Mi sono spesso chiesta perchè solo le cattive notizie facciano parlare tanto le persone...for

giovedì 31 gennaio 2013

IL PARRUCCHIERE DELL'ANNO

Sogni dementi di appagamenti estetici-Risvegli a 100 gradi C-Il brivido del taglio-Sogni sarcastici sul trionfo di un parrucchiere-Come entrare a far parte dell'equipaggio dell'Enterprise.


Arriva il grande giorno: mercoledi alle 14 in punto vado a tagliarmi i capelli. E' sempre un giorno speciale, per una donna, quello in cui si và dal parrucchiere.
Sono quei rari momenti in cui sai che tutto ciò che la tua testa dovrà fare, sarà sopportare i bulbi piliferi che ricoprono la cute del cranio...nessun pensiero, nessuna preoccupazione deve affollare la mente in quell'ora (due se si tratta di fare la tinta, tre per le fortunate che si affidano alla permanente o ad una messa in piega particolare). Anzi, la tua mente verrà del tutto imbevuta dalla dolcezza dell'acqua tiepida che scorre tra i capelli , dal profumo dello shampoo e dalla sua spuma ovattata, dal morbido massaggio di mani esperte e accurate che ti ricordano tanto i bagnetti d'infanzia.
Poi c'è il taglio e l'asciugatura, fasi in cui il parrucchiere passa e ripassa le mani tra i capelli, producendo un sopore invincibile sulle rilassatissime clienti, sopore enfatizzato dalla musica soffusa e dal rumore indistinto dei phon accesi...che talvolta sovrastano-confondendole provvidenzialmente-le allucinanti conversazioni dei vicini.
Infine la novità apportata dal taglio, la possibilità di scegliere e cambiare il colore, di stupire gli amici e i conoscenti con un look diverso e magari un pò alla moda...la curiosità di scovare tra le riviste qualche acconciatura allettante che non si è mai provata (e che mai più si riproverà poichè inspiegabilmente risulta irripetibile una volta lavati i capelli a casa propria)...
Sono tutte sensazioni che per me si trasformano magicamente in endorfine e benessere non appena entro all'interno della miracolosa sala del parrucchiere, dove il tepore e le chiacchiere inutili  regneranno per me sovrani e incontrastati per almeno tutta la prossima ora e mezza.
Da ciò consegue che io attendo quei momenti, pregustandoli con ansia, spensieratezza e candore...devo dire che la consapevolezza di avere un appuntamento col parrucchiere mi rende quasi più leggera dal giorno prima.
Mercoledi scorso (e quindi già da martedi, se vogliamo) mi sentivo proprio così: leggera già dal mattino. Ah..stavolta niente novità, voglio proprio il taglio dell'ultima volta, che mi ha proprio accontentato. Sì. Gli dirò (il parrucchiere è un lui): "Fammi i capelli così, come li vedi, ma più corti" e lui mi girerà attorno tagliuzzando con amore, mentre io mi contemplerò nello specchio con gli occhi a mezz'asta (a causa del tocco soporifero)...ah...
Entro con questo semplice proposito, innocente...e soprattutto demente. Demente nel senso che appena varco la fatidica soglia, la mia mente magicamente cancella tutte le esperienze precedenti in cui in realtà non mi aveva accontentato per niente.
Ma ora la speranza mi riempie, la musica e i phon già mi ottundono la mente...mi siedo attendendo paziente che tocchi a me. Eccomi!
Il lavaggio è come sempre un momento speciale. La ragazza è nuova, bene. Tuttavia essa si rivela presto molto energica, veramente troppo energica per qualsiasi standard di massaggio, anche dello shatsu. Speriamo si rilassi nel corso del lavaggio o dovrò curare gli ematomi per giorni. Ma nonostante ciò trovo conforto nel poggia-testa del lavandino: esso è costituito di marmo massiccio e gelido ed ha una particolare inclinazione che consente di separare la testa dal suo naturale alloggiamento alla fine del collo.
Premendo sul cervelletto, il poggiatesta mi crea un dolore intenso che leva di sentimento, portandomi infine alla perdita della memoria alternata ad eccezionali visioni mistiche. A questo punto il massaggio shatsu, che proseguiva in crescendo, si trasforma in vera tortura: mi viene infatti sparato un getto d'acqua a 100 gradi direttamente sulla cute, cuocendola a puntino.
La ragazza vede il mio sussulto (l'ultimo?) e chiede pronta:"E' troppo calda?"- "Nonnò!" rispondo io con premura... (in fondo è nuova, meglio non traumatizzarla).
Mi rifarò con l'asciugatura, ci vediamo dopo bella.
Mi alzo barcollando con la sensazione di aver ricevuto un trapianto di encefalo e mi avvicino alla postazione a me assegnata. Prima che l'umidità nei capelli si sia completamente trasformata in brina, il parrucchiere accorre sorridente: "Allora? Come li facciamo?"
"Eh..mha.." sembro indecisa ma so benissimo come li vorrei "li vorrei così...a caschetto come ora..ma un pò meno scalati...e soprattutto più lunghi sui ciuffi davanti. Ecco."
Ce l'ho fatta, mi sono espressa! Lui ha capito. Lui sembra sinceramente interessato a come li voglio. Eppure un sospetto mi assale, mentre una scintilla gli balena nello sguardo. Afferra le forbici partendo all'attacco, come preso da un fuoco sacro. Mi sovvengono allora, e solo allora, le centinaia di esperienze precedenti in cui sono uscita con i capelli di Nicoletta Orsomando, di Nefertiti, di Little Tony, di Rosy Bindi. L'idea mi agghiaccia ancor più dei capelli bagnati. Ma no, non voglio pensarci.
