ad avere in casa qualche mio dipinto: che ne dite di questa idea? a me è sembrata una cosa molto carina. Se vi và andate a dare una sbirciatina!
Buona giornata a tutti!!
Paola
PS: ovviamente basta cliccare sul link che trovate sulla prima riga di questo post
mercoledì 5 luglio 2017
TORTA DIETETICA LIMONE E MIELE
INGREDIENTI:
3 hg farina integrale
2 uova
2 cucchiai miele
1 hg frutta secca varia tritata(pinoli, mandorle e nocciole)
3/4 bicchiere di olio di mais
1/2 bustina lievito per dolci
1 limone(succo e scorza grattata)
Per la glassa: poche gocce di limone, acqua e zucchero a velo quanto basta
PROCEDIMENTO:
Si mescolano bene tutti gli ingredienti. L'impasto verrà un tantino solido ma ancora mollo da metterlo in una teglia( già imburrata) a cucchiaiate. Se il miele è troppo solido, scioglietelo prima a bagno maria. La buccia del limone tritatela nel frullino elettrico insieme alla frutta secca, così rimarrà più grossolana e darà ancora più aroma al composto.
Ora infornate a 180 gradi per un'oretta scarsa. Deve risultare dorata.
Levatela dalla teglia quando raffredda un pò. Quando poi è completamente fredda versatevi sopra la glassa fatta così: in una ciotola spremete un cucchiaio circa di succo di limone e aggiungete lo zucchero a velo un pò per volta fino a che il composto non comincia a risultare più bianco e denso più del miele(il cucchiaino deve fare un pò di resistenza e passando deve lasciar vedere il fondo della ciotola per un pò). Se è troppo dura, aggiungete acqua a gocce; se troppo morbida, aggiungete zucchero a velo.
E' una torta....consolante!!
3 hg farina integrale
2 uova
2 cucchiai miele
1 hg frutta secca varia tritata(pinoli, mandorle e nocciole)
3/4 bicchiere di olio di mais
1/2 bustina lievito per dolci
1 limone(succo e scorza grattata)
Per la glassa: poche gocce di limone, acqua e zucchero a velo quanto basta
PROCEDIMENTO:
Si mescolano bene tutti gli ingredienti. L'impasto verrà un tantino solido ma ancora mollo da metterlo in una teglia( già imburrata) a cucchiaiate. Se il miele è troppo solido, scioglietelo prima a bagno maria. La buccia del limone tritatela nel frullino elettrico insieme alla frutta secca, così rimarrà più grossolana e darà ancora più aroma al composto.
Ora infornate a 180 gradi per un'oretta scarsa. Deve risultare dorata.
Levatela dalla teglia quando raffredda un pò. Quando poi è completamente fredda versatevi sopra la glassa fatta così: in una ciotola spremete un cucchiaio circa di succo di limone e aggiungete lo zucchero a velo un pò per volta fino a che il composto non comincia a risultare più bianco e denso più del miele(il cucchiaino deve fare un pò di resistenza e passando deve lasciar vedere il fondo della ciotola per un pò). Se è troppo dura, aggiungete acqua a gocce; se troppo morbida, aggiungete zucchero a velo.
E' una torta....consolante!!
sabato 1 luglio 2017
REDENZIONE INCONSAPEVOLE
Oggi mi sono ritrovata a riguardare i filmini dei ragazzi quando erano piccoli perchè dovevo fare ordine e organizzarli per farne un dvd.
Quando ecco comparire sullo schermo la mia mamma che gusta un biscottino preparato da me per il primo compleanno di mia figlia. Un tuffo al cuore...poi lei reclama scherzando: "Non mi riprendere..sto mangiando"...altro tuffo al cuore e lo stupore.
Lo stupore nello scoprire che la sua voce vive sempre dentro di me, indelebile, solcata nell'anima più di un tatuaggio.
La guardo muoversi fra gli invitati, prendere mia figlia in braccio e ridere: non ci trovo niente di strano, perchè è questa la normalità....la Vita.
Rifletto in questo singolare stato di estraniazione dalla realtà tangibile, tuffata in una realtà non confutabile eppure ugualmente concreta ed efficace.
Rifletto sul corpo e sull'anima e su come il corpo lasci un'immagine di un'anima che è ancora viva in Cielo.
Eppure anche il corpo è importante, tanto è vero che resusciteremo con esso...forse con la parte più smagliante di questo: un corpo giovane, in ottimo stato, per nulla soggetto a variazioni negative.
Quel corpo è stato importante. Perchè lo sarà di nuovo.
Allora mi sovviene che la mia amica Vittoria le donò il sangue per l'ultima operazione subita: il sangue è vita.
Una parte della mia amica ora è quindi in Cielo, in una sorta di stand-by di resurrezione; e anche una parte di me è in Cielo, perchè io sono parte della mia mamma e del suo sangue. Anche io ho un piedino in Cielo con lei e con la mia amica. Un piede nella redenzione: lo trovo consolante, il ritrovarsi col corpo parzialmente redento quasi a nostra insaputa.
Inoltre per una sorta di sillogismo spirituale noi tre siamo parenti stretti.
Non so se riesco a rendere l'idea che mi sta inondando il cuore come un abbraccio materno: l'amore ci rende una cosa sola e ci trascina in Paradiso avendo ancora i piedi qua sulla terra...o almeno uno dei due piedi!!
E' meraviglioso perchè ciò in qualche modo spiega come mai i legami rotti per la morte non si sentono davvero rotti e perchè ci si può sentire uniti e fratelli davvero anche con chi non ha il nostro sangue. Ciò dimostra, caso strano attraverso il sangue, che il sogno di Dio è vero, efficace e realizzabile.
Mentre penso questo, nel video mamy starnutisce, mi viene da ridere ....è tutto normale...sì l'unica cosa che sento normale è essere vivi, e l'unica cosa che mi sembra vita...è ancora l'Amore.
Paola Buccheri
Quando ecco comparire sullo schermo la mia mamma che gusta un biscottino preparato da me per il primo compleanno di mia figlia. Un tuffo al cuore...poi lei reclama scherzando: "Non mi riprendere..sto mangiando"...altro tuffo al cuore e lo stupore.
Lo stupore nello scoprire che la sua voce vive sempre dentro di me, indelebile, solcata nell'anima più di un tatuaggio.
La guardo muoversi fra gli invitati, prendere mia figlia in braccio e ridere: non ci trovo niente di strano, perchè è questa la normalità....la Vita.
Rifletto in questo singolare stato di estraniazione dalla realtà tangibile, tuffata in una realtà non confutabile eppure ugualmente concreta ed efficace.
Rifletto sul corpo e sull'anima e su come il corpo lasci un'immagine di un'anima che è ancora viva in Cielo.
Eppure anche il corpo è importante, tanto è vero che resusciteremo con esso...forse con la parte più smagliante di questo: un corpo giovane, in ottimo stato, per nulla soggetto a variazioni negative.
Quel corpo è stato importante. Perchè lo sarà di nuovo.
Allora mi sovviene che la mia amica Vittoria le donò il sangue per l'ultima operazione subita: il sangue è vita.
Una parte della mia amica ora è quindi in Cielo, in una sorta di stand-by di resurrezione; e anche una parte di me è in Cielo, perchè io sono parte della mia mamma e del suo sangue. Anche io ho un piedino in Cielo con lei e con la mia amica. Un piede nella redenzione: lo trovo consolante, il ritrovarsi col corpo parzialmente redento quasi a nostra insaputa.
Inoltre per una sorta di sillogismo spirituale noi tre siamo parenti stretti.
Non so se riesco a rendere l'idea che mi sta inondando il cuore come un abbraccio materno: l'amore ci rende una cosa sola e ci trascina in Paradiso avendo ancora i piedi qua sulla terra...o almeno uno dei due piedi!!
E' meraviglioso perchè ciò in qualche modo spiega come mai i legami rotti per la morte non si sentono davvero rotti e perchè ci si può sentire uniti e fratelli davvero anche con chi non ha il nostro sangue. Ciò dimostra, caso strano attraverso il sangue, che il sogno di Dio è vero, efficace e realizzabile.
Mentre penso questo, nel video mamy starnutisce, mi viene da ridere ....è tutto normale...sì l'unica cosa che sento normale è essere vivi, e l'unica cosa che mi sembra vita...è ancora l'Amore.
Paola Buccheri
mercoledì 28 giugno 2017
SBRISOLONA FACILE E LEGGERA
INGREDIENTI:
10 cucchiai farina
5 cucchiai zucchero
1 uovo
1/2 bicchiere olio di mais
aroma di limone
1 pizzico di sale
marmellata a piacere
PROCEDIMENTO:
mescola tutti gli ingredienti con un cucchiaio (tranne la marmellata!) senza preoccuparsi dell'impasto se resta compatto o no.
Ungere una teglietta media e ora distribuire la metà dell'impasto sul fondo della teglia sfregando le mani così da sbriciolare la pasta. Distribuire uniformemente e pigiare un pò.
Quindi mettere a cucchiaini la marmellata scelta sopra a queste briciole e poi di nuovo l'altra metà dell'impasto.
Infornare a 180 gradi per circa un'oretta. E' cotta quando è dorata.
Aspettare che raffreddi completamente per levarla dalla teglia. E' buona e bellina da vedere!!
10 cucchiai farina
5 cucchiai zucchero
1 uovo
1/2 bicchiere olio di mais
aroma di limone
1 pizzico di sale
marmellata a piacere
PROCEDIMENTO:
mescola tutti gli ingredienti con un cucchiaio (tranne la marmellata!) senza preoccuparsi dell'impasto se resta compatto o no.
Ungere una teglietta media e ora distribuire la metà dell'impasto sul fondo della teglia sfregando le mani così da sbriciolare la pasta. Distribuire uniformemente e pigiare un pò.
Quindi mettere a cucchiaini la marmellata scelta sopra a queste briciole e poi di nuovo l'altra metà dell'impasto.
Infornare a 180 gradi per circa un'oretta. E' cotta quando è dorata.
Aspettare che raffreddi completamente per levarla dalla teglia. E' buona e bellina da vedere!!
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| Ecco la mia sbrisolona con la marmellata fatta da me!! |
mercoledì 21 giugno 2017
SENZA PAROLE
Sono
senza parole.
Il
respiro non si decide a passare. Non sa che via prendere, improvvisamente l’aria
ha dei dubbi atroci se attraversare le corde vocali per farle vibrare emettendo
una qualche sillaba o se entrare nei polmoni tirando su il petto che sembra
paralizzato.
Sono
basita, attonita. Parlare per dire cosa? Allora respirare sì, giusto per
tenersi in un buono stato di vita…ma sono talmente esterrefatta che il muscolo
del torace fa fatica a muoversi per aiutare l’aria a entrare e ventilare il
cervello che è andato in stand-by.
Decido
di respirare, almeno quello lo posso fare in silenzio. Ma respiro piano per non
far rumore, perché il mio desiderio inconscio è quello di non esserci, di non
essere notata…di scomparire se possibile.
Come
posso spiegare? Il mio fisico e tutto il mio essere pensante e spirituale si sono
bloccati nel loro insieme davanti alla cattiveria senza motivo.
Ma la
cattiveria ha in qualche caso motivo di essere? Io non credo, ma questa che sto
contemplando non ne ha di sicuro.
Resto
ancora meravigliata e incredula davanti alla crudeltà mentale di certe persone;
né voglio abituarmi, perché abituarsi, significherebbe avere un cuore che si
sta indurendo come una pietra. Preferisco non respirare e non parlare per lo
sgomento di fronte allo spettacolo di disumanità che l’uomo riesce a dare di
se. Così non mi sarà capitato invano: così avrò modo di terrorizzare
virtualmente la mia anima al pensiero di potermi ridurre così.