Sforbicia, sforbicia, sforbicia...il taglio si delinea, siamo giunti alla scalatura...non la fa, resiste. Ha capito, vedi?E poi si muove verso la frangetta...sì sì anche quella può andare, c'è stato di peggio e poi lui è un professionista, un ottimo parrucchiere.
Ecco, ecco i due ciuffi laterali sul davanti sì...i due ciuffi sono il mio cavallo di battaglia: "Li vorrei più lunghi rispetto al resto"-mi immetto timidamente nel processo di taglio cercando di sovrastare i phon...lo devo fare, devo. E' necessario per ribadire ciò che per me costituisce il culmine della giornata. io ho bisogno di avere quei ciuffi li davanti! Devo dirgli che li lasci così come li voglio, così come li immagino io!
Sì, ha capito, mi ha sentito, ha lasciato i ciuffi più lunghi, li vedo. Sarà un giorno glorioso, come quella volta in cui uscii dal parrucchiere con i capelli proprio come li portava Natalia Estrada. Ma mentre distratta dai miei pensieri a Natalia e a Monica Bellucci (è lecito sognare dal parrucchiere) il professionista si avvicina ratto ai miei ciuffi davanti. Percepisco il pericolo, il mio addominale si contrae, il mio sguardo diviene vitreo, mentre assisto impotente allo scempio: in un millisecondo mi sfoltisce i famosi ciuffi, li scala abbondantemente e prima che io riesca a proferire verbo, li accorcia in maniera irrimediabile. I miei ciuffi-cardine sono per terra.
"Pronta all'asciugatura, cara!"
Grande! Grandioso! E' quello che penso mentre immagino una folla in delirio che applaude e lo acclama parrucchiere dell'anno. "Grande! Sei riuscito a fare il taglio che non volevo! Se solo ci fosse un'assicurazione contro di te e i tuoi tagli, andrei subito a farmela! ma prima sento che devo accompagnarti festante in trionfo!" vorrei dire, ma non faccio in tempo a reagire-sono ancora in trance e mi figuro tra le folla osannante che si straccia le vesti per il parrucchiere dell'anno-che la ragazza nuova si avvicina a tradimento ed incomincia ad allisciarmi i capelli.
Ella lo fa, l'ho potuto constatare in prima persona, con nuovi strumenti di tortura da lei stessa inventati e del cui brevetto è vistosamente orgogliosa. Inoltre mi vede perplessa e tenta di confortarmi:
"Ora dovrà aggiustare il taglio credo, non preoccuparti" "Aggiustare?"-dico io intontita dal phon a 3000 gradi e dala spazzola acuminata avvolta nel fil di ferro.
"Ma sì! Questi ciuffi davanti sono troppo lunghi...mi sa che si è sbagliato a lasciarli così!"-dice lei con aria saccente ma un pò di nascosto per non farsi notare dal principale, dall'artista, dal genio!
"Ma no! glieli ho chiesti io così! Anzi...li avrei voluti più lunghi..."sono ormai sconsolata.
"Ah"risponde lei, con un'espressione che si poteva tradurre con "contenta tu! a me questo taglio fà pena già così!"
Per fortuna ho molti capelli, la ragazza ha modo di torturarmi a lungo con l'asciugatura e io ho tempo per incassare il brutto colpo, il sogno svanito mentre già si realizzava: l'orribile vista dei ciuffi che giacciono sul pavimento.
Non sono cose importanti...i capelli ricrescono. Ed io sono ben allenata a uscire da quella sala con 50 euro in meno ed i capelli nascosti sotto il cappuccio (in effetti per precauzione porto il cappuccio anche d'estate se devo andare dal parrucchiere, nel caso in cui sia costretta ad uscire di li con i capelli come Mike Buongiorno o come Iva Zanicchi).
Poi una volta a casa dimenticherò tutto: li laverò, li pettinerò, sarà un nuovo giorno.
Finisco le mie riflessioni da persona saggia, equilibrata e mi concentro un pò per riuscire a pagare il mio prezzo con un sorriso del tutto soddisfatto (chissà perchè non mi sento mai libera di piangere dal parrucchiere), il tutto mentre mi do un'occhiata distratta allo specchio. In fondo non è neppure male questo taglio...con i capelli così lisci sembro quasi una soubrette...sorrido sinceramente. Ma i cenni che la ragazza mi fa con gli occhi mi avvisano che l'artista è in agguato: costui si avvicina di nuovo per ritoccare il taglio. Non lo avrà mica avvisato che i "ciuffi sono troppo lunghi"??Atterrita mi abbandono al mio destino e chiudo gli occhi...mentre il parrucchiere dell'anno afferra il gel, se lo spande ben bene sulle mani e lavora con lena su frangetta e ciuffi (o su ciò che di essi è residuato): "Fatto!cara!". E' entusiasta (forse già pensa al bagno di folla che lo aspetta e alla solenne cerimonia di premiazione che sto per organizzare).
Non ne posso più, con un balzo sono al portafoglio e con un gesto fluido mi libero di quei 50 euro di troppo gridando "Sì sì grazie!! Sì mi piace proprio questo taglio!Ciao!"e tutto d'un fiato mi ritrovo a casa.
Sento il gel che mi immortala nel mio nuovo taglio...
trovo il coraggio di rintracciare uno specchio.
Davanti ad esso scopro con gioia che ho il viso incorniciato da un perfetto PARRUCCHINO ROMULANO.
Adesso sì che sembro una soubrette di Star Trek.
Sono soddisfazioni.

La mia amica Vittoria (autrice di questo pezzo!!)


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