Qualcuno
ancora seguita a chiedersi come mai Cristo abbia voluto lasciarsi morire in croce
soffrendo indicibilmente. Qualcun altro, formula la teoria del masochismo immotivato
come per fare della sofferenza un vessillo del cristiano che, di conseguenza
rifiuta di vivere felice e sano. Qualcun altro ancora aggiunge che il Padre non
lo amava abbastanza da salvarlo. Niente di tutto ciò; e in momenti come questo
tutto diventa ancora più chiaro nella mia mente.
Il
male capita. Non si va a cercare, perché non si è masochisti affatto. Il male
si combatte. Ma c’è un tipo di male che ci viene addosso che si può combattere
solo soffrendo. Se il cuore di una persona è crudele e psicologicamente ci
ferisce, mi allontanerò sicuramente dalla persona, ma dovrò salire su questa
croce: dovrò sentire che dolore è essere così, dovrò entrarci nel profondo…per
evitarlo in ogni possibile modo.
Non
serve a niente diventare più aggressivi: perché l’altro lo diventerà di più, perché
il buio non si manda via col buio, ma con la luce. Non serve ed è anche
dannoso: per l’altro, che resta nel suo buio; per me, perchè ci entro.
Allora
bisogna salire su questa croce. E da li si sconfigge la morte. Da li ci sono
poche parole da dire.
Gemiti.
Respiri
spezzati.
Lacrime.
Nient’altro…..Senza
parole.
Paola
Buccheri
![]() |
| un mio quadro |
martedì 23 maggio 2017
LA POVERTA' E' LA VERA RICCHEZZA
La povertà è la nostra vera ricchezza.
Sembra una stupidaggine, sembra che io mi sia messa a
parlare come un filosofo che sposta le parole come quando si gioca a Scarabeo.
Sembra una vuota assurdità. Invece è solo una sintetica conclusione di un
pensiero che ha dentro una quantità infinita di motivazioni.
Mi sono accorta che quando in casa ho niente e poco per
organizzare un pranzo, riesco a inventarmi cose meravigliose, ricette
nuovissime e gustose. La fantasia si potenzia per ricavare molto dai pochi
ingredienti che mi ritrovo davanti.
Quando invece c’è una vasta gamma di prodotti nel
frigorifero e nella credenza, è come se la mia mente si mettesse a sedere e non
provasse gioia nel decidere cosa preparare. Non c’è gusto!
Lo stesso avviene nei lavori artistici tipo maglia, cucito o
uncinetto. E’ veramente singolare, ma la mia creatività s’innesta quando il
filo non è sufficiente per nulla, o la stoffa non basta in alcun modo per la
realizzazione di un qualsiasi lavoro. Immediatamente eccomi inventare cuscini
coloratissimi con alternanze di fili e tovagliette cucite col metodo del patchwork
inglese che pur essendo laborioso produce risultati di grande effetto con poco.
Quanto tempo passo a guardare il risultato del mio lavoro! Nessuno da un’uguale
soddisfazione: aver tirato fuori dal niente un capolavoro.
Da bambina poi non avevo i giocattoli che i nostri ragazzi
hanno oggi. La mia Barbie era una persona solitaria che soffriva anche del
grande handicap di non poter piegare le ginocchia poiché era un modello più
semplice della “classica” e mi era stata regalata da mia sorella maggiore che
non aveva molte risorse finanziare a quindici anni! Eppure la mia “lignea”
Barbie era davvero uno dei miei passatempi preferiti e quando su Topolino
vedevo la pubblicità della “Casa di Barbie”, non ero colta da tristezza o
invidia perché non la possedevo, bensì da un immediato desiderio di
costruirmela con le mie mani. Allora mi procuravo uno scatolone e passavo
interi pomeriggi a far lavorare le cellule grigie per capire come applicare l’ascensore
e come fare i mobili. Quello era il gioco! Inventare, creare dal poco, mettere
tutta l’arte, l’intelligenza e l’entusiasmo per “far nascere la gioia”.
Scoprire che sapevo fare delle cose nuove. E poi restare a rimirare orgogliosa
e sorridente quella casa di cartone con un obbrobrio di ascensore che però
saliva e scendeva davvero!!! Che soddisfazione. Non desideravo comprare alcuna
casetta per la mia bambola, perché io ero in grado di farmela da sola. Non l’avrei
mai scoperto se invece l’avessi avuta!
Credo che il non avere che le proprie mani e la propria
intelligenza sia il modo migliore per scoprire che si è felici! Davvero la
povertà è una ricchezza.
Lo è in ogni caso. Perché la persona povera deve per forza
mettere in atto tutta le sue potenzialità. Se lo fa serenamente, incontra e
conosce la sua forza e scopre che la vera ricchezza è situata in se stessa. Di
conseguenza diventa una persona irrimediabilmente felice e serena. Che non ha
bisogno di invidiare niente a nessuno e non si sente mancante di qualcosa ma in
possesso di un grande dono.
Mi chiedevo infine il “perché” di tutto ciò: perché sentirsi
felici di crearsi le cose dal poco, perché scoprire la gioia e la ricchezza
nella povertà. Ecco io credo fermamente che questo sia un altro segno che siamo
figli di Dio.
Innanzi tutto perché Dio è intelligente e artista ed è l’Unico
che crea addirittura dal nulla: noi, a immagine e somiglianza Sua, proviamo una
gioia soprannaturale nello scoprirci Figli di Nostro Padre, creando con poco.
Inoltre senza molte cose intorno a noi, siamo costretti a
entrare nel profondo di noi e scoprire uno Spirito divino che ci riempie la
vita. Non sono le cose che ci colmano di gioia….ma è lo scoprire che anche
senza “cose” io ho dentro di me lo Spirito Santo che mi fa compiere meraviglie
e non mi lascia mai da solo. Essere poveri…ci costringe a scoprire….che siamo
ricchi!
lunedì 1 maggio 2017
RITAGLI DI STOFFA?
Ora di catechesi. Ho davanti una ragazza di circa trenta
anni e le sto parlando dei 10 Comandamenti. Mentre mi sforzo di spiegare nel
modo più chiaro e solare che “Non dare falsa testimonianza” non è una negazione
della mia libertà di parola bensì la scoperta di non essere più schiavo delle
mie bugie e perciò di vivere libero e felice…ecco vedo accendersi una nuova
luce sul suo volto. Non aveva mai fatto quell’espressione, non aveva mai
sorriso in quel modo, mai avuto tanta dolcezza nello sguardo.
E’ arrivato!! Lo Spirito Santo è giunto fino al cuore e lì
ha acceso un fuoco inestinguibile che persino io vedo bruciare dentro di lei e
che sta alimentando il fuoco che arde in me.
Mi commuovo. Quasi si spezza la voce mentre mi accingo a
spiegare il prossimo comandamento…ma proseguo più felice.
La sera stessa, già a letto nel buio della mia stanza,
pronta a riposare, mi tiene sveglia un battito inusuale del mio cuore: rivedo
il viso della ragazza e lo sfavillio dei suoi occhi; poi ripenso a momenti
simili con gli altri ragazzi che seguo e mi sovvengono tutti gli istanti in cui
qualcosa è cambiato e il loro sguardo era simile a un bambino che ascolta il
padre dire: “E’ arrivata l’ora di giocare insieme tu ed io”; come avessero
scoperto che le loro speranze stavano per realizzarsi.
“Com’è buono Dio!”-sussurro al buio.
Abbiamo la capacità di accendere l’ardore per il Signore e
di goderne il calore, eppure siamo piccoli e imperfetti come dei ritagli di
stoffa irregolari che da soli non servono a molto, ma uniti agli altri formano
un allegro patch-work a comporre una copertina calda per qualcuno che ancora
non conosco. Don Bosco diceva che “ il Signore ci ha messo al mondo per gli
altri” e siccome ci ha creati per la gioia, è evidente che vivere per gli altri
significa essere davvero felici. Questo è il senso della vita in fondo.
Ho capito che si può amarsi tutti pur essendo tutti diversi
fra noi: è vero; ma solo attraverso Dio, grazie al collante dello Spirito Santo
che è il fuoco dell’amore divino, vivo in ognuno di noi: occorre solo scoprirlo
e aiutare il prossimo a fare altrettanto. E l’amore divino non guarda la
simpatia o meno dell’altro: quelle sono cose che si consumano e finiscono.
Fino a qualche mese fa non conoscevo nessuno dei ragazzi che
sto preparando per la Cresima, oggi, pur non sapendo quasi nulla delle loro
vite, li sento come dei parenti che non mi avevano ancora presentato. Mi sembra
di conoscerli da tanto e trovo ovvio amarli.
Non c’è nulla di “naturale” in tutto questo, è tutto
squisitamente “soprannaturale” e causa di immensa gioia.
Quel rovo ardente che Mosè incontra nel deserto, non si è
mai spento. Quando credi di essere solo, nell’arsura e di respirare solo la
sabbia soffiata in faccia dall’indifferenza delle persone che attraversano
correndo di fretta la tua via, ecco che se ti fermi a parlare con Dio, capisci
che sei tu il primo a dover uscire dalla tua tristezza e parlare di Dio al
fratello. Così vi scalderete entrambi a un tepore che non consuma, non si estingue
e che contagia gli altri. Scopri la tua gioia in fondo allo sguardo dell’altro
che è figlio di Dio come te e sempre sarà…per quello lo ami e ti ama. Per questo
non finirà.
Questa gioia si può sperimentare già in questo mondo, ma non
è proveniente da questo mondo perché è inattaccabile: è il Regno di Dio che è
già in mezzo a noi.
Vi prego fermatevi a guardarlo: è bellissimo, “gustate com’è
buono Dio”!
….Restiamo collegati
giovedì 27 aprile 2017
FESTA DEL LIBRO e.....Gara di fumetto di mio figlio
Il video che vedrete è brevissimo e parla di una gara di fumetto tenutasi ad Ostia in occasione della Festa del Libro.
In questa gara mio figlio Francesco è arrivato secondo ed è stato intervistato per parlare brevemente del suo disegno!!
http://www.canaledieci.it/vp-video/vp-video-6493-festa-del-libro-post/
In questa gara mio figlio Francesco è arrivato secondo ed è stato intervistato per parlare brevemente del suo disegno!!
http://www.canaledieci.it/vp-video/vp-video-6493-festa-del-libro-post/
martedì 28 febbraio 2017
HOLLIDAY INN
Trovo tanta pace e serenità in queste note. La condivido con voi e spero apprezziate il dono.
lunedì 27 febbraio 2017
BELLA
Mamma….mi manchi.
Qui tutto è uguale in fondo, ma senza di te. Il mio dolore
è lo stesso, ma senza quel tuo sguardo complice che mi sosteneva. I tuoi occhi
verde intenso che si voltavano a cercare il mio sguardo e sfavillavano luce,
dicendomi parole silenziose che arrivavano dritte al cuore. Alle quali io
rispondevo alzando il sopracciglio e abbassando lo sguardo, aggiungendo un
sospiro. E tu terminavi il discorso di gesti con un: “Eh….figlia mia….”
Era tutto un mondo nostro di conoscenze misteriose che
nessuno sarebbe mai arrivato a capire. Solo io e te vivevamo in quel mondo.
Poi toccava a te, quando mi chiamavi sfinita e con voce
supplice e mite mi sussurravi al telefono: “Paoletta…puoi venire un attimo…scusa
bella”; sì perché solo tu mi chiamavi così: “Bella”. Lo dicevi in un modo che
non mi sentivo bella fuori, riuscivi a farmi sentire una cosa bella nel mondo….mamma…lo
ero solo per te.
Allora infilavo la giacca e venivo a casa tua e tu tiravi
un sospiro di sollievo. Qualche battuta stupida ed ecco la tua risata
rinfrancante e il mio mondo si colorava di tutte le tinte esistenti in natura.
Sì ero bella…eri bella anche tu per me.
Tu eri colei che sapeva anche quello che non si può
spiegare e che se tento ora di spiegare con mille parole…nessuno potrà mai
capire come tu capivi.
Come posso raggiungerti adesso? Tanta bellezza non può
essere sfumata nel nulla; sei qui dentro di me con le tue parole non dette e
gli occhioni verdi che chiedono aiuto..che cercano il mio amore.
Aspetto il giorno di rivederti ancora e lo attendo con fede
e speranza….ma fino a quel giorno, mamma, mai più mi sentirò di nuovo…Bella…come
dicevi tu…Volevo che lo sapessi.
Ciao Mamy
![]() |
| La tua Paoletta |
venerdì 10 febbraio 2017
QUIETE CONTINUA
Non so se capita anche a voi di accorgervi che alcune
persone manchino di una certa serenità interiore. La cosa mi fa molto
riflettere, non sto qui certo per criticare perché su questa terra è come se
stessimo tutti sulla stessa barca: serve la collaborazione di ogni passeggero affinchè
il viaggio vada a buon fine, e non che uno strattoni l’altro…si finirebbe tutti
in acqua!
Per questo alle volte, serve capire in che condizioni
stanno gli altri per eventualmente aiutarli almeno cercando di individuare
quale problema li affligge.
Dato per scontato che questa esistenza è difficile sotto
molteplici punti di vista, dato per certo che anche la mancanza di salute
spesso si affacci nelle nostre giornate e che le caratteristiche del carattere
di ogni persona possa essere anche di intralcio alla serenità….comunque resto
dell’idea che una cosa è il mondo esterno, un’altra il mondo interno. E se per
quanto riguarda il mondo esterno molte volte non siamo in grado di cambiarlo;
per quel che riguarda il mondo interno ho le prove tangibili, vissute su me
stessa che possiamo creare un angolo di paradiso anche vivessimo all’inferno.
Insomma siamo capaci di modificare efficacemente il nostro stato interiore.
E attenzione perché non sto parlando di raggiungere nessun
Nirvana che non mi interessa affatto e non rappresenta una garanzia per la pace
del cuore, né sto parlando di un mero “far vedere che”: le apparenze non le
prendo assolutamente in considerazione. La luce deve venire da dentro, non è
una mano di pittura bianca sul viso: concorderete con me che un conto è un viso
roseo per la buona salute, un conto è un trucco anche ben fatto su un viso
pallido per malattia: il fard colorato si scioglierà con un po’ di acqua e
lascerà vedere il pallore, mentre il rosa del buon sangue che scorre sotto le
guance non scomparirà dopo un pianto.
Proprio perché la vita su questa terra è piena di ostacoli,
a maggior ragione non è pensabile lasciarsi sbattere come un aquilone al vento
da ogni evento. Il nostro equilibrio psichico e quello dell’anima non possono
assolutamente dipendere da ciò che avviene durante la giornata, o perlomeno non
completamente. Diciamo che dovremmo assomigliare più a una bandiera salda sulla
sua asta piuttosto che a un aquilone perso nella tempesta e sfuggito di mano a un
bimbo. Quindi forse dovremmo chiederci cosa rappresenta per noi l’asta!
Il nostro cuore si potrà anche muovere e scuotere forte
per i colpi della vita, ma se è ferma attorno alla sua asta, non volerà via e
resterà li dove ci si aspetta di vederla quando vi si volge lo sguardo.
La mia asta è una grande certezza: che non sono sola perché
Dio mi ama.
Voi mi direte: e vabbè, magari quello lo so anche io. Ma mi
permetto di precisare che un conto è saperlo, un conto è viverlo con fede. E’
una sfumatura che fa una differenza enorme anche se non sembra.
Provo a dirlo in un altro modo. Molti di noi sono sinceramente consapevoli che
Dio esista e questo ci rassicura. Troppo pochi hanno compreso invece che Dio c’è
PER ME, non in generale per l’umanità, ma “per me”, chiunque io sia, conosce la
mia storia, le mie inquietudini, i miei pianti più segreti e in conseguenza
segue attentamente ME personalmente. Perciò credo che qualunque cosa mi succeda,
non solo Dio lo veda, ma si stia organizzando perché ogni cosa vada a posto e
che tutto serva per rendere la mia vita sempre più vivibile nella gioia e nella
pace. Credetemi è diverso. Se si vive con questa fede, si appende la propria
anima sensibile all’asta dell’amore di un Padre mille volte più attento di un
meraviglioso padre terreno.
Allora nasce in noi una quiete molto simile alla quiete
dell’Eden, quel giardino sognato per noi dal Creatore: un luogo colmo di
semplice bellezza dove la vera gioia proviene da un Dio che passeggia per mano
con noi poggiando i piedi così vicino ai nostri da scorgerne i suoi. In una
condizione di dolcissima intimità. Quell’intimità che Lui và cercando da tempo
immemore, da quando a Mosè disse “levati i calzari, perché questo è luogo sacro”…”Levati
i calzari”…sta col tuo piede nudo sulla mia terra, dove sto io. E sii te
stesso, non voglio neanche una suola di scarpa fra te e Me!...ecco cosa ci dice
Dio!
Dovremmo essere felici come quando da bambini correvamo
nella stanza dei genitori e tolte le scarpe saltavamo sul lettone matrimoniale
ridendo per niente. Ecco cosa vuole Dio.
Se questa è la mia asta, non mi turberò ad ogni piè sospinto!
Se sono quel bimbo senza scarpe che tocca il letto di Dio Padre, anche se mi
passeranno avanti in una fila al supermercato, non mi sentirò talmente ferita
da farlo pesare anche a chi non è colpevole del mio disguido, ma anzi avrò una
parola di pace a chi di pace non sembra averne.
Se sto al sicuro nella stanza del Padre, non mi sentirò
vittima delle circostanze neanche dovessi vedere davanti ai miei occhi malattia
e morte perché so bene che ciò appartiene alla vita e si trasformerà in un
sommo bene per me. Non sentirò la necessità di farmi commiserare come se quello
fosse un mio diritto, perché avrò dentro il sorriso rassicurante di Dio che
ripaga di più di un umano cordoglio.
Sarà una sciocchezza, ma posso testimoniare con fermezza
che la mia gioia interiore è cresciuta in modo direttamente proporzionale con l’aver
sperimentato la sofferenza. E’ vero: fa paura soffrire, e la tela della
bandiera sbatte su se stessa; ma il Padre lo sa più di me, e mi restituisce la
quiete in fretta ricordandomi che non gli passa neanche per la testa di lasciarmi
sola.
La vita spesso fa paura, ma diventa davvero uno sgomento
non trovare l’appoggio del fratello che viaggia con te in questa barca scossa
dai flutti. Il viso degli altri deve essere un raggio di luce riflessa dal
Padre e non un cunicolo scuro di buio e fumo.
Recuperare la propria quiete, il proprio Eden è sempre
possibile ed è auspicabile perché significa rendere il mondo un tantino
migliore.
La pace sia con voi!
giovedì 9 febbraio 2017
PASTICCIO DI CARNE
L'altro giorno avevo solo due etti di carne macinata e dovevo inventarmi un secondo per il pranzo della famiglia e certamente non mi sarebbe bastata per tutti. Allora ho messo in moto la fantasia ed ecco a voi...il pasticcio appetitoso che ho ricavato!
INGREDIENTI:
200 gr di carne macinata
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla
1 spicchio di aglio
passata di pomodoro
pezzetti di formaggio
pezzetti di wuster
parmigiano grattato (4 cucchiai)
pangrattato (4 cucchiai), o, se non lo avete frullate 3 fette di pancarrè
1 uovo
sale e pepe
olio
PROCEDIMENTO:
Tritate le carote, il sedano, la cipolla e l'aglio e mettete tutto in una padella con olio e sale a soffriggere. Dopo un 15 minuti unite una bella tazza di passata di pomodoro e cuocete altri 5 minuti.Spegnete e lasciate intiepidire un po.
Nel frattempo dentro una insalatiera unite tutti gli altri ingredienti mescolandoli bene e alla fine unire le verdurine cotte nel pomodoro. Mescolare ancora bene col cucchiaio e mettere questo composto in uno stampo a ciambella, meglio se in materiale di gomma che và in forno.
Livellare molto bene pigiando e al termine versare un filo di olio sulla superficie.
Infornare a 180 gradi per un'oretta.
Quindi tirare fuori, lasciare intiepidire e poi ribaltare su un piatto di portata.
Se volete renderlo ancora più completo, mettete al centro, nel foro della ciambella, o un pò di riso in bianco o dei pisellini cotti nel latte.
IL mio pasticcio ha avuto un successo incredibile e sembrava avessi usato mezzo chilo di carne!! E' bastato per 4 persone ed avanzato anche!!!
INGREDIENTI:
200 gr di carne macinata
2 carote
2 gambi di sedano
1 cipolla
1 spicchio di aglio
passata di pomodoro
pezzetti di formaggio
pezzetti di wuster
parmigiano grattato (4 cucchiai)
pangrattato (4 cucchiai), o, se non lo avete frullate 3 fette di pancarrè
1 uovo
sale e pepe
olio
PROCEDIMENTO:
Tritate le carote, il sedano, la cipolla e l'aglio e mettete tutto in una padella con olio e sale a soffriggere. Dopo un 15 minuti unite una bella tazza di passata di pomodoro e cuocete altri 5 minuti.Spegnete e lasciate intiepidire un po.
Nel frattempo dentro una insalatiera unite tutti gli altri ingredienti mescolandoli bene e alla fine unire le verdurine cotte nel pomodoro. Mescolare ancora bene col cucchiaio e mettere questo composto in uno stampo a ciambella, meglio se in materiale di gomma che và in forno.
Livellare molto bene pigiando e al termine versare un filo di olio sulla superficie.
Infornare a 180 gradi per un'oretta.
Quindi tirare fuori, lasciare intiepidire e poi ribaltare su un piatto di portata.
Se volete renderlo ancora più completo, mettete al centro, nel foro della ciambella, o un pò di riso in bianco o dei pisellini cotti nel latte.
IL mio pasticcio ha avuto un successo incredibile e sembrava avessi usato mezzo chilo di carne!! E' bastato per 4 persone ed avanzato anche!!!
lunedì 30 gennaio 2017
IL LETTO DEI GIARDINARI
"Bambine..venite a fare il letto dei giardinari?"...questo era il richiamo che spesso sentivamo venire dalla camera di mio padre e mia madre la domenica mattina.
Allora correvamo tutte contente verso la loro camera e saltavamo dentro il lettone dove ancora riposavano mamma e papà e ci rintanavamo sotto le coperte contente di stare accanto a loro, mentre papà si metteva a parlare in un modo scherzoso dicendo cose del tipo: "Oh che bellezzotta di stare quadendrolo!"...che tradotto sarebbe: "Che bello stare qua dentro.
Restavamo qualche minuto a ridere e scherzare. non ho mai più provato una simile sensazione di sicurezza e innocente felicità.
Eccoci tutti vicini, tutti sorridenti....tutti amati...tutti salvi..ognuno salvato dall'amore dell'altro.
Per lungo tempo non ho mai capito cosa volesse dire "giardinari", credevo fosse il linguaggio scherzoso di papà che si divertiva a far ridere le sue bambine; poi ho scoperto che è un modo per dire "contadini" e in seguito ho scoperto che anticamente i contadini, un pò per questioni di poco spazio, un pò per motivi di freddo, dormivano davvero tutti insieme in un letto. Ed ecco spiegato il letto dei giardinari. Ma noi? che motivo avevamo? non era lo spazio a mancare, non era il freddo...era l'affetto.
Manifestare l'affetto, con abbracci, il solletico, gli scherzi solo per vedere l'altro ridere, perdendo del tempo solo per guadagnare un sorso di felicità per ciascuno. Questo era il nostro letto dei giardinari.
Imparare a manifestare l'affetto anche fisicamente è una cosa importante perchè siamo esseri umani con un corpo (fatto al 62% di acqua) e un'anima ( fatta al 90% di amore).
Acqua e Amore....sembrerebbe un essere inconsistente...eppure entrambe rappresentano la vita.
Non manifestare l'amore (ogni tipo) è per l'essere umano come non bere mai.
C'è anche chi non beve quasi nulla, infatti và incontro a molti problemi e guasti nel fisico. Pensate cosa accadrebbe se non ci sforzassimo di manifestare l'amore: l'anima si spegnerebbe piegandosi lentamente su se stessa, disimparando ad amare.
Si impara in casa, in famiglia, perciò vi prego, siate affettuosi con i figli, nutriteli di carezze, abbracci, attenzioni, perchè la loro anima sia bella rigogliosa e pronta a trasmettere a sua volta questo genere di affettuosità. Esse sono l'alimento di ognuno di noi, e il cuore ne gioisce ridendo come quelle due bimbe nel lettone di papà e mamma. Loro ridevano degli scherzi ingenui dei genitori, ma nel profondo erano solo immensamente felici del loro "essere amate" fino a riderne rumorosamente.
E' questo il sogno del Padre....
Allora correvamo tutte contente verso la loro camera e saltavamo dentro il lettone dove ancora riposavano mamma e papà e ci rintanavamo sotto le coperte contente di stare accanto a loro, mentre papà si metteva a parlare in un modo scherzoso dicendo cose del tipo: "Oh che bellezzotta di stare quadendrolo!"...che tradotto sarebbe: "Che bello stare qua dentro.
Restavamo qualche minuto a ridere e scherzare. non ho mai più provato una simile sensazione di sicurezza e innocente felicità.
Eccoci tutti vicini, tutti sorridenti....tutti amati...tutti salvi..ognuno salvato dall'amore dell'altro.
Per lungo tempo non ho mai capito cosa volesse dire "giardinari", credevo fosse il linguaggio scherzoso di papà che si divertiva a far ridere le sue bambine; poi ho scoperto che è un modo per dire "contadini" e in seguito ho scoperto che anticamente i contadini, un pò per questioni di poco spazio, un pò per motivi di freddo, dormivano davvero tutti insieme in un letto. Ed ecco spiegato il letto dei giardinari. Ma noi? che motivo avevamo? non era lo spazio a mancare, non era il freddo...era l'affetto.
Manifestare l'affetto, con abbracci, il solletico, gli scherzi solo per vedere l'altro ridere, perdendo del tempo solo per guadagnare un sorso di felicità per ciascuno. Questo era il nostro letto dei giardinari.
Imparare a manifestare l'affetto anche fisicamente è una cosa importante perchè siamo esseri umani con un corpo (fatto al 62% di acqua) e un'anima ( fatta al 90% di amore).
Acqua e Amore....sembrerebbe un essere inconsistente...eppure entrambe rappresentano la vita.
Non manifestare l'amore (ogni tipo) è per l'essere umano come non bere mai.
C'è anche chi non beve quasi nulla, infatti và incontro a molti problemi e guasti nel fisico. Pensate cosa accadrebbe se non ci sforzassimo di manifestare l'amore: l'anima si spegnerebbe piegandosi lentamente su se stessa, disimparando ad amare.
Si impara in casa, in famiglia, perciò vi prego, siate affettuosi con i figli, nutriteli di carezze, abbracci, attenzioni, perchè la loro anima sia bella rigogliosa e pronta a trasmettere a sua volta questo genere di affettuosità. Esse sono l'alimento di ognuno di noi, e il cuore ne gioisce ridendo come quelle due bimbe nel lettone di papà e mamma. Loro ridevano degli scherzi ingenui dei genitori, ma nel profondo erano solo immensamente felici del loro "essere amate" fino a riderne rumorosamente.
E' questo il sogno del Padre....
sabato 28 gennaio 2017
L'AMORE SIETE VOI
Eppure quando guardi nei film ben riusciti, l'amore sembra esistere davvero. Sguardi persi l'uno nell'altro, la sensazione che il mondo intorno sia solo una casualità di quel momento che ormai quasi non ti riguarda e lo ritieni addirittura una futile distrazione a ciò che stai provando.
L'improvvisa, inaspettata ma piacevole percezione di una pienezza di vita che senti sfuggire e vorresti fermare nella tua mente per non perdere mai più di vista cos'è vivere.
La confusione che tutti dicono avvertire, non è altro che la difficoltà ad adattarsi a quegli istanti di vita vera che ti traslano da un mondo visto in passivo a un mondo nel quale sei tu il protagonista che porta avanti la realtà col proprio battito cardiaco.
Come se ad uno spettacolo a cui assisti in ultima fila perso in un mare di folla ignara della tua presenza, inspiegabilmente ti ritrovassi sopra al palco a recitare una parte che non sai, con tutti gli occhi puntati addosso..e tu scoprissi di poter interpretare il ruolo misterioso che ti ritrovi a fare.
Eppure, qualche volta è capitata, questa dispettosa sfuggevole felicità di sentirsi importanti per qualcuno alla quale stenti a credere. Gioia rara che contempli fra il dubbioso e lo stupefatto che ti regala quell'espressione ebete di chi si innamora.
Come se un bambino capitasse nella sua favola preferita vestito di tutto punto come un principe che passeggia fra le pagine illustrate della storia letta e riletta.
Se questo cuore palpita così...non importa cosa dicano gli altri: l'amore esiste.
Magari non ce l'hai ora incarnato in una persona. Magari non troverai mai chi lo incarna per te, portandoti in quell'isola "che non c'è" fatta di sogno e che però ti consente di stare su questa terra. Magari è così.
Eppure il cuore di tutti noi è capace di un tale amore. Può contenere una esistenza molto più ampia di ciò che vive ora. Non solo ognuno è in grado, ma è anche misteriosamente pronto ad accogliere questa strana e ineffabile gioia che non saprai gestire come le altre...ma che gestirai.
Un po come una nuovissima mamma che per la prima volta accoglie il figlio in braccio facendo tutte le mosse giuste per accudirlo.
Magari sono senza "un amore"....ma non senza "amore".
Ecco perchè sembra vero e palpitante anche quello nei film ben recitati. Perchè l'amore c'è sempre..in ognuno di noi.
Non mi sentirò triste e sola perchè niente e nessuna solitudine potrà levarmi l'amore che c'è in me.
Non morirà mai neanche morissi io. Perchè è ciò che c'è di divino in noi e che porta via la morte...A-MORS: senza morte.
Siate felici: l'amore siete voi.
L'improvvisa, inaspettata ma piacevole percezione di una pienezza di vita che senti sfuggire e vorresti fermare nella tua mente per non perdere mai più di vista cos'è vivere.
La confusione che tutti dicono avvertire, non è altro che la difficoltà ad adattarsi a quegli istanti di vita vera che ti traslano da un mondo visto in passivo a un mondo nel quale sei tu il protagonista che porta avanti la realtà col proprio battito cardiaco.
Come se ad uno spettacolo a cui assisti in ultima fila perso in un mare di folla ignara della tua presenza, inspiegabilmente ti ritrovassi sopra al palco a recitare una parte che non sai, con tutti gli occhi puntati addosso..e tu scoprissi di poter interpretare il ruolo misterioso che ti ritrovi a fare.
Eppure, qualche volta è capitata, questa dispettosa sfuggevole felicità di sentirsi importanti per qualcuno alla quale stenti a credere. Gioia rara che contempli fra il dubbioso e lo stupefatto che ti regala quell'espressione ebete di chi si innamora.
Come se un bambino capitasse nella sua favola preferita vestito di tutto punto come un principe che passeggia fra le pagine illustrate della storia letta e riletta.
Se questo cuore palpita così...non importa cosa dicano gli altri: l'amore esiste.
Magari non ce l'hai ora incarnato in una persona. Magari non troverai mai chi lo incarna per te, portandoti in quell'isola "che non c'è" fatta di sogno e che però ti consente di stare su questa terra. Magari è così.
Eppure il cuore di tutti noi è capace di un tale amore. Può contenere una esistenza molto più ampia di ciò che vive ora. Non solo ognuno è in grado, ma è anche misteriosamente pronto ad accogliere questa strana e ineffabile gioia che non saprai gestire come le altre...ma che gestirai.
Un po come una nuovissima mamma che per la prima volta accoglie il figlio in braccio facendo tutte le mosse giuste per accudirlo.
Magari sono senza "un amore"....ma non senza "amore".
Ecco perchè sembra vero e palpitante anche quello nei film ben recitati. Perchè l'amore c'è sempre..in ognuno di noi.
Non mi sentirò triste e sola perchè niente e nessuna solitudine potrà levarmi l'amore che c'è in me.
Non morirà mai neanche morissi io. Perchè è ciò che c'è di divino in noi e che porta via la morte...A-MORS: senza morte.
Siate felici: l'amore siete voi.
sabato 14 gennaio 2017
LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO
Questa è la casetta di biscotto che ho costruito con le mie mani per il compleanno di mio figlio.
Fare cose belle che richiedano anche impegno, tempo e pazienza, alla fine sono quelle più gratificanti anche suscitassero un solo vero sorriso.
E' un pò come scoprire di poter allungare la propria vita o, meglio, la vita dei tuoi cari anche solo di un giorno.
Creare un sorriso; creare una "bellezza" che faccia nascere un sorriso; è creare "la bellezza" della vita.
Così come Dio Padre ha perso tempo a creare i fiori sognando il nostro sorriso.
Come guardi chi ti ha creato una rosa?..come guardi chi ti regala una Margherita per la tua gioia?...con immenso stupore, riconoscimento, commozione. Continui a guardare chi crea la bellezza per scoprire un valido "perchè" del suo agire. Continui a guardarlo fino a che sei costretto a riconoscere che è solo per amore. E' esso stesso la bellezza.
La bellezza dell'amore gratuito.
Questa bellezza salva il cuore...salva il mondo.
Così seguiterò a creare come un pittore dei giorni, tutta la bellezza che posso..dalla più piccola alla più grande mettendo in ogni singolo istante tutta la pazienza e l'impegno che posso.
Buon Anno a tutti... auguri al mio Francesco...di ogni bellezza....e a mia figlia Margherita di riavere la gioia che da.
Fare cose belle che richiedano anche impegno, tempo e pazienza, alla fine sono quelle più gratificanti anche suscitassero un solo vero sorriso.
E' un pò come scoprire di poter allungare la propria vita o, meglio, la vita dei tuoi cari anche solo di un giorno.
Creare un sorriso; creare una "bellezza" che faccia nascere un sorriso; è creare "la bellezza" della vita.
Così come Dio Padre ha perso tempo a creare i fiori sognando il nostro sorriso.
Come guardi chi ti ha creato una rosa?..come guardi chi ti regala una Margherita per la tua gioia?...con immenso stupore, riconoscimento, commozione. Continui a guardare chi crea la bellezza per scoprire un valido "perchè" del suo agire. Continui a guardarlo fino a che sei costretto a riconoscere che è solo per amore. E' esso stesso la bellezza.
La bellezza dell'amore gratuito.
Questa bellezza salva il cuore...salva il mondo.
Così seguiterò a creare come un pittore dei giorni, tutta la bellezza che posso..dalla più piccola alla più grande mettendo in ogni singolo istante tutta la pazienza e l'impegno che posso.
Buon Anno a tutti... auguri al mio Francesco...di ogni bellezza....e a mia figlia Margherita di riavere la gioia che da.
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